Cameron Thompson e la Sindrome di Asperger: piccoli geni crescono

Ora ha 14 anni Cameron Thompson, il ragazzino che frequenta i corsi di matematica alla Open University in Inghilterra. Incredibile ma vero. I genitori di Cameron hanno infatti deciso di iscrivere Cameron all’università all’età di 12 anni perché molto probabilmente dietro alla sua grande passione per i numeri, si nasconde un genio.

Un altro Einstein? Non è del tutto escluso visti gli incredibili risultati che Cameron ha ottenuto in poco tempo. Dopo che i genitori lo hanno iscritto alla Open University nello scorso maggio, Cameron è ora già al secondo anno e alla fine dello scorso modulo di studi ha raggiunto l’89%, un punteggio altissimo. Per il piccolo ottenere la laurea, che se continua così arriverà a 16 anni, sarà una passeggiata.

Il sogno di Cameron è diventare, quando sarà adulto, un astronauta e come tutti pensano, per lui non sarà difficile diventarlo. Già alla scuola media infatti il bambino brillava sui test di matematica quantistica ottenendo punteggi sopra la media.

Cameron fa fatica a giocare e a comunicare con i suoi compagni della Maelor School di Penley, un villaggio del Galles settentrionale, ma sin dall’infanzia ha stupito i suoi familiari con le evoluzioni aritmetiche più impressionanti. I suoi genitori Roderick, 35 anni, e Alison, 32 – racconta il Daily Mail – notarono per la prima volta la sua bravura con i numeri quando aveva solo 4 anni e si mise a discettare lungamente con la sua maestra d’asilo di numeri negativi. Alle scuole medie il suo genio brillava sui test di matematica quantistica. Laddove il punteggio più alto era 140, lui prendeva 141.

Cameron, soffre di una forma di autismo chiamata Sindrome di Asperger, non a caso la stessa malattia di cui soffrivano Newton, Einstein e Darwin, e che porta a concentrarsi su una singola materia .

 Articolo: http://www.bbc.co.uk/news/magazine-15482101  07/11/2011

L’autismo non è una malattia ma una variante della specie umana


Mottron pero’ dovrebbe interpellare gli autistici e chiedergli se apprezzano il fatto di avere l’onore di essere considerati appartenenti alla comunità umana, che di umano ha ben poco considerato la nostra disumanizzazione e involuzione attuale.

Nell’articolo Laurent Mottron afferma che la scienza deve fare la sua parte per far sì che gli autistici siano considerati come membri della comunità umana.

Dobbiamo smettere di considerare la diversa struttura del cervello dei soggetti autistici come una carenza: infatti la ricerca ha dimostrato che molti soggetti autistici hanno qualità e capacità che possono superare quelle di persone “normali”, secondo un provocatorio articolo pubblicato ieri su Nature dal dottor Laurent Mottron dello University of Montreal’s Centre for Excellence in Pervasive Development Disorders. “I dati recenti e la mia esperienza personale suggeriscono che è il momento di cominciare a pensare all’ autismo come un vantaggio in certi ambiti, e non come a una croce da portare”, ha detto Mottron.

Il gruppo di ricerca di Mottron ha fortemente affermato le abilità e talvolta le superiorità degli autistici in più operazioni cognitive quali la percezione e il ragionamento. Il gruppo comprende diversi soggetti autistici, e uno di loro, Michelle Dawson, è un successo particolare. Dawson dà un grande contributo alla comprensione della condizione attraverso il suo lavoro e il suo giudizio. “Michelle ha sfidato la mia percezione scientifica di autismo,” ha spiegato Mottron. “E ‘sorprendente per me che per decenni gli scienziati abbiano stimato l’entità del ritardo mentale basato sulla somministrazione di test inappropriati, e sulla errata interpretazione dei punti di forza autistici”, ha aggiunto Mottron .

“Abbiamo coniato una parola per questo: normocentrismo, cioè il preconcetto che si ha per cui si se una persona è o fa qualcosa, è normale, e se invece se lo fanno gli autistici è anormale”, ha detto Mottron. Egli ha fatto notare che c’è una forte motivazione per questa percezione, in quanto è la retorica standard per il fund raising e per le domande di sovvenzione, ma ha anche un costo in termini di come gli autistici sono poi considerati nel sociale. “Mentre i finanziamenti statali e senza scopo di lucro sono importanti per far progredire la nostra comprensione della condizione, è eccezionale che questi strumenti siano utilizzati per lavorare verso obiettivi identificati dalla comunità autistica stessa”, ha detto Mottron, lamentando il fatto che i soggetti autistici finiscono a svolgere lavori ripetitivi, in posti di lavoro umili, nonostante la loro intelligenza e la loro attitudine a dare un contributo molto più significativo per la società. “La Dawson e altri individui autistici mi hanno convinto che, in molti casi, le persone con autismo hanno bisogno più che di qualsiasi opportunità, spesso di sostegno, ma raramente di una cura,” ha detto Mottron. “Come risultato, il mio laboratorio e altri ritengono che l’autismo debba essere descritto e studiato come una variante accettata all’interno della specie umana, non come un difetto che deve essere soppresso.”

Nell’articolo Laurent Mottron afferma che la scienza deve fare la sua parte per far sì che gli autistici siano considerati come membri della comunità umana. Il suo studio va più nel dettaglio riguardo alle abilità specifiche di alcuni individui autistici e fornisce una serie di esempi reali, offrendo alcuni spunti personali nella sua collaborazioni con Michelle Dawson.

http://gaianews.it/salute/perche-lautismo-non-e-una-malattia-ma-una-variante-della-specie-umana/id=14192

L’autismo puo’ essere un vantaggio, secondo una ricerca “aiuta la memoria”

MONTREAL – L’autismo può essere un vantaggio nella vita e i medici dovrebbero smettere di trattarlo come un handicap. E’ la sconvolgente tesi sostenuta dal dottor Laurent Mottron, docente di psichiatria all’Università di Montreal, in un articolo pubblicato ieri sulla rivista scientifica Nature.

Studi scientifici dimostrano che le persone autistiche non dovrebbero essere stigmatizzate per le loro condizioni ma dovrebbero veder riconosciute le loro abilità. Gli scienziati dell’università di Montreal sostengono che l’autismo può essere un vantaggio nel dare alle persone capacità visive e di memoria straordinarie. Le persone autistiche possono ricordare informazioni che hanno letto settimane prima e spesso superano gli altri nei test di intelligenza non verbale.

In un test approntato dal dottor Mottron, che richiedeva il completamento di un modello visivo, le persone affette da autismo hanno finito il 40 per cento più velocemente rispetto a quelli non autistici. “E’ tempo di iniziare a pensare all’autismo come un vantaggio in certi ambiti, non una croce da portare”, ha scritto il dottor Mottron.

Mottron ha detto che le attività insolite nel cervello delle persone con autismo dovrebbe essere viste come “prova sufficiente della loro alternativa organizzazione cerebrale”. Il dottor Mottron specifica di non voler sottovalutare i problemi legati all’autismo, aggiungendo: “Uno su 10 soggetti autistici non riesce a parlare, nove su 10 non hanno un lavoro regolare e quattro su cinque adulti autistici sono ancora dipendenti dai loro genitori. Ma le persone con autismo possono dare un contributo notevole per la società se messe in condizione di operare nel giusto ambiente”.

                                                                         

Molte persone affette da autismo lavorano nel laboratorio del dottor Mottron. Una ricercatrice, in particolare, Michelle Dawson, ha dato un contributo importante alla comprensione della condizione autistica. Secondo il dottor Mottron le disabilità intellettive possono essere sovrastimate tra le persone con autismo perché i ricercatori utilizzano test inappropriati. “Nel misurare l’intelligenza di una persona con problemi d’udito, non avremmo esitato a eliminare parti di test che non possono essere spiegati con il linguaggio dei segni, perché non dovremmo fare lo stesso per i soggetti autistici?”, ha detto.

“Non credo più che la disabilità intellettuale sia intrinseca all’autismo – ha aggiunto – per avere dati attendibili, gli scienziati dovrebbero usare solo i test che non richiedono alcuna spiegazione verbale”.

Di diverso avviso è Rajesh Kana, un professore assistente nel dipartimento di psicologia presso la University of Alabama a Birmingham. Kana ha avvertito che l’autismo dovrebbe essere ancora considerato come un disturbo: “Le persone con autismo hanno gravi problemi nella vita quotidiana e anche le persone con lieve autismo possono essere vittime di inganni, a causa della loro limitata capacità di capire quando qualcuno sta mentendo”. blitzquotidiano

Chocolate: Zen, una ragazzina autistica combatte senza paura

Un film dedicato ai “bambini speciali”, a tutti quei bimbi che possono essere visti come un problema e che, sorprendentemente, possono celare grandi abilità ma soprattutto essere capaci di infinito amore.E’ così che viene presentato “Chocolate”, un film thailandese in cui una ragazza autistica scopre di avere un’autentica passione per le arti marziali e diventa un’invincibile guerriera, pronta a lottare con le unghie e coi denti per recuperare i soldi necessari a curare la madre, malata di tumore, arrivando a sfidare la yakuza giapponese.

Ritorno sulle scene del talentuoso Pinkaew dopo la (parziale) rottura artistica con Tony Jaa, star tailandese di arti marziali già diretto nei celebri Ong-Bak e The Protector.In Chocolate una ragazzina autistica di nome Zen, è alla ricerca di soldi per pagare le cure alla madre malata di cancro, la quale è a sua volta inseguita da una gang di criminali assetati di vendetta.Un esile pretesto si fa metafora dei disagi sociali di un’intera società: incredibile constatare come, finalmente, sia la trama di fondo a dare spessore ai personaggi e alle situazioni, senza farsi debole pretesto riempitivo tra un combattimento e il successivo. Come paradossalmente avveniva nell’iperpop Spiderman di Sam Raimi, le sequenze narrativamente preparatorie ai futuri confronti con personaggi e situazioni ostili diventano il fulcro stesso dell’opera, quasi a voler sottolineare spavaldamente la profonda differenza prospettica (leggasi autorialità cinematografica) del regista in questione. Non si lesina in autoironia e citazioni cult (la fabbrica di ghiaccio de Il furore della Cina colpisce ancora di Lo Wei, protagonista l’immenso Bruce Lee), ma senza che il risultato finale si trasformi nella baracconata action tanto gradita dall’audience Americana. Sorprendente lo scontro finale, con un antagonista che rielabora senza compromessi l’estetica maudit Europea frammentandola nell’illusoria immortalità di icone horror come Michael Meyers o Jason Vorhees.Pur se imperfetto e poco incisivo dal punto di vista coreografico, Chocolate rappresenta indubbiamente un importante passo avanti della cinematografia tailandese, progressivamente sempre più prossima ad un agognato equilibrio contenutistico, attoriale e narrativo di impareggiabile splendore.
http://www.bizzarrocinema.it/component/option,com_jmovies/task,detail/id,221/

 

Sindrome di Asperger e lavoro di Beta Tester

Da Rain man in poi, le credenze e convinzioni comuni sull’autismo si sono fatte probabilmente un po’ confuse, dal momento che il personaggio presentato in quel film presentava più che altro i tratti della cosiddetta sindrome di Asperger, che caratterizza persone particolari, insofferenti ad alcune regole sociali consolidate, ma dotate di intelligenza normale, però differente, e magari per certi aspetti superiore, rispetto alle medie aspettative.

Solitamente invece i segni che caratterizzano questa tipologia di disturbi, come i comportamenti anomali del ritiro autistico, le limitatissime capacità espressive soprattutto verbali, la mancanza di interesse per l’interazione sociale con conseguente chiusura e le stereotipie, rendono molto difficile l’integrazione di questi soggetti, che risultano pertanto esposti a un alto rischio di isolamento sociale.
Spesso si ricorre a strumenti informatici, in questo come in altre tipologie di disabilità, per compensare alcune carenze della persona, con un piccolo rischio di ulteriore isolamento, accompagnato però dalla moltiplicazione di opportunità che in alcuni casi poi va ben oltre le esigenze di persone con disabilità; si pensi alle prime ricerche, che portarono all’uso del T9 per la scrittura di SMS, o anche alla diffusione degli strumenti di lettura automatica, che certamente non sono rimasti limitati alle problematiche della dislessia o dei disturbi della vista.
La notizia che arriva dall’Illinois riguarda un peculiare gruppo di beta tester: i loro comportamenti un po’ stravaganti li rendono dei veri e propri personaggi, dal momento che uno di loro non fa che parlare, un altro odia andare in macchina; qualcuno non sopporta sedersi vicino agli altri, qualcun altro non tollera il rumore dell’aspirapolvere. Ma quali specialità li rendono così bravi nel lavoro di beta tester ?

Per fare qualche esempio, l’attenzione ai dettagli e la capacità di ripetere operazioni piuttosto monotone instancabilmente possono bilanciare il fatto che queste persone non amino guardare negli occhi il loro interlocutore, o facciano fatica a stringere la mano al cliente, specialmente se dei dettagli relazionali si occupano altre persone più portate per la vita sociale in genere, e non prive di un giusto tocco di altruismo. L’associazione di cui parla questa notizia porta un nome con diverse sfumature di significato: la parola Aspiritech infatti sembra contenere al suo interno un riferimento alla tecnologia, allo spirito e alla sindrome di Asperger, uno dei disturbi dello spettro autistico che sembra lasciare più possibilità di integrazione, specialmente lavorative, a chi ne è portatore.
L’esempio Aspiritech potrebbe essere ripreso anche dalle nostre parti in forme analoghe, per questa come per altre disabilità, andando un po’ controcorrente rispetto a una tradizione che vede impiegare i più deboli soprattutto in lavori manuali, per i quali possono anche non essere granché portati. Progetti di questo genere, segnalati anche dalla stessa fonte di riferimento, esistono già in Europa, ma forse la creatività nostrana potrebbe aggiungere qualche ulteriore miglioria.

http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&idItem=47657

Wikileaks, Assange e la Sindrome di Asperger

Sull’Independent, il fondatore di Wikileaks racconta cos’è stato per lui essere hacker

Parla a ruota libera sulle pagine del quotidiano britannico The Independent, Julian Assange il proprietario del discusso sito Wikileaks. E fra tutte le dichiarazioni, spicca la sua

I am – all hackers are- a little bit autistic.

Ma chiarisce: “quando sono diventato famoso tutti godevano a sostenere che ero affetto dalla sindrome di Asperger (una patologia affine all’autismo ndr), quindi non voglio rovinare il divertimento a nessuno. Diciamo che, anch’io,  come tutti gli hacker e anche come tutti gli uomini, sono un po’ autistico.

L’AUTOBIOGRAFIA NON AUTORIZZATA – Le confessioni di Assange escono oggi sulle pagine dei quotidiani in concomitanza con la sua autobiografia non autorizzata. L’ex hacker ha però tentato di bloccare il libro perché secondo lui si basava troppo sulle sue vicende personali, mentre Assange avrebbe voluto  che fosse anche un manifesto politico.

COSA SIGNIFICA ESSERE HACKER – Anch’io da giovane ho iniziato a soffrire dei  disagi tipici degli hackers: mancanza di sonno, curiosità senza fondo, univocità, e l’ossessione per la precisione.  Quando diventi un hacker adulto- ha spiegato Assange-  hai un consapevolezza sconvolgente. Puoi camminare per la strada mentre vai al supermercato e incontrare persone che conosci o per le quali non sei nessuno ma per te conta solo che hai passato la notte in bianco per mettere in ginocchio i sistemi della NASA.

IL BELLO DELLA VIOLAZIONE DEI SISTEMI – Una volta, ha raccontato il proprietario di Wikileaks, siamo stati anche in grado di penetrare nei sistemi della polizia. Ci ha aiutati un poliziotto che si chiamava Ken Day e che era ossessionato dalla nostra attività anche se poi in seguito sarebbe diventato il nostro nemico.

MENDAX – Ogni hacker ha un nome fittizio. Il mio era Mendax,  nome preso dallo “Splendide Mendax” di Orazio, mi piaceva l’idea -dice Assange- che si nasconde dietro un nome falso che nasconde la vera identità e il luogo in cui si trova l’individuo reale.

http://www.giornalettismo.com/archives/150773/assange-anche-io-sono-un-po-autistico/

asperger assange

Daniel Tammet e la Sindrome di Asperger

Daniel Paul Tammet (Londra, 31 gennaio 1979) è un autistico britannico con un grande talento per la matematica e l’apprendimento delle lingue. Primo di nove figli nato da genitori londinesi appartenenti alla middle-class. Nella sua autobiografia, Nato in un giorno azzurro : il mistero della mente di un genio dei numeri, (tit. or.: Born on a Blue Day), racconta di quanto l’essere affetto da epilessia, sinestesia e sindrome di Asperger abbia avuto un profondo impatto sulla propria infanzia.

Sinestesia

La percezione dei numeri come colori o sensazioni è una forma ben documentata di sinestesia, sebbene il livello di dettaglio e la specificità dell’immagine mentale dei numeri da parte di Tammet sia realmente inconsueta. Nella sua mente, egli riferisce, ciascun intero fino a 10.000 ha la sua unica forma, colore, struttura e sensazione tattile. Egli può “vedere” in modo intuitivo i risultati dei calcoli come se fossero dei paesaggi sinestetici, senza dover dedicare uno sforzo mentale consapevole, inoltre può “avvertire” se un numero sia primo o composto. Ha descritto la sua immagine visiva del 289 come particolarmente brutta, mentre il 333 sarebbe assai attraente, il Pi greco bello. I numeri 23, 667 e 1179 hanno un’immagine particolarmente grande, mentre il 6 non avrebbe un’immagine distinta. Tammet non si limita a descrivere verbalmente tali visioni, ma ha anche creato un lavoro artistico: una rappresentazione in acquerello del Pi greco.

Tammet è stato protagonista di un documentario nel Regno Unito, dal titolo The Boy With The Incredible Brain, inizialmente trasmesso dal canale televisivo britannico Channel Five il 23 maggio 2005. Il documentario mostrava i momenti salienti della recita della sequenza del Pi greco, dello studio in una settimana dell’islandese (lingua che è considerata oltremodo difficile) e del suo incontro con Kim Peek, un altro famoso “genio”. In un momento dello show, Peek abbraccia Tammet e gli dice, “Un giorno sarai grande quanto lo sono io.”, cui segue la replica di Tammet che dice “si tratta di un complimento bellissimo, di una grande aspirazione da mantenere”.

Pi greco

Tammet detiene il record in Europa per aver recitato il Pi greco fino a 22.514 cifre in poco più di cinque ore. La sfida era sponsorizzata da un’organizzazione di beneficenza, in favore della NSE, National Society for Epilepsy per il “Pi Day”, il 14 marzo 2004 presso il Museo di Storia delle Scienze di Oxford, UK. La NSE era stata scelta come beneficiaria dell’evento, proprio per l’esperienza di Tammet da bambino con l’epilessia. Il professor Allan Snyder dell’Università Nazionale Australiana, ha detto di Tammet: “… gli autistici particolarmente dotati non riescono di norma a spiegarci come fanno a fare quel che fanno. Gli viene e basta. Daniel può spiegare di più, dal momento che descrive ciò che egli vede nella sua testa. Ecco perché è stimolante. Può essere la ‘Stele di Rosetta’.”

Capacità linguistiche

Tammet parla undici lingue tra cui l’inglese, il francese, il finlandese, il tedesco, lo spagnolo, il lituano, il rumeno, l’estone, l’islandese, il gallese e l’esperanto.

Apprezza particolarmente l’estone, dal momento che è una lingua ricca di vocali. Tammet sta costruendo una nuova lingua chiamata Mänti. Mänti ha diverse caratteristiche correlate con il finnico e l’estone, dal momento che ambedue sono lingue ugrofinniche. Alcune fonti segnalano che Tammet abbia creato le lingue uusisuom e lapsi.

Tammet riesce ad imparare nuove lingue con una grande rapidità. Per dimostrarlo nel corso di un documentario per l’emittente “Channel Five”, a Tammet è stato chiesto di imparare l’islandese in una settimana. Sette giorni più tardi, è comparso sulla televisione dell’Islanda, conversando in islandese, con il suo insegnante di lingua che, sbalordito, continuava a dire che non era “umano” e che si trattava di un “genio”. Alcune parti dell’intervista che mostra Tammet che risponde alle domande in islandese sono state trasmesse in televisione nell’edizione del 28 gennaio 2007 dello show televisivo americano 60 Minutes.

 Nato in un giorno azzurro

Nel 2006, Tammet si è recato negli Stati Uniti per promuovere la sua autobiografia, Born on a Blue Day: Inside the Extraordinary Mind of an Autistic Savant. Durante la sua permanenza negli Stati Uniti, è apparso diverse volte negli speciali e nei talk show radio-televisivi, tra cui 60 Minutes e il David Letterman’s Late Show. Nel 2008 il libro è stato tradotto da Annalisa Crea per i tipi di Rizzoli.

 Vita privata

Tammet e il suo compagno, Neil Mitchell, che è un tecnico software, sono insieme da circa sei anni. Vivono insieme nel Kent, dove trascorrono una vita organizzata in modo sistematico, con i loro gatti, preparano il cibo nel giardino e preferiscono mantenere la propria riservatezza. Tammet e Mitchell insieme gestiscono l’azienda di e-learning online Optimnem, all’interno della quale realizzano e pubblicano dei corsi di lingue. Tammet ha parlato pubblicamente della sua relazione con Mitchell, delle sue abilità di “genio” e del suo orientamento sessuale.

http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Tammet

                                                               

Temple Grandin “diversa ma non inferiore”

Temple Grandin, la diversità è una risorsa

Diversa ma non inferiore” è sempre stato il motto di Temple Grandin, donna autistica resa celebre nel mondo per i suoi studi rivoluzionari sugli allevamenti dei bovini.

Temple Grandin (Boston, 29 agosto 1947) è una professoressa associata dell’Università Statale del Colorado ed una delle personalità più famose nel mondo affette da autismo. La Grandin è molto nota anche per la sua attività di progettista di attrezzature per il bestiame.

Grandin nasce in un periodo in cui la sindrome autistica era relativamente poco conosciuta. Essendole stato diagnosticato un danno cerebrale all’età di due anni, fu ospitata in una scuola materna strutturata dove a suo modo di dire è stata seguita da buoni insegnanti. Parecchi anni più tardi le è stata accertata come autistica (formalmente la diagnosi fu di Sindrome di Asperger ovvero la versione meno grave dello spettro autistico). Lei considera se stessa fortunata di aver goduto di un buon supporto sia al tempo in cui frequentava la scuola primaria che successivamente.

Grandin negli anni a seguire ottenne una laurea di primo livello in psicologia al Franklin Pierce College (1970), successivamente si laureò in zoologia all’Università Statale dell’Arizona nel 1975, e conseguì il dottorato in ricerca sempre in zoologia presso l’Università dell’Illinois nel 1989.

Grandin inizia ad essere conosciuta dopo che Oliver Sacks la descrive in un suo racconto Un antropologo su Marte, il cui titolo è stato preso dalla definizione della stessa Grandin circa il suo modo di sentire le persone normodotate. Grandin è stata ospite dei più importanti programmi televisivi nazionali e scritto articoli per riviste come Time, People, e Forbes, e su quotidiani come il New York Times.

È stata il soggetto di documentario della Horizion (BBC) e di un film della HBO (2010) diretto da Mick Jackson ed interpretato da Claire Danes.

Sulla base della sua personale esperienza ha invocato l’intervento ed il supporto di insegnamenti che possano risolvere le problematiche dei bambini autistici, trasformando comportamenti inadatti in altri più adeguati. Ha raccontato il suo essere ipersensibile ai rumori ed ad altri stimoli sensoriali e del suo bisogno di trasformare ogni cosa in immagini visive. Secondo Temple il suo successo nel lavoro di progettista dipende proprio dal suo essere autistica. È infatti in grado di soffermarsi su dettagli minutissimi ed è in grado di utilizzare la memoria visuale come fosse un supporto audiovisivo, sperimentando mentalmente le diverse soluzioni da adottare. In tal modo riesce a prevedere anche le sensazione che proveranno gli animali sui quali verrà utilizzata l’attrezzatura.

Grandin è considerata un’importante attivista sia del movimento in tutela dei diritti degli animali che del movimento dei diritti delle persone autistiche e dai quali a loro volta è frequentemente citata.

Il suo merito principale è stato quello di presentare il punto di vista delle autistiche, contribuendo in tal modo all’affinamento di metodologie di intervento più adatte a supportare le persone colpite da questa sindrome.

Tuttora la Grandin assume antidepressivi e utilizza una speciale macchina (hug machine) da lei inventata all’età di 18 anni.

wikipedia