Autismo ed Economia: Gli autistici come consulenti

L’idea come spesso accade, è nata da un bisogno personale urgente: Thorkil Sonne (nella foto)  ha un figlio autistico e non voleva privarlo del suo avvenire professionale. Tuttavia, anche se in Danimarca, prevale lo Stato-previdenza, questa disabilità invisibile è un ostacolo insormontabile. Nel 2004, ha creato la compagnia Specialisterne (“Gli specialisti”) .

Con questo nome in stile serie americana, Specialisterne punta ad una nicchia particolare sul mercato del lavoro: collocare gli autistici nelle imprese e trasformare l’operazione in un affare redditizio. Lo slogan “La passione per il dettaglio” perchè è qui che gli autistici e in particolare quelli con la Sindrome di Asperger apportano all’impresa che li assume un valore aggiunto redditizio.

Gli specialisti trasformano le caratteristiche dell’autismo – la passione per le cifre, la preferenza per i compiti ripetitivi – in assi nella manica. “La maggior parte dei nostri consulenti se la cava bene nell’identificare i piccoli dettagli, gli errori in lunghe liste di dati, nell’ identificare particolari che escono dall’ordinario, laddove altri avrebbero la tendenza ad annoiarsi”, spiega Bryan Dufour un francese che ha raggiunto la compagnia per sviluppare il concetto all’internazionale.

Gli Specialisti si presentano come un’impresa di consulting e servizi informatici  che vanno dal trattamento al trasferimento di dati,  all’organizzazione di database, passando da i test per i software.

Aiuti del governo

Le disabilità della trentina di consulenti vengono prese in considerazione durante il colloquio tra i responsabili del loro inserimento e il cliente. “Le persone con la Sindrome di Asperger sono sensibili alla luce, a seconda dei  casi, bisogna regolarla  per evitare una depressione, spiega Henrik Thomsen, responsabile della compagnia. Per altri ad esempio bisogna evitare che nell’ambiente lavorativo diano le spalle a qualcuno, e quindi li installeremo vicino ad un muro, se invece c’è molta gente monteremo un muro scorrevole di separazione”.

Tutti lavorano part-time, perchè una giornata intera li esporrebbe a troppo stress. Vengono prima assunti in prova e poi vengono formati. Questo tempo di osservazione è utile in seguito per adattare  il posto di lavoro alla personalità del consulente autistico. cio’ significa che i costi di lavoro per inquadrarli sono eleveti. Pagati in funzione del tempo lavorato per gli Specialisti, il loro stipendio è completato fino al 100% nel quadro degli aiuti dle Governo. ” A questa condizione puo’ funzionare”, ammette H. Thomsen.

I benefici vengono reinvestiti nella società, che ha sviluppato un modello di gestione delle persone autistiche. Specialisterne a preso contatti in 70 paesi ed ha altre sedi in Scozia, Svizzera e Islanda. E seguiranno altre aperture.

Tradotto da Mondo Aspie: Fonte: Le Monde

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7 Comments on “Autismo ed Economia: Gli autistici come consulenti

  1. Ciao Francesco, se decidi di allargare il tuo progetto in Emilia Romagna sono disponibile per un’eventuale collaborazione con voi e con chiunque abbia voglia di fare e di operare nella maniera piu’ favorevole, corretta e giusta per il bene e per il futuro di questi ragazzi/e. Sai cosa faccio apro una pagina dove scambiarsi eventuali contatti.

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  2. cerco persone interessate a sviluppare un progetto simile in Italia, in lombardia. non sono un aspie ma faccio parte di una cooperativa sociale ed ho partecipato un anno e mezzo fa al primo convegno internazionale di specialisterne a copemaghen

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  3. Ciao, anche io ho in mente tanti progetti “diversi”. L’importante come hai appena scritto è rendersi conto che sono realtà concrete e realizzabili che possono essere vicine a tutti noi, basta volerlo !

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  4. Ciao,
    interessantissimo questo post. E’ proprio quello che ho in mente io, ed è una realtà concreta, vicino a casa mia. Approfondirò in futuro. Intanto grazie per la segnalazione.

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