La sindrome di Asperger: l’autismo degli informatici

Silicon Valley, California, la Mecca dell’informatica. i microprocessori dei computer, sempre piu’ performanti, si riproducono da soli a una velocità inumana sotto gli sguardi  affascinati di approvazione degli ingegneri informatici. Immersi in un universo di macchine, di pensieri robotici e clics ripetitivi, questi ultimi coabitano intimamente con gli esseri arimanici compiacenti nei microprocessori, opprimendo l’esistenza naturale degli elementi del silicio.

Oltre agli effetti distruttori, dimostrati scientificamente, nella ghiandola pineale sede della coscienza, degli “effetti secondari ” negativi appaiono negli appassionati d’informatica.

Nella Silicon Valley, la Sindrome di Asperger colpisce sempre di piu’ i “lavoratori”. Da alcuni studi recentemente pubblicati risulta che i bambini informatici sono piu’ colpiti da questa forma di autismo.

L’uomo non si fonderà con le macchine senza lasciarci le penne, questo è il meno che possiamo dire , allora dottore V.I.T.R.I.O.L , quali sono i sintomi ?

 Disturbi comportamentali

La Sindrome di Asperger è un disturbo dello sviluppo che rientra nella parte alta dello spettro autistico, le caratteristiche piu’ evidenti si manifestano nelle passioni fuori norma delle persone colpite come per esempio le scienze o l’informatica. Le persone possono diventare esperte in un argomento specifico o interesse ristretto.

 Le principali difficoltà dei soggetti con la Sindrome di Asperger toccano la vita sociale, la comprensione e la comunicazione. Questi disturbi sono la conseguenza di un’anomalia del funzionamento dei centri cerebrali che hanno la funzione di raccogliere le informazioni riguardo l’ambiente, di decodificarle e di rispondere in modo appropriato. Il significato delle parole, la comprensione e la comunicazione sono compromessi.

Il soggetto non riesce a decifrare i messaggi che gli arrivano, ne riesce ad indirizzare chiaramente i messaggi alle persone che lo circondano, è disperso nello spazio, fuori fase nei tempi, negli scambi e la sua comunicazione è impacciata ed esitante e si perde sempre piu’ spesso in tentativi che falliscono . Per non perdersi, si concentra sui dettagli e per essere meno sfasato, si completa nelle routine.

Le caratteristiche principali

Queste caratteristiche possono essere piu’ o meno severe a seconda delle persone e i principali segni che si possono riscontrare in gradi differenti sono:

  • Un QI globale sensibilmente normale ma non sufficente per un buon funzionamento sociale se in presenza di altri disturbi.

  • Delle difficoltà nelle relazioni con gli altri, adulti o bambini, legati ad una quasi incapacità a percepire i “segnali” sociali e ad interpretarli correttamente.

  • Un’incapacità ad applicare “la teoria della mente”: sono convinti che il loro interlocutore sappia quello che loro sanno .

  • Interruzioni della comunicazione con gli altri, sia nelle forme verbali attraverso le  parole che per le altre forme non verbali (contatto oculare, movimenti corporei, espressioni del viso ) e un’assenza apparente di emozioni sociali.

  • Un linguaggio corporeo ed espressivo spesso inappropriato.
     
  •  Un eccessivo attaccamento per certi oggetti, oppure argomenti, ossessioni e ripetitività, la realizzazione di rituali.
     
  • Uno stile di vita impostato sulla routine, una grande rigidità e notevoli difficoltà nella gestione dei cambiamenti e verso gli imprevisti.
     
  •  Problemi sensoriali: non amano essere toccati ed evitano  il contatto fisico.
     
  •  Ingenuità e credulità che li rendeno molto vulnerabili.
     
  • Goffaggine fisica e comportamenti impacciati durante le attività sportive.
     
  •  Una memoria abnorme su fatti e su dettagli, un tipo di memoria automatico, enciclopedico e con poco senso critico.
     
  • Vaste conoscenze su argomenti specifici.
     
  • Isolamento volontario “autistico” ed attività solitarie.

Le persone con la sindrome di Asperger vengono percepite come strane o eccentriche, oppure distanti, per via delle difficoltà d’inserimento sociale e professionale.

Il calo di stima e le fragilità spesso portano alla frustrazione che causa dei problemi comportamentali , a volte la depressione, a volte il suicidio.

La bestia informatica allarga la sua presa e quanto scritto sopra è una breve panoramica di cio’ che sarà l’umanità di domani se continuerà a sottomettersi all’influenza binaria.

Ricordo che non sempre condivido cio’ che traduco, ma pubblico gli articoli piu’ disparati sull’autismo che ritengo utili come spunti di riflessione.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Source : V.I.T.R.I.O.L.N°4Société Ecosophique,Elfica-Ferrière,61380 St Martin des

 

 

 

Libro: I ragazzi con gli occhiali che hanno cambiato il mondo. Asperger e Nerd tra orgoglio e pregiudizi

I nerd tra orgoglio e pregiudizi
Il volume di Benjamin Nugent spiega come i «ragazzi con gli occhiali» stiano cambiando il mondo. Un tempo emarginati, oggi i secchioni sono i nuovi eroi popolari

Cowboy, pionieri, gangster, cheerleader e giocatori di pallacanestro. Sono gli eroi nella cultura popolare americana. Gente che dà il meglio di sé nell’impeto dell’espressione fisica. Ma guardando dietro il cartonato su cui è impressa la facciata di queste figure si scopre che spesso sono frutto della fantasia di individui che rappresentano il loro opposto, pur essendo comunque personaggi fondamentali della cultura pop: i nerd.

Banalmente accomunati sotto il termine «secchioni», sono i ragazzi con gli occhiali dall’apparenza indistruttibile «che stanno cambiando il mondo», come recita il sottotitolo del libro di Benjamin Nugent, Storia naturale del nerd, edito nella collana dei Gialli di Isbn. «Questo è un argomento di solito trattato con leggerezza. Il mio invece sarà un approccio molto serio, da vero nerd», chiarisce subito l’autore che, come si capisce dalla mole del libro, parla di un argomento che conosce bene, considerandosi un nerd rinnegato. Un ex nerd.

Questo curioso volume non vuole essere «né una difesa del nerd né una sua esaltazione», ma si propone di analizzare il significato della figura, stabilirne le origini e mostrarne le dinamiche in uno studio che passa da riferimenti letterari – per Nugent in Orgoglio e pregiudizio «appare evidente la nerditudine» di Mary Bennet – a possibili collegamenti razziali, con la conclusione che gli ebrei sono proto-nerd perché storicamente si sono concentrati su attività non fisiche e che gli asiatici sarebbero predisposti a essere nerd per il loro approccio alla tecnologia.

Ma prima di avventurarsi nell’analisi, bisogna accordarsi sul significato del termine. «L’essenza del concetto di nerd non sta nell’intellettualismo o nell’inettitudine sociale», ma «esistono due macrocategorie di nerd». La prima è rappresentata da chi ha qualità più intuitive che logiche. La seconda da individui definiti nerd perché socialmente ai margini, chiamati così dai compagni di scuola «in cerca di zimbelli da far sentire esclusi». Per riconoscere gli originali ci sono delle caratteristiche: solitudine, natura ripetitiva e meccanica, scarso uso del corpo, risata infantile, tendenza a prendersi molto sul serio. Poi «basta guardarli due secondi per capire che preferiscono la fisica astratta, i dibattiti scolastici o i videogiochi allo skateboard, alle feste e al calcio». Uomini (molti) e donne (poche) fissati con le regole e con un debolissimo senso atletico che esistono almeno da quando esistono i romanzi, azzarda Nugent citando illustri esempi letterari che, oltre alla Austen, comprendono Casa Howard (1910) in cui Tibby, mentre ascolta Beethoven, più che farsi trasportare dalla melodia «si concentra in maniera ossessiva sulla meccanica della composizione». Come lui Gussie Fink-Nottle, personaggio di P.G. Wodehouse, che nei rapporti «anela a un tipo di interazione computerizzata». L’esempio più fulgido è Victor Frankenstein, vero proto-nerd che dopo essersi concentrato per anni sulla realizzazione della sua creatura, assemblando pezzo su pezzo, quando finalmente prende vita fugge terrorizzato: «Il fallimento di Victor è sul piano dell’empatia, consiste nel non riuscire a rapportarsi con l’altro a livello emotivo».

La tesi è che la figura del nerd sia stata tratteggiata da «romantici come Mary Shelley che guardavano con sospetto a esperti di cose tecniche in quanto apparentemente distanti dalla vita familiare». Ma la modernità è dalla parte dei nerd. Di gente come Steve Jobs, Bill Gates e Mark Zuckerberg. E la loro sofferenza (intesi come categoria), nascerebbe dalla dicotomia generalmente accettata tra ragione e emozione, «nel sentire che, essendo a proprio agio con il pensiero razionale, sono esclusi dall’esperienza della spontaneità, dalle relazioni sentimentali, dai legami non razionali con gli altri».

Ma gli ultimi anni hanno segnato una rivincita, trasformando la rappresentazione dell’emarginazione in un modello da seguire. L’estetica nerd vanta ora un esercito di hipster: gente travestita da nerd per manifestare apprezzamento verso il presunto «rifiuto delle forze che dettano legge», come la moda. I nerd non sanno cavalcare tendenze e diventano outsider da imitare. Così si spiega l’invasione di occhialoni, cardigan e pantaloni stretti che ha travolto la moda e lo spettacolo, regalandoci le immagini (tra gli altri) di Demi Moore, Scarlett Johansson, Justin Timberlake, Britney Spears, David Beckham in divisa da nerd.

Pur attraversando tematiche anche lievi, il libro si avvicina alla conclusione indagando lo spettro dell’autismo. Secondo l’autore ci sarebbero molte caratteristiche comuni tra i portatori della sindrome di Asperger e gli appassionati di regole, fantascienza e videogiochi: «Il quantum distingue un Asperger da un nerd neurologicamente normale. L’inettitudine sociale è causata dalla difficoltà nel leggere quel tipo di comunicazione umana che anche le macchine faticano a interpretare». Ma pur con questa diversità emotiva, Nugent ricorda che i nerd sono uguali a tutti gli altri in almeno una caratteristica: nel bisogno di sentirsi accettati.

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Wikileaks, Assange e la Sindrome di Asperger

Sull’Independent, il fondatore di Wikileaks racconta cos’è stato per lui essere hacker

Parla a ruota libera sulle pagine del quotidiano britannico The Independent, Julian Assange il proprietario del discusso sito Wikileaks. E fra tutte le dichiarazioni, spicca la sua

I am – all hackers are- a little bit autistic.

Ma chiarisce: “quando sono diventato famoso tutti godevano a sostenere che ero affetto dalla sindrome di Asperger (una patologia affine all’autismo ndr), quindi non voglio rovinare il divertimento a nessuno. Diciamo che, anch’io,  come tutti gli hacker e anche come tutti gli uomini, sono un po’ autistico.

L’AUTOBIOGRAFIA NON AUTORIZZATA – Le confessioni di Assange escono oggi sulle pagine dei quotidiani in concomitanza con la sua autobiografia non autorizzata. L’ex hacker ha però tentato di bloccare il libro perché secondo lui si basava troppo sulle sue vicende personali, mentre Assange avrebbe voluto  che fosse anche un manifesto politico.

COSA SIGNIFICA ESSERE HACKER – Anch’io da giovane ho iniziato a soffrire dei  disagi tipici degli hackers: mancanza di sonno, curiosità senza fondo, univocità, e l’ossessione per la precisione.  Quando diventi un hacker adulto- ha spiegato Assange-  hai un consapevolezza sconvolgente. Puoi camminare per la strada mentre vai al supermercato e incontrare persone che conosci o per le quali non sei nessuno ma per te conta solo che hai passato la notte in bianco per mettere in ginocchio i sistemi della NASA.

IL BELLO DELLA VIOLAZIONE DEI SISTEMI – Una volta, ha raccontato il proprietario di Wikileaks, siamo stati anche in grado di penetrare nei sistemi della polizia. Ci ha aiutati un poliziotto che si chiamava Ken Day e che era ossessionato dalla nostra attività anche se poi in seguito sarebbe diventato il nostro nemico.

MENDAX – Ogni hacker ha un nome fittizio. Il mio era Mendax,  nome preso dallo “Splendide Mendax” di Orazio, mi piaceva l’idea -dice Assange- che si nasconde dietro un nome falso che nasconde la vera identità e il luogo in cui si trova l’individuo reale.

http://www.giornalettismo.com/archives/150773/assange-anche-io-sono-un-po-autistico/

asperger assange

Daniel Tammet e la Sindrome di Asperger

Daniel Paul Tammet (Londra, 31 gennaio 1979) è un autistico britannico con un grande talento per la matematica e l’apprendimento delle lingue. Primo di nove figli nato da genitori londinesi appartenenti alla middle-class. Nella sua autobiografia, Nato in un giorno azzurro : il mistero della mente di un genio dei numeri, (tit. or.: Born on a Blue Day), racconta di quanto l’essere affetto da epilessia, sinestesia e sindrome di Asperger abbia avuto un profondo impatto sulla propria infanzia.

Sinestesia

La percezione dei numeri come colori o sensazioni è una forma ben documentata di sinestesia, sebbene il livello di dettaglio e la specificità dell’immagine mentale dei numeri da parte di Tammet sia realmente inconsueta. Nella sua mente, egli riferisce, ciascun intero fino a 10.000 ha la sua unica forma, colore, struttura e sensazione tattile. Egli può “vedere” in modo intuitivo i risultati dei calcoli come se fossero dei paesaggi sinestetici, senza dover dedicare uno sforzo mentale consapevole, inoltre può “avvertire” se un numero sia primo o composto. Ha descritto la sua immagine visiva del 289 come particolarmente brutta, mentre il 333 sarebbe assai attraente, il Pi greco bello. I numeri 23, 667 e 1179 hanno un’immagine particolarmente grande, mentre il 6 non avrebbe un’immagine distinta. Tammet non si limita a descrivere verbalmente tali visioni, ma ha anche creato un lavoro artistico: una rappresentazione in acquerello del Pi greco.

Tammet è stato protagonista di un documentario nel Regno Unito, dal titolo The Boy With The Incredible Brain, inizialmente trasmesso dal canale televisivo britannico Channel Five il 23 maggio 2005. Il documentario mostrava i momenti salienti della recita della sequenza del Pi greco, dello studio in una settimana dell’islandese (lingua che è considerata oltremodo difficile) e del suo incontro con Kim Peek, un altro famoso “genio”. In un momento dello show, Peek abbraccia Tammet e gli dice, “Un giorno sarai grande quanto lo sono io.”, cui segue la replica di Tammet che dice “si tratta di un complimento bellissimo, di una grande aspirazione da mantenere”.

Pi greco

Tammet detiene il record in Europa per aver recitato il Pi greco fino a 22.514 cifre in poco più di cinque ore. La sfida era sponsorizzata da un’organizzazione di beneficenza, in favore della NSE, National Society for Epilepsy per il “Pi Day”, il 14 marzo 2004 presso il Museo di Storia delle Scienze di Oxford, UK. La NSE era stata scelta come beneficiaria dell’evento, proprio per l’esperienza di Tammet da bambino con l’epilessia. Il professor Allan Snyder dell’Università Nazionale Australiana, ha detto di Tammet: “… gli autistici particolarmente dotati non riescono di norma a spiegarci come fanno a fare quel che fanno. Gli viene e basta. Daniel può spiegare di più, dal momento che descrive ciò che egli vede nella sua testa. Ecco perché è stimolante. Può essere la ‘Stele di Rosetta’.”

Capacità linguistiche

Tammet parla undici lingue tra cui l’inglese, il francese, il finlandese, il tedesco, lo spagnolo, il lituano, il rumeno, l’estone, l’islandese, il gallese e l’esperanto.

Apprezza particolarmente l’estone, dal momento che è una lingua ricca di vocali. Tammet sta costruendo una nuova lingua chiamata Mänti. Mänti ha diverse caratteristiche correlate con il finnico e l’estone, dal momento che ambedue sono lingue ugrofinniche. Alcune fonti segnalano che Tammet abbia creato le lingue uusisuom e lapsi.

Tammet riesce ad imparare nuove lingue con una grande rapidità. Per dimostrarlo nel corso di un documentario per l’emittente “Channel Five”, a Tammet è stato chiesto di imparare l’islandese in una settimana. Sette giorni più tardi, è comparso sulla televisione dell’Islanda, conversando in islandese, con il suo insegnante di lingua che, sbalordito, continuava a dire che non era “umano” e che si trattava di un “genio”. Alcune parti dell’intervista che mostra Tammet che risponde alle domande in islandese sono state trasmesse in televisione nell’edizione del 28 gennaio 2007 dello show televisivo americano 60 Minutes.

 Nato in un giorno azzurro

Nel 2006, Tammet si è recato negli Stati Uniti per promuovere la sua autobiografia, Born on a Blue Day: Inside the Extraordinary Mind of an Autistic Savant. Durante la sua permanenza negli Stati Uniti, è apparso diverse volte negli speciali e nei talk show radio-televisivi, tra cui 60 Minutes e il David Letterman’s Late Show. Nel 2008 il libro è stato tradotto da Annalisa Crea per i tipi di Rizzoli.

 Vita privata

Tammet e il suo compagno, Neil Mitchell, che è un tecnico software, sono insieme da circa sei anni. Vivono insieme nel Kent, dove trascorrono una vita organizzata in modo sistematico, con i loro gatti, preparano il cibo nel giardino e preferiscono mantenere la propria riservatezza. Tammet e Mitchell insieme gestiscono l’azienda di e-learning online Optimnem, all’interno della quale realizzano e pubblicano dei corsi di lingue. Tammet ha parlato pubblicamente della sua relazione con Mitchell, delle sue abilità di “genio” e del suo orientamento sessuale.

http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Tammet

                                                               

Guida alla Sindrome di Asperger per Insegnanti e suggerimenti di programmazione

Guida alla Sindrome di Asperger per Insegnanti scritta dai genitori dell’ OASIS Asperger Syndrome Forum
Compilazione e Redazione di Elly Tucker
 

La guida che segue è stata preparata in modo che le famiglie potessero avere una breve descrizione della Sindrome di Asperger (AS) e dei comportamenti correlati da condividere con gli insegnanti dei loro figli. Dato che ogni bambino è diverso dagli altri, ritenetevi liberi di impiegare quelle voci che sono appropriate per vostro figlio e/o fare dei cambiamenti o delle aggiunte se necessarie. Tagliate e incollate tutto o parti, e fatevi un documento personalizzato. I genitori di bambini AS che hanno messo insieme questo elenco sperano che possa aiutare gli insegnanti a comprendere meglio alcune caratteristiche dei loro figli.

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The Big Bang Theory: Sheldon Cooper e la Sindrome di Asperger

In The Big Bang Theory, una situation comedy americana creata da Chuck Lorre e Bill Prady, e prodotta dalla Warner Bros. Television e dalla Chuck Lorre Productions (trasmessa la prima volta dalla CBS nel 2007), uno dei coprotagonisti, il fisico-teorico Sheldon Cooper, presenta moltissime caratteristiche tipiche dei soggetti affetti da Sindrome di Asperger.

Sheldon è il migliore amico di Leonard, coinquilino e collega. È un fisico come Leonard e tiene una lavagna in soggiorno per le sue teorie scientifiche. Al contrario di Leonard, abbraccia le sue stranezze appieno e non si vergogna di condividere dettagli della sua vita che altri riterrebbero imbarazzanti. È stato un bambino prodigio. Da piccolo, infatti, ha condotto uno studio sugli scalini e ne ha dedotto che, se le scale avessero gradini di 2 millimetri più bassi, la gente inciamperebbe. Sheldon si è diplomato molto presto; ha chiesto con sorpresa a Penny, “Ti ci sono voluti quattro anni per finire l’ ultimo anno di liceo?!” È andato al college a soli 11 anni. Sheldon ha inoltre le qualità associate con l’essere un bimbo prodigio, come un ego gigantesco, inadeguatezza a stringere relazioni sociali, e l’incapacità di comprendere le emozioni altrui. Non solo non capisce le battute di Leonard, ma considera la tristezza di Penny dovuta alla rottura col suo ragazzo un’inutile perdita di tempo. Questo non significa che Sheldon non abbia una coscienza; semplicemente è più portato a seguire ciò che è eticamente giusto (non dona lo sperma a una banca del seme per persone intelligentissime perché sa che non può garantire figli intelligenti) più che quello che la società ritiene etico (si introduce a casa di Penny per ripulirle la camera). Accusa sintomi di disordine ossessivo/compulsivo e la Sindrome di Asperger.

CURIOSITA’
* Sheldon adora mangiare al Big Boy il giovedì, una catena di Fast-food americani.
* Sheldon si occupa della ricerca sulla teoria delle stringhe.
* Sheldon non percepisce il sarcasmo.
* Sheldon adora Battlestar Galactica, Doctor Who, Ralph Supermaxieroe e Star Trek, inoltre parla correttamente il Klingon (lingua aliena presente in Star Trek).
* Sheldon ha un QI di 187.
* Sheldon e i suoi amici giocano a World of Warcraft.
* Sheldon e i suoi amici giocano a Halo 3 ogni mercoledì sera: tale serata è da loro denominata “Serata Halo”.
* Sheldon ha un fratello ed una sorella.
* Sheldon ha una speciale ossessione per i posti a sedere e considera prioritario assicurarsi sempre lo stesso.
* Sheldon bussa sempre tre volte alla porta di qualcuno, chiamando, dopo ogni bussata, il nome della persona.
* Sheldon nutre grandissima ammirazione per Leonard Nimoy in quanto interprete del suo personaggio preferito in Star Trek, ovvero Spock. Possiede inoltre il DNA di Nimoy su di un tovagliolo da ristorante, autografato e con dedica, che gli è stato regalato da Penny come regalo di natale.
* Sheldon concorda con la teoria secondo la quale il 75/80% delle partite a Sasso-Carta-Forbice finisce in pareggio quando le persone si frequentano abitualmente e pertanto preferisce la variazione Sasso-Carta-Forbice-Lizard-Spock.