Ricerca: La mutazione di un solo gene puo’ bloccare lo sviluppo del bambino

syngap1 mutazione sviluppo bambinoSecondo una ricerca pubblicata sul Journal of Neuroscience, la mutazione del gene SYNGAP1 potrebbe bloccare lo sviluppo del bambino. Lo studio dello Scripps Research Institute mostra che la mutazione di un gene unico durante la fase dello sviluppo infantile puo’ causare per tutta la vita disturbi del comportamento e cognitivi, e descrive come la perdita di una sola copia di un gene puo’ perturbare un meccanismo vitale, responsabile delle ” finestre di plasticità ” in cui si sviluppano le connessioni neuronali.
Lo studio condotto dal professore Gavin Rumbaugh sui topi, mostra come la perdita di una sola copia di un gene vitale puo’ provocare lo sviluppo prematuro di alcune sinapsi nelle prime settimane di vita. Questa maturazione accellerata rompe l’equilibrio necessario durante il periodo critico dello sviluppo cerebrale precoce, l’equilibrio tra l'”eccitabilità” delle cellule cerebrali nell’ippocampo, una regione del cervello essenziale per la memoria e la loro inibizione. Questo squilibrio puo’ portare a problemi di tipo cognitivo e comportamentale per tutta la vita.
Questa interruzione di un solo gene (regolatore delle sinapsi), SINGAP1, noto perché causa nell’uomo una forma devastante di deficit intellettuale e aumenta il rischio di autismo, indurrà la perturbazione dello sviluppo del cervello e degraderà i periodi critici della plasticità, vale a dire il miglioramento delle connessioni neuronali. Un meccanismo in gran parte responsabile e indispensabile per lo sviluppo cerebrale e la maturazione della percezione, del linguaggio e delle capacità cognitive.
La maturazione precoce delle sinapsi sembra ridurre la plasticità del cervello negli stadi critici dello sviluppo. Questa maturazione accellerata interviene all’inizio dello sviluppo della corteccia, che corrisponderebbe ai primi due anni di vita del bambino. Prevenire i danni causati dalle mutazioni del gene SYNGAP1 con un intervento prima della mutazione che causa dei danni cerebrali, permetterebbe di evitare i disturbi cognitivi collegati a un deficit della plasticità del cervello.

Fonte: Journal of Neuroscience 19 June 2013 doi: 10.1523/JNEUROSCI.0765-13.2013 SYNGAP1 Links the Maturation Rate of Excitatory Synapses to the Duration of Critical-Period Synaptic Plasticity (Visuels NIH- Synaptic and Developmental Plasticity Interest Group: vignette « Synapse »@ A. Buonanno et visuel K.Pelkey)
Tradotto e riadattato da Mondoaspie, fonte Blog.santelog.com

Autismo: Una mutazione genetica interrompe la comunicazione tra i neuroni

The Journal of Neuroscience

Una mutazione genetica scoperta nelle persone autistiche sarebbe responsabile di una riduzione del 90% della comunicazione tra le cellule cerebrali e svolgerebbe un ruolo importante nell’insorgenza dell’autismo. Questo studio condotto su animali, da ricercatori della Stanford University e pubblicato nell’edizione del 24 ottobre 2012 del Journal of Neuroscience, fornisce una spiegazione genetica probabile delle difficoltà cognitive e comportamentali che affliggono le persone con autismo e potrebbe fornire lo spunto per nuovi trattamenti. I ricercatori di Stanford insieme a quelli delle Università di Auckland e Ulm ritornano sull’impatto di una mutazione genetica già identificata in ricerche precedenti e sulla capacità delle cellule cerebrali di trasmettere dei segnali. Lo studio, realizzato sulle cellule del cervello dei ratti mette in evidenza i processi molecolari tra le cellule del cervello legate alla modificazione dei livelli di una proteina specifica chiamata ProSAP2/Shank3 e mostra che questa modificazione influisce anche su altre proteine responsabili della comunicazione tra le cellule cerebrali. Altre mutazioni di questo gene sono state associate all’autismo e piu’ in generale, delle mutazioni in numerosi altri geni sono state associate ai disturbi dello spettro autistico e molte delle “loro” proteine sono state identificate a livello delle sinapsi. Questi dati suggeriscono che queste mutazioni possono influenzare le sinapsi e quindi la comunicazione tra i neuroni. La proteina ProSAP2/Shank3 gioca un ruolo causale nell’autismo: su questa mutazione specifica, gli autori ricordano che avere 3 copie del gene ProSAP2/Shank3, invece di due abituali è associata alla Sindrome di Asperger, una forma di disturbo dello spettro autistico (DPS) che si manifesta attraverso competenze linguistiche limitate, problemi d’interazione sociale e disturbi del comportamento. I ricercatori hanno constatato che i livelli della proteina ProSap/Shank3 influiscono anche sui livelli di altre proteine nelle sinapsi che hanno un ruolo importante nella segnalazione e nella trasmissione.

La mutazione del gene ProSAP2/Shank3 apre strade importanti per i ricercatori che suggeriscono di verificare se altre mutazioni associate convergono su queste tracce. Lo studio fornisce anche un nuovo spunto per future ricerche sui disturbi dello spettro autistico che potrebbero portare allo sviluppo di nuovi trattamenti per i DPS. Ma lunghi anni di ricerca sono ancora necessari.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: Fonte Santé Log

The Journal of Neuroscience

doi: 10.1523/​JNEUROSCI.2215-12.2012 online October 24 2012 Autism-Associated Mutations in ProSAP2/Shank3 Impair Synaptic Transmission and Neurexin–Neuroligin-Mediated Transsynaptic Signaling.

Autismo: nuovi risultati sottolineano l’importanza dei geni sinaptici

Autismo: nuovi risultati sottolineano l’importanza dei geni sinaptici.

Uno studio, pubblicato il 9 febbraio nel Public Library of Science-Genetics, dimostra che le mutazioni genetiche che perturbano la comunicazione tra i neuroni sarebbero direttamente implicate nella malattia. Questi nuovi risultati confermanti l’origine neurobiologica dei disturbi dello spettro autistico, sono il frutto di una collaborazione tra i ricercatori dell’Istituto Pasteur, del CNRS (Centro Nazionale Ricerca Scientifica), dell’Inserm (Istituto Nazionale Salute e Ricerca Medica), dell’AP-HP (Assistenza Pubblica-Ospedali Parigi), con l’università Paris Diderot, l’ospedale Robert Debré (AP-HP), il Centro Gillberg di neuropsichiatria (Svezia), l’università di Ulm (Germania), il Centro Nazionale di Genotipizzazione del CEA e la Fondazione FondaMental.

I disturbi dello spettro autistico (DSA) sono un gruppo eterogeneo di malattie dello sviluppo neurologico la cui origine genetica è poco conosciuta. Delle mutazioni in piu’ di un centinaio di geni sono già state associate ai DSA, ma è difficile valutare il ruolo preciso nelle funzioni neuronali e assegnare loro un’importanza relativa. Le analisi genetiche condotte dall’Istituto Pasteur hanno permesso di mettere in evidenza nuove mutazioni del gene SHANK2, che arrivano fino alla perdita totale di una copia del gene SHANK2 in alcuni pazienti. Il gene SHANK2 codifica una proteina localizzata a livello delle sinapsi, i punti di contatto e di comunicazione tra i neuroni.

I ricercatori hanno dimostrato in colture di neuroni che le mutazioni del gene SHANK2  sono associate ad una diminuzioni del numero di sinapsi e dunque ad una alterazione della comunicazione tra i neuroni. D’altra parte, analisi piu’ dettagliate svolte su tre pazienti mancanti di una copia del gene, hanno messo in evidenza  altre anomalie cromosomiche, rare, ma già associate ad altre malattie neuropsichiatriche. “L’insieme di questi risultati sottolinea l’importanza cruciale dei geni sinaptici nei disturbi dello spettro autistico” , spiega Thoma Bourgeron, capo unità dell’Istituto Pasteur-CRS di genetica umana e funzioni cognitive. Inoltre, puntano verso l’esistenza di geni modificatori che potrebbero regolare i sintomi che noi raggruppiamo sotto il nome di DSA (Disturbi dello Spettro Autistico).

Questi risultati rappresentano una conferma importante del ruolo delle mutazioni genetiche nell’innesco e nello sviluppo dell’autismo. Ulteriori analisi saranno necessarie per descrivere precisamente il ruolo di queste alterazioni e anche le loro interazioni.

Références :

Genetic and Functional Analyses of SHANK2 Mutations Suggest a Multiple Hit Model of Autism Spectrum Disorders

Claire S Leblond1,2,3, Jutta Heinrich4, Richard Delorme1,2,5, Christian Proepper4, Catalina Betancur6,7,8, Guillaume Huguet1,2,3, Marina Konyukh1,2,3, Pauline Chaste1,2,3, Elodie Ey1,2,3, Maria Rastam9, Henrik Anckarsäter10, Gudrun Nygren11, I. Carina Gillberg11, Jonas Melke12, Roberto Toro1,2,3, Beatrice Regnault13, Fabien Fauchereau1,2,3, Oriane Mercati1,2,3, Nathalie Lemière1,2,3, David Skuse14, Martin Poot15, Richard Holt16, Anthony P Monaco16, Irma Järvelä17, Katri Kantojärvi17, Raija Vanhala17, Sarah Curran18, David A Collier19, Patrick Bolton18,19, Andreas Chiocchetti20, Sabine M. Klauck20, Fritz Poustka21, Christine M. Freitag21, Regina Waltes21, Marnie Kopp21, Eftichia Duketis21, Elena Bacchelli22, Fiorella Minopoli22, Liliana Ruta23, Agatino Battaglia24, Luigi Mazzone25, Elena Maestrini22, Ana F. Sequeira26,27,28, Barbara Oliveira26,27,28, Astrid Vicente26,27,28, Guiomar Oliveira29, Dalila Pinto30, Stephen W Scherer30, Diana Zelenika31, Marc Delepine31, Mark Lathrop31, Dominique Bonneau32,33, Vincent Guinchat34, Françoise Devillard35, Brigitte Assouline34, Marie-Christine Mouren5, Marion Leboyer36,37,38, Christopher Gillberg11,39, Tobias M Boeckers4 and Thomas Bourgeron1,2,3*

1 Human Genetics and Cognitive Functions, Institut Pasteur, Paris, France
2 CNRS URA 2182 ‘Genes, synapses and cognition’, Institut Pasteur, Paris, France
3 University Paris Diderot, Paris, France
4 Institute of Anatomy and Cell Biology, Ulm University, 89081 Ulm, Germany
5 Assistance Publique-Hôpitaux de Paris, Robert Debré Hospital, Department of Child and Adolescent Psychiatry, Paris, France
6 INSERM, U952, Paris, France
7 CNRS, UMR 7224, Paris, France
8 UPMC Univ Paris 06, Paris, France
9 Department of Clinical Sciences in Lund, Lund University, Lund, Sweden
10 Institute of Clinical Sciences, Lund University, Malmö, Sweden
11 Gillberg Neuropsychiatry Centre. University of Gothenburg, Göteborg, Sweden
12 Institute of Neuroscience and Physiology, Department of Pharmacology, Gothenburg University, Sweden.
13 Eukaryote Genotyping Platform. Genopole. Institut Pasteur, Paris, France
14 Behavioural and Brain Sciences Unit, Institute of Child Health, University College London, UK
15 Department of Medical Genetics, University Medical Center Utrecht, Utrecht, NL
16 Wellcome Trust Centre for Human Genetics, University of Oxford, Oxford, UK
17 Department of Medical Genetics, University of Helsinki, Helsinki, Finland
18 Academic Department of Child & Adolescent Psychiatry, Institute of Psychiatry, King’s College London, UK
19 Social Genetic Developmental Psychiatry Centre, Institute of Psychiatry, King’s College London, UK
20 Division of Molecular Genome Analysis, German Cancer Research Center (DKFZ), Heidelberg, Germany
21 Department of Child and Adolescent Psychiatry, Psychosomatics and Psychotherapy, Goethe University, Frankfurt am Main, Germany
22 Department of Biology, University of Bologna, Italy
23 Division of Child Neurology and Psychiatry, Department of Paediatrics, University of Catania, Catania, Italy
24 Stella Maris Clinical Research Institute for Child and Adolescent Neuropsychiatry, Calambrone (Pisa), Italy
25 Division of Child Neurology and Psychiatry, Department of Pediatrics, University of Catania, Catania, Italy
26 Instituto Nacional de Saude Dr Ricardo Jorge, Lisbon, Portugal
27 Instituto Gulbenkian de Ciencia, Oeiras, Portugal
28 Center for Biodiversity, Functional and Integrative Genomics, Campus da FCUL, Lisboa, Portugal
29 Unidade Neurodesenvolvimento e Autismo, Centro Investigação e Formação Clinica, Hospital Pediátrico Coimbra e Faculdade Medicina, Universidade Coimbra, Portugal
30 The Centre for Applied Genomics and Program in Genetics and Genomic Biology, The Hospital for Sick Children, Toronto, Canada
31 Centre National de Génotypage, Evry, France
32 INSERM U771 and CNRS 6214, Angers, F-49000, France
33 Département de Biochimie et Génétique, Centre Hospitalier Universitaire, Angers, F-49000 France
34 CADIPA – Centre de Ressources Autisme Rhône-Alpes, Saint Egrève, France
35 Genetics Department, Hôpital Couple-Enfant, Grenoble, France
36 INSERM, U955, Psychiatrie Génétique, Créteil, 94000, France
37 Université Paris Est, Faculté de Médecine, Créteil, France
38 AP-HP, Hôpital H. Mondor – A. Chenevier, Département de Psychiatrie, Créteil, 94000, France
39 Institute of Child Health, University College London, London, UK

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

Autismo Francia: la reazione di Travis Thompson sul documentario “Il Muro” e il packing

Pr. Travis Thompson, PhD Licensed Psychologist, Dept. of Educational Psychology, University of Minnesota

Ho guardato le sei parti del documentario Il Muro con un misto di tristezza e indignazione.

Tristezza, perchè la Francia è stata la culla di Jean Itard, il primo che ha descritto l’autismo ed ha introdotto i metodi di rafforzamento come la comunicazione tramite dei pittogrammi (simile al PECS) per educare Victor, piu’ di 200 anni fa;

Perchè la Francia è stata la culla di Claude Bernard, il padre della fisiologia moderna, che ha sottolineato la necessità di praticare dei metodi scientifici ed escludere le cause ipotetiche dei disordini e delle malattie dell’uomo. Claude Bernard è stato all’origine del progetto mutamento della ricerca ABA reversale. La Francia è anche il paese di Louis Pasteur, una delle figure piu’ importanti della storia della medicina, è colui che ha scoperto che le malattie infettive sono causate per lo piu’ da germi, “la teoria germinale delle malattie”. I suoi lavori sono diventati la base della scienza chiamata biologia. La Francia ha una storia medica notevole, che rende il presente video ancora piu’ desolante.

Le nozioni teoriche espresse da tutti gli psicanalisti intervistati non hanno alcun fondamento empirico, e sarebbero semplicemente divertenti, o alla peggio imbarazzanti, se non fosse che, apparentemente numerose persone in Francia le prendono sul serio. E sono particolarmente ostacolanti perchè perpetuano idee pregiudizievoli e senza fondamento, iniziate da Bruno Bettelheim, sugli effetti materni nocivi che sarebbero propizi allo sviluppo dell’autimo nei bambini. Ma, queste idee da allora sono state completamente screditate. Riguardo all’autismo e al trattamento dell’autismo, tengono conto delle credenze popolari o della mitologia: come i pastori che designano le stelle e i pianeti nel cielo notturno, raccontando storie affannandosi per spiegare il movimento delle costellazioni, cercano di spiegare i disturbi dello spettro autistico dei bambini con autismo.

Sono indignato nell’apprendere che dei professionisti della medicina e degli psicologi apparentemente educati impediscono ai bambini con autismo di beneficiare dei trattamenti piu’ appropriati e dei metodi educativi che hanno dimostrato in maniera ricorrente durante ricerche controllate in diversi paesi  (Norvegia, Inghilterra , Stati  Uniti) di essere altamente efficaci nella diminuzione, soppressione e prevenzione dell’emergenza dei sintomi autistici. E’ evidente che né le associazioni professionali, né gli enti governativi non si aspettavano che gli psicanalisti intervistati per questo film non fossero al corrente della letteratura sulla ricerca scientifica clinica avente per soggetto il trattamento dell’autismo. Il primo di questi studi è stato pubblicato nel 1987,  e il piu’ recente nel 2010. Uno degli psicanalisti intervistati tratta questi interventi comportamentali come “capricci”. Ci sono stati piu’ di 20 studi in un quarto di secolo, e trattano di altre cose che non sembrano un “capriccio”.

E’ sempre di piu’ evidente che l’autismo è un disturbo neurologico che implica un cedimento dello sviluppo delle connessioni cerebrali o sinapsi.  Ci sono prove che una sinaptogenesi indotta dall’esperienza puo’ far superare alcuni di questi problemi. Propongo agli psicanalisti intervistati in questo video di leggere, Murrow e al (2008): identificare le loci e i geni dell’autismo con la tracciatura dell’ascendenza comune recente, Scienza volume 321 pagine. 2018-223. Gli autori concludono cosi : ” la relazione tra l’attività neurologica dipendente dall’esperienza e l’espressione dei geni nel periodo postnatale costituisce la base dell’apprendimento e della memoria, e l’autismo appare tipicamnete durante queste fasi tardive dello sviluppo. La nostra conclusione è che le delezioni dei geni regolate dall’attività neuronale, o dalle regioni potenzialmente implicate nella regolazione dell’espressione dei geni nell’autismo, suggerisce che dei difetti nell’espressione dei geni dipendenti dell’attività puo’ essere una causa dei deficit cognitivi nei pazienti con autismo. Per conseguenza, la perturbazione dello sviluppo sinaptico regolato dall’attività potrebbe essere un meccanismo comune o almeno un sottogruppo di mutazioni apparentemente eterogenee associate all’autismo”.

L’implicazione logica di queste conclusioni e che un’esperienza compensatrice sotto forma di intervento comportamentale intensivo e precoce è in grado di superare alcune delle conseguenze e delle deficienze dei geni a favore della sinaptogenesi,  ed è quello che ho segnalato in un articolo nel 2005 (Thomson T. 2005, Paul E. Meehl et B.F. Skinner: Autitaxia, Autotipia e Autismo. Comportamentismo e Filosofia, 33, 101) nel quale ho fatto una comparazione tra l’analisi dell’eziologia della schizofrenia di Paul Meehl con l’autismo.

Mi spiace molto vedere che continuano a prevalere tali idee in un paese sviluppato e scientificamente sofisticato come la Francia.

Tradotto da Mondo Aspie

Articolo originale :http://autismeinfantile.com/observation/reflexion-sur-lautisme/reactions-de-professionnels-et-personnes-autistes-sur-le-documentaire-le-mur-et-sur-le-packing/

Il sito di Travis Thompson : http://travisithompson.net/