Vincent, 26 anni, autistico, diventa insegnante

Dall’ istituto medico-educativo (IME ) all’università, Vincent Fabrizi ha superato tutti gli ostacoli per vincere il concorso. A settembre, tornerà a scuola come professore.

Voti eccezionali all’esame, una volontà feroce di adattarsi e soprattutto , “ la voglia di portare i bambini al successo “, Vincent Fabrizi ha impressionato gli esaminatori della giuria di ammissione al concorso per insegnanti scolastici. Si è piazzato 111esimo su 1500 !

Eppure, questo insegnante della scuola pubblica è partito molto svantaggiato. La sua educazione all’asilo non è andata come previsto e alcuni non hanno esitato a condannarlo con parole dure che fanno rabbrividire: “ Mi hanno detto che ero un bambino atipico, poi all’età di 25 anni mi hanno attribuito la schizofrenia e un ritardo di maturità dovuto a mia madre Marie-Thérèse, è stato un duro colpo per lei “.

Piazzato a 6 anni all”istituto medico-educativo ( IME )

Vincent viene quindi inserito nell’IME (istituto medico-educativo). Il suo comportamento preoccupa: come alcuni autistici, il ragazzo dondola come nel film Rain Man, fissa per ore le ruote che girano di una piccola macchinina, si sdraia e si mette in disparte dagli altri, a volte urla. La sua sofferenza è incompresa. Viene trattato come un handicappato. Dodici anni dopo, un educatore farà la diagnosi corretta DSA ( disturbo spettro autistico ) : “ in realtà ho la sindrome di Asperger “ spiega Vincent. E’ dunque chiaramente autistico. Ma questa condizione non gli impedisce di studiare. All’IME, il direttore si rende conto rapidamente che Vincent non ha piu’ niente da fare li , “ ma abbiamo dovuto lottare per integrare Vincent in un percorso classico “ , ricorda Marie-Thérèse, orgogliosa del successo ottenuto da suo figlio. Vincent ha un quoziente intellettivo normale ed eccelle nel dominio verbale . “ Ho imparato a leggere, scrivere e contare da solo prima di arrivare alla scuola primaria “.

Aveva molti punti deboli, comunicava poco ed era goffo. “ scriveva male “, ricordano le sue sorelle piu’ grandi.

L’insegnante della scuola Jean-Jaurès conserva un affettuoso ricordo del piccolo Vincent : “ era una spugna, tratteneva tutto quello che lo appassionava “ , ci confida Christelle Willerval.

Vincent diventa il primo della classe. Un vero pozzo di scienza. “ A volte è stato difficile “perchè gli studenti non sono sempre gentili con un compagno di classe “ diverso “. “ Ho dovuto adattarmi ed essere resiliente “ .

Al liceo si distingue con una maturità scientifica. Ottiene una laurea in biologia , prima di ottenere un master in scienze dell’educazione perchè una cosa è certa in lui : “ Ho la vocazione di trasmettere cio’ che so. Voglio diventare insegnante.”

Rifiutato tre volte al concorso

Questo desiderio è stato piu’ volte frainteso. Vincent subisce tre rifiuti consecutivi, con note orali quasi eliminatorie: ” Penso che la mia diversità possa spaventare “.  Vincent non è come gli altri ma ha saputo trasformare la sua diversità in un’eccellenza. Ha lavorato insieme ad un amico. Risultato: adesso è meno timido e piu’ posato. Ha una straordinaria capacità di osservazione e ha mantenuto l’ostinazione verso i suoi obbiettivi. Questo dovrebbe renderlo un insegnante eccezionale capace di aiutare lo studente piu’ bravo semza dimenticare quello che si annoia in fondo alla classe.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: lavenirdelartois.fr

 

 

 

 

David: “Porto a teatro l’Asperger e vi spiego cosa significa essere un Aspie”

La 4B è una classe difficile perché in 4B c’è Christian Manzi: un adolescente intelligente ma dal carattere irruento. In aula ogni giorno c’è uno scontro: Christian contro la bella della classe, Christian contro la ragazzina che si trucca continuamente, Christian contro il leader della scuola, Christian contro i professori, Christian contro se stesso, Christian contro tutti. Le cose però cambiano con l’arrivo del nuovo insegnante d’italiano, un giovane al suo primo incarico che, poco alla volta, attua delle strategie educative per trovare l’armonia tra gli alunni. Le difficoltà non mancano specialmente per Christian che, poco alla volta, dà un nome alla sua diversità: Christian è un Asperger.

E’ questa, in estrema sintesi, la trama di Christian tra la Ci e le Erre: il primo spettacolo in Italia dedicato alla sindrome di Asperger. Il regista, Antonio Tucci, ha ideato un dramma capace di coinvolgere il pubblico immergendolo completamente nel mondo di chi viene additato come “diverso”. Gli attori sono due: Matteo Schiazza, nella parte del professore alle prime armi ma con una grande sensibilità d’animo, e David Catoni formidabile nell’interpretare Christian tanto da aver vinto, quest’estate, il premio come miglior attore al Festival Nazionale “Il Giullare” di Trani. Una bella soddisfazione per David che nei panni di Christian c’è stato a lungo anche fuori dal palco: David è un “aspie” e oggi lo intervistiamo per conoscere la sua storia ed entrare, a passi lievi, nel suo mondo.

Che cos’è la sindrome di Asperger?

Tecnicamente è un disturbo della personalità che fa parte della famiglia dell’autismo. Nei fatti la sindrome di Asperger è un modo di essere: si ha difficoltà nel gestire le emozioni perché le si vivono in maniera amplificata rispetto a un neurotipico, ci mancano alcune nozioni sulle regole sociali e non sempre comprendiamo al meglio le espressioni facciali.

Lei è il presidente di un’associazione di volontariato, Aspiedavid Abruzzo, fondata nel 2012 insieme a sua madre: com’è nata l’idea della Onlus e cosa si prefigge?

L’Associazione nasce a seguito di un percorso personale molto doloroso: ero ghettizzato ed etichettato come gay e “strano”. Sono riuscito a dare un nume alla mia diversità quando avevo ormai diciannove anni: solo allora i medici mi hanno comunicato di essere un aspie. Una volta capito il mio “problema” ci tenevo a riottenere la mia dignità: a non essere più lo zimbello della città. Volevo inoltre che le persone conoscessero la mia sindrome. Ho pensato fosse il caso di sopperire a una carenza d’informazione relativa all’Asperger: occorre sensibilizzare la società sul tema. Aspiedavid però ha anche un altro obiettivo: aiutare le famiglie che, come è accaduto alla mia, si trovano di colpo a dover far i conti con qualcosa di cui, prima della diagnosi medica, ignoravano l’esistenza. Oggi, grazie a Aspiedavid Abruzzo, una famiglia con un figlio aspie può, venendoci a trovare, contare innanzitutto su qualcuno che, essendoci passato prima, sa come affrontare le quotidiane difficoltà e, in un secondo momento, insieme ci si impegna a individuare delle strategie. E’ importante infatti che a un aspie vengano dati degli obiettivi da raggiungere a breve termine. Un’altra cosa decisiva è attuare espedienti per abbattere la solitudine.

A proposito di solitudine, per anni è stata la sua acerrima nemica. Vuole raccontare qualcosa a riguardo?

Ho alle spalle una vita difficile. Sono stato o mi sono sempre sentito, il che equivale ad esserlo, rifiutato. Fino a poco tempo fa dicevo che la mia patologia non è la sindrome di Asperger ma la solitudine. Vedevo la solitudine come una montagna: ho provato con tutto me stesso ad abbatterla, le ho dato pugni e mi sono spaccato le mani, ho provato a tirarle dei calci e le mie gambe sono andate in frantumi, mi sono fatto a pezzi per cercare di fuggire dalla solitudine. Fino a ieri la mia vita era piena di solitudine e oramai mi ero arreso a questa realtà, poi è successo il miracolo: in occasione dello spettacolo “Christian tra la Ci e la Erre”, il primo spettacolo teatrale in Italia sull’Asperger che vede me interpretare i panni di Christian Manzi un giovane aspie incompreso dai compagni di classe, ho lanciato un appello disperato affinché non fossi lasciato solo. In quell’occasione avevamo messo in scena la rappresentazione all’aula magna del rettorato dell’Università di Chieti, il pubblico era in gran parte costituito da miei coetanei. Non era mai successo prima, eppure il mio urlo di solitudine ha toccato i cuori di molti: diversi ragazzi mi hanno cercato chiedendomi di uscire insieme. Non potevo crederci. Ora, appena posso, corro da loro e finalmente mi diverto. Mi hanno salvato.

Ha accennato a “Christian tra le Ci e la Erre”, lo spettacolo del regista Antonio Tucci dedicato proprio alla sindrome di Asperger. So che è stato un grande successo: nell’estate del 2016, al Festival Nazionale “Il Giullare” di Trani, ha vinto il premio del pubblico come migliore rappresentazione mentre lei, con la sua formidabile interpretazione, ha ottenuto il premio della critica come miglior attore. Cosa prova quando recita?

Sono concentrato. Voglio entrare in piena connessione con il pubblico: coinvolgere il più possibile lo spettatore. Quando recito, mi piace pensare: «Ecco! Facendo così vi faccio ridere, così arrabbiare».

 

“Christian tra le Ci e la Erre” è in assoluto il primo spettacolo in Italia che ha per tema la sindrome di Asperger. Che lei sappia il nostro Paese è molto indietro sul tema rispetto al resto del mondo?

Non ho esperienze a riguardo che abbia fatto in prima persona. Posso però dirti, perché alcuni miei conoscenti aspie me l’hanno riferito, che negli Stati Uniti sono molto più avanti riguardo le dinamiche legate alla diversità. Gli americani hanno una mentalità distante anni luce da quella italiana: guardano quello che fai non quello che sei o chi sei. Pensa che qui da noi per un ragazzo aspie prendere la patente è una vera impresa. Io me ne frego: aggiro l’ostacolo usando i mezzi pubblici, funzionano bene e sono anche molto convenienti.

So che sua madre Paola è una persona fondamentale nella sua vita: le è sempre stata accanto aiutandola nei periodi bui e supportando le sue scelte. Quanto è importante sapere di poter contare sul suo appoggio?

Mia madre è la persona che più amo e che più mi conosce. Sono molto fortunato da questo punto di vista, non posso che ringraziarla. Ora io e lei stiamo facendo un nuovo percorso: da quando ho degli amici lei ha deciso di “allentare il guinzaglio”. È una nuova fase del nostro rapporto: per il momento mi piace questa maggiore libertà, credo sia giusto così anche perché lo so che veglia sempre su di me. Ultimamente non sono mai a casa tant’è che anche Momo, il mio gatto, se n’è accorto: è offeso con me, pensa che l’abbia tradito. Ma gli passerà, povero Momo.

Secondo lei quali sono le difficoltà che potrebbe incontrare un normotipo che intenda frequentare un aspie?

La difficoltà più grande è abbattere un pregiudizio: quello legato alla diversità. Spesso quel che non si conosce viene percepito come un pericolo, una minaccia da cui difendersi. L’arma più comunemente utilizzata da chi si sente intimorito è quella di mantenere le distanze da ciò che lo spaventa. Io ho passato la mia vita sentendomi allontanato e ignorato. La diversità invece non è da temere ma anzi qualcosa da comprendere e accettare.

Fonte: felicitapubblica.it

Romain Brifault, autistico Asperger e stilista talentuoso

I grandi nomi dell’alta moda devono stare attenti ! La prossima generazione di modellisti si è messa in moto con Romain Brifault, un giovane stilista di 24 anni che vive vicino a Rouen (Senna-Marittima) è un autistico Asperger, che ha fatto della sua particolarità un punto di forza.

Si ispira a Karl Lagerfeld e a Yves Saint, e si illumina quando parla di modelli, creazioni e tessuti. Romain Brifault, è come un pesce nell’acqua nel mondo della haute-couture. Un settore che il giovane autistico Asperger ha dovuto imparare prima di creare la sua casa di moda insieme al fratello Alexandre. La decisione l’ha presa durante uno stage di Gérard Darel : “ Il direttore artistico di una fashion house ha scoperto in me un potenziale inespresso di cui non mi rendevo conto. Forte ! “

Pezzi unici e innovativi

I pezzi di alta gamma creati su misura da Romain Brifault sono sempre ispirati dalle storie dei suoi clienti.

Sistemato nel suo atelier nella dimora di famiglia a Morgny-la-Pommeraye (Senna-marittima), Romain pensa, immagina e disegna modelli degni dei piu’ grandi creatori. Sempre con l’attenzione rivolta verso i dettagli e l’originalità. “ Incamero le parole dei miei clienti per ottenere le idee che visualizzo immediatamente nella mia testa in qualcosa di specifico “, dice il giovane stilista che lavora molto di notte quando la casa è silenziosa e puo’ concentrarsi piu’ facilmente.

Mette la cura del dettaglio al servizio dei clienti che possono vantare pezzi unici e a volte innovativi, come il sistema di abiti da sposa adatti alle persone su sedia a rotelle che lo stilista ha fatto brevettare. Un primo passo che lo ha fatto conoscere, prima, perchè no, della scalata ai vertici. “ Dimostrare che puoi avere successo essendo un autistico Asperger, è un motore trainante: Ma la mia vera ambizione, è quella di conquistare il mondo ! “ conclude Romain.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie

Fonte: tendanceouest.com

 

Autismo: Gary Numan, ” devo il mio successo alla sindrome di Asperger “

Gary Anthony James Webb, noto come Gary Numan, è un cantante e musicista britannico. Diagnosticato autistico a 21 anni all’inizio della sua carriera,  ha ricevuto la diagnosi di sindrome di Asperger successivamente . È uno dei pionieri della musica new romantic, musica nata dalle sperimentazioni dei Kraftwerk e dei Neu!. Nel 1977 fonda il gruppo punk Tubeway ArmyEsordisce col singolo di successo Cars (numero 1 in Gran Bretagna, numero 9 negli Stati Uniti). Segue l’album The Pleasure Principle (numero 1 in Gran Bretagna, numero 16 negli Stati Uniti). Dall’album successivo, Telekon (suo ultimo numero 1 in Gran Bretagna), Numan decide di addolcire lo stile. Gary,  adesso ha 59 anni e continua la sua attività musicale,  è in uscita un nuovo album.

Dice che la sindrome di Asperger lo ha aiutato a lavorare e a concentrarsi sulla musica . Da piccolo ero un bambino solitario, la cosa che mi rendeva piu’ felice era giocare con razzi e aerei. Quando ho iniziato ad avere problemi a scuola avevo 15 anni e i miei genitori mi hanno mandato dallo psicologo che ha suggerito ” l’autismo “,  ma non è stato capito, mia mamma ha trovato questa cosa offensiva.  Mi hanno prescritto Valium e Nardil, e sono stato espulso da scuola.

Non vedo l’Asperger come una disabilità, e non l’ho mai considerato come un ostacolo al mio successo, lo vedo come un vantaggio. Ti permette anche di essere leggermente staccati emotivamente, e cio’ puo’ essere utile quando stai leggendo  recensioni negative.

Mia moglie Gemma mi capisce,  l’ho incontrata nel 92,  ha un fratello con  la sindrome di Asperger.  Ho tre figli meravigliosi. A volte ho difficoltà ad interagire con loro., forse perchè mia figlia maggiore Raven e il piu’ giovane Echo,  probabilmente  rientrano nello spettro autistico. Quindi, ci siamo messi in testa che ci sono alcune cose che non riusciamo a comprendere !

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie

Fonti:

Wikipedia

itv.com

theguardian

express.co.uk

Autismo: Gli adulti Asperger, questi giganti dai piedi d’argilla

colosso-dargillacolosso dai piedi d’argilla
  •  Fig.: persona o istituzione che nonostante l’apparenza grandiosa e imponente poggia su fragili basi.

Li chiamano autistici ad alto funzionamento o autistici savants. Perchè, per una ragione che ignoriamo, le loro capacità intellettive sono spesso impressionanti: memoria enciclopedica, comprensione cristallina della realtà . ” Si potrebbe dire che sono degli autistici mancati “.

” Come se l’autismo non fosse riuscito a soggiogare le loro capacità intellettuali ” dice lo psicologo Normand Giroux. Ma questo importante panaché cognitivo si basa su una fragilità particolare. Se sono piu’ efficienti rispetto alle persone intellettualmente “normali “, gli autistici Asperger sono dei “disabili emotivi ” .

” Sono una daltonica della vita “, dice  Anne-Marie Lacharité, 34 anni, che lavora nel campo della progettazione grafica a Montreal ed ha ricevuto da poco la diagnosi. E’ una metafora eloquente, come quelli che riescono a percepire i colori solo in parte, gli autistici Asperger non possono leggere… le emozioni.

Infatti, se una persona neurotipica – o ” normale ” puo’ decodificare fino a 75 emozioni, le persone con la sindrome di Asperger sono limitate a 7. Ne risulta una difficoltà a ” essere”, letteralmente, nel mondo. Gli autistici Asperger lasciano spesso i loro interlocutori perplessi, perchè le loro reazioni dovute alle loro carenze emotive producono delle reazioni spesso incomprensibili. Tanto che l’ Asperger con le sue capacità cognitive, puo’ passare inosservato: vive una condizione, ma non sappiamo che fa parte di una condizione dello spettro autistico, da qui la stranezza. Inoltre, la sindrome di Asperger genera molta ansia. Questi adulti autistici che hanno una vita “ normale “, tuttavia hanno altre caratteristiche dell’autismo: l’importanza di una routine inderogabile puo’ causare ansia, disturbi compulsivi, ipersensibilità sensoriale che rende il contatto fisico difficile e nel peggiore dei casi, al suo parossismo, simile a una fobia di contatti sociali.

Normand Giroux, psicologo, si è specializzato da 20 anni a questa parte nell’autismo Asperger. Adulti come Anne-Marie, ne vede molti .

Sono dentro una sorta di inchiesta identitaria. Un giorno, incappano sulla pista Asperger ed è come una rivelazione. E a partire da là, cercano conferme. 19 volte su 20, hanno ragione “, spiega Normand Giroux

In Occidente gli adulti ricevono tardi la conferma del loro autismo. Le donne vogliono spesso dare un nome ai loro disturbi a causa della loro discendenza “ Una donna di 68 anni è venuta da me per una diagnosi, sapeva di essere autistica Asperger, ma il suo nipotino di 8 anni era appena stato diagnosticato e voleva rassicurare i suoi genitori “ racconta Normand Giroux. Si è pensato a lungo che la sindrome di Asperger fosse una caratteristica solo maschile. Ora comprendiamo che le donne nello spettro autistico riescono meglio a camuffarsi, a “indossare una maschera di persona normale“, come dice giustamente Anne-Marie.

Gli autistici Asperger hanno spesso dei disturbi associati alla loro sindrome. Ossessioni, compulsioni, ma soprattutto l’ansia. “ Non possiedono ammortizzatori emotivi per assorbire i contraccolpi delle circostanze e degli eventi. Gli Aspie analizzano tutto razionalmente e questo genera ansia “ spiega lo psicologo. Internet ha contribuito molto a rompere l’isolamento delle persone Asperger perchè trovano la letteratura che permette loro di capire, ma anche di creare legami con altre persone autistiche. E’ ironico e simpatico per queste persone con incapacità relazionali. Amano i social Network .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie.

Fonte: ici.radio-canada.ca

30 cose che devi sapere sull’autismo ( VIDEO )

Libro: Sindrome di Asperger, ” Lascia che accada “

lascia-che-accada-autismo-aspergerConsiglio la lettura di questo libro a tutti. Mio figlio Aspie, adolescente, l’ha letto tutto d’un fiato, e si è fatto coinvolgere dal tema dell’educazione sentimentale tra due ragazzi, Colton Asperger e Lilly che cerca di entrare in tutte le maniere nel suo mondo. E alla fine ci riuscirà, perchè la diversità puo’ anche diventare un punto d’incontro, un inizio. Come mamma Aspie, ho trovato questo libro scorrevole, forse troppo corto… avrei voluto leggere qualche pagina in piu’ su questa bella storia d’amore. La sindrome di Asperger è trattata in modo semplice, non pesante. I tratti  Aspie di Colton sono evidenziati in modo comprensibile, piacevole anche per chi non mastica “l’autismo ” come noi che lo viviamo tutti i giorni.

TRAMA

Sono Lilly Evans e questo è il racconto di come mi sono innamorata di un ragazzo che mi ha insegnato come l’amore sia tutto tranne che convenzionale.

Quando Lilly incontra di nuovo Colton al liceo, nota subito qualcosa di strano in lui. “Oh, è un ragazzo splendido. È solo un po’ diverso. Non ti guarda negli occhi e ti stritola quando ti abbraccia”. Colton ha la sindrome di Asperger, un disturbo dello sviluppo imparentato con le forme più leggere di autismo. Fa fatica a stabilire dei rapporti di amicizia e a decodificare il linguaggio non verbale. È maldestro e non riesce a comunicare agli altri ciò che gli succede dentro: viene sopraffatto dall’emozione e crolla. “Vorrei che fossi come me, perché allora capiresti”, le dice. Lilly cerca di capire Colton, e se ne innamora. Ben conscia della necessità di superare non pochi ostacoli con un ragazzo che ha un modo tutto suo di esprimere i sentimenti, lo trascina nel vortice di un amore limpido e profondo. “Lascia che accada” racconta l'”educazione sentimentale” tra i due adolescenti, il loro lento aprirsi l’uno all’altro, la determinazione di lei ad accettare e decodificare un linguaggio e dei gesti mai prevedibili. È un romanzo di formazione adolescenziale, senza tabù: esplicito, sincero ma sempre delicato, anche nelle struggenti descrizioni del contatto fisico tra i due ragazzi, che si cercano, si desiderano, e lentamente si aprono anche al sesso.

Per acquistarlo: mondadoristore.it

Autismo e lavoro: gli autistici Asperger, talenti sconosciuti alle imprese italiane

asperger-informaticaGli autistici Asperger, talenti sconosciuti alle imprese italiane 

Dotati di capacità specifiche, gli autistici Asperger hanno un profilo interessante soprattutto per le società informatiche. Diverse grandi aziende internazionali contano tra i loro dipendenti persone autistiche altamente produttive e di successo. Cosa che purtroppo non avviene nel mercato italiano dove l’accesso al mondo del lavoro delle persone Asperger resta ancora molto limitato.

Esempi da seguire 

Il colosso tedesco Sap punta ad assumere centinaia di autistici come programmatori e collaudatori di software nei prossimi sette anni. Dopo i progetti pilota lanciati in India e in Irlanda, l’azienda ha annunciato che il suo obiettivo è trovare persone “che pensano in modo diverso”, per favorire l’innovazione.

Le aziende svizzere specializzate in informatica assumono un numero crescente di autistici. Un settore dove questa condizione diventa un vantaggio.

Secondo la rivista digitale Swiss.info, le società elvetiche specializzate in informatica reclutano attivamente persone con la sindrome di Asperger. Una forma di autismo senza deficit intellettivi. “I punti in comune tra gli autistici e i programmatori ? Una grande capacità di concentrazione su tutto cio’ che riguarda numeri e schemi, cosi’ come la dipendenza a svolgere compiti ripetitivi.

L’Italia in ritardo sull’occupazione delle persone autistiche 

E in Italia? Da noi quasi nessuno sa niente della sindrome di Asperger: gli stessi specialisti a volte faticano a riconoscerne i segni, scambiandoli sovente per disturbi psichiatrici. Il mondo della scuola, la prima delle agenzie per la formazione e la socializzazione, ne è al corrente solo da qualche anno, ma i docenti, non hanno, spesso, alcuna preparazione per comprendere le problematiche aspies, né per valorizzarne le capacità. Le aziende italiane perdono cosi’ preziose e importanti risorse umane fonte di innovazione, sviluppo e crescita.

La legge

L’inserimento nel lavoro, poi, diventa una vera e propria corsa agli ostacoli. Nonostante l’Italia disponga di una delle migliori legislazioni in materia, la 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) i dati Istat attestano che i disabili in età lavorativa occupati in Italia sono meno del 18 %, e che solo l’1,5 % di coloro che presentano qualche diversità funzionale è impiegato.

Autismo ricerca: Gli autistici prendono delle decisioni piu’ obiettive

decisioneo-biettiva-autismoNel valutare gli eventi e le diverse opzioni, le persone con autismo tendono ad utilizzare la loro logica senza farsi influenzare da vari fattori emotivi che distorcono la percezione.

Le persone con autismo prendono decisioni piu’ oggettive e hanno meno pregiudizi rispetto alle persone neurotipiche, dichiarano i ricercatori del King’s College di Londra, in un articolo pubblicato sulla rivista Molecular Autism. ” Le caratteristiche uniche dell’autismo possono essere utili nelle situazioni in cui è importante ” pensare con la  testa e non con il cuore “. La gente spesso pensa che gli autistici siano in grado di risolvere problemi matematici,  e abbiano il dono della razionalità, ma questa idea non è stata confermata. Gli autistici pensano logicamente perchè non si fanno influenzare facilmente dai loro sentimenti e istinti “, afferma uno studioso del King’s College.

All’inizio, l’esperimento mirava a verificare ” l’effetto contesto ” negli autistici. Nella psicologia del ragionamento e della decisione come nella psicologia sociale, questo effetto significa che la nostra psiche e il processo decisionale dipendono dall’ambiente e dallo stato emotivo interiore di una persona.

I risultati di un esperimento condotto alla fine degli anni ottanta hanno mostrato che coloro che sono stati invitati a scommettere 70 dollari forniti dagli organizzatori a un agenzia di scommesse con un risparmio garantito di 20 dollari, hanno risposto in modo molto diverso alla proposta, secondo i ricercatori hanno parlato della possibilità di ” risparmiare 20 dollari ” o di perdere 50 dollari “. Replicando questo test, i ricercatori britannici hanno confrontato le decisioni prese dalle persone autistiche e quelle prese da persone neurotipiche. I risultati di questo esperimento hanno mostrato che le persone normali prendono decisioni sbagliate due volte in piu’ rispetto a quelle con autismo che invece non sono influenzate dall”effetto cornice “. Nella maggioranza dei casi, le persone con autismo hanno preso delle decisioni razionali e logiche.

Curiosamente, questo effetto ha influenzato di piu’ persone con un QI emotivo elevato che affermavano di comprendere bene cio’ che succede nel loro interno.

Secondo gli scienziati, i risultati indicano che le decisioni prese dalle persone con autismo sono guidate dalla logica e dal pensiero razionale mentre quelle delle altre persone si basano in gran parte sulle loro emozioni. Pertanto, i ricercatori affermano che le persone autistiche possono essere piu’ affidabili nelle situazioni che richiedono decisioni logiche e obiettive.
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Sputniknews.com

Autismo: ragazzi autistici, lanciano un giornale per aprirsi al mondo

autistici-giornalistiAutismo: ragazzi autistici, lanciano un giornale per aprirsi al mondo” . Per il primo numero ho voluto scrivere un articolo sugli attentati che colpiscono il cuore di tutto il mondo “, spiega Rayyan. Da novembre 2015, questo quindicenne autistico, partecipa ogni settimana al gruppo ” giornale ” organizzato dal Servizio di educazione speciale e cure a domicilio ( Sessad ) a Villeurbanne.

Un’iniziativa partita dagli educatori del centro per aiutare questi giovani a uscire dall’isolamento attraverso l’apertura sul loro quartiere, la loro città e facendogli scoprire nuovi interessi.

” Questo proposito piace molto ai genitori, che attraverso il giornale, possono seguire la vita dei loro bambini all’interno del Sessad. Per questi adolescenti,  la scrittura di un giornale permette la scoperta di altre cose, la condivisione delle idee, dei centri d’interesse e l’interazione con altre persone, che non è necessariamente ovvia per loro “, sottolinea Diane, educatrice responsabile del progetto.

Aiutarli ” per fargli esprimere cio’ che gli sta a cuore ” 

Ogni mercoledi’, la piccola squadra di apprendisti giornalisti, si ritrova in una stanza del Sessad improvvisata in redazione , per discutere degli argomenti che verranno trattati nel prossimo numero del trimestrale. ” Ci adattiamo ai loro interessi. Parlano molto delle loro passioni, succede, come per l’articolo sugli attentati, Rayyan voleva discutere di attualità. Parliamo tutti insieme . Questo progetto li aiuta ad esprimere cio’ che gli sta a cuore “, aggiunge Corinne, educatrice.

Per riempire la testata giornalistica , gli adolescenti, seguiti dagli educatori del Sessad, realizzano interviste e reportage. Sono andati anche al  Pôle Pixel, a Villeurbanne, dove hanno girato la serie Kamelott, per intervistare il regista. Si sono anche recati sulle pendici della  Croix-Rousse alla scoperta delle opere di strada e hanno realizzato un reportage insieme ai graffitari della Coulure . ” Prepariamo prima le interviste, perchè per loro è difficile improvvisare, anche se alcuni ci riescono “, spiega Corinne.

Automobili, calcio e videogiochi…

Quando si tratta di giocare ai giornalisti, Raphaël sembra, come Rayyan, si delizia nel ruolo di intervistatore. Soprattutto se l’argomento parla di calcio e della sua squadra preferita. Tiene sempre la sciarpa dell’equipe annodata al collo.

“Quello che mi piace fare in questa rivista, è condividere quello che amo insieme alle altre persone e ai miei amici “, racconta Kenny, uno dei ragazzi del gruppo. I suoi articoli ruotano attorno al mondo dei videogiochi. Edouard, 12 anni scrive articoli sulle macchine di grossa cilindrata che lo fanno sognare, come la Chevrolet Camaro. ” Sa tutto, nei minimi dettagli : i modelli, i consumi, i prezzi ” , ride Diane, l’educatrice.

Emma, 15 anni, si interessa come le ragazze della sua età alla moda e agli Youtubers, come Cyprien e EnjoyPhoneix. Ma la ragazza non è ancora stata raggiunta dalla passione per il giornalismo. ” Penso che non sono fatta per questo “, confida l’adolescente, che tra le rubriche di auto e videogiochi, proverà a portare un tocco femminile nel prossimo numero che verrà distribuito, circa un centinaio di copie.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: 20minutes.fr

Autismo e lavoro: Avencod, la startup che assume gli Asperger

talents-work-aspergerCinque cose da sapere su Avencod, la startup che promuove l’inserimento delle persone autistiche ad alto funzionamento nella professione digitale.

Attraverso la piattaforma Talents@Work, la startup permette alle persone di sindrome di Asperger l’avvio al lavoro di tester e sviluppatore informatico.

L’IDEA

Sei mesi fa, Laurence Vanbergue e Laurent Delannoy, hanno creato al CEEI di Nizza, Avencod, una startup sociale che permette alle persone autistiche ad alto potenziale e Asperger di accedere al mondo del lavoro e di crescere professionalmente come sviluppatori informatici.

LA SFIDA

I riscontri sono positivi sia da parte dei clienti e sia da parte dei dipendenti. La tappa successiva è proporre la prima piattaforma di test funzionale di applicazione informatica basata sul talento delle persone autistiche ad alto potenziale e delle persone con sindrome di Asperger.

“I nostri dipendenti sono ingegneri qualificati, dei Beta Tester “.

L’OBBIETTIVO

La sfida è quella di proporre una qualità simile a quella del mercato o addirittura superiore, di migliorare e di garantire l’impiego dei nostri collaboratori nel mondo ordinario.

LA FORMAZIONE

I collaboratori di  Talents@Work sono autistici ad alto potenziale o con sindrome di Asperger.  Laurent Delannoy spiega : “la loro condizione permette specificità di funzionamento che si adattano al loro mestiere: attenzione ai dettagli e ricerca dell’eccellenza….”

Avencod impiega al momento quattro collabori e prevede di creare entro la fine del 2017 una ventina di posti di lavoro. ” Assumiamo persone motivate che hanno l’interesse e competenze informatiche. Non importa se non hanno basi tecniche, noi ci occupiamo di farli crescere professionalmente. ”

 

IL PRODOTTO

Siamo i primi in Francia ad offrire questo servizio. E siamo affiancati da clienti e partner finanziari come Amadeus.  Oltre alla grande disponibilità dei dirigenti Avencod, uno psicologo si reca regolarmente in azienda per identificare e risolvere eventuali problematiche.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : Varmatin.com

Autismo: Ritratto di Josef Schovanec, filosofo e autistico Asperger

josef-schovanec-aspergerJosef Schovanec, è un filosofo, scrittore, poliglotta e amante dei viaggi – parla sette

lingue, tra cui l’ebraico, il persiano e l’amarico. ” Persona con autismo “, come preferisce essere chiamato, Josef Schovanec milita per una migliore presa in considerazione delle persone con autismo in Francia. Ritratto di un uomo libero con un grande senso dell’umorismo.

Nato il 2 dicembre 1981, ” lo stesso giorno e lo stesso anno di Britney Spears “, ama scherzare, Josef Schovanec è senza alcun dubbio un uomo fuori dal comune, ma non come lo immaginiamo. Considerato il portaparola delle persone con autismo in Francia, Josef Schovanec partecipa a trasmissioni televisive e programmi radio, tra cui Europe 1, dove conduce una rubrica, ” Note dal Mondo “.

Combatte per proteggere l’Autistan 

 Per Josef Schovanec, l’autismo è un modo di essere e non una malattia che deve essere curata con i farmaci. Pertanto, ha tradotto il libro di Stephen Shore e di Linda Rastelli, ” Understanding Autism for Dummies “. Un progetto a cui teneva, importante per combattere i pregiudizi sull’autismo. ” Quale talento particolare possiedi ?”, ” E voi, quale talento particolare possedete ? ” e Josef rispose loro. L’autore, definisce l’autismo un mondo strano, al contrario del mondo normale piuttosto noioso. L’Autistan, il paese dove è cresciuto lo ha raccontato in due libri ” Je suis à l’Est” e ” Eloge du voyage à l’usage des autistes et de ceux qui ne le sont pas assez “. Un uomo a cui non manca il senso dell’umorismo che considera il nostro ambiente in modo diverso, ma sempre logico…

… e per una migliore gestione dei suoi “abitanti”

Nella terra delle ” persone strane “, tuttavia,  le persone con autismo non sono trattate tutte allo stesso modo e si notano delle differenze in relazione all’autismo tra la Francia e gli Stati Uniti. In effetti, nel paese di Obama, tutti i bambini autistici vanno a scuola, a differenza della Francia. Josef Schovanec, dottore in filosofia, autistico ad alto funzionamento incanta il pubblico che incontra. Tra conferenze e interviste, sensibilizza gli uditori circa l’impiego delle persone con autismo nel mondo del lavoro o sul sistema sanitario francese, tra bonarietà, educazione e sincerità. Josef Schovanec rassicura : ” Ci sono alcuni fermenti, e buoni primi passi, ma tanto resta ancora da fare ” .

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : Carenews.com