Rimini: vaccini e compensi ai pediatri, la risposta del Comilva

Questa nota del COMILVA è la risposta ufficiale a quanto apparso il 19 giugno scorso sul “Corriere di Rimini”, a pagina 5, nell’articolo intitolato “Premi ai pediatri che fanno vaccinare” .

https://mondoaspie.com/2012/06/21/la-ausl-di-rimini-compra-i-bambini-vaccinati-un-pediatra-puo-perdere-fino-a-5000-euro/

Nell’articolo vengono affrontate diverse tematiche che, francamente, lasciano esterrefatti per l’assoluta mancanza di collegamento fra loro, per l’inesattezza di molte affermazioni e per certe espressioni arroganti.

Il COMILVA, Associazione a carattere nazionale e non comitato, come scritto nell’articolo, afferma innanzitutto la sua titolarità a rappresentare le istanze delle migliaia di aderenti su tutto il territorio nazionale.

Persone libere, consapevoli e responsabili, che hanno fatto una scelta, quella di non vaccinare i loro figli, basandola prima di tutto su un’informazione approfondita, raccolta in tutti gli ambiti scientifici accessibili vagliata, misurata e ponderata. Queste persone, in gran parte genitori, non sono degli “stupidi indottrinati” (non è questa la missione del COMILVA, che come noto è uno dei veicoli attraverso cui l’informazione libera fluisce e arriva alle persone che la cercano) bensì sono persone appartenenti a tutte le categorie sociali che hanno a cuore una sola cosa: la salute dei loro figli. In ogni caso il COMILVA, per storia ed importanza, riveste oggi un ruolo informativo e culturale primario di indiscusso rilevo istituzionale.

Piuttosto dobbiamo constatare che spesso sono certi medici o certi “cosiddetti professionisti del settore vaccinale” (intendendo con questo termine un largo insieme di figure, anche istituzionali) a dimostrare tutta la loro totale impreparazione in materia, la loro pretestuosa arroganza pseudoscientifica che produce come risultato l’incapacità di comunicare con questi genitori. Nel fare certe affermazioni qualcuno si dimentica che, accanto agli standard economici imposti dalla Regione o dalle stesse Aziende Sanitarie ai pediatri (che tra l’altro male gradiscono queste pressioni), vi è una via gerarchica superiore, ovvero la Delibera Regione Emilia Romagna n. 256 del 13.3.2009, che suggerisce e stabilisce (pagg. 20-22) come atteggiamento fondante, una politica vaccinale e una considerazione del dissenso e dell’obiezione (procedure perfettamente lecite!), di segno completamente opposto a quello della nota del dott. Zavalloni, il quale ha affermato cose assolutamente parziali.

Non è certo questo il luogo per confutare le affermazioni inesatte circa la protezione conferita dalle vaccinazioni: certe affermazioni generiche e riprodotte “in ciclostile” fanno parte ormai della storia e sono state ampiamente superate dai fatti. Stupisce però che ci sia ancora qualcuno che metta insieme, con il chiaro intento di demonizzarli, gli obiettori e coloro che scelgono uno stile di vita naturale, cure omeopatiche ecc. Come dire, tutto ciò che non è omologato ad un dettame codificato (da chi poi e con quale riconoscimento pubblico o privato, non è dato a sapersi) non può far parte della società civile.

La chiusura dell’articolo poi è assolutamente un atto ardito e al limite del lecito: l’invocazione come di un pubblico linciaggio per coloro che osano mettere in discussione una pratica come quella vaccinale (!!!). O qualcuno si sente, forse, sopra le parti e finanche della giustizia, della libertà di opinione, della libertà di associazione, della libera manifestazione del pensiero?

Ma ciò stride enormemente, ancora una volta, con la realtà dei fatti, una realtà che ci presenta, ad esempio, gli oramai frequentissimi casi di sentenze dei Tribunali, che hanno reso evidente una delle più comuni, ahimè, situazioni di danno vaccino correlate, come l’Autismo.

È pertanto bene che chi riveste ruoli ‘istituzionali’ sia serio e responsabile e si chieda il motivo della mancata adesione ai programmi vaccinali e della crescita esponenziale in tutta Italia degli obiettori.

Ultima annotazione: “ci dispiace molto” per i pediatri meno virtuosi, che hanno la sfortuna di essersi imbattuti sulla strada degli obiettori. Dovranno rinunciare al “bonus” di tremila euro che poteva rimpinguare un “misero salario”, oppure forse dovranno rinunciare anche a quella bella vacanza organizzata da quell’altrettanto famosa multinazionale farmaceutica che aveva pianificato di elargire loro quelle briciole che cadono fragorose dalla loro tavola imbandita di profitti, creati sulla pelle dei nostri figli, sulla salute delle generazioni future, sulle tragedie di migliaia di famiglie rovinate dalle vaccinazioni.

Il Presidente del COMILVA
Claudio Simion

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/vaccini-compensi-pediatri.php

 

La Ausl di Rimini compra i bambini vaccinati, un pediatra puo’ perdere fino a 5000 euro

IL PIANO DELL’AUSL PER LA SALUTE DEI PICCOLI
Premi ai pediatri che fanno vaccinare
A Rimini troppi bimbi non sono protetti. Incentivi fino a tremila euro per i medici.
Chi ha pochi pazienti sottoposti a profilassi può perdere fino a cinquemila euro.
RIMINI. Troppi genitori decidono di non vaccinare i propri bimbi, e l’Ausl prende provvedimenti: “penalità” per i pediatri con pochi pazienti vaccinati, premi fino a 3mila euro l’anno per i “virtuosi”.
L’aspetto rientra nell’accordo aziendale tra i medici pediatri e l’azienda sanitaria, e affronta un aspetto spinoso in provincia. Assai bassa infatti è sul territorio la percentuale di bambini che non sono stati sottoposti alle profilassi facoltative; non alta (e di molto inferiore alla media italiana) la percentuale di bimbi passati dalle vaccinazioni obbligatorie. «Gli obiettivi che si è data l’Azienda sanitaria sono regionali e ministeriali: altre aziende adottano queste forme di incentivi», chiarisce da subito il primario della Pediatria territoriale, Maurizio Bigi. Le vaccinazioni obbligatorie, prescritte per legge, per tutti i nuovi nati sono l’anti-poliomielitica, l’anti-difterica, l’anti-tetanica e l’anti-epatite B. Il vaccino commerciale più usato associa l’anti-tetanica, l’anti-difterica all’anti-pertosse, che è tra quelle raccomandate, perché comporta gravi rischi se contratta prima dei 18 mesi. Rientrano tra le raccomandate per i nuovi nati anche le vaccinazioni anti-morbillo, anti-rosolia e anti-parotite. In Italia, la media dei bimbi sottoposti a vaccinazione obbligatoria tocca quota 98%, ma a Rimini non supera il 92%. Un tasso troppo basso che, secondo i tecnici sanitari, aumenta il rischio per i piccoli, e la spesa medica per l’assistenza. Per questo, ai medici pediatri, è raccomandato il lavoro di sensibilizzazione coi genitori. «Ma a Rimini – spiega Daniele Zavalloni, segretario provinciale della federazione italiana medici pediatri, a rappresentanza di una quarantina di specialisti sul territorio – la situazione è particolare: è la provincia della regione coi dati più bassi di vaccinazione. Due i motivi principali: la presenza del Comilva, il comitato per la libertà di scelta nelle vaccinazioni molto attivo in città, e le medicine alternative che in buona parte negano la bontà delle profilassi. La concomitanza ha avuto un effetto disastroso sul territorio, e alcuni nostri colleghi non svolgono quanto la deontologia chiede loro, ossia far capire ai genitori che vaccinare i bambini è importante». Da tempo, l’Azienda si era mossa per incentivare i medici alla sensibilizzazione, ma là dove i numeri non danno soddisfazione, l’Ausl interviene con altri numeri: i soldi. Nel primo accordo in tal senso, quello del 2010, sia penalità che premi andavano a scaglioni secondo le percentuali di bimbi vaccinati. L’ultimo accordo aziendale è stato modificato e sono aumentate le penalità che rimangono sempre più alte dei “premi”: un pediatra può “perdere” fino a 5mila euro l’anno se, nel suo carnet di pazienti, non vanta un’alta percentuale di bimbi vaccinati. «In realtà – chiosa Zavalloni – malgrado gli accordi, l’Ausl non è riuscita ad ottenere ancora l’innalzamento della percentuale di vaccinazioni: servirebbe altro, come ad esempio una strenua presa di posizione nei confronti di coloro che sconsigliano pubblicamente il vaccino». Di Patrizia Cupo

Connessione tra autismo e vaccini: I casi di Rimini non sono isolati

       

Autismo: Sentenza, il tribunale di Rimini afferma la correlazione tra autismo e vaccino trivalente

Bimbo si vaccina e diventa autistico, ministero condannato a pagare

Intervista all’avvocato Luca Ventaloro dopo la decisione del tribunale che dà ragione ai genitori

Rimini, 11 aprile 2012 – IL VACCINO Mpr contro morbillo, parotite e rosolia ha provocato l’autismo in un bambino riminese. Questa la sentenza emessa dal tribunale di Rimini alcune settimane fa, ma che ieri ha sollevato le aspre critiche del Board scientifico del Calendario vaccinale.
I genitori del piccolo, nato nel 2002, si sono rivolti all’avvocato Luca Ventaloro per la causa contro il ministero della Salute.

Avvocato, quando sono arrivati da lei i genitori del bimbo?
«Alla fine del 2008 per chiedere assistenza ai sensi della legge 210 del 1992 che tutela per i danni da vaccinazioni ed emotrasfusioni».

Quando è stata fatta la vaccinazione sotto accusa?
«Nel 2004 e nei giorni immediatamente successivi il bambino ha iniziato ad avere febbre molto alta, diarrea, a essere estremamene nervoso, a cambiare modo di alimentarsi, a chiudersi nei confronti del mondo e contemporaneamente a essere iperattivo».

Avevano già fatto visitare il bimbo da specialisti?
«Il pediatra di famiglia aveva già confermato il regresso comportamentale ma la cosa importante è che aveva già effettuato la visita presso la Commissione medico ospedaliera incaricata dal ministero della Salute che aveva già confermato il nesso di causalità tra la vaccinazione e l’autismo. Ma aveva respinto il ricorso affermando che la legge 210 tutela solo dai vaccini obbligatori e non da quelli facoltativi, come in questo caso. Per questo sono venuti da me».

Come siete andati avanti?
«Abbiamo fatto ricorso al ministero contro la decisione della Commissione e lo abbiamo presentato al giudice del lavoro competente, come dice la legge 210, per questi casi. Ci sono state le udienze, gli incarichi dei periti e anche quello del tribunale, oltre a quello di parte, ha confermato il nesso di causalità tra vaccino e autismo nel bimbo. Quindi la sentenza a nostro favore».

Quanto è stato riconosciuto come danno?
«Quello che dice la legge: 1.200 euro ogni due mesi, poi gli arretrati calcolati dal momento della vaccinazione e circa 100mila euro».

Cosa dicono i genitori?
«Soddisfatti di questo primo grado perché il problema è il futuro di questo bambino che non è assolutamente autonomo».

Articolo tratto da : Ilrestodelcarlino.it