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Che cos’e’ la Sindrome di Asperger ?

La Sindrome di Asperger (abbreviata in SA, o AS in inglese) è considerata un disturbo pervasivo dello sviluppo imparentata con l’autismo e comunemente considerata una forma dello spettro autistico “ad alto funzionamento”. Il termine “Sindrome di Asperger” venne coniato dalla psichiatra inglese Lorna Wing in una rivista medica del 1981; lo chiamò così in onore di Hans Asperger, uno psichiatra e pediatra austriaco il cui lavoro non venne riconosciuto fino agli anni novanta.

Gli individui portatori di questa sindrome (la cui eziologia è ancora ignota) sono caratterizzati dall’avere una persistente compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi molto ristretti. Diversamente dall’autismo classico, non si verificano significativi ritardi nello sviluppo del linguaggio o dello sviluppo cognitivo

Ecco uno schema delle caratteristiche ricorrenti:

  • Area affettiva-relazionale-comunicativa:
    • Tendenza a isolarsi estraniandosi;
    • Incapacità di interazione verbale efficace;
    • Conversazione senza doppi sensi o motivazioni nascoste, poco preoccupata delle reazioni altrui;
    • Comunicazione non verbale inadeguata;
    • Incapacità di capire le regole implicite del gioco e della conversazione;
    • Mancanza di empatia;
    • Preferenza per la sfera razionale;
    • Bassa soglia di tolleranza alla frustrazione;
    • Ansia e paure peculiari;
    • Scarsa attitudine alla mediazione.
  • Area motoria e sensoriale:
    • Disturbi sensoriali;
    • Ridotta o eccessiva sensibilità tattile;
    • Difficoltà nel recepire informazioni dall’uso contemporaneo di più canali sensoriale e preferenza per un canale;
    • Goffaggine motoria e mancanza di coordinazione;
    • Difficoltà nell’acquisizione di automatismi.
  • Area cognitiva:
    • Stile cognitivo particolare che utilizza propri schemi di apprendimento;
    • Tendenza alla sistematicità e alla catalogazione;
    • Difficoltà di comprendere linguaggio specifici ( modi di dire, metafore);
    • Eccessiva attenzione per il particolare;
    • Attitudine a dedicarsi intensivamente a uno o più campi di interesse;
    • Iperlessia (acquisizione precoce della capacità di lettura);
    • Disprassia (difficoltà nell’eseguire sequenze di movimenti coordinati e intenzionali);
    • Disgrafia;
    • Ricercatezza e cura del linguaggio;
    • Difficoltà nel riconoscimento dei visi (prosopagnosia);
    • Gusto particolare per l’umorismo;
    • Rifiuto delle mode e dell’omologazione a comportamenti diffusi.
  • Area dell’autonomia:
    • Attaccamento a routines;
    • Scarsa autonomia personale;
    • Difficoltà di concentrazione, di attenzione e controllo della situazione;
    • Difficoltà nell’organizzazione e nell’esecuzione contemporanea di più compiti;
    • Tendenza ad estraniarsi dalla situazione;
    • Difficoltà nell’operare rapide scelte perdendo consapevolezza del tempo che passa;
    • Difficoltà nella previsione di cambiamenti e nella progettazione del proprio futuro.

Nella scuola primaria la sindrome di Asperger può essere non notata, ma spesso sono proprio gli insegnanti che segnalano il disagio del bambino nell’integrazione: per questo e per la facilità con cui questi individui sono spesso vittima di bullismo e isolamento sociale, è importante che l’insegnante lavori sull’ecologia delle relazioni e favorisca l’inclusione.
Anche gli intensi interessi dimostrati da individui con sindrome di Asperger, possono essere usati come strumento per la crescita dell’autostima del bambino e per la sua inclusione nella scuola, favorendone lo sviluppo e l’ampliamento.
E’ nella scuola secondaria e all’Università che questi studenti troveranno maggiori difficoltà in quanto si potranno presentare varie situazioni problematiche.
Con strategie mirate all’acquisizione delle abilità necessarie alla quotidianità, le persone con Sindrome di Asperger possono riuscire a trovare la loro strada, un proprio modo per vivere nel mondo: emblematico in questo senso il caso della dott.ssa Temple Grandin, progettista di attrezzature per bestiame e docente all’Università Statale del Colorado.

Lorna Wing (7 ottobre 1928) è una psichiatra e medico britannica.

Avendo avuto una figlia autistica si fece coinvolgere nella ricerca sui disordini dello sviluppo, in particolare su quelli che rientrano nella gamma dell’autismo. Si unì assieme ad altri genitori di bambini autistici per fondare la National Autistic Society nel Regno Unito, nel 1962. Attualmente lavora part-time come consulente psichiatrica. Vive nel Sussex in Inghilterra.

Fu lei ad utilizzare per la prima volta il termine sindrome di Asperger, nel 1981, quando pubblicò uno storico documento di questa variante dell’autismo ancora poco conosciuta in quei tempi.

Hans Asperger  (Vienna, 18 febbraio 1906 – Vienna, 21 ottobre 1980) è stato un medico austriaco, pediatra.

Hans Asperger morì nel 1980; il termine sindrome di Asperger fu usato per la prima volta nel 1981, quando il lavoro di Asperger, scritto in tedesco nel 1944, fu diffuso per iniziativa della psichiatra Lorna Wing, che pubblicò uno storico documento circa questa variante dell’autismo, ancora poco conosciuta in quei tempi.

Cos’è la sindrome di Asperger

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21 risposte a “Che cos’e’ la Sindrome di Asperger ?”

  1. Lorenzo ha detto:

    …..e cmq a 38 anni posso confermare che è “matematicamente dimostrabile” (purtroppo lo dico io quindi è come se lo dicesse nessuno) che le catene dell’autismo sono disintegrabili attraverso lo studio delle lingue, delle scienze naturali e della matematica; il nostro cervello si rifiuta in automatico di immagazzinare informazioni sballate scritte sui programmi scolastici di quei balordi quindi non va mai forzato se non nella direzione in cui preferisce andare. MAI affrontare la geometria prima della trigonometria, questo lo dovrebbero capire anche i muri ma purtroppo non lo capiscono nemmeno i matematici!!
    Il sistema è stabile, rimane la mancanza di passione x la plastica che muove gli altri ma dopotutto cosa volete di meglio che evitare di vivere di oggetti, per gli oggetti e in definitiva da oggetti?
    ……se ce l’ho fatta io che sono cresciuto come minore di 3 fratelli autistici/asparger, chiunque è capace di farcela ma bisogna lavorare assiduamente i primi 20 anni di vita altrimenti non se ne esce +, mia sorella, la maggiore, una volta erosa completamente da quel vivere le emozioni in maniera inappropriata ed ottusa non è riuscita a far altro che accoppiarsi con un altro autistico e generare un figlio a sua volta autistico, questo perché si oppone in maniera categorica a pensare a sé stessa come una persona problematica, senza possibilità alcuna di dubitare sé stessa!! (pericolosa x gli altri, disposta a tutto pur di dar vita ai propri incubi)

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  2. Lorenzo ha detto:

    Vorrei essere + preciso nel discorso del rapporto con i cresimati, visto che ci son passato. Diciamo che alla diversità intrinseca pre-esistente, si va a sommare una diversità religiosa che viene particolarmente osservata sia dal ragazzo Aspie che dai ragazzi normo-dotati (io non ho ricevuto i sacramenti) e questo porta ancora + facilmente a episodi di bullismo. Ora vorrei che i genitori di tali ragazzi riflettessero sulla possibilità che sia proprio il comportamento dei loro figli ad attirare le attenzioni degli altri, anche per essere accettati all’interno del gruppo, fosse anche solo per passare da giullare. Spero di essere stato chiaro, il mio intento non è certo quello di far “sentire in colpa” i genitori per il comportamento dei loro figli, solo spingerli a una riflessione ulteriore. Leggo qui dell’esistenza di scuole dedicate proprio a chi soffre di questa diversità, mi domando cosa potrebbe essere stato della mia vita se avessi avuto la possibilità di seguire un metodo e un programma scritti appositamente per “noi”………e la cosa mi affascina parecchio!!

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  3. Lorenzo ha detto:

    Non ho mai avuto “il piacere” di ottenere una diagnosi di tale sindrome ma riconosco nel mio essere molti dei sintomi. Sin da bambino è stato angosciante mettermi in relazione con gli altri, i fallimenti e gli episodi di bullismo perché percepito come diverso non si contano (senza voler avvelenare il clima, devo precisare che dopo aver ricevuto la cresima i miei coetanei sono diventati molto più feroci nei miei confronti ma lo erano dopotutto con misericordia e solidarietà). Fortunatamente ho trovato un clima scolastico favoloso e se sono riuscito ad arrivare al diploma è solo perché la scuola che frequentavo era essenzialmente femminile e questo mi ha aiutato a prevenire eventuali dissidi con coetanei maschi, dissidi che difficilmente avrei potuto affrontare in quell’età se fossi stato accerchiato dal “branco” maschile anche in ambito scolastico. Il disastro + assoluto è comunque accaduto una volta uscito dalla scuola: nel mondo del lavoro ho cominciato ad essere percepito non + come diverso ma come pericoloso e quindi preda di ogni persecuzione; devo dire che la colpa è stata sempre anche mia in quanto godo letteralmente nel provocare chi mi sta di fronte e questo certo non aiuta in un mondo del lavoro in cui la gente capisce solo i piedi in faccia all’altro. Sono stato sempre sicuro che per vedere bene in faccia il proprio interlocutore bastasse punzecchiarlo e vi assicuro che questo succede puntualmente, come puntualmente pero’ si è poi marginalizzati ed espulsi. Soffro in maniera inaudita lo scorrere del tempo quando la giornata è organizzata dagli altri mentre esplodo di gioia ogni qual volta riesco ad organizzare un’attività lavorativa autonoma. Con le donne è stato sempre un fallimento categorico, le odio con tutto me stesso e al tempo stesso ne sono succube e schiavo; puntualmente mi capita, nel rapporto con l’altro sesso, di essere come una calamita che è attratta da un’altra calamita senza MAI arrivare al contatto; il massimo della relazione amorosa che abbia mai accettato è per l’appunto quel momento di attrazione tra le due calamite ma non riesco ad accettare di oltrepassare tale limite, vuoi anche per l’eccessiva emotività delle donne stesse. Sono terrorizzato dall’instabilità psichica di una donna, se e quando la percepisco, perché ho sempre la sensazione di poterla ferire e peggiorarne lo stato (anche se forse è molto + probabile che sia vero il contrario). L’osservazione della natura e dei comportamenti animali aiuta in maniera decisiva, questo dovrebbe essere a mio avviso il primo pensiero dei genitori dei bambini affetti da tale sindrome, il secondo suggerimento è di tenerli il + possibile alla larga da qualunque forma di plagio e distruzione psicologica religiosa, specialmente cattolica.

    Saluti

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  4. Il ” coming out” (testuali parole ) di 3 coraggiosi padri di bambini ed adolescenti autistici …decisi ad uscire dall’anonimato per rivendicare il diritto ad una vita ” normale ” per i loro figli…e per sensibilizzare la societa’ americana sul tema…affinche’ i loro figli possano in futuro vivere in un mondo in grado di comprendere o, almeno, accettare l’ autismo…visto come diversita’ e non come malattia…
    Un’occasione anche per i padri di crescere come persone…lontani da pregiudizi , etichette e atteggiamenti troppo giudicanti … visti come i maggiori ostacoli alla conoscenza
    Vengono forniti esempi e strumenti per creare connessione e condivisione affettiva con questi bambini e ragazzi….dato che ne hanno sempre un bisogno disperato non solo in famiglia ma anche ” fuori casa”
    Viene anche incoraggiato l’uso di strumenti di self-advocacy e richieste d’ aiuto ” comprensibili ” al mondo dei neurotipici !

    fonte : USAAA

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  5. Astrid Galli ha detto:

    L’ esperto Tony Attwood ha gia’ sottolineato il fatto che molte aspie di sesso femminile hanno molte piu’ probabilita’ di diventare vittime di violenza sessuale. …
    Conosco purtroppo una donna aspie che ha subito violenza sessuale a soli 8 anni…in Italia !!!
    Qualcuno faccia qualcosa affinche’ queste cose non si ripetano. …
    Quante bambine aspie stanno vivendo questo dramma in silenzio ?
    Si sta facendo qualcosa affinche’ queste cose non accadano piu’ ?
    Le bambine con asperger fanno fatica ( ancora piu’ di altre ) ad esprimere a parole le loro esperienze traumatiche ; inoltre chiedono aiuto raramente perche’ non sanno neppure trovare le parole per esprimere le loro emozioni…
    Spesso sono loro stesse a non conoscersi…ed i meccanismi di rimozione non vengono certo in loro aiuto .
    E’ quindi ovvio che certi uomini approfittino dei ” silenzi ” di queste bambine…
    Mi domando …quante bambine asperger ci sono adesso nel mondo…che non hanno una voce ???
    Il primo passo per aiutarle sarebbe fornire loro una diagnosi d’ autismo…il secondo passo sarebbe quello di fornire loro un ” vocabolario ” che consenta loro di esprimere quello che provano. ..il terzo passo sarebbe quello di fornire un ambiente circostante che le incoraggi a parlare e chiedere aiuto in tempo utile !
    Una bambina aspie di 8 anni…lasciata a se stessa con un dramma piu’ grande di lei…chiedera’ aiuto a modo suo…somatizzando…lamentandosi di 1000 piccole cose…e sara’ destinata ad essere costantemente fraintesa…circondata da persone cieche , sorde e reticenti !
    Spero che qualcuno raccolga il mio appello !

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  6. Astrid Galli ha detto:

    In un tempo molto lontano non si andava dal dentista. .e le estrazioni venivano fatte senza anestesia. ..
    La scienza medica ha fatto molti passi avanti…in questi ultimi tempi…in molti campi. ….
    Il Novecento verra’ ricordato come l’ ultimo secolo durante il quale bambini , ragazzi e adulti autistici non solo non venivano curati…ma venivano anche sottoposti a cure che mi fanno tanto pensare… alle estrazioni dentarie senza anestesia !
    Insomma…in futuro …il Novecento sara’ considerato il ” Medioevo ” per cio’ che concerne la cura delle persone autistiche!
    Sono felice per tutte le mamme di quei bambini che…in questi anni…hanno ricevuto una diagnosi corretta d’ autismo…
    Tuttavia la mancanza di consapevolezza in tema di autismo. ..in Italia. ..e’ agghiacciante …e fa veramente tanta tanta paura !

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  7. Judith tartaglia ha detto:

    Anche io ho asperger, non ho fatto un analisi, ma sono sicuro. Da piccola……, ma mai nessuno sapeva. Ma già da piccola mi sentiva sempre diverso. Non lo so come devo dire, ma ti rende conto. Ma nel fratempo sembra tutto a posto. Invece, faccio molto fatica a inserirmi in ogni gruppo dove sono le persone. Non lo so proprio come comportarmi. Si guardando gli altri, faccio uguale. Ma facendo così mi sento non me stessa. Poi avere vissuto una giornata così, sono distrutto alla fine della giornata e molto irritata. E se come una giornata persa, senza aver fatto niente di utile. E ci sono stati tanti tanti. Adesso sono ormai 50 anni. Sono abituato ad essere così. Ma ultimo anno ho letto molte cose sul asperger sindrome e mi aiuta ad accetare come sono. Non vuol dire che io dico: sono fatto così. Vuol dire che ho molto più rispetto per me stesso e le mie mancanze che sono tanti, ma cerco sempre, nel fratempo, a spiegare a le persone perché ecc… Non voglio avere un comportamento arrogante tipo: io sono così e basta. Non e da asperger parlare così. Ultimo cose: quello che rende tutto particolare e……, per me e penso anche per altre asperger che sin da piccoli, senza accorgerci, ti sei sempre comportato come altri vogliono che sei e hai fatto anche (io si sicuro) sempre tutto come deve essere. Ma ero sempre distrutto a fare così. Grazie che posso reagire qui, e spero che, anzi devo dire: scusa non parlo bene italiano.

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  8. astrid.ole.galli ha detto:

    Gentilissimi  ” MONDO ASPIE ” Grazie per aver pubblicato i miei commenti  sul vostro prezioso  sito ! I commenti che scrivo servono a far stare meglio me stessa…mi aiutano a chiarirmi le idee….ma spero che siano d’ aiuto anche e soprattutto agli altri …a coloro che leggono !!! Non e’ stato facile trasferirmi  in Svezia nel 2014…e non e’ neppure stato facile sentirmi dire , a 47 anni , ( con una storia psichiatrica spaventosa alle spalle…in Italia ) che sono affetta da autismo….E’ stato duro e faticoso ricevere una diagnosi  di  Asperger  dopo cosi’ tanti anni di psichiatria  italiana… Nei miei commenti cerco di essere si’ critica nei confronti  della ” situazione italiana ” ma anche MOLTO  PROPOSITIVA !Credo sia dannoso … a lungo termine… avere un atteggiamento SOLAMENTE  critico e mai propositivo .Voi MONDO ASPIE  siete combattivi , coraggiosa e propositivi. …e fate qualcosa di concreto affinche’ le cose cambino …in meglio…ed in tempi ragionevoli. Immagino che l’ amore per i vostri figli sia la ” molla  ” che vi spinge ad andare avanti ! (Io purtroppo  non ho mai potuto avere figli…famiglia ecc…proprio  perche ‘ avevo l’ Asperger  ma nessuno lo sapeva…neppure io lo sapevo…) Non voglio che i ragazzi asperger dei giorni nostri debbano attraversare  quello che ho attraversato io…un incubo che sembrava non finire mai ! VI  DEVO DIRE PERO’ CHE , NEGLI ULTIMI 10 ANNI IN ITALIA , SONO STATA CURATA DA 2 PSICHIATRE  BRAVISSIME . …ALLE QUALI SONO DAVVERO  MOLTO AFFEZIONATA. PUBBLICATE   PER FAVORE ANCHE IL COMMENTO IN CUI IO NOMINO  IL FATTO DI AVER AVUTO 2 PSICHIATRE ITALIANE MOLTO BRAVE  E PREPARATE. …IL PROBLEMA PRINCIPALE  INFATTI NON ERANO LE MIE 2 PSICHIATRE ( CHE OLTRETUTTO  SI AUTODUSTRUGGEVANO PER L’ECCESSIVA MOLE DI LAVORO E RESPONSABILITA ‘)..IL PROBLEMA  VERO STAVA NELL’ INTERO SISTEMA…NELLE STRUTTURE INADEGUATE. … NEL MONDO CHE CIRCOLAVA INTORNO  ALLE 2 POVERE PSICHIATRE…!…POVERINE . … .NON ERANO MAI AFFIANCATE DA PSICOLOGI O PSICOLOGHE  AGGIORNATI !!! HO FATTO COLLOQUI CON PSICOLOGHE SVEDESI…ED HO SUBITO POTUTO CONSTATARE LA DIFFERENZA  !!! CARO MONDO ASPIE…VI RINGRAZIO PER QUELLO CHE FATE…E VI CHIEDO ANCORA DI RENDERE PUBBLICO  IL COMMENTO  DOVE ELOGIO LE MIE 2 PSICHIATRE ITALIANE  ! GRAZIE ! Astrid  Galli 

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  9. In Italia , gli autistici a 18 anni diventano psicotici. Che è una roba vergognosa e scandalosa. Le diagnosi degli Asperger adulti dovrebbero farle i neuropsichiatri per bambini e non gli psichiatri . In Italia gli psichiatri spesso hanno una formazione ( se ce l’hanno ) psicdinamica, arretrata e indietro di 40 anni sull’autismo

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  10. Astrid Galli ha detto:

    Vivo in Svezia e , da poco tempo , NON vengo PIU’ CURATA negli ambulatori di psichiatria BENSI’ NEGLI AMBULATORI DI NEUROPSICHIATRIA…e sara’ cosi’ per il resto dei miei giorni !
    Qui , negli ambulatori pubblici di neuropsichiatria, vengono tra l’ altro curati pazienti adulti affetti , come me , da Asperger.

    Penso alle strutture pubbliche italiane : gli psichiatri sono sovraccaricati di lavoro ed hanno sempre un numero impressionante di pazienti.
    Sarebbe auspicabile che , in Italia , accanto agli ambulatori di psichiatria , ci fossero anche ambulatori di neuropsichiatria per adulti…
    In Italia ricordo di aver visto SOLO ambulatori di neuropsichiatria PER BAMBINI. …ma gli adulti Asperger dove vengono curati ???

    Temo che in Italia non esistano ancora strutture pubbliche adeguate per adulti Asperger. …la psichiatra pubblica italiana si prende carico di TUTTI , Asperger compresi. ….quando invece l’ aggiunta della neuropsichiatria ai preesistenti servizi di psichiatria pura …gioverebbe a tutti…non ultimi …agli psichiatri stessi …che si vedrebbero alleggeriti nel proprio lavoro ( dato che hanno sempre montagne di lavoro da svolgere ogni giorno e sono sottoposti a ritmi di lavoro frenetici ).
    L’ aggiunta della neuropsichiatra ( per adulti ) negli ambulatori pubblici di psichiatria permetterebbe inoltre una stretta COLLABORAZIONE TRA PSICHIATRIA E NEUROPSICHIATRIA…e sarebbe un valore aggiunto per molti centri psicosociali italiani !

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  11. Anonimo ha detto:

    Ho lavorato per molti anni in una scuola secondaria di primo grado. Impiegata per 37 anni in Segreteria, sono venuta in contatto con genitori di bambini autistici e con bambini affetti da tale sindrome. Ricordo un bimbo autistico che si getto’per terra nell’aula magna, si dimenava, muoveva la testa da tutte le parti. L’insegnante di sostegno si era allontanata c’era molto movimento, gli altri bimbi avevano fatto una recita. Mi avvicinai,

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  12. Domenico ha detto:

    Leggendo questo ed un altro articolo per via di mio figlio ho scoperto adesso che allora anch’io ho la sindrome di aspenger perché tolte un paio di cose le ho tutte. La cosa mi rincuora tanto perché credetemi, io mi reputo più rispetto agli altri , non capivo perché non riuscivo a dedicarmi in più campi ma solo ad uno e quel solo fatto in maniera maniacale ( tecnico informatico , il migliore della mia città , ho tutti i migliori professionisti come clienti 😀 ) . ho una bellissima moglie, due stupendi figli . Sono pieno di tatuaggi , ho fatto una vita di eccessi ( ho 39 anni ) da ragazzo credevo di essere goffo perché mi sentivo diverso dagli altri , sempre con una moda tutta mia , le ragazze più tipe erano attratte da me , senza che me ne rendessi conto , infatti senza impegnarmi più di tanto venivano loro da me, quindi io tutto sto deficit non lo vedo anzi , quindi , va bene cosi. Ciao a tutti!!!!!!

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  13. Giusi ha detto:

    Ma come si fa a farsi diagnosticare la sindrome di Asperger, e soprattutto in tarda età?Mi sembra di avere comportamenti simili, e mi fa vmolto riflettere cla considerazione di Astrid :” ho sempre cercato di nascondere la mia ingenuità ” ecc., ecc.
    Giusi S.

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  14. Mi chiamo Astrid ed ho 48 anni.
    Mi e’ stata diagnosticata la sindrome di Asperger un anno fa circa…avevo 47 anni suonati ed abitavo gia’ in Svezia !
    Mi domando come mai si debba ricevere una diagnosi corretta cosi’ tardi nella vita. Inoltre ho davvero l’ impressione che le donne asperger siano piu’ difficili da diagnosticare …Noi donne asperger abbiamo infatti una certa tendenza a nascondere la nostra fobia sociale imitando ragazze e donne neurotipiche…raggiungiamo cosi una certa abilita’ – MOLTO SUPERFICIALE – nel gestire le relazioni sociali.
    Non v’ e’ nulla di peggio che dover tradire se stesse per essere accettate dal mondo…ho sempre cercato di nascondere la mia igenuita’ e naivete’…ma a scapito della salute.

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  15. mi rivedo benissimo!!! 😀

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  16. Caro Enzo, purtroppo come scrivi tu è una lotta impari contro la supremazia della psicodinamica. Se non possiamo fare niente ( ma non è detto ) per evitare che delle lavagne vuote vengano riempite nelle università di baggianate, possiamo invece tentare di informare tramite il web e altri canali i genitori. Una volta che avranno capito la dannosità di queste pratiche non porteranno piu’ i loro figli autistici da questi neuropsichiatri che tratteranno purtroppo, l’autismo di domani con metodi inefficaci e obsoleti .

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  17. Vincenzo Villari ha detto:

    Desidero segnalarvi il testo “La cura del bambino autistico” di Martin Egge (edizioni Astrolabio).
    E’ un testo a scelta facente parte della materia “Psicologia clinica”, C.d.L. in Scienze e Tecniche Psicologiche, II anno accademico, Scienze della Formazione, Università di Catania.
    Il motivo è nodoso da spiegare. Già il titolo denota mooolta presunzione. Non il trattamento, la cura. Lo segnalo perchè chi ha 19 anni è come una lavagna vuota da riempire di formule. Non sa, pertanto apprende ciò che il docente dà come oro colato. Se il docente è di scuola freudiana W Freud, se lacaniano W Lacan (nello specifico, il testo segnalato è di stampo lacaniano). Io sono uno studente di 42 anni che ha appreso solo sul campo e ciò che seguo in ateneo non mi piace del tutto. E’ un’impari lotta contro chi sta su piedistalli accademici non certo per aver trattato con successo alcuna sindrome. Ma è lì; ed è capace di formare gente che crederà che la psicologia clinica è capace di tutto. Vogliate lasciarmi una vostra personale considerazione su quanto vi ho espresso, visto che, suppongo, sarà così nella maggior parte degli atenei. In fondo, i laureati di oggi sono i neuropsichiatri che tratteranno l’autismo di domani, che è uguale a quello di ieri e di oggi.
    Grazie.
    Enzo Villari, classe 69, genitore di un ragazzo autistico classe 99.

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  18. Infatti hai ragione, a breve faro ‘ delle modifiche che spero aiutino a comprendere ancora meglio questa sindrome .

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  19. Antonio ha detto:

    tutto molto chiaro. Suggerisco di aggiungere la precisazione che le persone Asperger non sono tutte identiche. Uno sprovveduto che leggesse la vs. lista potrebbe farsi l’idea che la sindrome sia esattamente, nè più nè meno, corrispondente alla lista per tutti gli individui affetti.

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