Autismo e sport: Jamie e Alex, due gemelli autistici alla Maratona di New York ( Video )

autismo gemelli maratonaAlla Maratona di New York 2013 si sono distinti due atleti di 23 anni, Jamie e Alex Schneider, due fratelli gemelli autistici non verbali di Long Island. Per loro la corsa non è solo un modo per tenersi in forma – è un modo per connettersi agli altri -. Entrambi hanno iniziato a correre all’età di 8 anni come terapia e domenica hanno completato la loro prima Maratona. I due gemelli durante le corse hanno bisogno di assistenza. Alex, ha corso con un allenatore e ha stabilito un nuovo record personale completando la gara in 03:14:35, mentre Jamie che adora fermarsi ai ristori, stringere le mani e dare il cinque alla gente è arrivato successivamente. Ad aspettarli, al traguardo, insieme alla famiglia erano presenti tanti fans. Il padre Allan ha dichiarato: ” correre insieme a mio figlio è stato meraviglioso, è un modo per comunicare con lui. Sono due ragazzi meravigliosi “.

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Autismo: “Il mondo di Pipoye” artista marocchino di successo a 14 anni

Anche Aspie è marocchino, grazie Pipoye e complimenti alla tua mamma (che ha seguito l’istinto e l’intuito).  Grazie, perchè con il vostro meraviglioso lavoro contribuite a dare una speranza a tutti i ragazzi autistici ! Bravo !

Pipoye deve la sua originalità artistica alla sua percezione cosi’ speciale.

L’arte digitale di Pipoye, 14 anni ha avuto molto successo negli Stati Unti, in Francia e altrove. La sua mamma ci parla del percorso e del talento fuori dal comune di questo giovane artista che ha trasformato la sua ipersensibilità in forza.

Chi è Pipoye?
Iman Chair (La mamma):  Pipoye  è un giovane artista marocchino che si  è evoluto nella digital painting o arte numerica ed ha la particolarità di essere autistico. Le sue opere sono realizzate con l’aiuto di un computer senza l’utilizzo di programmi specifici o sofisticati. Le sue immagini digitali hanno avuto successo all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Francia.

Come definite la sua arte, o piuttosto ” Il mondo di Pipoye ” ? 

« Il Mondo di Pipoye »,  è il titolo dell’esposizione presentata a La Sqala (Casablanca) fino al 30 aprile 2012, è un invito al viaggio e al disorientamento. La sua visione variegata del  mondo interpella. Ci abbandoniamo con piacere in questo turbine di colori, che suscita curiosità e incanto. Da Shangai a San Paolo, ci porta verso tante destinazioni e ci offre il suo sguardo singolare..

Quando Pipoye ha preso coscienza della sua inclinazione verso la pittura ?

Pipoye  non ha potuto frequentare la scuola. E’ stato educato e istruito a casa. All’inizio, ha cominciato con la pittura classica in un centro artistico per circa un anno. Ma la reale inclinazione è nata attraverso il suo pc all’età di 8 anni. In effetti, il web è stato uno strumento determinante per l’apprendimento e per la sua scoperta del mondo. Oggi possiamo considerate Pipoye come un artista completo, autodidatta e riconosciuto, a 14 anni..

Lei  è un artista. Probabilmente ha trasmesso i geni dell’arte a suo figlio ?

Sono fotografa ed è chiaro che Pipoye è immerso in un universo puramente artistico fin dall’infanzia. Il nostro ambiente è pittorico, musicale e colorato.  Si, c’e una storia di geni, ma è anche il suo autismo ad essere al servizio della sua arte.

Ci parli  un po’ del processo creativo di Pipoye ?

Assorbe dei colori e delle forme, grazie alle immagini, ai paesaggi, alla strada, alla televisione… nella nostra epoca, comunichiamo soprattutto con il visivo: le città sono invase da cartelloni pubblicitari, da pannelli, da insegne, da loghi.. Pipoye è anche molto curioso e interessato agli altri paesi, culture e popolazioni esotiche. I suoi viaggi sono sia reali che virtuali.

Fa il giro del mondo surfando sul web , e assorbe le neopatine delle città e si nutre dei quadri di pittori. Ama Klimt, Klee, Kandisky e Delaunay. Tutto questo s’imprime nella sua mente, poi, poco a poco, Pipoye sente il bisogno di restituire tutte queste immagini alla sua maniera attraverso  delle tele insolite.

In quale modo l’autismo influenza la sua pittura ?

In primo luogo cerchero’ di dare una definizione semplice dell’autismo (che resta un disturbo molto complesso). E’ un’intelligenza diversa caratterizzata da un rapporto differente della percezione. E’ un ipersensibilità dei sensi che invade la vita della persona che ne è colpita e ostacola la comunicazionje. E’ fonte di angosce e bisogno d’isolarsi. Allo stesso tempo, questa ipersensibilità puo’ diventare una forza se viene utilizzata nelle scienze e nell’arte. E’ il caso di Pipoye che deve la sua originalità artistica alla sua identità e alla sua percezione cosi’ speciale.

Avete riscontrato un miglioramento del suo stato da quando si  è messo a dipingere ?

Pipoye è piu’ tranquillo davanti allo schermo.E’ concentrato e sereno quando esegue le sue opere. Si, la sua arte gli ha permesso di costruirsi, di trovare il suo posto nella società e di andare verso le persone. Adora esporre e commentare il suo lavoro artistico ai visitatori. E a mio avviso questa è la migliore terapia per lui, perchè migliora la sua comunicazione giorno dopo giorno.

Cosa cercate di mostrare attraverso l’esposizione itinerante “Autismo a colori” e in che modo potrebbe servire alla causa dell’autismo ? 

Essendo coinvolta nell’autismo, mi è sembrato necessario sensibilizzare le persone. Cosi’, oltre all’esposizione “Il Mondo di Pipoye”, c’e’ anche la mia esposizione di foto “Autismo a colori”, che vuole mostrare l’autismo nel quotidiano, nella sua diversità e bellezza ( non rifiuto la parte oscura, ma preferisco discutere l’aspetto positivo).

Le foto di bambini autistici che ho  scattato con l’accordo dei genitori sono cariche di speranza e di vita. Presentata in Marocco e in Francia, questa esposizione partecipa ad un progetto globale di costruzione di una nuova visione dell’autismo che non deve piu’ essere visto come una malattia o una disabilità, ma come una differenza.

Quali messaggi volete trasmettere ?

Una persona autistica puo’ essere bella, felice,  evolvere nella vita ordinaria e avere successo. Non ci sono metodi miracolosi per far sbocciare le persone autistiche. Per quello che riguarda Pipoye, ho seguito il mio istinto e il mio intuito di mamma, ma non ho smesso d’informarmi e documentarmi e continuo per questa strada . E secondo un articolo che ho letto di recente: “è difficile identificare talenti speciali negli individui autistici con disabilità grave, e questo potrebbe avvenire da fatto che potrebbero essere espressi attraverso dei comportamenti o degli atti ai quali noi non attribuiamo valore. Coltivare tali competenze potrebbe esigere un apertura e vigilanza mentale da parte nostra. Una volta scoperte, tali capacità possono essere veramente eccezionali, e un genitore o un professionista competente potrebbe gestirle per trasformarle in un beneficio per il bambino”.

Le  tappe dell’esposizione

Prima di La Sqala, le opere sono state esposte all’Istituto Cervantès di Tangeri, alla Villa des Arts di Casablanca, e a New York, « Il Mondo di Pipoye » è stato esposto  in una galleria di Soho. A Parigi, alla FIAC (Fiera internazionale di arte contemporanea) dove le immagini numeriche di Pipoye  sono state esposte nel salone V.I.P della Fiera. La prossima esposizione avrà luogo al Palazzo dei Congressi di Parigi. La presentazione delle sue opere apparirà anche in un libro americano dal titolo « The Art of Autism » la pubblicazione è prevista per il mese di Aprile, mese della sensibilizzazione all’autismo !.

Articolo tradotto da Mondo Aspie, fonte: Le Matin.ma

Francia: Autismo e psicanalisi, comprendere la polemica nata intorno al documentario “Il Muro”

Riassunto: Il documentario “Il Muro, la psicanalisi alla prova dell’autismo” è stato censurato dalla giustizia. Attentato alla libertà d’espressione ? Ritorniamo su quei 52 minuti che hanno messo il fuoco alle polveri.

A suo tempo, ci fu “The Wall”, versione Pink Floyd, ma, oggi, è un “Muro” alla francese che scatena le passioni. 4 anni di indagini, 40 psicanalisti francesi intervistati, 60 ore di riprese… Ma sono bastati 52 minuti per mettere le lobby psichiatriche in subbuglio. ” Il Muro, alla prova dell’autismo” è un film documentario realizzato da Sophie Robert che ha scatenato ben piu’ di una viva polemica poichè è intervenuta la giustizia. Al momento della sua uscita nel settembre 2011, ha scatenato un polverone. Diventato rapidamente tossico…

Per i genitori: un abuso concesso

La documentarista si è recata in centri ospedalieri per intervistare psichiatri e psicanalisti, la maggior parte vere “competenze” che impiegano la psicanalisi nella presa in carico dei bambini autistici. Con l’idea, e bisogna dirlo, chiaramente espressa, di denunciare l’arcaismo e le aberrazioni di questo tipo di sostegno. Questo ha causato un  eco attraverso numerosi scienziati nel mondo, e anche tramite la maggior parte delle associazioni di genitori di bambini autistici che deplorano un “reale maltrattamento”. Secondo Mireille Lemahieu, membro del collettivo “Ensemble pour l’autisme” che raggruppa la maggior parte delle associazioni di genitori, tra cui Autistes sans frontières che ha cofinanziato il film, gli psicanalisti hanno propositi totalmente fuori luogo e antiscientifici. ( Per capire meglio questo dibattito leggere l’articolo:  “Autismo, la guerra dichiarata” ). 

Gli psicanalisti gridano alla trappola

Dall’altra parte, alcuni intervistati gridano alla parte presa e insorgono contro una propaganda, senza rigore e disonesta. I medici intervistati dichiarano che le immagini sono state manipolate e portate fuori dal loro contesto. Nonostante numerosi genitori continuino ad ascoltare queste parole e accuse, principalmente durante gli incontri con le madri, negli ambulatori dove i loro figli sono seguiti… E, anche se alcune frasi pronunciate difficilmente possono creare confusione… Questo film sarebbe dunque un montaggio grossolano, un florilegio di trappole successive, un approccio parziale alle loro competenze e ai loro impegni ? “Come è possibile che Pierre Delion ( medico psichiatra e psicanalista francese) non sia stato interrogato su cio’ che predica, per avere una neuropsichiatria integrativa, che unisce le neuroscienze, il cognitivismo, la psicanalisi, il comportamentalismo ?”, si chiedono i “39 contre la nuit sécuritaire” , un collettivo di psichiatri. Criticano anche il “cast” e la mancanza di eclettismo perchè nessun membro dell’associazione del CIPPA (Coordinazione internazionale tra psicoterapeuti e psicanalisti che si occupa di persone con autismo) è stato sollecitato.

Sophie Robert condannata

Sophie Robert viene denunciata per diffamazione. Il film è uscito nel settembre 2011, il verdetto il 26 gennaio 2012 ! E’ quasi una comparizione immediata… Le lobby psichiatriche rivelano in questo l’enorme influenza. Sophie Robert è accusata di aver realizzato un montaggio che manipola i propositi degli intervistati facendoli uscire dal loro contesto. Il tribunale di Lille ha condannato la realizzatrice a cancellare le interviste incriminate, e a ritirare il film dal sito Autiste sans Frontières   (da parte loro, l’associazione  è rilassata) e a versare la somma di 12.000 euro a querelante, ossia 36.000 euro !

Questa decisione della giustizia non ha impressionato l’associazione internazionale dei giornalisti che in nome della libertà d’espressione, ha depositato un ricorso presso il tribunale di Lille. Numerosi media insorgono contro questa censura. ” Con una  tale giurisprudenza, spiega l’avvocato di Sophie Robert, il documetarista non ha piu’ il diritto di esporre il suo punto di vista nel montaggio. Michael Moore (realizzatore americano di documentari senza concessione, ndr ) sarebbe vietato in Francia ! “.

La mobilizzazione si organizza…

Negli Stati Uniti, una mobilizzazione “pro Muro” ironizza sugli arcaismi alla francese. Il New York Times s’interessa all’argomento, poi l’International Herald tribune (240.000 esemplari) che, il 20 gennaio 2012, intitola: “Furor over treating autism in France qui il pdf “  (Follia furiosa nel trattamento dell’autismo in Francia). Durante un festival a New-York, il film ha ricevuto un ovazione. In occasione di una conferenza stampa negli Stati Uniti, Sophie robert ha denunciato ” la deriva settaria del movimento psicoanalitico francese e la sua influenza sulla società francese “, precisando tuttavia che “non tutti gli psicanalisti sono coinvolti da questa deriva , e che al contrario, alcuni la denunciano”. Un’associazione e un sito sono stati creati ” Soutenons le mur” e anche una pagina su Facebook .

La diffusione del film è stata vietata, ma è disponibile sul sito. Ognuno si faccia la propria opinione… in seduta privata, sotto il mantello !

Pubblicato il : 24/02/2012

Autori : Handicap.fr – E.Dal’Secco http:www.handicap.fr

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui:

http://informations.handicap.fr/art-infos-handicap-2012-811-4635.php