Risperidal (Risperidone): Johnson & Johnson alla sbarra

Johnson & Johnson sotto accusa per aver nascosto studi farmaceutici che mostrano come il Risperdal causi diabete.

Fletch Trammell, avvocato di un ex utente Risperdal, afferma che i ricercatori della unità di Janssen sapevano fin dal 1999 che uno studio aveva provato che il Risperdal – un potente antipsicotico con numerosi effetti collaterali – aveva causato diabete con un tasso più elevato di un farmaco concorrente, ma ha insabbiato gli studi per un vantaggio competitivo.

La causa di Gary Skala il cui diabete fu causato dagli oltre 14 anni di uso di questo psicofarmaco, è cominciata due settimane dopo che la J & J ha accettato di pagare 158 milioni di dollari per risolvere le accuse dei funzionari del Texas per aver fraudolentemente commercializzato il farmaco.; La J & J aveva già affrontato le accuse di quattro degli Stati per aver ingannato; medici e regolatori sui rischi di diabete del Risperdal, ma il caso di Skala è il primo portato in tribunale da un singolo paziente.

Un giudice della Carolina del sud, rivedendo le accuse sulle campagne di marketing della società per Risperdal, concluse l’anno scorso che gli agenti della J & J avevano permesso che la mentalità del profitto a tutti i costi avesse appannato il loro giudizio circa la gestione del farmaco.

Gli avvocati di Skala, affermano che l’allora 56enne residente in Nebraska ha iniziato a prendere l’antipsicotico nel 1996 dopo aver tentato suicidio prendendo un’overdose di farmaci anti-ansia. L’uomo ha costantemente guadagnato peso mentre prendeva il farmaco e gli è stato diagnosticato il diabete nel 2002. Skala non era obeso, quando ha iniziato a prendere Risperdal e non aveva precedenti della malattia in famiglia. “Lui è andato da loro per ricevere aiuto e loro gli hanno dato il diabete,” dicono gli avvocati riferendosi alla J & J.

La J & J affronta ulteriori contenziosi su Risperdal il mese prossimo: lo stato dell’Arkansas è pronto per il processo contro la casa farmaceutica con l’accusa di aver; indotto in errore medici e autorità sui rischi per la salute legati al farmaco.

Record di contenziosi:

Nel 2010, l’azienda ha perso un caso su Risperdal in Louisiana, dove oltre ad un risarcimento di 257.7 milioni di dollari il giudice ha ordinato alla società di pagare 73,3 milioni di dollari in tasse e spese legali. Un anno dopo, un giudice della Carolina del Sud ha ordinato a J & J di pagare 327 milioni di dollari di danni dopo che la giuria aveva riscontrato; che le sue; pratiche di marketing del Risperdal avevano violato le leggi sulla protezione dei consumatori e contro la frode.

J & j ha anche accettato di pagare più di 1 miliardo di dollari agli Stati Uniti e ad alcuni Stati per risarcire un’accusa civile sulle pratiche irregolari di marketing del Risperdal.

Il governo statunitense ha indagato le pratiche di vendita del Risperdal dal 2004, incluse le accuse sul cosiddetto marketing off-label (cioè per usi non consentiti) del farmaco e la J & J sta trattando con una corte federale per risolvere l’inchiesta.

Bloomberg News-2 febbraio 2012
Di Jef Feeley
Fonte articolo: http://www.bloomberg.com/news/2012-02-02/j-j-hid-risperdal-studies-to-boost-drug-sales-lawyer-says-at-n-j-trial.html

Articolo originale qui

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Il punto sul Risperidal (Risperidone)

Tra i grandi scandali sanitari d’attualità di cui a malapena si parla in Francia, figura il Risperidal. Le testimonianze contro il Risperidal sono schiaccianti, e penso che sarebbe un peccato non fare un piccolo riassunto qui. Manipolazione, passaggi obbligati, frode, menzogne, corruzione, minacce e pressioni, tutto era buono per vendere il Risperidal.

I fatti

Il Risperidal (Risperidone) è un antipsicotico, prescritto ai pazienti schizofrenici o bipolari, cosi’ come per calmare i pazienti che soffrono d’aggressività eccessiva.

A partire dal 2004, delle voci incominciano a preoccupare il governo americano: il laboratorio che fabbrica il Risperidal, Johnson & Johnson (o J&J) non rispetterebbe la legge.

E avrebbe cercato di convincere medici e farmacisti che il prodotto è efficace anche per altre malattie, e per un gruppo di pazienti ( i bambini) che non erano stati coinvolti in precedenza. In Francia, il prodotto è venduto da Janssen Cilag, una filiale. (1)

Nel 1994, 1999 e nel 2004, la FDA (Food and Drug Administration) aveva già puntato il dito contro la J&J, ordinando all’azienda di mettere fine a queste pratiche. Ahimè!

Partono delle inchieste, ma il laboratorio non vuole una cattiva pubblicità. All’inizio di gennaio, Johnson & Johnson stacca un grosso assegno, di un miliardo di dollari, per fare in modo che l’affare venga abbandonato. (2)

Questo miliardo di dollari verrà diviso tra i differenti Stati americani che si sono costituiti parte civile e che hanno accettato il pagamento. Non è il caso del Texas dove il procedimento giudiziario segue il suo corso.

Il processo

Il processo tra lo Stato del Texas e J&J è cominciato il 9 gennaio. Il procuratore ha chiesto un miliardo di dollari. Ad esempio, il laboratorio era già stato condannato per la stessa faccenda a pagare 258 milioni di dollari allo Stato della Louisiana, e 327 milioni di dollari allo Stato della Carolina del Sud.

Il laboratorio proclama la sua innocenza, o piuttosto dichiara che non ha fatto niente di male. Per sottile che sia, la differenza ha la sua importanza. Si puo’ rispettare la legge alla lettera violando del tutto il senso, approfittando di un vuoto giuridico per esempio.

Inquinare la letteratura scientifica

Il processo della Louisiana ha messo in evidenza che J&J aveva inviato i suoi rappresentanti in studi medici, case di cura, centri per vecchi combattenti, nelle prigioni, etc.,  che avevano consegnato ai medici degli studi scientifici sospetti portanti su delle utilizzazioni non autorizzate del Risperidal ( cioè per curare delle malattie sulle quali  è inefficace). (2)

Mi spiego. Il rappresentante arriva dal Dr Foxberg. E gli parla del Risperidal, e di come sia meraviglioso per i pazienti schizofrenici, è molto meglio rispetto ai prodotti della concorrenza, e meno pericoloso. Poi, scivola discretamente sul fatto che il prodotto funzionerebbe puo’ darsi anche per curare gli stagionati che corrono dietro la sua coda. Cade a pennello, si trova nella valigetta un articolo stampato su carta patinata che dimostra che funziona sui pastori tedeschi. Poi, il nostro rappresentante se ne va. Il Dr Foxberg, che si è dovuto controllare per non rifilare un paio di scapaccioni  al suo paziente diabetico che lamenta di aver avuto mal di pancia dopo una serata Nutella, non ha voglia di leggere. Scorre l’introduzione, la conclusione, vede che funziona molto bene, e dimentica di chiedersi se parlava di cani che fanno la guardia agli ovini, di divani con braccioli o di teutoni che  inviano a fischiare sulle colline. Domani, promesso, prescriverà questo medicinale alla signora Sinclair, che soffre piu’ o meno della stessa cosa.

Questo nuovo processo apporta una quota di rivelazioni. J&J è palesemente accusata, senza prova, d’incitare a prescrivere il Risperidal in pazienti pediatrici. Un esperto ha esaminato la letteratura scientifica: su 600 pubblicazioni che vantavano la somministrazione di Risperidal ai bambini , solo 161 erano complete, con dei dati. Solo 3 comparavano il prodotto a un placebo (e non sono favorevoli). Questo è estremamente sproporzionato. Questo rivela che J&J si è data da fare per inondare i giornali di articoli ne molto indipendenti , ne molto fragili, per creare l’impressione che, si, Il Risperidal è buono per i bambini, e si puo’ anche mettere nei biberon (3)

Bugie

J&J sosteneva che il Risperidal era meno pericoloso dei prodotti concorrenti, e in particolare che il medicinale aveva meno probabilità di provocare il diabete. (4) Eppure, dal 1999, J&J sapeva che il Risperidal provoca il diabete, ma il laboratorio ha preferito nascondere le prove. (5) Il torto di J&J supera la sola concorrenza sleale e la pubblicità menzognera: se il prodotto era in effetti piu’ pericoloso di quello dei concorrenti, J&J avrebbe veramente avvelenato i pazienti. A questo livello, l’azienda ha avuto fortuna. Per la cronaca, il Zyprexa e il Clorazil, sono piu’ pericolosi nei confronti del rischio diabete, ma questo non  è il caso del Seroquel o del Geodon. Cio’ detto, lo ignoravamo all’epoca dei fatti.

– Nel 2003 , la FDA (sempre loro) invia un avvertimento a J&J : “mandate subito ai medici una lettera nella quale dichiarate di averli presi in giro”. J&J ubbidisce alla sua maniera….Il laboratorio invia  a 700.000  medici una lettera dove dichiara che tutti gli antipsicotici atipici comportano un rischio di diabete, anche se gli studi suggeriscono che non è il caso del Risperidal (6) J&J sprofonda nella sua menzogna, probabilmente piu’ a lungo per non perdere il favore dei medici che per interesse commerciale diretto.

La difesa è intervenuta per dire, a sostegno di una nota del direttore dell’epoca , che la politica etica di J&J vietava il ricorso a pubblicazioni bufale e al marketing fuori indicazione, motivando che queste pratiche sono illegali e intaccherebbero l’immagine e la reputazione dell’azienda. Ma un altro documento interno dice esattamente il contrario nel caso del Risperidal :

“Inseminare la letteratura, e , se appropriato, modificare l’etichettatura per includere la vendita del prodotto ai bambini” (6)

Passaggi obbligati

Come tutte le imprese criminali, J&J a naturalmente cercato di rendere legale quello che non lo era. In effetti, il laboratorio aveva chiesto alla bella e buona nel 1996 l’autorizzazione per somministrare il Risperidal ai bambini. La risposta della FDA fu sferzante: nessuno studio appoggiava questa richiesta, che era basata solo sul fatto che i medici prescrivevano già (a torto) il medicinale ai bambini.

Di nuovo, la difesa convoca alla sbarra due ex rappresentanti medici della J&J, che affermavano, documenti sottomano, di non aver mai promosso il Risperidal per l’uso destinato ai bambini, di non avere mai organizzato eventi nei quali erano stati invitati medici, di non avere mai sostenuto che il prodotto riducesse i rischi del diabete. Queste testimonianze sono state smentite da note che dimostravano il contrario. (3)

Corruzione  (7)

Steven Shon, medico stipendiato dallo Stato, ha accettato dei soldi dalla J&J per promuovere il medicinale tra i suoi colleghi  in Arizona, Florida e New Jersey. In effetti, il Dr Shon si spostava, per lodare le raccomandazioni mediche adottate dal Texas, e in particolar modo quelle che consideravano il Risperidal in prima linea nel trattamento della schizofrenia.

Interrogato, Steven Shon dichiara di aver ricevuto 3000 dollari per questo lavoro. Eppure, un inquirente pubblico rivela che la somma ricevuta si aggirava intorno ai 50.000 dollari suddivisi  per diversi anni. Shon ha poi detto che tutte le somme ricevute erano state versate allo Stato, e un procuratore gli disse che era “pulito”.

Dietro l’individuo, c’e’ tutto un sistema venuto alla luce grazie all’accusa. In effetti, J&J avrebbe volontariamente concentrato la sua lobby sul Texas, per beneficiare in seguito di un effetto domino. Ispirandosi al Texas, gli altri Stati avrebbero adottato le stesse misure e le stesse raccomandazioni.

Minacce e pressioni (8)

L’informatore che  lancio’ il campanello d’allarme all’origine di tutta questa faccenda fu Allen Jones. Nel 2002, era investigatore presso l’ispettorato generale della Pennsylvania. Scopri’ allora un conto corrente bancario nascosto a nome di un ufficiale sanitario, Steven Fiorello. Quest’ultimo riceveva su un conto corrente dei soldi da laboratori differenti per far passare avanti  i loro prodotti. E indagando su questo assegno della J&J che Allen Jones ha scoperto quello che stava succedendo in Texas.

Subi’ allora delle pressioni da parte dei suoi superiori che gli chiedevano di non mettere il naso negli intrallazzi delle industrie farmaceutiche. Jones venne attaccato. E finalmente licenziato con il pretesto fallace di aver parlato con i giornalisti, in seguito sporse denuncia in nome della legge che protegge gli informatori (un informatore sul quale si esercitano delle pressioni per farlo tacere puo’ sporgere denunica, soprattutto se queste minacce vengono attuate).

Salvare l’onore (9)

Il processo texano è un vero festival in termine di pratiche scandalose. Preferendo di bloccare le spese prima che le cose peggiorino, Johnson & Johnson ha un’altra volta scelto la scappatoia del grosso assegno. Un accordo tra il laboratorio e lo Stato è stato trovato, per un totale di 158 milioni di dollari, che si divideranno Allen Jones, lo Stato del Texas e il governo americano.

1. Risperdal, Doctissimo

2. J&J Said to Agree to Pay $1 Billion in Risperdal Marketing Probe, Margareth Cronin Fisk, Jef Feeley et David Voreacos, Bloomberg, 6 Janvier 2012

3. All too real…, 1 Boring Old Man, 18 Janvier 2012

 4. J&J Marketed Rispersal for Children After FDA Warnings, Texas Jury Told, Margareth Cronin Fisk, Jef Feeley et David Voreacos, Bloomberg, 14 Janvier 2012

5. J&J Hid 3 Risperdal Diabetes Studies From FDA, Texas Jury Told, Margareth Cronin Fisk, Jef Feeley et David Voreacos, Bloomberg, 19 Janvier 2012

6. Are you kidding ?…, 1 Boring Old Man, 15 Janvier 2012

7. State attorney general sues drug company, Tim Eaton, The Statesman, 8 Janvier 2012

 8. J&J Whistle-Blower Jones Says He Was Fired After Payment Probe, Margareth Cronin Fisk, Jef Feeley et David Voreacos, Bloomberg, 13 Janvier 2012

9. J&J to Settle Texas Risperdal Suit For $158 Million, Katherine Hobson, Wall Street Journal Health Blog, 20 Janvier 2012

 Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale Agora Vox qui

Autismo e psicanalisi: Grazie, Freud !

Cinquant’anni di ritardo. La Francia ha cinquant’anni di ritardo nel suo approccio con  l’autismo. Mezzo secolo di ricerche scientifiche e progressi ignorati. E nel 2012, ascoltiamo ancora degli psicanalisti spiegare a dei genitori smarriti che il loro bambino è autistico per colpa di sua madre. Falso ! Il problema è d’ordine neurologico. Certo, non sappiamo ancora come guarire l’autismo. Ma sappiamo come trattare i sintomi. Per gli ultimi seguaci della psicanalisi pura e dura, questi trattamenti sono affini al ammaestramento, che considera i malati come scimmie selvagge. Grazia, ha incontrato quelli che seguono questi nuovi protocolli che non hanno niente a che vedere con le bestie da circo. Anzi, imparano a diventare autonomi e a parlare di bene in meglio. Da cinque decenni la Francia ascolta i suoi “psi”; e invia i piccoli malati in ambulatori dove non succede un bel niente, invece di rimborsare trattamenti efficaci. E apre ricoveri giornalieri invece di formare educatori specializzati. Questa è non-assistenza a persone in pericolo. “La Francia ha abbandonato i suoi autistici” dichiarava il Consiglio dell’Europa nel 2004. Da allora niente è cambiato. Si potrebbe rimediare, almeno fornendo i metodi adeguati.  Senza dover aspettare altri cinquant’anni.

Caroline Lumet, giornalista d’attualità

Tradotto da Mondo Aspie, articolo introduttivo al dossier:  Autismo, una vergogna francese pubblicato su Grazia Francia 

Gli autistici descritti dagli psicanalisti

Le principali caratteristiche degli autistici secondo gli specialisti che hanno una visione psicoanalitica di questa sindrome

1.Gli autistici sono degli psicotici che si chiudono nel loro bozzolo

2.Per curare un autistico, bisogna prima curare la madre

3.I bambini autistici non hanno mai un contatto visivo

4.All’interno di un autistico, c’e’ un genio

5.I bambini autistici non parlano

6.I bambini autistici non vi considerano

7.I bambini con autismo sono incapaci di provare amore

8.Le persone autistiche non vogliono parlare

9.Gli autistici sono cosi’ perchè le loro madri non li hanno amati o perchè sono depresse

10.L’autismo è una disabilità emotiva

11.Gli autistici sono brutti

12.Gli autistici sono dei malati mentali

13. si puo’ guarire dall’autismo

14.Ci voglio diverse generazioni per fare un autistico

15.Un bambino che progredisce e comincia a parlare non è autistico

16.I bambini con autismo non vi sorridono

17.I bambini con autismo non voglio farsi degli amici

18.Un bambino autistico potrebbe parlare se vuole

19.L’autismo colpisce solo i maschi

20.L’autismo è il grado zero dell’essere umano

21.Bisogna curare in priorità la sofferenza del bambino autistico.

22.Il miglior modo di aiutarli e rispettare la loro volontà di isolarsi

23.I bambini autistici non legano con gli altri bambini

24.Sappiamo poche cose sull’autismo

25.Un bambino diventa autistico perche non sa identificare il suo nome

26.Un bambino autistico capisce tutto quello che ascolta

Osservazioni e consigli di psicanalisti ai genitori di bambini

1-“Signora, suo figlio soffre d’insicurezza affettiva” 

2-“Signora…Signore…Non preoccupatevi in 6 mesi non si verificherà piu’!”

3-Vostro figlio non è autistico, è solo il vostro patatino”

4-“Vostro figlio non è autistico, non è rigido!”

5-“Una volta trovato il motivo per cui Charles vi vuole. Sarà guarito”

6-“Se non dite a vostro figlio che ha il diritto di crescere non lo fara’ mai. Allattandolo dopo i due anni non sa che ha il diritto di crescere!”

7-Ho terminato il mio lavoro con A (…), A mi ha dato il piccolo cavallo nero che gli chiedevo da qualche mese, e quindi siamo entrati in relazione. Il mio lavoro è finito…”

8-“Voi siete venuti per questo dunque bisogna che vi dia una diagnosi …Ma sono molto infastidito…per me vostro figlio non è autistico ma è caratteriale”

9-“Abbiamo messo una crocetta sulla casella”autismo atipico” perchè bisogna mettere una crocetta su una casella del DSM4, ma senza grandi convinzioni…Deve essere difficile allevare un bambino come zefiro, ma quanto è bello!”

10-“Vostro figlio non  è autistico, ha accettato di sedersi sulle mie ginocchia e mi ha abbracciato”

11-“Non abbiamo voluto dirvi che è autistico perchè abbiamo ritenuto che non eravate pronti”

12- “Vostro figlio non è cosciente del suo corpo, perchè fluttua fuori dal suo corpo”

13-“Voi avevate una madre depressa che ha finito per suicidarsi, e vostro figlio porta la tristezza che voi gli avete trasmesso”

 Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

Francia: Autismo e psicanalisi, Sophie Robert ritorna sulla teoria della mamma drago

La realizzatrice del film “Il Muro, la psicanalisi alla prova dell’autismo” condannata dal tribunale di Lille ” per attentato all’immagine e alla reputazione” di tre psicoanalisti intervistati nel suo documentario, ritorna per Rue89 sulle radici di questa teoria che giudica nociva per gli autistici.

Nel corso dei miei quattro anni d’inchiesta (45 interviste di cui 27 filmate), ho scoperto che la maggioranza degli psicanalisti francesi si riferiscono ancora oggi ad uno schema di propositi per la quale la tossicità materna resta la spiegazione-faro dell’autismo, come di tutte le patologie dello sviluppo.

Tra gli analisti, questa teoria fondamentale non è mai stata dibattuta. Il mio lavoro di realizzatrice ha lo scopo di permettere ad ognuno di decodificare la teoria analitica, per bocca degli psicanalisti stessi, invitati a spiegare le loro teorie, senza snaturarle, vale a dire assumendo davanti alla mia telecamera la dimensione politically incorrect dei loro discorsi.

Un dibattito di fondo sul contenuto delle teorie psicanalitiche è pertanto piu’ che mai necessario. Ora, di fronte ai rari bilingui psicanalisi-francesi che si sforzano di mettere in evidenza i loro pregiudizi ideologici, gli psicanalisti adottano una strategia vittimista, accusando i fomentatori di fascismo, antisemitismo, e anche scientology, per difendere delle virtu’ dell’umanesimo oltraggiate.

La “fusione incestuosa” con la madre

Malgrado quasi trent’anni di ricerca genetica e neurobiologica, gli psicanalisti insistono a considerare l’autismo come una psicosi.

La sollecitudine di una madre verso il figlio che non si sta sviluppando normalmente  è interpretata come falsa ( un desiderio di morte mascherato), o come la causa diretta del ritardo del figlio. La terapia consiste nel separare il bambino dalla madre piazzandono in un istituto incaricato di spezzare i legami.

L’autismo è interpretato come una dipendenza eccessiva del bambino verso la madre. Gli psicanalisti parlano di gravidanza esterna, madre fusionale, soffocamento materno. Durante la maternità, le donne attraverserebbero uno stato di follia transitoria che immergerebbe il bebè in uno stato di psicosi generalizzata, prototipo di tutti i disturbi psichici che si manifesteranno.

Finchè il neonato non parla si suppone che sia incapace di differenziarsi da sua madre, e dunque psicotico (matto). Con il pretesto che la madre instaura con lui una relazione organica e non verbale, viene considerata matta.

Gli psicanalisti parlano di “follia a due”. Questa relazione primordiale, alle volte chiamata fusione incestuosa, sottintende l’idea dell’animalità in opposizione all’umano, una relazione fuori norma, dove il padre deve intervenire per rimettere l’ordine, in modo che la coscienza e il linguaggio possano avvenire.

Lacan e l’alienazione materna

La maternità non avrebbe interesse per una donna  che nella misura dove il bambino rappresenta il sostituto del pene. Il bebè è in effetti un oggetto di valore, valorizzatore della madre, è dunque un sostituto del pene (anche se è una bambina)  perchè analiticamente parlando tutto quello che è valevole è per forza fallico.

Jacques Lacan, il piu’ celebre degli psicanalisti francesi, è stato il promotore dell’ idea della madre psicogena con il concetto di alienazione materna: una persona psicotica – un’alienato – si suppone sia in alienazione a una madre fusionale, incapace di lasciarlo autonomizzarsi pur di non separarsi dal suo fallo provvidenziale.

Il sesso femmile si suppone sia assente nell’inconscio dove regnerebbero solo dei falli. Ci sarebbe dunque una contraddizione insolubile tra il sesso anatomico della donna e il suo inconscio fallico, che spingerebbe la madre psicogena a legarsi al suo bambino sostituto del pene, fino ad impedirgli di differenziarsi da lei, al punto da renderlo folle.

Madre frigorifero o fusionale, stesso risultato

Questo meccanismo si chiama la forclusione del nome del padre. Una madre viene definita psicogena quando fa da barriera al lavoro di separazione-individuazione del padre nei riguardi del figlio. Questo concetto suppone che è il padre che permette al figlio di individualizzarsi e accedere al linguaggio, fenomen che risulterebbero semplicemente da un lavoro di separazione della madre dal bambino.

Ma il bambino che va male ugualmente, si presume che sia stato rovinato dal desiderio di morte materna, e vittima di un pensiero distruttivo, anche se inconsapevole e passeggero. 

Simultaneamente ai suoi desideri d’incesto, una gelosia piena d’odio spingerebbe la donna a distruggere i sostituti dei falli mancanti, vale a dire il bambino-fallo e il marito impotente. Perchè dice una cosa e il suo contrario, questa teoria è inoppugnabile: che la madre sia troppo fredda, “kapo’ frigorifero” secondo Bettelheim, o depressiva, o bene che sia troppo calda e fusionale, poco importa, il risultato è identico,  preclusione, eliminazione dell’influenza del padre e l’impedimento ad esercitare sul bambino la sua opera civilizzatrice.

La depressione materna è spesso invocata nell’autismo, e si suppone sia legata ai desideri di morte espressi dalla madre; oppure riflettono la paura di perdere il bambino-fallo. Il sottointeso è permanente: un bambino nelle mani della madre è la catastrofe. La madre sarebbe “drago” in sostanza , per il suo sesso mancato, assente, e un’inclinazione femminile naturale all’assenza di limiti, mentre ci sarebbe solo legge e ordine fallico.

L’incesto paterno non farebbe tanti danni, come l’incesto materno che sarebbe spaventosamente distruttivo anche se si tratta di un incesto inconsapevole, senza passaggio all’atto. Dal punto di vista psicoanalitico , anche la pazzia è sinonimo d’incesto materno.

Un dibattito affrontato in tutto il mondo, tranne in Francia

Se gli psicoanalisti si accontentassero di ricevere nei loro studi una clientela privata di nevrotici adulti, queste credenze cosi’ sessiste, non avrebbero delle conseguenze cosi’ gravi. Ma esercitano come psichiatri e psicologi negli istituzioni psichiatriche dove cio’ che conta e la cura apportata al paziente al meglio delle conoscenze scientifiche attuali.

La fede nella psicanalisi ostacola questa missione e anchel’esame obbiettivo del contenuto delle teorie che hanno delle conseguenze sanitarie e sociali enormi nella vita di centinaia di migliaia di famiglie. Questo dibattito ha luogo nel resto del mondo da piu’ di trent’anni.

Perchè, in Francia, è impossibile dibattere semplicemente e obbiettivamente sul contenuto delle tesi psicoanalitiche ?

Sophie Robert, scenografa, realizzatrice, produttrice. Realizzatrice del film Il Muro o la psicanalisi alla prova dell’autismo. Responsabile della società Océan Invisible Productions.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale di Sophie Robert qui su Rue89

Francia: Autismo e psicanalisi, comprendere la polemica nata intorno al documentario “Il Muro”

Riassunto: Il documentario “Il Muro, la psicanalisi alla prova dell’autismo” è stato censurato dalla giustizia. Attentato alla libertà d’espressione ? Ritorniamo su quei 52 minuti che hanno messo il fuoco alle polveri.

A suo tempo, ci fu “The Wall”, versione Pink Floyd, ma, oggi, è un “Muro” alla francese che scatena le passioni. 4 anni di indagini, 40 psicanalisti francesi intervistati, 60 ore di riprese… Ma sono bastati 52 minuti per mettere le lobby psichiatriche in subbuglio. ” Il Muro, alla prova dell’autismo” è un film documentario realizzato da Sophie Robert che ha scatenato ben piu’ di una viva polemica poichè è intervenuta la giustizia. Al momento della sua uscita nel settembre 2011, ha scatenato un polverone. Diventato rapidamente tossico…

Per i genitori: un abuso concesso

La documentarista si è recata in centri ospedalieri per intervistare psichiatri e psicanalisti, la maggior parte vere “competenze” che impiegano la psicanalisi nella presa in carico dei bambini autistici. Con l’idea, e bisogna dirlo, chiaramente espressa, di denunciare l’arcaismo e le aberrazioni di questo tipo di sostegno. Questo ha causato un  eco attraverso numerosi scienziati nel mondo, e anche tramite la maggior parte delle associazioni di genitori di bambini autistici che deplorano un “reale maltrattamento”. Secondo Mireille Lemahieu, membro del collettivo “Ensemble pour l’autisme” che raggruppa la maggior parte delle associazioni di genitori, tra cui Autistes sans frontières che ha cofinanziato il film, gli psicanalisti hanno propositi totalmente fuori luogo e antiscientifici. ( Per capire meglio questo dibattito leggere l’articolo:  “Autismo, la guerra dichiarata” ). 

Gli psicanalisti gridano alla trappola

Dall’altra parte, alcuni intervistati gridano alla parte presa e insorgono contro una propaganda, senza rigore e disonesta. I medici intervistati dichiarano che le immagini sono state manipolate e portate fuori dal loro contesto. Nonostante numerosi genitori continuino ad ascoltare queste parole e accuse, principalmente durante gli incontri con le madri, negli ambulatori dove i loro figli sono seguiti… E, anche se alcune frasi pronunciate difficilmente possono creare confusione… Questo film sarebbe dunque un montaggio grossolano, un florilegio di trappole successive, un approccio parziale alle loro competenze e ai loro impegni ? “Come è possibile che Pierre Delion ( medico psichiatra e psicanalista francese) non sia stato interrogato su cio’ che predica, per avere una neuropsichiatria integrativa, che unisce le neuroscienze, il cognitivismo, la psicanalisi, il comportamentalismo ?”, si chiedono i “39 contre la nuit sécuritaire” , un collettivo di psichiatri. Criticano anche il “cast” e la mancanza di eclettismo perchè nessun membro dell’associazione del CIPPA (Coordinazione internazionale tra psicoterapeuti e psicanalisti che si occupa di persone con autismo) è stato sollecitato.

Sophie Robert condannata

Sophie Robert viene denunciata per diffamazione. Il film è uscito nel settembre 2011, il verdetto il 26 gennaio 2012 ! E’ quasi una comparizione immediata… Le lobby psichiatriche rivelano in questo l’enorme influenza. Sophie Robert è accusata di aver realizzato un montaggio che manipola i propositi degli intervistati facendoli uscire dal loro contesto. Il tribunale di Lille ha condannato la realizzatrice a cancellare le interviste incriminate, e a ritirare il film dal sito Autiste sans Frontières   (da parte loro, l’associazione  è rilassata) e a versare la somma di 12.000 euro a querelante, ossia 36.000 euro !

Questa decisione della giustizia non ha impressionato l’associazione internazionale dei giornalisti che in nome della libertà d’espressione, ha depositato un ricorso presso il tribunale di Lille. Numerosi media insorgono contro questa censura. ” Con una  tale giurisprudenza, spiega l’avvocato di Sophie Robert, il documetarista non ha piu’ il diritto di esporre il suo punto di vista nel montaggio. Michael Moore (realizzatore americano di documentari senza concessione, ndr ) sarebbe vietato in Francia ! “.

La mobilizzazione si organizza…

Negli Stati Uniti, una mobilizzazione “pro Muro” ironizza sugli arcaismi alla francese. Il New York Times s’interessa all’argomento, poi l’International Herald tribune (240.000 esemplari) che, il 20 gennaio 2012, intitola: “Furor over treating autism in France qui il pdf “  (Follia furiosa nel trattamento dell’autismo in Francia). Durante un festival a New-York, il film ha ricevuto un ovazione. In occasione di una conferenza stampa negli Stati Uniti, Sophie robert ha denunciato ” la deriva settaria del movimento psicoanalitico francese e la sua influenza sulla società francese “, precisando tuttavia che “non tutti gli psicanalisti sono coinvolti da questa deriva , e che al contrario, alcuni la denunciano”. Un’associazione e un sito sono stati creati ” Soutenons le mur” e anche una pagina su Facebook .

La diffusione del film è stata vietata, ma è disponibile sul sito. Ognuno si faccia la propria opinione… in seduta privata, sotto il mantello !

Pubblicato il : 24/02/2012

Autori : Handicap.fr – E.Dal’Secco http:www.handicap.fr

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui:

http://informations.handicap.fr/art-infos-handicap-2012-811-4635.php

Cronaca terzomondista dall’Emilia Romagna: autismo per molti, ma non per tutti

Mi associo alla denuncia di  questo genitore, quelli che leggono questo sito e mi seguono su FB sanno che mio figlio non ha assistenza: domande per un educatore risalenti a 9 mesi fa, assistenti sociali  che tutto fanno tranne che assistere, nessun programma serio scolastico, dirigenti d’istituto che considerano l’autismo un problema per la loro scuola, psicologi che si incartano per mesi sul quadro famigliare, quarto neurospsichiatra cambiato, diagnosi sbagliate, attività a pagamento proposte a genitori che sono già dissanguati,  umiliazioni, discriminazioni  e porte che ti si chiudono in faccia giornalmente in poche parole siamo praticamente alla mercè delle province di Rimini e Cesena, abitando in mezzo al confine. A oggi non ho trovato nessun professionista (ma esistono?)  in grado di argomentare sull”autismo e la Sindrome di Asperger, salvo chi ha effettuato la diagnosi di mio figlio e comunque non si è sprecato un granchè a spiegare a noi genitori  di che cosa si tratta. Succede poi come accenna questo papà che ci troviamo completamente abbandonati, spennati  e spesso da soli e dobbiamo svolgere quotidianamente diverse funzioni che dovrebbero garantire i servizi  e il Programma Regionale Integrato per l’autismo PRIA-A.

E si’, perchè  quando si parla di autismo noi genitori non abbiamo tempo da perdere, e quindi eccoci  a ricoprire i panni di terapisti, psicologi, neuropsichiatri, educatori, insegnanti di recupero a casa, avvocati per la tutela dei diritti, logopedisti, volontari e ricercatori sull’autismo superaggiornati che si immergono in tomi e riviste scientifiche.

Benvenuti  nella realtà  dell’autismo della terzomondista Emilia Romagna !

Sono M, padre di un bambino con Disturbo Generalizzato dello Sviluppo (autismo per i profani…) ma lo sono in modo ufficioso. Infatti per il Sistema Sanitario Nazionale mio figlio, ad oggi, sta benone. Poco importa se ha più di due anni e ancora non parla, non mastica, ha stereotipie, non interagisce con gli altri, fa giochi bizzarri, se lo chiami non si gira ecc..

Magari è solo geloso della sorellina, magari è un problema educativo, magari siamo noi genitori che dobbiamo essere un po’ più presenti e stimolarlo maggiormente. In buona sostanza questo è quanto ci è siamo sentiti dire al colloquio preliminare. Colloquio che è avvenuto oramai più di 20 giorni fa al quale non ha ancora fatto seguito nessun’altra visita.

“Sarete richiamati..” Che fretta c’è, d’altronde ??!!! Se hai un figlio autistico puoi benissimo aspettare !!! Eh ma io sono un genitore impaziente e apprensivo oltremodo quindi non mi piace molto aspettare. Quindi mano al portafoglio, via con 250€ e facciamoci una bella visita presso un centro privato.

Due settimane e 4 incontri per giungere ad una diagnosi che, accidenti accidenti, non accenna per niente ad un problema di educazione o di gelosia. Parla proprio di autismo!!! A questo punto che si fa ??!! Per i figli ovviamente si cerca il meglio, ci si informa un pochino… dunque vediamo, per l’USL mio figlio sta bene quindi non mi possono offrire nulla per ora ma magari se ho pazienza un paio d’ore di logopedia e psicomotricità forse le posso ottenere.

Poi leggi ABA… un nome criptico… mi parla di una terapia comportamentale intensiva di minimo 25 ore settimanali e prima si inizia e meglio è. Ottimo, partiamo!!! Quanto costa??!!! Una sciocchezza, la supervisor costa un qualcosa come 500 € ad incontro, due incontri al mese… poi c’è la terapista e va beh quella è il meno… però tu genitore puoi a tua volta fare da terapista… e poi dai, vuoi proprio che questo ben di Dio non sia rimborsato almeno in parte???

Ecco, rapida ricerca e vediamo… in Puglia è rimborsata… allora sicuramente lo sarà anche in Emilia… solo che non la trovo… ops… non c’è. Cosa importa, tanto nostro figlio sta bene e non gli serve…

”Hei cucciolo…smettila di sbattere la testa contro il muro… hei… mi senti??!! sto parlando con te!!! Hei…mi senti ??!!”’

In poche parole, se avete un figlio che soffre di autismo, assicuratevi prima di tutto di potervelo permettere !!!??!!”’

M, un genitore alquanto *********

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