Autismo: Perchè la sindrome di Asperger affascina la società ?

Josef Schovanec - credit photo Bruno Levy
Josef Schovanec –
credit photo Bruno Levy

In occasione della giornata mondiale dell’autismo, il 2 aprile, ci siamo interrogati su un fatto curioso della società: la crescente popolarità della sindrome di Asperger, una forma di autismo associata ad un alto quoziente intellettivo. Un fascino ambivalente.

Scienziato dotato, dalle conversazioni sfalsate e i comportamenti ossessivi e irresistibilmente strani, Sheldon Cooper ha portato al successo la sitcom americana The Big Bang Theory, e il suo interprete ha vinto l’Emmy Award come migliore attore di serie comiche. Sheldon Cooper presenta tutti i tratti di una persona Asperger, forma di autismo associata ad un QI elevato. E i personaggi come lui hanno successo. E’ quello che dimostra uno studio apparso su Encéphale, su iniziativa di due psicomotricisti del CHU (Centro Ospedaliero Universitario) di Toulouse, fans della serie e terapeuti di giovani “Aspies”, storditi nel vedere il moltiplicarsi della presenza di persone Asperger nelle fiction.

Dopo Rain Man, che ha fatto scoprire al grande pubblico una forma di autismo molto lontana dai luoghi comuni, sono i piu’ recenti Adam o Mary e Max, che hanno affrontato l’argomento con grande finezza al cinema. Senza contare le serie ( Grey’s Anatomy o Skins) e i libri della serie best-seller Millennium di Stieg Larsson. Comportamenti ripetitivi e stereotipati, comunicazione, socializzazione e accesso alle emozioni difficile; ma anche una mente logica, minuziosa, rigorosa, capacità enciclopediche e talenti fuori dal comune per la scienza e l’informatica: la personalità Asperger si presta per tutti i registi, dal dramma sociale e affettivo, al genere comico, passando per la fantascienza e il genere poliziesco. E’ intrigante per le sue bizzarrie, e fa ridere. E rileva l’inadeguatezza di persone anche autonome e brillanti.

” Sul piano cognitivo, queste persone non hanno gli strumenti per decodificare i segnali d’ordine sociale, non verbali, in modo che non possono identificare il pensiero e le emozioni degli altri, e tanto meno reagire “, spiega lo psicomotricista Eric Aubert, uno degli autori dello studio. Nella realtà, questo puo’ provocare rigetto e violenza. Nella fiction, questo apre un abisso di riflessioni ” Queste persone hanno enormi risorse che sono a noi inaccessibili, e delle grandi difficoltà quando si tratta di condividere le loro conoscenze enciclopediche. Questo ci affascina e ci spaventa allo stesso tempo, perchè ci interroghiamo sui nostri limiti e le nostre aspirazioni”.

Una persona su 110 nel mondo soffre di un disturbo autistico, e l’autismo sta forse diventando una componente della cultura moderna ?

” Negli Stati Uniti o nei paesi scandinavi, fa parte del paesaggio, e ne parlano spesso. Idem in Giappone, dove entra particolarmente in risonanza con una cultura che valorizza una forma di timidezza sociale, ordine, rispetto scrupoloso delle regole e l’uso delle nuove tecnologie “, commenta Josef Schovanec . Nel 2012 , questo giovane uomo ha scritto un libro dove racconta le sue difficoltà e l’apprendimento della vita sociale attraverso una testimonianza sensazionale.

La popolarità della sindrome di Asperger lo lascia abbastanza dubbioso. ” Ci chiedono di fare dei numeri da circo alla televisione, ma non parlano mai di quella che è la nostra vita reale “, ha replicato, dopo che la sua immagine si è fermata sul superdiplomato poliglotta. ” Non dicono che gli autistici vivono in condizioni di precarietà e fanno fatica a trovare lavoro in Francia, e il Ministero dell’educazione scolarizza solo il 20% dei bambini autistici “.

All’estero invece, le sue dichiarazioni sono di estrema banalità, perchè fuori dall’Esagono, ” l’autismo è conosciuto ed è diventato tendenza; anzi sono in situazione di sovradiagnosi, sottolinea Peter Vermeulen, ricercatore fiammingo specializzato in autismo. Mentre in Francia gli autistici sono scartati dal mondo del lavoro ( anche in Italia !, nota di Mondo Aspie ), in altri paesi creano aziende che mettono in luce le qualità uniche degli Asperger. In Danimarca, Specialisterne (gli specialisti) hanno scelto di utilizzare le loro capacità eccezionali ( concentrazione, il monitoraggio e la memorizzazione di informazioni, la resistenza a svolgere compiti ripetitivi ) come vantaggi competitivi per i tesi di specifici software e il trattamento di dati.

“Noi ci adattiamo bene al mondo digitale e mi sono chiesta se non rappresentiamo una nuova tappa dell’evoluzione della specie umana ? “, ha dichiarato Susan Conza (Aspie) dirigente di un’azienda che si occupa d’informatica. Negli Stati Uniti, alcuni hanno sviluppato l’idea che l’autismo sia una forma di specificità culturale e che una società autistica che unisce ordine, trasparenza e correttezza sarebbe certamente migliore.

In un mondo sempre piu’ tecnologico, questa idealizzazione non nasce per caso. In effetti, esiste una parentela tra il funzionamento di un computer e il cervello autistico, come ha dimostrato Peter Vermeulen. “Normalmente, l’uomo reagisce in modo flessibile ai segnali e alle parole perchè è capace di attribuirgli significati differenti “, spiega il ricercatore. ” Le macchine al contrario , rispondono a dei comandi univoci e non sono in grado di adattarsi, e questo le puo’ portare ad effettuare cose assurde. Allo stesso modo gli autistici hanno bisogni di ordini chiari e precisi perchè non sanno utilizzare il contesto”.

E questo potrebbe spiegare quando immaginiamo un mondo dove ” per soddisfare i requisiti tecnologici, sarebbero avvantaggiati quelli che hanno comportamenti d’ordine meccanico”. Un mondo fondato su una comunicazione in realtà estremamente povera, dove ciascuno diventa semplice ricetrasmettitore d’informazioni, dove i sensi hanno meno importanza in tutte le direzioni” . Per lo psichiatra Satoshi Kato, gli individui saranno semplicemente obbligati ad “Aspergerizzarsi” per poter sopravvivere. “L’equilibrio tra emozione e logica è molto perturbato” , dopo l’avvento della società industriale “l’espressione delle persone è diventata uniforme e i loro movimenti emotivi si sono impoveriti “.

La sindrome di Asperger, affascina dunque la nostra epoca. Come lo specchio in cui vediamo riflessi i tratti del nostro viso. Tuttavia, la società non è diventata piu’ semplice  e piu’ facile da vivere per gli interessati. Anche se l’informatica e internet li aiutano a comunicare e a pianificare per poter controllare l’ambiente. ” Gli autistici, sono straordinari nelle procedure di ricerca sul web, ma nell’uso sociale si trovano in difficoltà. Sono le prime vittime del cyber-bullismo. Anche se hanno competenze fuori dal comune, l’autismo è presente, e le persone soffrono. ” Non sono indifferenti alla loro inadeguatezza sociale, e anche se sono consapevoli tendono ad isolarsi “.

“In realtà, gli autistici vengono sempre di piu’ espulsi violentemente dal nostro sistema, perchè il nostro mondo è troppo rapido,  caotico, e ci sono troppe informazioni da gestire in tempi brevi, e dunque, delle decisioni da prendere in priorità, aggiunge Peter Vermeulen. E cio’, porta alla sofferenza numerose altre persone. Ma l’autismo è un termometro per la società: se non è autistico-compatibile, difficilmente sarà compatibile con l’umano…”

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La Sindrome di Asperger spiegata in 8 minuti (dal film Adam) Video sul film Adam

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Lavie.fr

La Sindrome di Asperger spiegata in 8 minuti (dal film Adam) Video

Grazie, grazie , grazie anche da parte mia a Daniele, speriamo che guardando questo video le persone che interagiscono con gli Aspie comprendano meglio alcune caratteristiche della Sindrome di Asperger.

Sono un Asperger e un anno fa ho fatto “outing”, decidendo di rendere consapevole chi mi sta accanto di come sono fatto.
Mi sono però accorto che è veramente difficile spiegare la Sindrome di Asperger: noi Aspie tendiamo a fare un elenco ordinato ed infinito di sintomi, come un’enciclopedia… mentre gli NT faticano a comprenderci, un po’ perché per come sono fatti hanno bisogno di esempi pratici, un po’ perché si rifiutano di capire la Sindrome, uscendosene con frasi frustranti e umilianti come: “Ma no, non sei malato, sei solo un po’ eccentrico”.

Dopo aver visto il film Adam, ho pensato quindi di estrarne alcune clip che a mio parere evidenziavano molto bene i principali sintomi della Sindrome e li rendono un po’ più comprensibili.

A noi Aspie questo video sembrerà superficiale, incompleto, banale… ma secondo me può essere molto utile per far capire agli NT come siamo fatti.
Proverò per un po’ a farlo vedere alle persone che mi circondano, sostituendo il “pippone” clinico che gli sottopongo adesso…. vediamo come va 🙂

Accetto volentieri commenti, anche negativi.

I diritti del film “Adam” appartengono alla Fox Searchlight. Non è mia intenzione sfruttare una loro proprietà intellettuale, che ho utilizzato semplicemente a scopo “didattico” non riportando né trama né spoiler.
Se vi interessa il film, potete acquistarlo qui

Il canale YT di Daniele

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Adam: Un film sulla Sindrome di Asperger

Il film racconta di un giovane ingegnere, Adam, affetto dalla sindrome di Asperger, che inizia una storia d’amore con Beth.

Trama
Adam è un orfano quasi trentenne affetto dalla sindrome di Asperger.
Se non lo si conosce bene, sembra una persona senza alcun problema.
Ha un lavoro (per quanto minore alle sue possibilità), vive da solo in casa, non ha nessun limite di tipo fisico o dipendenza da medicinali. I disturbi di cui soffre sono simili all’autismo, seppure in una forma più lieve. Non riesce ad entrare in empatia con le persone, non riconosce i toni o metafore in un dialogo, tende ad isolarsi e vivere senza relazioni sociali che vadano al di là di un livello superficiale. La solitudine di Adam viene interrotta quando una nuova e carina vicina di casa cerca in lui un buon amico. Le cose a prima vista sembrano andare per il verso giusto, c’è persino dell’amore. E’ difficile però rimanere sullo stesso sentiero quando si viene da mondi così distanti e la rottura è, purtroppo, dietro l’angolo con tutte le conseguenze che, per una persona come Adam, ciò possono significare.
Il film scritto e diretto da Max Mayer segue i canoni classici dei film su persone con handicap (che siano fisici o mentali).


L’iniziale, triste, equilibrio viene rotto da un nuovo personaggio esterno che dà una scossa all’esistenza del protagonista, lo porta in vita, finché tutto crolla nuovamente prima di una leggera, finale, risalita. Insomma, si tratta di un lavoro piuttosto standardizzato nei suoi snodi narrativi che punta soprattutto sull’utilità divulgativa del problema di cui tratta (in quanti conoscono la sindrome di Asperger?) e sulla bravura degli interpreti. Bravo Hugh Dancy nel tratteggiare un personaggio dagli sviluppi emotivi sempre imprevedibili, altrettanto convincente l’australiana Rose Byrne vincitrice nel 2000 della Coppa Volpi a Venezia per “La dea del 067”.
Manca purtroppo un pizzico di ironia, tutto viene preso in maniera troppo seria per un film che, bene o male, un documentario non è, e può fare arrivare qualsiasi tipo di messaggio anche inserendo ogni tanto qualche battuta (persino quando Adam afferma di non essere Forrest Gump lo fa in maniera così decisa che è impossibile provare a sorridere). La regia di Mayer non regala particolari sussulti, formale e precisa sia nel taglio delle scene che nella direzione degli attori. “Adam” risulta così un film eccessivamente corretto e pulito, forse utile e interessante, ma nulla più. articolo qui