Autismo e psicanalisi: Grazie, Freud !

Cinquant’anni di ritardo. La Francia ha cinquant’anni di ritardo nel suo approccio con  l’autismo. Mezzo secolo di ricerche scientifiche e progressi ignorati. E nel 2012, ascoltiamo ancora degli psicanalisti spiegare a dei genitori smarriti che il loro bambino è autistico per colpa di sua madre. Falso ! Il problema è d’ordine neurologico. Certo, non sappiamo ancora come guarire l’autismo. Ma sappiamo come trattare i sintomi. Per gli ultimi seguaci della psicanalisi pura e dura, questi trattamenti sono affini al ammaestramento, che considera i malati come scimmie selvagge. Grazia, ha incontrato quelli che seguono questi nuovi protocolli che non hanno niente a che vedere con le bestie da circo. Anzi, imparano a diventare autonomi e a parlare di bene in meglio. Da cinque decenni la Francia ascolta i suoi “psi”; e invia i piccoli malati in ambulatori dove non succede un bel niente, invece di rimborsare trattamenti efficaci. E apre ricoveri giornalieri invece di formare educatori specializzati. Questa è non-assistenza a persone in pericolo. “La Francia ha abbandonato i suoi autistici” dichiarava il Consiglio dell’Europa nel 2004. Da allora niente è cambiato. Si potrebbe rimediare, almeno fornendo i metodi adeguati.  Senza dover aspettare altri cinquant’anni.

Caroline Lumet, giornalista d’attualità

Tradotto da Mondo Aspie, articolo introduttivo al dossier:  Autismo, una vergogna francese pubblicato su Grazia Francia 

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Francia autismo: “Tutto non funziona”, Associazione Francese per l’informazione scientifica AFIS

“Nell’autismo, nulla è confermato, tutto funziona se c’e’ la mettiamo tutta , è l’intensità della presa in carico che conta”  

Professore Bernard Golse (citazione riportata dal quotidiano francese Libération ) (1)

Bernard Golse è medico, pediatra, neuropsichiatra e psicanalista membro dell’Associazione psicanalitica francese. I suoi commenti riportati dal giornale Libération sono sorprendenti (“Nell’autismo, nulla è confermato, tutto funziona”). Questa frase lascia intendere che nessun metodo della presa in carico dell’autismo sarebbe stato valutato positivamente. E al contrario, qualsiasi metodo utilizzato fino ad ora sarebbe inefficace. Ne consegue il vecchio “verdetto del dodo”. (2)

Sappiamo, che i sostenitori degli approcci psicoanalitici teorizzano spesso l’impossibilità di valutare tutte le loro pratiche terapeutiche ( la “salute mentale” non è valutabile, e non puo’ essere normalizzata, proclamano). Noi abbiamo già sottolineato il lato paradossale di questo argomento . Perchè se i loro approcci non sono valutabili come possono affermare i loro successi terapeutici ? E a che titolo, se la salute mentale non è valutabile, non accettare altre pratiche come la divinazione, lo sciamanesimo, la religione…

Senza valutazioni, senza criteri espliciti, sulla base di cosa rifiutarne alcune e non altre ?

Una  posizione radicalmente relativista opposta al passo scientifico

Ma fondalmentalmente, la pietra angolare dei progressi nella medicina è la valutazione secondo dei protocolli dell’ “Evidence-based medecine”, la medicina fondata sulle prove.

I commenti di Bernard Golse sul quotidiano Libération miravano a rispondere in realtà al giornalista che s’interrogava sull'”utilizzo delle tecniche comportamentali o dello sviluppo” nella presa in carico dell’autismo. Lo sappiamo, la corrente freudiana si è sempre opposta a questi approcci, ma davanti ai loro successi, diventava indispensabile mettere dell’acqua dentro il vino. Tuttavia, piuttosto che farlo nel nome della valutazione scientifica, della validazione, e dei protocolli rigorosi, che porterebbero alla fine e alla probabile demolizione degli approcci psicodinamici , Bernard Golse adotta una sorta di posizione radicalmente relativista ( tutto vale, perchè niente è confermato).

Esistono delle conferme, il tutto non funziona

Purtroppo per Bernard Golse , e fortunatamente per i bambini autistici e le loro famiglie, e anche per i professionisti della salute, esistono dei risultati confermati, e degli approcci testati ( vedere alla fine di questo articolo).

Quello che Libération e una parte della stampa presentano come una “guerra totale”, tra le due scuole, guerra che sarebbe essenzialmente ideologica, è in realtà il semplice progresso della medicina scientifica che giudica senza pregiudizi, sulla base dei risultati, secondo protocolli approvati.

Oggi, il posto della psicanalisi nella presa in carico dell’autismo è doppiamente rimesso in causa, la componente genetica di questa malattia è stata saldamente confermata, e la valutazione dell’efficacità dei differenti metodi terapeutici avanza a grandi passi.

A oggi, nessuno degli approcci d’ispirazione psicanalitica è stato confermato.

1) Libération di lunedi’ 13 febbraio  2012. http://www.liberation.fr/societe/01…

2) Dopo il celebre articolo di Saul Rosenzweig « Some implicit common factors in diverse methods of psychotherapy » (American Journal of Orthopsychiatry, 6 : 412-415), datato 1936 !, gli psicologi qualificano il “verdetto di dodo” l’affermazione secondo la quale tutte le psicoterapie sono ugualmente valide. Il dodo è un personaggio di Lewis Carrol in Alice nel Paese delle Meraviglie. Organizza una corsa nella quale il punto di partenza e la distanza percorsa non sono stati presi  in considerazione. Alla fine della corsa dichiara che ” tutti hanno vinto e tutti devono ricevere un premio”. Segnalato da Jacques Van Rillaer.

Alice nel Paese delle Meraviglie e il dodo
Alice nel Paese delle Meraviglie e il dodo

Autismo: tutto non funziona, esistono numerosi studi

Ecco una recensione, senza pretesa d’esaustività, di studi che valutano diversi metodi di presa in carico dell’autismo, compilata dall’associazione Egalited (http://www.egalited.org/biblio.html e completata da Jean Cottraux, psichiatra onorario degli ospedali, con una lista di meta-analisi, articoli di riviste e raccomandazioni.

Studi

Anderson, S. R., Avery, D. L., DiPietro, E.K., Edwards, G. L., and Christian, W.P. (1987). Intensive home-based early intervention with autistic children. Education and Treatment of Children, 10(4), 352-366.

Bibby, P., Eiseseth, S., Martin, N. T., Mudford, O. C. and Reeves, D. (2001). Progress and outcomes for children with autism receiving parent-managed intensive interventions. Res Dev Disabil, 22, 425-447.

Birnbrauer, J. S., and Leach, D. J. (1993). The Murdoch early intervention program after 2 years. Behaviour Change, 10(2), 63-74.

Cohen, H., Amerine-Dickens, M., & Smith, T. (2006). Early intensive behavioral treatment : replication of the UCLA model in a community setting. J Dev Behav Pediatr, 27(2 Suppl), S145-55.

Dawson, G., Rogers, S., Munson, J., Smith, M., Winter, J., Greenson, J. et al. (2010). Randomized, controlled trial of an intervention for toddlers with autism : the Early Start Denver Model. Pediatrics, 125(1), e17-23.

Eikeseth, S. (2009). Outcome of comprehensive psycho-educational interventions for young children with autism. Res Dev Disabil, 30(1), 158-178.

Eikeseth, S., Smith, T., Jahr, E., & Eldevik, S. (2002). Intensive behavioral treatment at school for 4- to 7-year-old children with autism. A 1-year comparison controlled study. Behav Modif, 26(1), 49-68.

Eikeseth, S., Smith, T., Jahr, E., & Eldevik, S. (2007). Outcome for children with autism who began intensive behavioral treatment between ages 4 and 7 : a comparison controlled study. Behav Modif, 31(3), 264-278.

Eldevik, S., Eikeseth, S., Jahr, E., & Smith, T. (2006). Effects of low-intensity behavioral treatment for children with autism and mental retardation. J Autism Dev Disord, 36(2), 211-224.

Fenski.EC, Zelenski.S, Krantz, P. J., & McClannahan, L. E. (1985). Age at intervention and treatment outcome for autistic children in a comprehensive intervention program. Analysis and Intervention in Developmental Disabilities, 5, 7-31.

Handleman, J. S., Harris, S. L., Celiberti, D., Lilleheleht, E., & Tomcheck, L. (1991). Developmental changes in preschool children with autism and normally developing peers. Infant and Toddler Intervention, 1, 137-143.

Harris, S. L., Handleman, J. S., Gordon, R., Kristoff, B., and Fuentes, F. (1991). Changes in cognitive and language functioning of preschool children with autism. J Autism Dev Disord, 21(3), 281-290.

Harris, S. L., Handleman, J. S., Kristoff, B., Bass, L., & Gordon, R. (1990). Changes in language development among autistic and peer children in segregated and integrated preschool settings. J Autism Dev Disord, 20(1), 23-31.

Hastings, R. P., & Symes, M. D. (2002). Early intensive behavioral intervention for children with autism : parental therapeutic self-efficacy. Res Dev Disabil, 23(5), 332-341.

Howard, J. S., Sparkman, C. R., Cohen, H. G., Green, G., & Stanislaw, H. (2005). A comparison of intensive behavior analytic and eclectic treatments for young children with autism. Res Dev Disabil, 26(4), 359-383.

Lovaas, O. I. (1987). Behavioral treatment and normal educational and intellectual functioning in young autistic children. J Consult Clin Psychol, 55(1), 3-9.

Lovaas, O. I., Koegel, R. L., Simmons, J. Q., & Long, J. (1973). Some generalization and follow-up measures on autistic children in behavior therapy. Journal of Applied Behavior Analysis, 6, 131-166.

Magiati, I., Charman, T., & Howlin, P. (2007). A two-year prospective follow-up study of community-based early intensive behavioural intervention and specialist nursery provision for children with autism spectrum disorders. J Child Psychol Psychiatry, 48(8), 803-812.

McEachin, J. J., Smith, T., & Lovaas, O. I. (1993). Long-term outcome for children with autism who received early intensive behavioral treatment. Am J Ment Retard, 97(4), 359-72 ; discussion 373-91.

Perry, A., et al. (2008). Effectiveness of Intensive Behavioral Intervention in a large, community based program. Research in Autism Spectrum Disorders 2, 621-642.

Remington, B., Hastings, R. P., Kovshoff, H., degli Espinosa, F., Jahr, E., Brown, T. et al. (2007). Early intensive behavioral intervention : outcomes for children with autism and their parents after two years. Am J Ment Retard, 112(6), 418-438.

Sallows, G. O., & Graupner, T. D. (2005). Intensive behavioral treatment for children with autism : four-year outcome and predictors. Am J Ment Retard, 110(6), 417-438.

Sheinkopf, S. J., & Siegel, B. (1998). Home-based behavioral treatment of young children with autism. J Autism Dev Disord, 28(1), 15-23.

Smith, T., Buch, G. A., & Gamby, T. E. (2000). Parent-directed, intensive early intervention for children with pervasive developmental disorder. Res Dev Disabil, 21(4), 297-309.

Smith, T., Eikeseth, S., Klevstrand, M., & Lovaas, O. I. (1997). Intensive behavioral treatment for preschoolers with severe mental retardation and pervasive developmental disorder. Am J Ment Retard, 102(3), 238-249.

Smith, T., Groen, A. D., & Wynn, J. W. (2000). Randomized trial of intensive early intervention for children with pervasive developmental disorder. Am J Ment Retard, 105(4), 269-285.

Weiss, M. J. (1999). Differential rates of skill acquisition and outcomes of early intensive behavioral intervention for autism. Behavioral Interventions, 14, 3-22.

Meta-analisi

Spreckley M, Boyd R (2009) Efficacy of Applied Behavioral Intervention in Preschool Children with Autism for Improving Cognitive, Language, and Adaptive Behavior : A Systematic Review and Meta-analysis, J Pediatr, 154 :338-44.

Ortega JVR (2010) Applied behavior analytic intervention for autism in early childhood : Meta-analysis, meta-regression and dose–response meta-analysis of multiple outcomes, Clinical Psychology Review 30, 387–399.

Diggle TTJ, McConachie HHR. Parent-mediated early intervention for young children with autism spectrum disorder. Cochrane Database of Systematic Reviews 2002, Issue 2. Art. No. : CD003496. DOI : 10.1002/14651858.CD003496.

Riviste e buone prassi

Ludwig S, Harstall C : Intensive Intervention Programs for Children with Autism. HTA-8 : Series B Health technology assessment, Alberta Heritage Foundation for Medical Research, February 2001.

INSERM, Psychothérapie : trois approches évaluées, expertise collective (O. Canceil, J. Cottraux, B. Falissard, M. Flament, J. Miermont, J. Swendsen, M. Teherani, J.M. Thurin), INSERM, 2004 ; synthèse en ligne : www.inserm.fr/content/downlo…

Fuentes-Biggi J., dir.- Guida de buena pratica para el tratamiento de los trastornos del espectro autista, in : Revista de Neurologia, 2006, n° 7, vol. 43, pp.425-438 / traduction de Karina Alt : Guide de bonnes pratiques dans le traitement des Troubles du Spectre Autistique. Recommandations du Groupe d’Études sur les Troubles du Spectre Autistique de l’Institut de Santé Carlos III, 30 pages. http://satellite.satedi.org/IMG/pdf…

Myers SM and Plauché Johnson C : Management of Children With Autism Spectrum Disorders, Pediatrics 2007 ;120 ;1162 ; originally published online October 29, 2007. DOI : 10.1542/peds.2007-2362.

National Health Service (NHS). Scottish Intercollegiate Guidelines Network (SIGN) : Assessment, diagnosis and clinical interventions for children and young people with autism spectrum disorders. A national clinical guideline, July 2007.

National Autism Center (NAC) : Findings and conclusion. Addressing the need for évidence based practice guidelines for autism spectrum disorders. 2009 National Autism Center 41 Pacella Park Drive Randolph, Massachusetts 02368.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

Autismo Francia: L’Alta autorità della salute smentisce il divieto dei metodi psicanalitici e del packing

Aspettando il 6 marzo, dove sta la verità ?

Parigi, 13 febbraio 2012 (APM)

Il direttore generale dell’Alta Autorità della salute (HSA), Dominique Maigne, ha smentito lunedi’ che le raccomandazioni della buona prassi in preparazione per la presa in carico dell’autismo e dei disturbi pervasivi dello sviluppo (DPS) nel bambino e nell’adolescente vietano l’utilizzo dei metodi psicanalitici e del packing.

Il quotidiano Libération ha pubblicato nell’edizione di lunedi’ due estratti del progetto del rapporto che la HAS e l’agenzia nazionale di valutazione e della qualità degli istituti e dei servizi sociali e medico-sociali (Anesm) avrebbero reso pubblico martedi 6 marzo 2012.

Il quotidiano crede di sapere, citando due estratti del rapporto, che la HAS boccia le pratiche psicanalitiche e “vieta” il packing.

Il quotidiano citando il rapporto scrive “

In effetti, la HAS ritiene che “l’assenza di dati sulla loro efficacità e la divergenza dei pareri espressi non suggeriscono di arrivare alla conclusione della pertinenza degli interventi fondati sull’approccio psicanalitico, ne su quello della psicoterapia istituzionale” riguardo ai disturbi dello spettro autistico.

E sul packing scrive:

“Dopo un consulto giuridico  l’Alta Autorità della salute ha affermato la sua opposizione formale all’utilizzo di questa pratica, ”
Raggiunto dall’APM, Dominique Maigne ha detto che la prima citazione era corretta ma sarà certamente modificata nel rapporto definitivo e che la seconda citazione non era corretta. Ha aggiunto che l’HAS e l’Anesm sono organi scientifici che non hanno la vocazione di vietare.

Il documento in circolazione attualmente è una “bozza grossolana” approvata “da una forte maggioranza” dal comitato strategico d’orientamento dell’Anesm e dalla commissione delle raccomandazioni delle buone prassi dell’HAS, precisa.

E’ sottoposto ai membri del gruppo di lavoro e del comitato pilota, ossia “piu’ di una ventina di persone”, per la revisione. Le persone consultate possono chiedere delle modificazioni per iscritto che dovranno in seguito essere approvate dal collegio dell’HAS.

Sui metodi psicanalitici, il direttore generale della HAS indica che i paragrafi saranno certamente modificati, perchè una domanda è già stata inoltrata, per essere “meglio contestualizzata”, e insiste sul fatto che “quello che è non consensuale non vuol dire non raccomandato”.

” Il gruppo non ha potuto trovare un consenso sugli approcci analitici”, indica, riconoscendo il contesto “passionale” del soggetto. Ha detto che il lavoro di analisi della letteratura è stato portato avanti tenendo conto di queste controversie, con una scelta dei responsabili di progetto corrispondente alle “differenti scuole di psichiatria”.

Sul packing il rapporto provvisorio delibera:

“In assenza di dati relativi alla sua efficacità o alla sua sicurezza, a causa di questioni tecniche sollevate per questa pratica, e dell’indecisione degli esperti, in ragione di una estrema divergenza sul loro avviso, non è possibile concludere alla pertinenza d’eventuali indicazioni di avvolgimenti corporali umidi (detta packing), anche ristrette a un ricorso estremo ed eccezionale. La HAS e l’Anesm si sono formalmente opposte all’utilizzazione di questa pratica fuori dal protocollo di ricerca autorizzato rispettando la totalità delle condizioni definite dall’Alto consiglio di sanità pubblica (HCSP).

Il resoconto attuale del rapporto conclude ad un’utilizzazione unicamente nel quadro del protocollo di ricerca autorizzato- quello che l’HCSP avevastabilito nel 2010.

Allo stato attuale dei lavori, la conferenza stampa è confermata per il 6 marzo, indica Dominique Maigne.

La HAS e l’Anesm hanno cominciato a lavorare nel 2009 su queste raccomadazioni, e una prima versione è stata sottoposta a consultazione pubblica a metà 2011.

Tradotto da Mondo Aspie, Articolo originale qui

Francia: L’Alta Autorità della salute (HAS) rifiuta il ricorso alla psicanalisi nella presa in carico dell’autismo

Alcuni l’hanno già qualificata come una “Bomba clinica”. Un rapporto dell’Alta Autorità della salute (HAS)  che verrà pubblicato i primi di marzo, e consultato dal giornale Libération, rifiuta il ricorso alla psicanalisi nella presa in carico dell’autismo. Per via, “di una mancanza di dati ” sull’efficacità di queste pratiche.

“Catastrofica”, “revisionista”, “arcaica”, sono i termini utilizzati per descrivere l’ultima posizione dell’Alta Autorità della salute (HAS) riguardo all’autismo. E per colpa, di un rapporto sulle raccomandazioni delle buone prassi della presa in carico di questo disturbo, di cui la pubblicazione è prevista per l’8 marzo, gli esperti rifiutano il ricorso alla psicanalisi. Or dunque, questa disciplina ha sempre avuto un ruolo chiave per tentare di comprendere questo enigma umano. ” E’ come se avessimo adottato collettivamente un passo autistico, ha detto uno dei responsabili del centro di risorse per l’autismo, citato da Libération. Come se avessimo decretato la fine dell’incoscienza”.

Un altro punto di frizione tra l’autorità della salute e l’ambiente psicanalitico, il divieto del packing, pratica che consiste nell’avvolgere in un panno umido un bambino, a in piu’ riprese senza riscaldamento. “Dopo un consulto giuridico  l’Alta Autorità della salute ha affermato la sua opposizione formale all’utilizzo di questa pratica, ” indica il documento che Libération si  è procurato.

In effetti, la HAS ritiene che “l’assenza di dati sulla loro efficacità e la divergenza dei pareri espressi non suggeriscono di arrivare alla conclusione della pertinenza degli interventi fondati sull’approccio psicanalitico, ne su quello della psicoterapia istituzionale” riguardo ai disturbi dello spettro autistico.

Un’analisi che, scatena la rabbia e l’incomprensione di una parte di professionisti della salute, e invece è ben accolta da alcune associazioni di genitori.

Questi ultimi chiedono da diversi anni di rompere i legami tra l’autismo e la psichiatria a beneficio degli approcci educativi e comportamentali.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, articolo originale qui

Un altro articolo sull’argomento : http://www.lexpress.fr/actualite/sciences/sante/autisme-la-psychanalyse-desavouee-par-la-haute-autorite-de-sante_1081840.html

Autismo Francia: la reazione di Travis Thompson sul documentario “Il Muro” e il packing

Pr. Travis Thompson, PhD Licensed Psychologist, Dept. of Educational Psychology, University of Minnesota

Ho guardato le sei parti del documentario Il Muro con un misto di tristezza e indignazione.

Tristezza, perchè la Francia è stata la culla di Jean Itard, il primo che ha descritto l’autismo ed ha introdotto i metodi di rafforzamento come la comunicazione tramite dei pittogrammi (simile al PECS) per educare Victor, piu’ di 200 anni fa;

Perchè la Francia è stata la culla di Claude Bernard, il padre della fisiologia moderna, che ha sottolineato la necessità di praticare dei metodi scientifici ed escludere le cause ipotetiche dei disordini e delle malattie dell’uomo. Claude Bernard è stato all’origine del progetto mutamento della ricerca ABA reversale. La Francia è anche il paese di Louis Pasteur, una delle figure piu’ importanti della storia della medicina, è colui che ha scoperto che le malattie infettive sono causate per lo piu’ da germi, “la teoria germinale delle malattie”. I suoi lavori sono diventati la base della scienza chiamata biologia. La Francia ha una storia medica notevole, che rende il presente video ancora piu’ desolante.

Le nozioni teoriche espresse da tutti gli psicanalisti intervistati non hanno alcun fondamento empirico, e sarebbero semplicemente divertenti, o alla peggio imbarazzanti, se non fosse che, apparentemente numerose persone in Francia le prendono sul serio. E sono particolarmente ostacolanti perchè perpetuano idee pregiudizievoli e senza fondamento, iniziate da Bruno Bettelheim, sugli effetti materni nocivi che sarebbero propizi allo sviluppo dell’autimo nei bambini. Ma, queste idee da allora sono state completamente screditate. Riguardo all’autismo e al trattamento dell’autismo, tengono conto delle credenze popolari o della mitologia: come i pastori che designano le stelle e i pianeti nel cielo notturno, raccontando storie affannandosi per spiegare il movimento delle costellazioni, cercano di spiegare i disturbi dello spettro autistico dei bambini con autismo.

Sono indignato nell’apprendere che dei professionisti della medicina e degli psicologi apparentemente educati impediscono ai bambini con autismo di beneficiare dei trattamenti piu’ appropriati e dei metodi educativi che hanno dimostrato in maniera ricorrente durante ricerche controllate in diversi paesi  (Norvegia, Inghilterra , Stati  Uniti) di essere altamente efficaci nella diminuzione, soppressione e prevenzione dell’emergenza dei sintomi autistici. E’ evidente che né le associazioni professionali, né gli enti governativi non si aspettavano che gli psicanalisti intervistati per questo film non fossero al corrente della letteratura sulla ricerca scientifica clinica avente per soggetto il trattamento dell’autismo. Il primo di questi studi è stato pubblicato nel 1987,  e il piu’ recente nel 2010. Uno degli psicanalisti intervistati tratta questi interventi comportamentali come “capricci”. Ci sono stati piu’ di 20 studi in un quarto di secolo, e trattano di altre cose che non sembrano un “capriccio”.

E’ sempre di piu’ evidente che l’autismo è un disturbo neurologico che implica un cedimento dello sviluppo delle connessioni cerebrali o sinapsi.  Ci sono prove che una sinaptogenesi indotta dall’esperienza puo’ far superare alcuni di questi problemi. Propongo agli psicanalisti intervistati in questo video di leggere, Murrow e al (2008): identificare le loci e i geni dell’autismo con la tracciatura dell’ascendenza comune recente, Scienza volume 321 pagine. 2018-223. Gli autori concludono cosi : ” la relazione tra l’attività neurologica dipendente dall’esperienza e l’espressione dei geni nel periodo postnatale costituisce la base dell’apprendimento e della memoria, e l’autismo appare tipicamnete durante queste fasi tardive dello sviluppo. La nostra conclusione è che le delezioni dei geni regolate dall’attività neuronale, o dalle regioni potenzialmente implicate nella regolazione dell’espressione dei geni nell’autismo, suggerisce che dei difetti nell’espressione dei geni dipendenti dell’attività puo’ essere una causa dei deficit cognitivi nei pazienti con autismo. Per conseguenza, la perturbazione dello sviluppo sinaptico regolato dall’attività potrebbe essere un meccanismo comune o almeno un sottogruppo di mutazioni apparentemente eterogenee associate all’autismo”.

L’implicazione logica di queste conclusioni e che un’esperienza compensatrice sotto forma di intervento comportamentale intensivo e precoce è in grado di superare alcune delle conseguenze e delle deficienze dei geni a favore della sinaptogenesi,  ed è quello che ho segnalato in un articolo nel 2005 (Thomson T. 2005, Paul E. Meehl et B.F. Skinner: Autitaxia, Autotipia e Autismo. Comportamentismo e Filosofia, 33, 101) nel quale ho fatto una comparazione tra l’analisi dell’eziologia della schizofrenia di Paul Meehl con l’autismo.

Mi spiace molto vedere che continuano a prevalere tali idee in un paese sviluppato e scientificamente sofisticato come la Francia.

Tradotto da Mondo Aspie

Articolo originale :http://autismeinfantile.com/observation/reflexion-sur-lautisme/reactions-de-professionnels-et-personnes-autistes-sur-le-documentaire-le-mur-et-sur-le-packing/

Il sito di Travis Thompson : http://travisithompson.net/

Autismo Francia: le reazioni di Donna Williams,Tony Attwood, Temple Grandin e Judy Barron sul documentario “Il Muro” e il packing

Donna Williams, autistica australiana autrice del libro  Si on me touche, je n’existe plus (se mi toccano, non esisto piu’)

Il fatto che i bambini, handicappati da disturbi della percezione sensoriale hanno bisogno di una famiglia che sia presente, che sia capace di mettere da parte le loro nevrosi, drammi ed ego personali, e, senza inghiottirsi nella codipendenza, che sia capace di prendere per la vita questa avventura che è quella di lavorare con queste problematiche in modo che il bambino che ne è vittima non si chiuda nella sua bolla, reagendo contro un mondo che lo sommerge dal punto di vista cognitivo… ma gli psicoanalisti devono tornare a scuola.

Pr. Tony Attwood, Masters degree in Clinical Psychology from the University of Surrey, Honours degree in Psychology from the University of Hull, PhD from the University of London

Grazie per la vostra e-mail e per il link verso il video su YouTube del documentario concernente l’approccio psicoanalitico sull’autismo e la sindrome di Asperger in Francia.

Ho fatto scorrere lentamente i filmati, perchè credono che siano molto importanti e in effetti pericolosi per i bambini autistici, e anche per i genitori, specialmente per la madre del bambino. Mi reco in Francia ogni due anni e saro’ di ritorno a Parigi il mese di giugno. Quando presento delle notizie su approcci alternativi,  so che i genitori sono alle volte sorpresi che ci siano, ed i professionisti hanno piu’ difficoltà a capire che ci sia un’alternativa e,  direi anche , un approccio piu’ efficace.

Temple Grandin, autistica Americana, ha inventato la “squeeze machine” che permette di sentire la pressione contro il suo corpo

L’autismo non è causato da cattivi genitori. E’ completamente folle che la psicoanalisi sia il principale trattamento per l’autismo in Francia. E’ scioccante che la Francia sia cosi’ indietro.

Odio il packing. Il bambino deve essere capace di controllare la pressione da solo. La squeeze machine funziona su questo principio. Il packing è inutile e stressante per il bambino.

Judy Barron, mamma americana di Sean Barron, autistico, tutti e due autori del libro Moi l’enfant autiste (Io bambino autistico)

Ho appena finito di visionare il film con l’orribile banda di psicologi/psichiatri che condividono la loro ignoranza in materia di autismo. Parlano come se fossero negli anni 50. Non hanno imparato niente in tutti questi anni? Come deve essere profondamente sconvolgente e scioccante per i genitori e gli insegnanti vedere questo film !

Grazie di trasmettere agli studi legali che preparano una requisitoria: vorrei offrire il mio aiuto perchè penso sia importante per le famiglie francesi e soprattutto per i loro bambini.

Tradotto da Mondo Aspie

AVVISO: Il link all’articolo originale non è piu’ funzionante

Testo originale qui: http://autismeinfantile.com/observation/reflexion-sur-lautisme/reactions-de-professionnels-et-personnes-autistes-sur-le-documentaire-le-mur-et-sur-le-packing/