L’autismo che scompare crescendo di L. Mottron

Hugo Horiot
Hugo Horiot

Ottobre 2013. Alcuni bambini che hanno ricevuto una diagnosi di autismo molto piccoli vedono i loro sintomi sparire totalmente quando diventano grandi. E’ il caso dell’artista Hugo Horiot, che è stato invitato da Anne-Marie Dussault  nell’emissione Apres tout, c’est vendredi ! sulle onde d’ICI Radio-Canada. Hugo, che ha la sindrome di Asperger, una forma di autismo è riuscito a superare il suo handicap. Ha pubblicato un romanzo autobiografico dove racconta la sua infanzia, che si intitola L’empereur, c’est moi.

Secondo uno dei massimi esperti mondiali di autismo Laurent Mottron, il caso di Hugo Horiot non è eccezionale: un autistico su 10 riuscirà a convivere con la malattia senza che vengano influenzati i suoi rapporti sociali. Inoltre, aggiunge che solo un autistico su 10 non parlerà durante la sua vita.

Secondo Mottron non si guarisce dall’autismo, ma piuttosto si impara a controllarlo. ” sono uscito dalla chiusura autistica, ma non sono guarito ” concorda Hugo Horiot.

Per Mottron, in Quebec hanno sopravvalutato l’efficacità dei trattamenti comportamentali intensivi, resi obbligatori dallo Stato. Ci vogliono due di attesa per avere il diritto di accedere ai servizi che “aspirano risorse e non offrono supporto”.

Si stima che circa 65.000 Canadesi soffrono di disturbi dello spettro autistico, di cui 18.000 Quebecchesi.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie . Fonte: Huffington Post Canada

Per conoscere meglio Hugo Horiot :

Sindrome di Asperger : Hugo si definisce “un superstite” e racconta come è scampato alle terapie psicanalitiche

Per conoscere meglio Laurent Mottron:

L.Mottron: L’autismo visto come una superiorità percettiva e non come un deficit sociale

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3 Comments on “L’autismo che scompare crescendo di L. Mottron

  1. Ringrazio per la testimonianza bellissima e commovente.Un’esempio manifesto di chi non ha rinunciato a capire se stesso e a migliorare,testimonia in maniera naturale,ed è pure coinvolto nel contribuire parlando in una conferenza.Con un merito supplementare,penso che all’epoca,l’essere diverso era cosa,beh,ancora diversa di quanto lo è oggi giorno(visto la sua età).
    In francese,si direbbe:”Chapeau”(=congratulazioni)

    véronique

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  2. Aspettavo un riferimento di questo tipo: ci vedo spunti che ho cercato in varie occasioni di suggerire. Le mie convinzioni sulla SA derivano dal fatto che me la porto addosso da 76 anni e credo di aver letto molto cercando di capire sia gli Aspie che i neurotipici.
    Guarire dall’Asperger si può, certo, ma nel senso di vivere meglio la SA e valutare in conseguenza sia gli errori del passato sia… quelli del futuro. Migliorano i sintomi: riesco a guardare negli occhi, mi sono diminuite certe ansie; parlo in pubblico e cerco di non… esagerare nell’essere inopportuno. Non poche persone (al termine di una conferenza) mi confidano che ho acceso in loro delle speranze (si tratta di genitori che hanno i figli autistici…)
    Mi procurerò il libro di Mottron… e vi prego di non lasciar cadere questo vitale tema: la SA non è una condanna, né una maledizione definitiva: si va avanti, si comprende, il nostro cervello (sovraffollato) è pur capace di chiarire…

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  3. Io ho scoperto Hugo Horiot per caso in libreria,ho letto la recensione del libro,e,incuriosita,ho cercato e trovato interviste sue,in francese.E al limite del concepibile che,pur non avendo parlato fino a 6 anni,per scelta,si sia deciso a rinascere,cambiare nome,grazie all’amore di sua mamma.Lui dice:mi sono detto che se lei s’impegnava cosi tanto per me,per farmi partecipare al mondo,è che doveva per forza essere qualcosa d’interessante.Da li inizio’ a parlare.Ma la sua infanzia l’aveva messa da parte,e solo quando ha scritto il libro l’ha tirata fuori veramente,spiegando cosa e come ha vissuto quel bambino,sin dal suo arrivo al mondo,la sua nascita.E veramente molto molto commovente.Dice poi che non è “guarito”,la sindrome non è una malattia della quale si guarisce,si convive con una diversità.Era immensamente incavolato contro lo stato francese che non ha quasi altro da offrire che cure psichiatriche,medicine,e pochissimi posti nelle scuole(10%,mi sembra,vengono scolarizzati normalmente),quando in altri paesi sono ben 80%.
    Un libro da leggere,Assolutamente.
    La cosa che fa più tristezza o rabbia è in effetti che le istituzioni non sono nemmeno capaci di accogliere la diversità andando incontro,in maniera nuova,non scontata,a persone che hanno un modo di percepire e di ragionare che troppe volte viene considerato come “non conforme”,quando è semplicemente “diverso”.

    véronique

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