Sentenza Tar del Lazio: Necessario insegnante di sostegno anche se l’handicap non è grave

Accolto il ricorso dei genitori che reputavano poche cinque ore di sostegno al bambino di seconda elementare con problemi.

Il Tar Lazio, con la sentenza 5551 del 16 giugno scorso, ha accolto il ricorso di due genitori che chiedevano l’annullamento del provvedimento del dirigente scolastico di una scuola elementare con il quale aveva assegnato al loro figlio, affetto da handicap non grave, solo 5 ore di sostegno.

I ricorrenti osservavano che tale provvedimento risultava contrastante con la Costituzione e con i diritti riconosciuti dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’U.E., della Carta Sociale Europea e della Convenzione O.N.U del 2007.

Affermano, inoltre, che “con la legge n. 104/1992 è stato riconosciuto il diritto soggettivo del disabile all’educazione ed all’istruzione dalla scuola materna all’università e che la violazione di un diritto incomprimibile costituisce una reale e concreta situazione di rischio, danno e di illegittimità delle richiamate norme”.

Per la patologia da cui era affetto il bambino, tale limitata erogazione di ore di sostegno era gravemente lesiva e inadeguata a fronte delle 40 ore settimanali da lui frequentate.

La stessa Corte Costituzionale “ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’art. 2, commi 413 e 414 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 che fissavano rigidamente un limite al numero degli insegnanti di sostegno e sopprimendo radicalmente la possibilità di assumere con contratti a tempo determinato altri insegnanti, in deroga al rapporto docenti, alunni pur se in presenza di disabilità particolarmente gravi”.

Per il Tribunale “ancorché il figliolo dei ricorrenti non rientri nella situazione di handicap qualificato come grave ai sensi dell’art. 3, comma 3 della L. n. 104 del 1992 quanto piuttosto in quella di cui all’art. 3, comma 1 della medesima legge, tuttavia la eliminazione dal mondo giuridico dei due commi 413 e 414 dell’art. 2 della L. Fin. n. 244 del 2007 impone all’amministrazione di valutare in relazione alla situazione di gravità dell’handicap da cui sia affetto il fanciullo la possibilità di completare il suo percorso formativo con il sostegno di un insegnante ad hoc, nella considerazione che egli è iscritto alla seconda elementare e quindi si trova all’inizio del percorso di apprendimento scolastico”.

Il Tar tenendo in considerazione l’irrisorietà delle ore di sostegno garantite al bambino, anche in proporzione alle ore settimanali di lezione a cui assiste, dispone che l’amministrazione può valutare caso per caso la possibilità per l’alunno di completare l’iter formativo con il supporto di un insegnante di sostegno ad hoc, per un numero di ore superiore a quelle originariamente previste dal provvedimento del dirigente scolastico.

Fonte: Leggioggi.it

Disabilità: Insegnanti di sostegno, vincono le famiglie

Una sentenza arrivata in tempi record, che potrebbe segnare un importante precedente per future azioni legali. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso collettivo promosso dal Coordinamento scuole elementari di Roma, con cui 13 famiglie contestavano l’assegnazione di un numero di ore di sostegno inferiore al necessario per i loro figli, affetti da handicap gravi. Secondo le diagnosi funzionali delle Asl, questi bambini – che frequentano scuole d’infanzia o elementari – avrebbero avuto diritto al rapporto “1 a 1” (un insegnante di sostegno per il totale del tempo scuola di ciascun alunno disabile), ma a causa della mancanza di personale idoneo – effetto dei tagli agli organici degli anni scorsi – hanno ricevuto meno ore del dovuto.

Con questa sentenza, la III sezione bis del Tar del Lazio ha ribadito la necessità di rispettare il rapporto 1 a 1 per bambini con handicap particolarmente gravi, integrando il numero degli insegnanti, dove occorra, attraverso la flessibilità organizzativa o l’assunzione con contratti a tempo determinato di altri insegnanti di sostegno. Contro i provvedimenti degli istituti sull’assegnazione delle ore, dovuti anche agli organici stabiliti dal ministero dell’Istruzione e dall’Ufficio scolastico regionale,i ricorrenti si erano opposti lamentando la violazione dell’articolo 38 della Costituzione (diritto all’educazione dei disabili), forti anche della sentenza della Corte costituzionale del 26 febbraio 2010, che aveva dichiarato illegittimo il rigido limite fissato dalla Finanziaria del 2008 al numero degli insegnanti di sostegno.

«Spetterà all’amministrazione, ora, integrare il numero delle ore di sostegno per questi bambini – spiegano gli avvocati Marco Tavernese e Maurizio Rossi dello studio legale Tavernese, che hanno patrocinato il ricorso – Se non lo farà spontaneamente, intraprenderemo ulteriori azioni legali». I ricorrenti hanno rinunciato alla richiesta di risarcimento proposta (mille euro per ogni mese di mancato sostegno con rapporto 1 a 1) e il Tar ha condannato l’amministrazione resistente alle spese di lite. Esulta il Coordinamento scuole elementari di Roma che, con sottoscrizioni volontarie negli istituti, ha raccolto oltre 4mila euro per le spese legali: «Questo è il primo ricorso collettivo effettuatoe vinto presso il Tar del Lazio- spiega Bruna Sferra, una delle insegnanti promotrici – Il Coordinamento valuterà ora la possibilità di fare un nuovo ricorso per le altre famiglie che negli ultimi due mesi ne hanno fatto richiesta».

7 marzo 2012 , articolo di Repubblica