Autismo: Autistica Asperger scrive un fumetto per far conoscere la sindrome

julie-5Julie Dachez, diagnosticata autistica Asperger a 27 anni. Spiega tutto in un fumetto che diventerà presto un documentario.

Julie si è sempre sentita un po’ in disparte, ” in nessun posto al suo posto “. A 27 anni , ” dopo 10 anni di pellegrinaggio diagnostico “, il suo disagio ha una spiegazione: La giovane donna ha la sindrome di Asperger. Questa diagnosi ha cambiato tutto e non ha cambiato niente, osserva quest’ultima. Julie cambia vita, lascia il suo compagno e il suo lavoro e riprende gli studi in psicosociologia.  ” Questa diagnosi  ha spiegato le mie particolarità e la mia diversità, spiega Julie Dachez. Da li, ho iniziato la mia ricerca: per essere in pace con me stessa e accettarmi per quello che sono. E’ stato un detonatore che mi ha permesso di porre le domande giuste. E ho smesso di farmi violenza . ” Per sensibilizzare sulla sindrome e aiutare le persone Asperger, nel 2012 ha aperto un blog. Pubblica regolarmente vignette, e mette in linea dei video per ” spiegare e sdrammatizzare, spiega. Noi funzioniamo in modo diverso, ma la sindrome di Asperger non è un handicap , tranne quando  ci troviamo in un bd-difference-invisible-illus1contesto inadatto che patologizza la differenza. I disturbi dello spettro autistico sono diversi e spesso  possono essere associati a disabilità intellettive. La sindrome di Asperger corrisponde all’estremità invisibile dello spettro “. E’ una lettrice del suo blog, Fabienne Vaslet, mamma di due bambini Asperger che le ha suggerito di raccontare la sua storia attraverso un fumetto: ” Mi ha messo in contatto con Caroline, disegnatrice con la sensibilità adatta per seguire il progetto. All’inizio, Fabienne Vaslet ha fatto da intermediaria. Il fumetto ” La differenza invisibile ” è stato pubblicato il 31 agosto : ” I disegni sono molto istruttivi, Caroline nel trascrivere le mie emozioni, ha svolto un ottimo lavoro”.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte : Presseocean.fr

Autismo: scopre di essere autistico a 40 anni

stephane” Mi batto per i bambini autistici e per il rispetto della loro diversità “, spiega  Stéphane Blackburn, che ha scoperto di essere autistico a 40 anni, quando suo figlio piu’ giovane è stato diagnosticato.

” Sono sempre stato ansioso, impulsivo e mal adattato all’ambiente. Da giovane ho iniziato ad avere delle crisi. A scuola avevo voti eccezionali e l’orecchio assoluto. Prima, la mia vita era complicata. Nonostante il mio aspetto normale, non riuscivo ad adattarmi sul posto di lavoro. Pensavano fossi distratto, collerico ” ha confidato giovedi’ Stéphane Blackburn, all’apertura del primo Forum quebecchese sui disturbi dello spettro autistico, che si svolge a Quebec sotto l’egida del ministero della Salute e dei Servizi sociali.

Profonda introspezione

La conoscenza della sua condizione ha trasformato la vita di questo professore di filosofia al Cégep di Thetford Mines. ” La consapevolezza mi ha permesso di ricostruirmi, di fare una profonda introspezione e di trovare il mio equilibrio e la mia serenità ” , spiega.

Suo figlio piu’ giovane, Olivier, aveva crisi quotidiane,  ritardi psicomotori e disturbi del linguaggio. L’altro figlio, François, aveva una goffaggine che i medici hanno associato a un disturbo dello spettro autistico.

” Io e mia moglie non ci siamo arresi . E abbiamo fatto bene, perchè, oggi i nostri figli sono molto felici. Le persone con autismo sono tante ma molte non vengono diagnosticate “, sottolinea Blackburn.

Fenomeno in crescita

” Si stima che una persona su 94 in Canada ha un disturbo dello spettro autistico, circa 80 000 in Quebec. ” dobbiamo rimanere uniti. Il fenomeno è in crescita in tutto il mondo. I disturbi dello spettro autistico presentano complessità variabili,  e severità diverse da una persona all’altra. Persone che hanno una vasta gamma di esigenze e bisogni diversi.  I dibattiti durante il forum permetteranno di determinare quali sono le priorità “, ha detto la ministra  Lucie Charlebois, promotrice dell’evento.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie , fonte: Journaldequebec.com

Paralimpiadi RIO 2016

Per lo sport senza barriere ! In bocca al lupo a tutti gli atleti 🙂paralimpiadi-rio-2016

Oscar, autistico Asperger e i suoi superpoteri

oscar-e-i-suoi-super-poteri-jpg1E’ strano, se c’e’ un soggetto che raramente  viene affrontato nell’universo dei libri per bambini è proprio l’autismo, in particolare la sindrome di Asperger.
Forse impressiona, forse non riusciamo a trovare le parole giuste, forse non riusciamo a spiegarlo ai bambini, forse non è interessante.
 Melanie Walsh, è un’autrice inglese, che ha decido di rimboccarsi le maniche e di parlare di questi bambini, particolari, che vivono un po’ nel loro mondo e hanno qualche difficoltà nella socializzazione.
E’ il caso di Oscar. Ha dei superpoteri. Memorizza tutto, è curioso di tutto e passa le ore a raccontare agli altri le sue conoscenze fino ad infastidirli di tanto in tanto.
La preoccupazione è che non riusciamo a capirlo bene. Non capiamo perchè si blocca su certe cose ( sporcarsi per Oscar è una cosa spaventosa ), e a volte ci sembra maleducato perchè dimentica di salutare.
Eppure non è proprio colpa sua, non è per essere cattivo, si è solo dimenticato e pensa che non sia troppo importante. Ci sembra maleducato, anche, quando dice cose strane agli altri senza preoccuparsi delle conseguenze. Se Oscar vede un suo compagno che ha grandi denti , glielo dirà perchè è  quello  che vede e non per farlo arrabbiare. Cio’ che non è noto, anche, è la tendenza di Oscar a prendere alcune espressioni alla lettera. I modi di dire non sono il suo forte. E allora, a volte, le cose che gli vengono dette possono spaventarlo.
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: bebe.doctissimo.fr

 

 

Il sentiero delle fate, dove la magia incontra l’autismo

autismo-bosco-delle-fateMilliburn, vent’anni fa piccole case delle fate iniziarono ad apparire. Delicate creazioni realizzate in gran parte con materiali naturali che si possono reperire nei boschi. Una piccola sedia creata con una ghianda, una scala formata da ramoscelli, un divano imbottito di muschio, un fungo essiccato come tavolo. Therese Ojibway, ha creato questo luogo incantato per aiutare Clinton, a cui era stata diagnosticata la sindrome autistica all’età di tre anni. Therese che è un insegnante di sostegno ha nj-fairy-trail5-537x401iniziato a portare Clinton nei boschi per alleggerirlo dallo stress delle terapie comportamentali. ” Seguiva istruzioni tutto il giorno e aveva bisogno di un posto dove rilassarsi e in cui sperimentare la gioia di giocare immerso nella natura. Questo tipo di libertà è incredibilmente terapeutica” , spiega Therese.  Oggi Clinton è un adulto, una volta alla settimana insieme alla sua mamma visita il bosco per effettuare le riparazione delle case se necessario. Il loro bosco delle fate è frequentato da tante famiglie, molte delle 18fairyhousesembed3-master675quali con bambini autistici.
Chi attraversa il sentiero fiabesco non sottrae nulla, anzi aggiunge: ad ogni visita Therese e suo figlio Clinton trovano nuovi giochi, nuove tracce, indizi del passaggio delle “fate”.
” E’ un posto dove tutti i bambini, soprattutto quelli con autismo, possono passeggiare, guardare gli uccelli, giocare, seguire le loro fantasie senza sentirsi osservati “, spiega Therese Ojibwai , “Le famiglie possono venire qui e trascorrere ore a contatto con la natura, per divertirsi insieme, tra gli alberi, esplorando la natura e vivendo un sogno”.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonti: The New York Times, Ago Press

Qui la pagina FB: South Mountain Fairy Trail

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Autismo: delle mascotte per il figlio autistico-Asperger

Nella foto Xavier, la sua mamma e il loro cagnolino
Nella foto Xavier, la sua mamma e il loro cagnolino

Julie Benoît,  dal 2012, ha creato un’attività particolare, Mascotti, per suo figlio di 17 anni, Xavier, autistico-Asperger. L’impresa propone un servizio di mascotte.

Per aiutare suo figlio a sviluppare abilità sociali, la signora  Benoît, ex infermiera si è lanciata negli affari: ” Xavier voleva avere un lavoro, guadagnare dei soldi come tutti, ma la sua condizione non gli permette di lavorare come cameriere o avere un impiego da studente. Non puo’ lavorare sotto pressione e non voglio che viva un fallimento alla sua prima esperienza lavorativa ” spiega questa madre premurosa.

Xavier ha testato il suo talento nel quartiere: ” E’ dotato. Ha sempre amato fare il clown. E quando fa la mascotte, non deve mostrare il suo viso, ne parlare, è questo per lui è appropriato. Sono molto contenta perchè questo gli da maggiore fiducia in se stesso ! “, precisa la signora Benoît, che ha già pensato di aprire le porte della sua azienda ad altri ragazzi che si trovano nella stessa situazione di Xavier.

” Mio figlio è Asperger, è il primo della classe, parla diverse lingue, inglese, tedesco, spagnolo, e ha imparato il mandarino da solo. Da grande vuole fare lo storico e ha già pianificato la sua carriera “, aggiunge sua madre.

Un’azienda famigliare

Questa piccola famiglia ha creato Mascotte, che come il nome suggerisce, propone servizi professionali di mascotte animate. ” Ci occupiamo di  feste per bambini, animazione nelle scuole, nei festival, negli eventi, consegne di cioccolato, fiori, di piccole parole d’amore, di apparizioni a sorpresa e altri servizi personalizzati “, precisa la signora Benoît.

Le sei mascotte della società Angry Bird, Olaf, Minion Capt’ain America,Hello Kitty, Minnie et Mickey sfileranno insieme per le strade di Rimouski il giorno della Festa del lavoro.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie. Fonte: lavantage.qc.ca

Possibili tratti Aspie

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