Trattamento dell’autismo: una nuova disfatta della psicanalisi

Una nuova fase è stata superata nella guerra che oppone da diversi decenni gli psicanalisti d’obbedienza freudiana e i loro colleghi non-psicanalisti.

E’ un evento all’apparenza circoscritto, che interessa prima di tutto un cerchio relativamente ristretto di francesi, i genitori di bambini autistici, motivati dalla dolorosa prova che vivono nel quotidiano. Ma la sua importanza intellettuale e terapeutica interessa tutti e altrettanto l’opinione nel suo insieme.

L’Alta Autorità della salute (HAS) ha in effetti sconfessato in maniera spettacolare e pubblica le teorie e le pratiche terapeutiche ispirate dalla psicanalisi e utilizzate nel trattamento dell’autismo. L’HAS istituzione ufficiale composta da ricercatori e medici riconosciuti doveva pronunciarsi esclusivamente su questo soggetto. Ma un tale disconoscimento non mancherà di ricadere sulla credibilità generale della psicanalisi, disciplina sempre meno praticata nel mondo ma che mantiene in Francia un’influenza pregnante sulle istituzioni che si occupano del trattamento dei disturbi psichici.

Arcaismo e senso di colpa

Per gli psicanalisti,  l’autismo è una malattia psichica le cui radici sono essenzialmente da ricercare nell’ambito famigliare. Per farla breve, le discipline di Freud considerano che i disturbi che colpiscono questi bambini  -mancanza della comunicazione con l’esterno e comportamenti ripetitivi – siano in gran parte imputabili alle cattive relazioni che si stabiliscono dalla nascita tra la madre e il bambino.

Ne deducono delle pratiche terapeutiche che rifiutano la valutazione sistematica da parte di esperti esterni alla psicanalisi. Una di queste, è ” il packing”, che consiste nell’avvolgere i bambini in panni umidi bagnati e freddi per un certo lasso di tempo prima di riscaldarli, per il suo carattere strano e un po’ arcaico, è diventato il simbolo di una concezione di cure violente contestate da numerose associazioni di genitori.

Quest’ultime accusano gli psicanalisti  di avere aumentatole loro sofferenze colpevolizzando le madri, già profondamente colpite dalla disabilità che affligge il loro bambino. Ora che gli specialisti concordano ampliamente sulle cause neurologiche e non psicologiche dell’autismo e respingono le concezioni freudiane, anche se nessun metodo al momento è riuscito a guarire completamente il male.

Teoria “non pertinente”

La psicanalisi dominava un numero importante d’istituzioni psichiatriche, bisognava mettere fine alla disputa partendo dai piu’ alti vertici delle autorità della salute. E’ cosa fatta: le associazioni di famiglie di soggetti autistici ottengono l’essenziale soddisfazione e la psicanalisi è qualificata teoria “non pertinente”, conformemente all’opinione sostenuta dalla maggior parte di medici e specialisti a livello internazionale.

La HAS raccomanda con insistenza di allineare le pratiche terapeutiche francesi sulla norma internazionale, secondo delle concezioni largamente ispirate dagli psicoterapeuti comportamentali che consistono nel diagnosticare velocemente quella che è considerata non  come una semplice malattia ma come una disabilità, per applicare in seguito delle tecniche di presa in carico sistematica che coinvolgono da vicino le famiglie e vengono sottoposte a controlli regolari.

“Il libro nero della psicanalisi”

Cosi’, al di là del dramma dell’autismo, una nuova tappa è stata superata nella guerra che oppone da diversi decenni gli psicanalisti d’obbedienza freudiana e i loro colleghi non-psicanalisti. L’Obs aveva, una decina di anni fa, giocato un ruolo importante rendendo questo dibattito accessibilie al grande pubblico tramite la pubblicazione degli estratti dell’opera controversa chiamata “Il Libro Nero della Psicanalisi”.

Recentemente, il filosofo Michel Onfray ha creato uno scandalo dando una visione molto critica di Freud e del Freudismo. Il rapporto diffuso dall’HAS è un nuova tappa in questa battaglia.

Dominante negli anni 70 e 80, spesso legata a correnti di pensiero progressiste di quegli anni, dotata di un prestigio insigne presso le generazioni influenzate dal maggio del 68, la psicanalisi , che ha impregnato la cultura contemporanea ma che si indebolisce sotto i colpi di una concezione piu’ scientifica dello psichismo umano, subisce nuovamente un importante arretramento.

 Scritto da Laurent Joffrin

Direttore del Nouvel Observateur

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

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Autismo e psicanalisi: Grazie, Freud !

Cinquant’anni di ritardo. La Francia ha cinquant’anni di ritardo nel suo approccio con  l’autismo. Mezzo secolo di ricerche scientifiche e progressi ignorati. E nel 2012, ascoltiamo ancora degli psicanalisti spiegare a dei genitori smarriti che il loro bambino è autistico per colpa di sua madre. Falso ! Il problema è d’ordine neurologico. Certo, non sappiamo ancora come guarire l’autismo. Ma sappiamo come trattare i sintomi. Per gli ultimi seguaci della psicanalisi pura e dura, questi trattamenti sono affini al ammaestramento, che considera i malati come scimmie selvagge. Grazia, ha incontrato quelli che seguono questi nuovi protocolli che non hanno niente a che vedere con le bestie da circo. Anzi, imparano a diventare autonomi e a parlare di bene in meglio. Da cinque decenni la Francia ascolta i suoi “psi”; e invia i piccoli malati in ambulatori dove non succede un bel niente, invece di rimborsare trattamenti efficaci. E apre ricoveri giornalieri invece di formare educatori specializzati. Questa è non-assistenza a persone in pericolo. “La Francia ha abbandonato i suoi autistici” dichiarava il Consiglio dell’Europa nel 2004. Da allora niente è cambiato. Si potrebbe rimediare, almeno fornendo i metodi adeguati.  Senza dover aspettare altri cinquant’anni.

Caroline Lumet, giornalista d’attualità

Tradotto da Mondo Aspie, articolo introduttivo al dossier:  Autismo, una vergogna francese pubblicato su Grazia Francia 

Gli autistici descritti dagli psicanalisti

Le principali caratteristiche degli autistici secondo gli specialisti che hanno una visione psicoanalitica di questa sindrome

1.Gli autistici sono degli psicotici che si chiudono nel loro bozzolo

2.Per curare un autistico, bisogna prima curare la madre

3.I bambini autistici non hanno mai un contatto visivo

4.All’interno di un autistico, c’e’ un genio

5.I bambini autistici non parlano

6.I bambini autistici non vi considerano

7.I bambini con autismo sono incapaci di provare amore

8.Le persone autistiche non vogliono parlare

9.Gli autistici sono cosi’ perchè le loro madri non li hanno amati o perchè sono depresse

10.L’autismo è una disabilità emotiva

11.Gli autistici sono brutti

12.Gli autistici sono dei malati mentali

13. si puo’ guarire dall’autismo

14.Ci voglio diverse generazioni per fare un autistico

15.Un bambino che progredisce e comincia a parlare non è autistico

16.I bambini con autismo non vi sorridono

17.I bambini con autismo non voglio farsi degli amici

18.Un bambino autistico potrebbe parlare se vuole

19.L’autismo colpisce solo i maschi

20.L’autismo è il grado zero dell’essere umano

21.Bisogna curare in priorità la sofferenza del bambino autistico.

22.Il miglior modo di aiutarli e rispettare la loro volontà di isolarsi

23.I bambini autistici non legano con gli altri bambini

24.Sappiamo poche cose sull’autismo

25.Un bambino diventa autistico perche non sa identificare il suo nome

26.Un bambino autistico capisce tutto quello che ascolta

Osservazioni e consigli di psicanalisti ai genitori di bambini

1-“Signora, suo figlio soffre d’insicurezza affettiva” 

2-“Signora…Signore…Non preoccupatevi in 6 mesi non si verificherà piu’!”

3-Vostro figlio non è autistico, è solo il vostro patatino”

4-“Vostro figlio non è autistico, non è rigido!”

5-“Una volta trovato il motivo per cui Charles vi vuole. Sarà guarito”

6-“Se non dite a vostro figlio che ha il diritto di crescere non lo fara’ mai. Allattandolo dopo i due anni non sa che ha il diritto di crescere!”

7-Ho terminato il mio lavoro con A (…), A mi ha dato il piccolo cavallo nero che gli chiedevo da qualche mese, e quindi siamo entrati in relazione. Il mio lavoro è finito…”

8-“Voi siete venuti per questo dunque bisogna che vi dia una diagnosi …Ma sono molto infastidito…per me vostro figlio non è autistico ma è caratteriale”

9-“Abbiamo messo una crocetta sulla casella”autismo atipico” perchè bisogna mettere una crocetta su una casella del DSM4, ma senza grandi convinzioni…Deve essere difficile allevare un bambino come zefiro, ma quanto è bello!”

10-“Vostro figlio non  è autistico, ha accettato di sedersi sulle mie ginocchia e mi ha abbracciato”

11-“Non abbiamo voluto dirvi che è autistico perchè abbiamo ritenuto che non eravate pronti”

12- “Vostro figlio non è cosciente del suo corpo, perchè fluttua fuori dal suo corpo”

13-“Voi avevate una madre depressa che ha finito per suicidarsi, e vostro figlio porta la tristezza che voi gli avete trasmesso”

 Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

Francia: Autismo e psicanalisi, Sophie Robert ritorna sulla teoria della mamma drago

La realizzatrice del film “Il Muro, la psicanalisi alla prova dell’autismo” condannata dal tribunale di Lille ” per attentato all’immagine e alla reputazione” di tre psicoanalisti intervistati nel suo documentario, ritorna per Rue89 sulle radici di questa teoria che giudica nociva per gli autistici.

Nel corso dei miei quattro anni d’inchiesta (45 interviste di cui 27 filmate), ho scoperto che la maggioranza degli psicanalisti francesi si riferiscono ancora oggi ad uno schema di propositi per la quale la tossicità materna resta la spiegazione-faro dell’autismo, come di tutte le patologie dello sviluppo.

Tra gli analisti, questa teoria fondamentale non è mai stata dibattuta. Il mio lavoro di realizzatrice ha lo scopo di permettere ad ognuno di decodificare la teoria analitica, per bocca degli psicanalisti stessi, invitati a spiegare le loro teorie, senza snaturarle, vale a dire assumendo davanti alla mia telecamera la dimensione politically incorrect dei loro discorsi.

Un dibattito di fondo sul contenuto delle teorie psicanalitiche è pertanto piu’ che mai necessario. Ora, di fronte ai rari bilingui psicanalisi-francesi che si sforzano di mettere in evidenza i loro pregiudizi ideologici, gli psicanalisti adottano una strategia vittimista, accusando i fomentatori di fascismo, antisemitismo, e anche scientology, per difendere delle virtu’ dell’umanesimo oltraggiate.

La “fusione incestuosa” con la madre

Malgrado quasi trent’anni di ricerca genetica e neurobiologica, gli psicanalisti insistono a considerare l’autismo come una psicosi.

La sollecitudine di una madre verso il figlio che non si sta sviluppando normalmente  è interpretata come falsa ( un desiderio di morte mascherato), o come la causa diretta del ritardo del figlio. La terapia consiste nel separare il bambino dalla madre piazzandono in un istituto incaricato di spezzare i legami.

L’autismo è interpretato come una dipendenza eccessiva del bambino verso la madre. Gli psicanalisti parlano di gravidanza esterna, madre fusionale, soffocamento materno. Durante la maternità, le donne attraverserebbero uno stato di follia transitoria che immergerebbe il bebè in uno stato di psicosi generalizzata, prototipo di tutti i disturbi psichici che si manifesteranno.

Finchè il neonato non parla si suppone che sia incapace di differenziarsi da sua madre, e dunque psicotico (matto). Con il pretesto che la madre instaura con lui una relazione organica e non verbale, viene considerata matta.

Gli psicanalisti parlano di “follia a due”. Questa relazione primordiale, alle volte chiamata fusione incestuosa, sottintende l’idea dell’animalità in opposizione all’umano, una relazione fuori norma, dove il padre deve intervenire per rimettere l’ordine, in modo che la coscienza e il linguaggio possano avvenire.

Lacan e l’alienazione materna

La maternità non avrebbe interesse per una donna  che nella misura dove il bambino rappresenta il sostituto del pene. Il bebè è in effetti un oggetto di valore, valorizzatore della madre, è dunque un sostituto del pene (anche se è una bambina)  perchè analiticamente parlando tutto quello che è valevole è per forza fallico.

Jacques Lacan, il piu’ celebre degli psicanalisti francesi, è stato il promotore dell’ idea della madre psicogena con il concetto di alienazione materna: una persona psicotica – un’alienato – si suppone sia in alienazione a una madre fusionale, incapace di lasciarlo autonomizzarsi pur di non separarsi dal suo fallo provvidenziale.

Il sesso femmile si suppone sia assente nell’inconscio dove regnerebbero solo dei falli. Ci sarebbe dunque una contraddizione insolubile tra il sesso anatomico della donna e il suo inconscio fallico, che spingerebbe la madre psicogena a legarsi al suo bambino sostituto del pene, fino ad impedirgli di differenziarsi da lei, al punto da renderlo folle.

Madre frigorifero o fusionale, stesso risultato

Questo meccanismo si chiama la forclusione del nome del padre. Una madre viene definita psicogena quando fa da barriera al lavoro di separazione-individuazione del padre nei riguardi del figlio. Questo concetto suppone che è il padre che permette al figlio di individualizzarsi e accedere al linguaggio, fenomen che risulterebbero semplicemente da un lavoro di separazione della madre dal bambino.

Ma il bambino che va male ugualmente, si presume che sia stato rovinato dal desiderio di morte materna, e vittima di un pensiero distruttivo, anche se inconsapevole e passeggero. 

Simultaneamente ai suoi desideri d’incesto, una gelosia piena d’odio spingerebbe la donna a distruggere i sostituti dei falli mancanti, vale a dire il bambino-fallo e il marito impotente. Perchè dice una cosa e il suo contrario, questa teoria è inoppugnabile: che la madre sia troppo fredda, “kapo’ frigorifero” secondo Bettelheim, o depressiva, o bene che sia troppo calda e fusionale, poco importa, il risultato è identico,  preclusione, eliminazione dell’influenza del padre e l’impedimento ad esercitare sul bambino la sua opera civilizzatrice.

La depressione materna è spesso invocata nell’autismo, e si suppone sia legata ai desideri di morte espressi dalla madre; oppure riflettono la paura di perdere il bambino-fallo. Il sottointeso è permanente: un bambino nelle mani della madre è la catastrofe. La madre sarebbe “drago” in sostanza , per il suo sesso mancato, assente, e un’inclinazione femminile naturale all’assenza di limiti, mentre ci sarebbe solo legge e ordine fallico.

L’incesto paterno non farebbe tanti danni, come l’incesto materno che sarebbe spaventosamente distruttivo anche se si tratta di un incesto inconsapevole, senza passaggio all’atto. Dal punto di vista psicoanalitico , anche la pazzia è sinonimo d’incesto materno.

Un dibattito affrontato in tutto il mondo, tranne in Francia

Se gli psicoanalisti si accontentassero di ricevere nei loro studi una clientela privata di nevrotici adulti, queste credenze cosi’ sessiste, non avrebbero delle conseguenze cosi’ gravi. Ma esercitano come psichiatri e psicologi negli istituzioni psichiatriche dove cio’ che conta e la cura apportata al paziente al meglio delle conoscenze scientifiche attuali.

La fede nella psicanalisi ostacola questa missione e anchel’esame obbiettivo del contenuto delle teorie che hanno delle conseguenze sanitarie e sociali enormi nella vita di centinaia di migliaia di famiglie. Questo dibattito ha luogo nel resto del mondo da piu’ di trent’anni.

Perchè, in Francia, è impossibile dibattere semplicemente e obbiettivamente sul contenuto delle tesi psicoanalitiche ?

Sophie Robert, scenografa, realizzatrice, produttrice. Realizzatrice del film Il Muro o la psicanalisi alla prova dell’autismo. Responsabile della società Océan Invisible Productions.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale di Sophie Robert qui su Rue89

L’autismo e la psicanalisi: Gunilla Gerland, parla della presa in carico. Seconda parte

Gunilla Gerland
Gunilla Gerland

L’autismo e la psicanalisi: Gunilla Gerland, autistica, parla della presa in carico. Seconda parte

Uno sviluppo differente

Esistono ancora dei casi, dove le cause dell’autismo sono sconosciute, ma, nel mondo intero, i ricercatori sono d’accordo nel riconoscere l’origine genetica dell’autismo al 90% e  il 10% viene attribuito a fattori ambientali, che non implicano motivi psicosociali, ma piuttosto sono da imputare a lesioni sopraggiunte alla nascita, etc. Se un bambino nasce con una lesione cerebrale o soffre di una tale lesione dalla nascita per via di un’ infezione, questo vuol dire che la struttura del suo cervello è differente e che dovrà utilizzare delle zone del cervello per delle attività per le quali non sono state concepite, e non passerà attraverso le stesse fasi di sviluppo come gli altri bambini.

Penso che, fino ad ora, la maggior parte delle persone sia daccordo con me. Tuttavia, l’errore commesso a questo punto da numerose persone dotate di un bagaglio psicodinamico/psicoanalitico e di pensare che il bambino sviluppi dei “deficit” in questi settori e che, verosimilmente, sarà benefico per lui “ritornare indietro ” e correggerli. E’ ugualmente sbagliato credere, che gli esseri debbano svilupparsi psicologicamente secondo un certo ordine, e particolarmente in materia di relazioni. Quelli che ne sono convinti non hanno capito ne lo sviluppo normale ne che lo sviluppo psicologico dell’individuo dotato di psichismo fondalmentalmente differente puo’ essere completamente parallelo senza mai operare d’intersezione.

Alcuni di voi potrebbero sussultare a questa evocazione. Ma perchè questo pensiero è cosi’ orribile ? Probabilmente perchè  se il principio è avvalorato, voi non lo capite piu’, perchè non corrisponde alla vostra visione attuale del mondo. Tuttavia, voi sapete che se oserete andare al di là della costrizione delle vostre idee voi crescerete e imparerete cose nuove. Allora, quale è il problema? Puo’ essere quello che nessuno ha espresso, l’impressione di avere indotto le persone in errore in passato, e di averle mal capite e mal interpretate. Si tratta di un giudizio scomodo di cui l’impatto non deve essere sottovalutato, sebbene numerose persone rompendo l’utilizzo di terapie e di sostegno socio-psicologico sentono di poterlo gestire. 

Spesso,  le teorie psicodinamiche prendono la carica di “mentore”, un sistema dove il vostro terapeuta diventa il vostro professore e per conseguenza il rappresentante di una certa scuola di pensiero e dunque  dove voi scegliete di farvi consigliare in funzione di questa teoria. Pertanto, accettare e capire cio’ che è scritto in questo articolo puo’ comportare la necessità di disimpegnarsi da questa “famiglia” e rischiare di perdere una parte del vostro senso di appartenenza. Questo atteggiamento richiede del coraggio.

La teoria della relazione d’oggetto (o scuola della relazione d’oggetto)  non è pertinente

Per quanto riguarda la teoria della relazione d’oggetto, a titolo illustrativo, bisogna realizzare che non è applicabile alle persone che non presentano dei disturbi pervasivi delle funzioni cerebrali , come per esempio l’autismo o la sindrome di Asperger. In fatto che non ho integrato alcuna rappresentazione d’oggetto non ha in alcun caso indotto i problemi che questa situazione genererebbe in altri individui. Non ho mai sentito il bisogno fondamentale di vicinanza verso gli altri individui, o almeno, non nella stessa misura. Il fatto di  non aver mai integrato alcuna rappresentazione d’oggetto non significa necessariamente che le mie rappresentazioni siano disintegrate ! Cosi come si potrebbe dire che non ho alcuna rappresentazione d’oggetto, allora si potrebbe dire che le mie rappresentazioni di oggetto sono estremamente bene integrate e queste due dichiarazioni sarebbero ugualmente vere o false. Per capire meglio bisogna superare la teoria della relazione d’oggetto. Io non sono affatto nata con questa struttura, non piu’ di quanto ne abbia  bisogno. E questo non significa necessariamente che la mia vita non sia soddisfacente, ma è semplicemente differente. Apprezzo tante cose nella vita e, come altre persone autistiche, voglio essere rispettata e considerata  per quello che sono.

Quando cercate di applicare su di me o altre persone che presentano la stessa disabilità delle teorie psicodinamiche, trovo cio’ offensivo come quando 100 anni fa, le persone guardavano un ragazzo con leggeri disturbi dello sviluppo e 34 credevano che il suo stato fosse imputabile a masturbazioni eccessive. Nella calca, pensavano che le persone epilettiche erano nevrotiche. La percezione della società verso gli individui e comportamenti anormali sembra alle volte evolvere lentamente, e altre volte invece rapidamente. Atteggiamenti che consideriamo obsoleti hanno prevalso fino a poco tempo fa. Per esempio negli anni 70, l’omosessualità era considerata come una malattia psicologica e anche negli anni 80 persone sorde la cui disabilità era latente sono state rinchiuse in unità psichiatriche.

 E’ vostra responsabilità cambiare il modo in cui l’autismo viene visto.

Perchè le teorie psicodinamiche non devono essere utilizzate durante terapie con clienti che presentano disturbi dello spettro autistico

– Il terapeuta puo’ perdere il controllo degli strumenti terapeutici come il transfert/controtransfert in ragione della maniera interamente differente con cui le persone autistiche interagiscono. Questa situazione si verifica generalmente senza che il terapeuta capisca di aver perso il controllo. (L’effetto si manifesta alle volte perchè il terapeuta assimila un controtrasfert difficile, per esempio, dei sentimenti di disgusto verso il cliente).

– Nel ambito dei paradigmi dove queste teorie sono utilizzate, la conoscenza del movimento di difesa delle persone handicappate si rivela mediocre. La sensibilizzazione all’importanza di sviluppare un’identità positiva della disabilità manca, per esempio il fatto di avere come modelli positivi persone autistiche piu anziane. Vi è anche una mancanza di discussione etica per determinare se la maniera utilizzata per allacciare delle relazioni, debba essere percepita come “la migliore”.

 – Ci sono numerose segnalazioni provenienti da persone autistiche ad alto funzionamento vittime di dannosi trattamenti e di pregiudizi o aventi l’impressione di non essere ascoltate ne capite durante i trattamenti psicodinamici. Nella pratica, tutti i casi che passano con “successo” sono fondati su dei rapporti che presentano unicamente il punto di vista soggettivo del terapeuta.

– Le teorie psicodinamiche non sono state elaborate per le persone che presentano psichismi radicalmente differenti in piu’ gli strumenti basati su queste teorie non sono stati concepiti per questo fine. Questo significa che la teoria della relazione d’oggetto molto popolare in Svezia, non si applica. Lo stesso principio vale per le interpretazioni simboliche o l’utilizzazione delle teorie sulla proiezione e i meccanismi di difesa. Molti psicoterapeuti non riconoscono questo punto di vista e credono  di sapere cio’ che accade, come traspare da numerosi racconti officiali e non di persone autistiche e dei loro genitori, quando in realtà non ne hanno la minima idea !

Vogliate notare che questo non significa che la vita privata delle persone autistiche è insignificante ne che possono trarre vantaggio (se dispongono di un alto livello di funzionamento appropriato/QI) da un sostegno socio-psicologico. Questo significa che il consulente deve ignorare gli strumenti e le teorie psicodinamiche suddette e concentrarsi invece sui sentimenti, i pensieri e le azioni ad un livello piu’ concreto. Questo implica che il terapeuta disponga di un livello di conoscenza dell’autismo ( e delle disabilità, piuttosto che delle malattie) appropriato, aggiornato  e dettagliato. E’ anche importante riconoscere che non è, e non dovrebbe essere l’autismo ad essere trattato con il consueling (assistenza socio-psicologica), ma le sindromi secondarie  o il fatto di vivere con autismo. Questo puo’ essere comparato al sostegno per persone sorde o cieche, non si puo’ pretendere che sentano o vedano meglio come risultato del loro trattamento, ma bisogna vegliare affinchè possano affrontare al meglio la loro esistenza, un’esistenza che integra una disabilità presente nella loro vita.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

Autismo Francia: le reazioni di Donna Williams,Tony Attwood, Temple Grandin e Judy Barron sul documentario “Il Muro” e il packing

Donna Williams, autistica australiana autrice del libro  Si on me touche, je n’existe plus (se mi toccano, non esisto piu’)

Il fatto che i bambini, handicappati da disturbi della percezione sensoriale hanno bisogno di una famiglia che sia presente, che sia capace di mettere da parte le loro nevrosi, drammi ed ego personali, e, senza inghiottirsi nella codipendenza, che sia capace di prendere per la vita questa avventura che è quella di lavorare con queste problematiche in modo che il bambino che ne è vittima non si chiuda nella sua bolla, reagendo contro un mondo che lo sommerge dal punto di vista cognitivo… ma gli psicoanalisti devono tornare a scuola.

Pr. Tony Attwood, Masters degree in Clinical Psychology from the University of Surrey, Honours degree in Psychology from the University of Hull, PhD from the University of London

Grazie per la vostra e-mail e per il link verso il video su YouTube del documentario concernente l’approccio psicoanalitico sull’autismo e la sindrome di Asperger in Francia.

Ho fatto scorrere lentamente i filmati, perchè credono che siano molto importanti e in effetti pericolosi per i bambini autistici, e anche per i genitori, specialmente per la madre del bambino. Mi reco in Francia ogni due anni e saro’ di ritorno a Parigi il mese di giugno. Quando presento delle notizie su approcci alternativi,  so che i genitori sono alle volte sorpresi che ci siano, ed i professionisti hanno piu’ difficoltà a capire che ci sia un’alternativa e,  direi anche , un approccio piu’ efficace.

Temple Grandin, autistica Americana, ha inventato la “squeeze machine” che permette di sentire la pressione contro il suo corpo

L’autismo non è causato da cattivi genitori. E’ completamente folle che la psicoanalisi sia il principale trattamento per l’autismo in Francia. E’ scioccante che la Francia sia cosi’ indietro.

Odio il packing. Il bambino deve essere capace di controllare la pressione da solo. La squeeze machine funziona su questo principio. Il packing è inutile e stressante per il bambino.

Judy Barron, mamma americana di Sean Barron, autistico, tutti e due autori del libro Moi l’enfant autiste (Io bambino autistico)

Ho appena finito di visionare il film con l’orribile banda di psicologi/psichiatri che condividono la loro ignoranza in materia di autismo. Parlano come se fossero negli anni 50. Non hanno imparato niente in tutti questi anni? Come deve essere profondamente sconvolgente e scioccante per i genitori e gli insegnanti vedere questo film !

Grazie di trasmettere agli studi legali che preparano una requisitoria: vorrei offrire il mio aiuto perchè penso sia importante per le famiglie francesi e soprattutto per i loro bambini.

Tradotto da Mondo Aspie

AVVISO: Il link all’articolo originale non è piu’ funzionante

Testo originale qui: http://autismeinfantile.com/observation/reflexion-sur-lautisme/reactions-de-professionnels-et-personnes-autistes-sur-le-documentaire-le-mur-et-sur-le-packing/