Lucila Guerrero: La sindrome di Asperger, foto e grafismo

Lucila Guerrero sapeva di essere differente dagli altri. Due anni fa, è arrivata la diagnosi.

Ha la sindrome di Asperger, un disturbo legato all’autismo. Per lei, l’annuncio è stato un sollievo. Puo’ infine dare un nome a cio’ che la distingue dagli altri.  

Originaria del Peru’, Lucilla Guerrero è arrivata a Montreal 11 anni fa. Rapidamente, ha imparato a scrivere e parlare il francese. Ha lavorato come programmatrice di software poi, nel 2004, durante la maternità, ha scoperto una passione: le arti.

“Dovevo restare sdraiata a casa. Cosi’ ho cominciato a fare foto. Tutto quello che trovavo bello lo fotografavo. Ero affascinata dai tutti i piccoli dettagli della natura e dai riflessi della luce”, ricorda la signora Guerrero, che all’epoca non sapeva di portare in grembo un bambino autistico.

Esprimere l’autismo

Come molte persone autistiche, Lucila Guerrero non ha nulla che all’apparenza lascia immaginare che abbia la sindrome di Asperger.  Tuttavia, l’artista ci confida che deve fare  sforzi notevoli  per interagire con gli altri.

“Le mie difficoltà si manifestano soprattutto nella comunicazione. Non capisco il senso delle espressioni. Non riesco a distinguere, per esempio, se qualcuno mi fa uno scherzo oppure parla seriamente”, ci spiega.

Come artista, vuole essere coinvolta nella diffusione per far capire l’autismo.

Oggi, attraverso la fusione della fotografia, del grafismo e della pittura numerica, l’artista vuole dare un altro sguardo sull’autismo. Attraverso le sue opere, Lucila guerrero racconta la sua differenza. Ha anche scritto un libro che parla della sindrome di Asperger attraverso la maternità. E’ in contatto con una casa editrice e spera di proseguire di questo passo e poterlo pubblicare presto.

“Percepiamo il mondo in una maniera differente. Le persone che non sono autistiche hanno una visione globale, mentre io, per esempio, ho una visione per i dettagli, per le piccole cose”, ci confida la signora Guerrero, che non ha nessuna formazione in fotografia.

Capire la differenza

La sua diagnosi è avvenuta attraverso suo figlio. A l’età di due anni, Luka rifiutava di parlare con le persone… tranne che con la mano di sua madre.

“Non voleva essere chiamato per nome. Rispondeva solo se la mia mano lo chiamava Train Bleu. Per Luka, la sua mamma era la mano”. racconta la signora Guerrero.

Preoccupati per il comportamento del loro figlio, la famiglia Guerrero si è recata presso un pediatra per spiegargli la situazione. Poi, discutendo, il medico si è reso conto che il comportamento del bambino presentava molti tratti correlati all’autismo.

“Quando ho saputo che Luka era autistico, ho incominciato a fare delle ricerche. Piu’ scoprivo delle cose e piu’ mi riconoscevo nei tratti dell’autismo”, racconta l’artista .

Tuttavia, solo nel 2010, all’età di 42 anni gli hanno diagnosticato la sindrome di Asperger. Per Lucilla Guerrero, quello è stato il momento in cui ha cominciato ad accettarsi per quella che è, riconoscendo i suoi talenti piuttosto che le sue lacune.

” E’ stato un sollievo per me. Ho trovato le risposte a tutte le domande che mi ponevo. Spesso mi criticavano perchè ero una persona isolata” racconta Lucila Guerrero.

Per funzionare bene, la signora Guerrero e suo figlio hanno orari precisi che seguono alla lettera.

“Il vantaggio è che riesco a capire meglio come si sente. Funziona con una routine, e questo ci permette di avere dei punti di riferimento”.

La signora Guerrero ci dice che l’autismo non è una  malattia ma una condizione di vita. Attraverso le sue foto, le sue pitture numeriche e il suo futuro libro vuole dimostrare che malgrado le differenze, una persona autistica ha del talento.

Il sito di Lucila Guerrero

Foto tratte dalla pagina FB di Lucila Guerrero

Articolo tradotto da Mondo Aspie, tratto dal sito Progrès Saint Léonard

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6 Comments on “Lucila Guerrero: La sindrome di Asperger, foto e grafismo

  1. Lucila, sono io che ringrazio te e tuo figlio. Sei una persona straordinaria che contribuisce a far conoscere la Sindrome di Asperger e le problematiche dell’autismo nel mondo . Qui in Italia c’e bisogno di piu’ informazione. Farfallina non mi parlare d’impedimenti economici e della difficoltà nel trovare proposte lavorative che si adattino agli orari e alle routine dei nostri figli.

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  2. è vero che si è considerati “diversi” ovunque…ma il differente grado di civiltà di un paese comporta che il rispetto della popolazione nei confronti delle frange marginali sia più o meno alto… come ci si può aspettare che la maggior parte delle persone con cui abbiamo a che fare sia “sensibile” quando le istituzioni, lo stato sociale…diciamolo pure, tanto bravi a parole ma fregandosene letteralmente nei fatti danno dimostrazione prevalente di insensibilità? sicuramente anche il canada avrà i suoi difetti… ma non c’è paragone e se non fosse per impedimenti economici sarei già lì da un pezzo con mia figlia autistica

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  3. In Canada gli autistici se la passano decisamente meglio, devo ammettere che un pensierino c’e’ l’ho fatto anche io per un eventuale trasferimento che mi garantirebbe una migliore qualità di vita per mio figlio, Aspie è francofono ed abbastanza abituato a realtà estere. L’accettazione della diversità è un problema culturale globale.

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  4. Il Canada non c’entra proprio nulla. In qualsiasi società chi si trova a vivere in una frangia marginale, cioè chiunque è per qualche ragione “diverso” viene comunque visto come tale dalla maggior parte delle persone. Sta poi alla cultura ed alla sensibilità dei singoli saper discernere le varie diversità secondo il loro proprio colore, senza avere preclusioni a priori.

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  5. La sindrome d’asperger infatti non è una malattia, ma un modo si essere, il problema è che qui in italia ti fanno sentire non solo malato, ma anche una specie di mostro alieno.
    Fortunata lei ad essere andata in Canada, errore mio, madornale errore non esservi tornata a vivere pure io appena avuta la diagnosi per mia figlia.

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