Autismo talenti: fotografia, gli “angoli nascosti ” di Carlos

Biella – carlos_gianesiniQuando l’autismo diventa una risorsa da far scoprire agli altri. La  mostra fotografica “Angoli nascosti” di Carlos Gianesini  è un appuntamento speciale con un ragazzo, di appena 22 anni, che vuole trasmettere tanto al mondo che lo circonda, e con una mamma speciale, Alexandra, con cui combatte ogni giorno la sua battaglia contro l’autismo.

Quando si è accorta che Carlos aveva dei problemi?
“Verso i 9 mesi. E’ sempre stato un bambino sereno, uguale agli altri, però non mangiava molto e non cresceva di peso. Lo abbiamo portato all’ospedale, fatto visitare in diversi centri specializzati nel nanismo, ma la risposta fu negativa. Eppure qualcosa non andava e siccome sono una mamma combattiva non mi sono arresa fino a quando, nel 2010, dalla diagnosi di un lieve ritardo mentale si passò a quella di autismo. Diagnosi che venne confermata anche dal reparto di neuropsichiatria del Degli Infermi”.

Carlos, malgrado tutto ciò, ha avuto un percorso di crescita sereno…
“La mia grande fortuna è stata quella di aver assegnata, già alla materna, un’insegnante di sostegno preparata, che lo ha seguito con grande impegno. Basi, che hanno permesso a mio figlio di diplomarsi alle superiori. E poi, ci sono stati gli educatori assegnati dalla Provincia, il sostegno del servizio sanitario”.

carlos autismo foto

Vi confrontate con situazioni analoghe?
“Carlos frequenta la ‘Casa dell’autismo’ di Candelo da quando è stata inaugurata, un paio di anni fa. Lo aiuta ad abbattere la barriera emotiva, che gli causa fatica a socializzare con gli altri. E poi è campione di equitazione e fa altri sport. Certo, io lavoro solo part time, per potermi dedicare completamente a lui. Ma in fondo, quello che faccio è anche un modo per non far dimenticare che esiste un mondo parallelo, quello dei malati di autismo. Per tenere alta l’attenzione”.

E il vostro futuro, come lo vede?
“Sono molto positiva e mi considero una mamma fortunata. Io e Carlos viaggiamo, mi ha insegnato a essere più riflessiva. Certo, ci sono purtroppo realtà molto più pesanti della nostra. A volte penso a quando io e mio marito non ci saremo più, ma ho seminato bene e so che Carlos sarà in buone mani. Quello che ogni giorno costruisco con lui, mi dà gioia e una grande forza interiore”.

E con questa sua seconda mostra Carlos vuole spiegare quanto sia importante e profondo frugare negli angoli più nascosti, anche del nostro cuore. Per “afferrare” e gioire di quei particolari e aspetti della realtà che ci circonda, quasi scontati, ma che a causa della fretta e talvolta della superficialità non riusciamo a cogliere. Il messaggio di fondo dell’autore è che non esiste un autismo inteso solamente come una delle varianti della disabilità.

Le opere di Carlos resteranno esposte fino al 12 giugno, osservando l’orario di apertura della biblioteca dei ragazzi nel Museo del Territorio

Fonte: newsbiella.it

Autismo e fotografia: Gli scatti di una mamma sull’invisibile mondo del figlio autistico

capire stanley autismo fotografiaQuesto è un libro fotografico sull’autismo con una lieve ma importante sfumatura: lo racconta com’è e non come dovrebbe essere trattato. Rosie Barnes è la mamma del ragazzo autistico protagonista delle potenti immagini di ‘Understanding Stanley’. Ha pubblicato il suo lavoro autonomamente, con l’aiuto dei social e il supporto di esperti sia nel campo dell’autismo che in quello fotografico. Le foto descrivono in modo disarmante, perché semplice, momenti quotidiani della vita di Stanley, dai 18 mesi ai 15 anni: solo sull’altalena oppure davanti al vetro di un finestrino sul treno. “Ho cercato di autismo fotografia capire Stanleyrendere visibile l’invisibile – racconta Rosie –  Quando i medici hanno diagnosticato l’autismo a mio figlio, ho subito capito che la totale invisibilità della sua sindrome era la sfida più grande che avrei dovuto affrontare.” Le foto sono accompagnate da osservazioni e citazioni di professionisti e addetti ai lavori che hanno applaudito al lavoro di Rosie. E si accompagnano ad altre immagini simboliche che cercano di restituire le emozioni e il senso di isolamento dei bambini autistici.

Fonti: repubblica.it, Rosiebarnes.com,