Autismo: Nadir, un giocoliere “differente” (video)

nadir ammar autismo abilitàNadir Ammar è un giovane autistico marocchino che non ha mai frequentato una scuola di circo per imparare l’arte della giocoleria. Da qualche anno ha scoperto di avere questo talento straordinario e grazie al sostegno della sua mamma e della sua famiglia è riuscito a dimostrare che l’autismo a volte non è  soltanto fatto di ostacoli, ma anche di successi !. 

Di recente si è esibito anche davanti al pubblico arabo, nell’ emissione Arabic got talent.

Nadir Ammar, pagina ufficiale FB

Autismo: Genitori di un ragazzo Asperger organizzano missione umanitaria in Marocco

missione autismo maroccoGennaio 2014. I genitori di un ragazzo con sindrome di Asperger hanno organizzato una missione umanitaria in Marocco per aiutare le famiglie marocchine povere ad affrontare l’autismo. Adrien è un ragazzino sorridente e molto gentile di 11 anni. Vive a Mios con i suoi genitori ed è impossibile a prima vista accorgersi della sua differenza. Ma due anni fa, non era la stessa cosa, spiega la sua mamma, Isabelle Cousteau. ” Adrien non avrebbe potuto dirci buongiorno e parlare “.  Adrien ha la sindrome di Asperger, un disturbo dello spettro autistico caratterizzato da difficoltà significative nelle interazioni sociali. Adrien è uscito dal suo isolamento grazie al metodo ABA (applied behavioral analysis o analisi del comportamento applicata), una delle terapie utilizzate nei casi di autismo. Un metodo americano non riconosciuto in Francia, e come spiega la mamma  Isabelle, ” è stato miracoloso ” per Adrien. “Il metodo ABA è basato sulla ricompensa. E per questo viene denigrato. E invece ha permesso ad Adrien di fare e di vivere cose prima impossibili “. Come tutti i genitori di bambini con autismo, Isabelle e Gilles Costeau vivono da un 11 anni un vero percorso ad ostacoli. “Adrien è rimasto ipotonico fino a otto mesi, poi, si è messo ad urlare. A due anni mi hanno detto che dovevo smettere di preoccuparmi e lasciarlo fare. Il primo anno di asilo è stato catastrofico. Poi ci hanno parlato di disturbi dello sviluppo, i genitori di una ragazza già grande che purtroppo non ha fatto il nostro stesso percorso “.  I Costeau sapevano che le risposte erano altrove. ” Metteva le macchinine in fila in cerchio, per ordine di grandezza, di colore e se ne spostavamo una, sapeva quale macchinina mancava. Non ci potevano essere imprevisti nella giornata e non potevamo rispondere ” non lo so ” alle sue domande “, spiega la mamma infermiera pediatrica.  Isabelle decide di partecipare a un congresso sull’autismo a Parigi per cercare delle risposte. A 9 anni, Adrien viene diagnosticato come un bambino con disturbi dello spettro autistico. Isabelle, finisce per diagnosticare il figlio da sola. Convinta delle sue capacità fuori dal comune, sospetta la sindrome di Asperger che verrà confermata successivamente. I genitori di Adrien sono stati contattati sulla loro pagina Facebook da alcune famiglie marocchine che cercavano soluzioni all’autismo. E come l’anno scorso, i Costeau parteciperanno ad una missione umanitaria che consiste nel portare dei supporti pedagogici APA e Montessori, strumenti che hanno permesso ad Adrien di imparare a leggere e scrivere. Il loro obbiettivo: sponsorizzare un bambino autistico in Marocco . ” L’anno scorso ho visitato un centro dove venivano accolti ragazzi handicappati, autistici e Down, ma niente veniva loro proposto “, spiega Gilles , che da due anni attraverso Super cinq raid, finanzia delle associazioni locali. Quest’anno il sogno si avvera, i Costeau distribuiranno i supporti pedagogici, forniture scolastiche, vestiti e materiale medico. Una battaglia in piu’ per una famiglia che non ha mai abbassato le braccia.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Sudouest.fr

Autismo Marocco: Sit-in a Rabat per la sensibilizzazione sull’autismo

sit-in Marocco autismo07/04/2013, Rabat.

Il Collettivo Autismo Marocco ( CAM ) ha organizzato domenica a Rabat, un sit-in di sensibilizzazione sull’autismo per rivendicare il diritto alla diagnosi delle persone colpite da questa malattia, secondo i criteri riconosciuti dall’Organizzazione mondiale della Salute (OMS ), e all’accompagnamento educativo e terapeutico adatto. La CAM intende, attraverso questa azione, attirare l’attenzione delle istituzioni e dei cittadini sulla fragile situazione delle persone autistiche e delle loro famiglie. Il collettivo chiede l’adozione della classificazione e della diagnosi precoce, attraverso la formazione di psicologi e specialisti nella comunicazione verbale e non verbale. I partecipanti a questo sit-in, che rientra nell’ambito della giornata mondiale di sensibilizzazione sull’autismo, sostengono l’adozione di un’educazione inclusiva senza discriminazioni, l’inclusione delle persone autistiche nei club culturali e sportivi, e anche il sostegno materiale e giuridico alle famiglie. E chiedono alle istituzioni di adottare misure concrete per allegerire il carico supportato dalle famiglie.

” Il sit-in mira ad esprimere le nostre rivendicazioni di fronte all’assenza di strategie e programmi sull’autismo in Marocco ” . Mira Maad, presidente dell’associazione CAM.

Secondo il Collettivo Autismo Marocco, ” oggi una persona su 100 nasce autistica, e questo lascia supporre che in Marocco la popolazione abbia raggiunto le 300.000 persone autistiche. La CAM ha anche avvertito che il ritardo d’intervento educativo e terapeutico, intensivo e adatto, genera un aggravamento delle sfere dello sviluppo della persona colpita.

Tradotto da Mondo Aspie, fonte Aufaitmaroc.com

Autismo: “Il mondo di Pipoye” artista marocchino di successo a 14 anni

Anche Aspie è marocchino, grazie Pipoye e complimenti alla tua mamma (che ha seguito l’istinto e l’intuito).  Grazie, perchè con il vostro meraviglioso lavoro contribuite a dare una speranza a tutti i ragazzi autistici ! Bravo !

Pipoye deve la sua originalità artistica alla sua percezione cosi’ speciale.

L’arte digitale di Pipoye, 14 anni ha avuto molto successo negli Stati Unti, in Francia e altrove. La sua mamma ci parla del percorso e del talento fuori dal comune di questo giovane artista che ha trasformato la sua ipersensibilità in forza.

Chi è Pipoye?
Iman Chair (La mamma):  Pipoye  è un giovane artista marocchino che si  è evoluto nella digital painting o arte numerica ed ha la particolarità di essere autistico. Le sue opere sono realizzate con l’aiuto di un computer senza l’utilizzo di programmi specifici o sofisticati. Le sue immagini digitali hanno avuto successo all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Francia.

Come definite la sua arte, o piuttosto ” Il mondo di Pipoye ” ? 

« Il Mondo di Pipoye »,  è il titolo dell’esposizione presentata a La Sqala (Casablanca) fino al 30 aprile 2012, è un invito al viaggio e al disorientamento. La sua visione variegata del  mondo interpella. Ci abbandoniamo con piacere in questo turbine di colori, che suscita curiosità e incanto. Da Shangai a San Paolo, ci porta verso tante destinazioni e ci offre il suo sguardo singolare..

Quando Pipoye ha preso coscienza della sua inclinazione verso la pittura ?

Pipoye  non ha potuto frequentare la scuola. E’ stato educato e istruito a casa. All’inizio, ha cominciato con la pittura classica in un centro artistico per circa un anno. Ma la reale inclinazione è nata attraverso il suo pc all’età di 8 anni. In effetti, il web è stato uno strumento determinante per l’apprendimento e per la sua scoperta del mondo. Oggi possiamo considerate Pipoye come un artista completo, autodidatta e riconosciuto, a 14 anni..

Lei  è un artista. Probabilmente ha trasmesso i geni dell’arte a suo figlio ?

Sono fotografa ed è chiaro che Pipoye è immerso in un universo puramente artistico fin dall’infanzia. Il nostro ambiente è pittorico, musicale e colorato.  Si, c’e una storia di geni, ma è anche il suo autismo ad essere al servizio della sua arte.

Ci parli  un po’ del processo creativo di Pipoye ?

Assorbe dei colori e delle forme, grazie alle immagini, ai paesaggi, alla strada, alla televisione… nella nostra epoca, comunichiamo soprattutto con il visivo: le città sono invase da cartelloni pubblicitari, da pannelli, da insegne, da loghi.. Pipoye è anche molto curioso e interessato agli altri paesi, culture e popolazioni esotiche. I suoi viaggi sono sia reali che virtuali.

Fa il giro del mondo surfando sul web , e assorbe le neopatine delle città e si nutre dei quadri di pittori. Ama Klimt, Klee, Kandisky e Delaunay. Tutto questo s’imprime nella sua mente, poi, poco a poco, Pipoye sente il bisogno di restituire tutte queste immagini alla sua maniera attraverso  delle tele insolite.

In quale modo l’autismo influenza la sua pittura ?

In primo luogo cerchero’ di dare una definizione semplice dell’autismo (che resta un disturbo molto complesso). E’ un’intelligenza diversa caratterizzata da un rapporto differente della percezione. E’ un ipersensibilità dei sensi che invade la vita della persona che ne è colpita e ostacola la comunicazionje. E’ fonte di angosce e bisogno d’isolarsi. Allo stesso tempo, questa ipersensibilità puo’ diventare una forza se viene utilizzata nelle scienze e nell’arte. E’ il caso di Pipoye che deve la sua originalità artistica alla sua identità e alla sua percezione cosi’ speciale.

Avete riscontrato un miglioramento del suo stato da quando si  è messo a dipingere ?

Pipoye è piu’ tranquillo davanti allo schermo.E’ concentrato e sereno quando esegue le sue opere. Si, la sua arte gli ha permesso di costruirsi, di trovare il suo posto nella società e di andare verso le persone. Adora esporre e commentare il suo lavoro artistico ai visitatori. E a mio avviso questa è la migliore terapia per lui, perchè migliora la sua comunicazione giorno dopo giorno.

Cosa cercate di mostrare attraverso l’esposizione itinerante “Autismo a colori” e in che modo potrebbe servire alla causa dell’autismo ? 

Essendo coinvolta nell’autismo, mi è sembrato necessario sensibilizzare le persone. Cosi’, oltre all’esposizione “Il Mondo di Pipoye”, c’e’ anche la mia esposizione di foto “Autismo a colori”, che vuole mostrare l’autismo nel quotidiano, nella sua diversità e bellezza ( non rifiuto la parte oscura, ma preferisco discutere l’aspetto positivo).

Le foto di bambini autistici che ho  scattato con l’accordo dei genitori sono cariche di speranza e di vita. Presentata in Marocco e in Francia, questa esposizione partecipa ad un progetto globale di costruzione di una nuova visione dell’autismo che non deve piu’ essere visto come una malattia o una disabilità, ma come una differenza.

Quali messaggi volete trasmettere ?

Una persona autistica puo’ essere bella, felice,  evolvere nella vita ordinaria e avere successo. Non ci sono metodi miracolosi per far sbocciare le persone autistiche. Per quello che riguarda Pipoye, ho seguito il mio istinto e il mio intuito di mamma, ma non ho smesso d’informarmi e documentarmi e continuo per questa strada . E secondo un articolo che ho letto di recente: “è difficile identificare talenti speciali negli individui autistici con disabilità grave, e questo potrebbe avvenire da fatto che potrebbero essere espressi attraverso dei comportamenti o degli atti ai quali noi non attribuiamo valore. Coltivare tali competenze potrebbe esigere un apertura e vigilanza mentale da parte nostra. Una volta scoperte, tali capacità possono essere veramente eccezionali, e un genitore o un professionista competente potrebbe gestirle per trasformarle in un beneficio per il bambino”.

Le  tappe dell’esposizione

Prima di La Sqala, le opere sono state esposte all’Istituto Cervantès di Tangeri, alla Villa des Arts di Casablanca, e a New York, « Il Mondo di Pipoye » è stato esposto  in una galleria di Soho. A Parigi, alla FIAC (Fiera internazionale di arte contemporanea) dove le immagini numeriche di Pipoye  sono state esposte nel salone V.I.P della Fiera. La prossima esposizione avrà luogo al Palazzo dei Congressi di Parigi. La presentazione delle sue opere apparirà anche in un libro americano dal titolo « The Art of Autism » la pubblicazione è prevista per il mese di Aprile, mese della sensibilizzazione all’autismo !.

Articolo tradotto da Mondo Aspie, fonte: Le Matin.ma