Autismo e lavoro: Avencod, la startup che assume gli Asperger

talents-work-aspergerCinque cose da sapere su Avencod, la startup che promuove l’inserimento delle persone autistiche ad alto funzionamento nella professione digitale.

Attraverso la piattaforma Talents@Work, la startup permette alle persone di sindrome di Asperger l’avvio al lavoro di tester e sviluppatore informatico.

L’IDEA

Sei mesi fa, Laurence Vanbergue e Laurent Delannoy, hanno creato al CEEI di Nizza, Avencod, una startup sociale che permette alle persone autistiche ad alto potenziale e Asperger di accedere al mondo del lavoro e di crescere professionalmente come sviluppatori informatici.

LA SFIDA

I riscontri sono positivi sia da parte dei clienti e sia da parte dei dipendenti. La tappa successiva è proporre la prima piattaforma di test funzionale di applicazione informatica basata sul talento delle persone autistiche ad alto potenziale e delle persone con sindrome di Asperger.

“I nostri dipendenti sono ingegneri qualificati, dei Beta Tester “.

L’OBBIETTIVO

La sfida è quella di proporre una qualità simile a quella del mercato o addirittura superiore, di migliorare e di garantire l’impiego dei nostri collaboratori nel mondo ordinario.

LA FORMAZIONE

I collaboratori di  Talents@Work sono autistici ad alto potenziale o con sindrome di Asperger.  Laurent Delannoy spiega : “la loro condizione permette specificità di funzionamento che si adattano al loro mestiere: attenzione ai dettagli e ricerca dell’eccellenza….”

Avencod impiega al momento quattro collabori e prevede di creare entro la fine del 2017 una ventina di posti di lavoro. ” Assumiamo persone motivate che hanno l’interesse e competenze informatiche. Non importa se non hanno basi tecniche, noi ci occupiamo di farli crescere professionalmente. ”

 

IL PRODOTTO

Siamo i primi in Francia ad offrire questo servizio. E siamo affiancati da clienti e partner finanziari come Amadeus.  Oltre alla grande disponibilità dei dirigenti Avencod, uno psicologo si reca regolarmente in azienda per identificare e risolvere eventuali problematiche.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : Varmatin.com

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Autismo: Ritratto di Josef Schovanec, filosofo e autistico Asperger

josef-schovanec-aspergerJosef Schovanec, è un filosofo, scrittore, poliglotta e amante dei viaggi – parla sette

lingue, tra cui l’ebraico, il persiano e l’amarico. ” Persona con autismo “, come preferisce essere chiamato, Josef Schovanec milita per una migliore presa in considerazione delle persone con autismo in Francia. Ritratto di un uomo libero con un grande senso dell’umorismo.

Nato il 2 dicembre 1981, ” lo stesso giorno e lo stesso anno di Britney Spears “, ama scherzare, Josef Schovanec è senza alcun dubbio un uomo fuori dal comune, ma non come lo immaginiamo. Considerato il portaparola delle persone con autismo in Francia, Josef Schovanec partecipa a trasmissioni televisive e programmi radio, tra cui Europe 1, dove conduce una rubrica, ” Note dal Mondo “.

Combatte per proteggere l’Autistan 

 Per Josef Schovanec, l’autismo è un modo di essere e non una malattia che deve essere curata con i farmaci. Pertanto, ha tradotto il libro di Stephen Shore e di Linda Rastelli, ” Understanding Autism for Dummies “. Un progetto a cui teneva, importante per combattere i pregiudizi sull’autismo. ” Quale talento particolare possiedi ?”, ” E voi, quale talento particolare possedete ? ” e Josef rispose loro. L’autore, definisce l’autismo un mondo strano, al contrario del mondo normale piuttosto noioso. L’Autistan, il paese dove è cresciuto lo ha raccontato in due libri ” Je suis à l’Est” e ” Eloge du voyage à l’usage des autistes et de ceux qui ne le sont pas assez “. Un uomo a cui non manca il senso dell’umorismo che considera il nostro ambiente in modo diverso, ma sempre logico…

… e per una migliore gestione dei suoi “abitanti”

Nella terra delle ” persone strane “, tuttavia,  le persone con autismo non sono trattate tutte allo stesso modo e si notano delle differenze in relazione all’autismo tra la Francia e gli Stati Uniti. In effetti, nel paese di Obama, tutti i bambini autistici vanno a scuola, a differenza della Francia. Josef Schovanec, dottore in filosofia, autistico ad alto funzionamento incanta il pubblico che incontra. Tra conferenze e interviste, sensibilizza gli uditori circa l’impiego delle persone con autismo nel mondo del lavoro o sul sistema sanitario francese, tra bonarietà, educazione e sincerità. Josef Schovanec rassicura : ” Ci sono alcuni fermenti, e buoni primi passi, ma tanto resta ancora da fare ” .

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : Carenews.com

Autismo: 5 cose da sapere su Daniel Tammet, genio Asperger

daniel-tammet-aspergerA 37 anni, l’ Asperger Daniel Tammet, autore britannico, ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo Mishenka ( edizioni Les Arènes ). Mosca, negli anni 60 è il luogo dove si svolge la storia nell’ambiente degli scacchi. Un giovane prodigio di 23 anni detronizzerà il campione del mondo di scacchi. Daniel Tammet, probabilmente non avrà avuto nessuna difficoltà ad immedesimarsi nel personaggio, perchè  è lui stesso un prodigio. Un ” genio vivente ” , definito dagli esperti ” l’uomo computer “. Daniel Tammet è un autistico detto ” savant “, ha la sindrome di Asperger ( una forma di autismo lieve ) e ha il dono della sinestesia.

Non vede i numeri come noi

Per Daniel Tammet, i numeri non sono solo cifre. Lui, li associa a dei colori, delle forme, delle emozioni e a delle personalità. ” Il 2,  è come il vento che spinge, che soffia. 3, è rotondo e verde. 4, è a punta. 6, è nero e piccolo; non mi piace tanto questo numero, divento triste quando ci penso “, dice. E’ questo che rende il mondo di Tammet totalmente differente dal nostro. ” Essere a New York in mezzo a grattacieli immensi,  è molto intimidatorio per me, ho l’impressione di trovarmi circondato da numeri 9 ” spiega.

Per lui, il Pi greco è una storia

Se i numeri esprimono una storia, il Pi greco possiede senza dubbio la piu’ emozionante. Poichè è l’unica che prosegue all’infinito. ” Mi affascina. Nessun pezzo di carta, anche se è grande come l’universo, puo’ contenerla “, ammette Daniel Tammet che grazie al Pi greco è diventato famoso.  Il 14 marzo 2004 a Oxford, il savant ha recitato per 5 ore, 9 minuti e 24 secondi piu’ di 22.500 decimali del Pi greco che aveva imparato nei tre mesi precedenti. Non ha commesso nessun errore, una prodezza che ha lasciato a bocca aperta gli scienziati.

Conosce il giorno della settimana in cui sei nato 

Daniel Tammet è capace di calcolare all’istante operazioni del tipo 4895 x 9671. E in piu’, il britannico è in grado di scoprire nel giro di qualche secondo il giorno della settimana corrispondente a qualsiasi data di nascita (si, si, proprio cosi’ !).

Parla dodici lingue 

Ma Daniel Tammet è tanto abile con i numeri quanto con le parole. Parla correntemente 12 lingue: il tedesco, l’inglese, lo spagnolo, l’esperanto, l’estone, il finlandese, il francese, il gallese, l’islandese, il lituano, l’olandese e il rumeno. Ma questo per il ” calcolatore-umano ” non è sufficiente, nel 2006 ha inventato una sua lingua : Il Manti, che si ispira alla grammatica e al vocabolario finlandese.

Ha imparato a parlare islandese in 7 giorni 

Daniel Tammet , ha imparato l’islandese in sette giorni. Ha accettato la sfida di un canale televisivo. L’obbiettivo ? Essere in grado di rispondere a un’intervista in islandese sette giorni dopo aver iniziato ad imparare la lingua. Una prova incredibile che il genio ha superato brillantemente.

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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Grazia.fr

Autismo: Julien, giovane autistico promettente fumettista

julien-fumettiJulien, 17 anni frequenta il liceo professionale Gaston-Barré a Niort ( Nuova Aquitania ).

Si, è diverso dagli altri.

Si, si dondola avanti e indietro, come un funambolo alla ricerca di equilibrio.

 

 

Si, è autistico, ma non è solo quello.

La sua vita non è solo questo.

julien-auclairCon pochi tratti di matita, raggiunge regolarmente un mondo di cui conosce gli angoli piu’ reconditi. Un mondo popolato da animali in cui un coniglio e un cane, Robin e Tom, sono gli eroi, che prendono vita attraverso i suoi disegni. Un lavoro promettente, già notato durante il Festival Internazionale del fumetto d’Angouléme.

Julien, ha trovato attraverso i fumetti che crea con talento un’altra maniera di esprimersi.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Courrierdelouest.fr

Autismo: Scopre di essere autistica a 40 anni

nicola-clarkNicola Clark ha 40 anni, un marito e due figlie: autistiche. Lei stessa ha appena ricevuto una diagnosi di autismo. Ed è stata una sorta di liberazione, come scrive in un lungo articolo sul Guardian, la fine di un tabù, il riconoscimento di una condizione sottovalutata e non riconosciuta per decenni.

Quello di Nicola non è un caso isolato. Come dimostra una ricerca del 2012 condotta dalla National Autistic Society britannica su 8000 individui tra pazienti autistici e loro familiari, le ragazze e le donne in generale hanno una maggiore probabilità di ricevere una diagnosi sbagliata (il 41% delle femmine aveva avuto una diagnosi iniziale relativa a un’altra condizione, rispetto al 30 per cento dei maschi). E soprattutto, una volta riconosciuta la malattia, le donne e le ragazze hanno un accesso ridotto ai servizi di supporto. In caso di sindrome di Asperger, continua Nicola, solo l’8 per cento delle ragazze riceve una diagnosi corretta prima dei sei anni, rispetto al 25 per cento dei ragazzi, e molte giovani donne restano senza diagnosi fino a trent’anni di età.

Per questo la National Autistic Society ha lanciato una campagna per promuovere la conoscenza del disturbo nella classe medica, che troppo a lungo ha sottovalutato l’autismo nel sesso femminile. Dal canto suo, dopo aver convissuto per anni con una sindrome non riconosciuta, Nicola ha chiamato a raccolta – a partire dall’hashtag #SheCantBeAutistic – le migliaia di altre donne autistiche che hanno dovuto aspettare anni per ricevere una diagnosi corretta. Le donne – scrive Clark – sono educate a un modello comportamentale definito, e per questo i tratti distintivi dell’autismo sono soppressi o nascosti in profondità, e più difficili da riconoscere. L’autismo è visto come un disturbo prevalentemente maschile, perché i sintomi su cui si basa la diagnosi sono stati prevalentemente osservati sulla popolazione maschile. In realtà, come ricorda ancora Clark, quello che chiamiamo autismo non è un’unica malattia dalla sintomatologia definita, bensì un ampio spettro di disturbi, che non conosce differenze di età, condizione economica, geografia o genere. E sarebbe ora, conclude Nicola, che i medici cominciassero a guardarlo con altri occhi e altri parametri.

Fonte: Dblog.repubblica.it

Autismo : il comico Louis T ha la sindrome di Asperger

louis-t-comicoIl comico Louis T ha rivelato martedi’ sulla sua pagina Facebook di aver ricevuto recentemente una diagnosi di autismo.

Si tratta di sindrome di Asperger, come testimonia cio’ che ha scritto sulla sua pagina Facebook.

” Bizzarro, particolare, troppo razionale, inadeguato, imbarazzante, insensibile “… Questi sono gli aggettivi che ho sentito per tutta la mia vita, scrive.

” Oggi, i recenti sviluppi nella mia vita, tra cui essere diventato papà e avere scritto il mio primo one-man-show, mi hanno spinto a farmi delle domande. Perchè mi sento diverso dagli altri ? Perchè sono cosi’ ? .”

Alcuni mesi fa, mi sono recato da uno psicologo. E dopo qualche test, ho ottenuto una parte della risposta che cercavo e cioè , ” chi sono io ? ” . Sono un  autistico ! E piu’ precisamente, ho la sindrome di Asperger e quelli come me vengono definiti autistici ad alto funzionamento.

Che cosa cambierà nella mia vita adesso ? La diagnosi mi permetterà di comprendere e accettare nel modo migliore alcuni errori che ho commesso in passato . E anche di prepararmi meglio per le prossime sfide della vita quotidiana, e ancora di piu’ per le prove che mi aspettano svolgengo un mestiere pubblico ( che strana scelta ! ), si legge sulla pagina Facebook di Louis T.

Molte le reazioni alla sua dichiarazione, tra cui quella dell’umorista P-A Méthot,che ha apprezzato l’importanza e il coraggio di una tale rivelazione.

 

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : fr.canoe.ca

Super Pépette, la blogger Asperger che osa parlare di autismo

julie-dachez-aspergerDei video positivi, mai pesanti e spesso illuminanti. Questo è il lavoro di Julie, 31 anni, alias Super Pépette, su Youtube. Donna con la sindrome di Asperger, la blogger informa sui disturbi dello spettro autistico. Consapevolezza 2.0.

Come molti, Julie Dachez, ha lanciato il suo canale Youtube. Il tema che affronta nei suoi video, si differenzia un po’. Con il soprannome di Super Pépette, preso in prestito per il web, Julie parla di autismo. Un argomento che conosce bene, dal momento che all’età di 27 anni ( molto tardi ) le è stata diagnosticata la sindrome di Asperger.

Abbattere i pregiudizi

” Buongiorno a tutti, sono Super Pépette, l’autistica che non solo parla, ma ha anche tante cose da dirvi ” . Davanti alla webcam, Julie ci mette buon umore e umorismo. ” Tutti autistici ? ” , ” Autismo : tentativo di definizione “, ” Una diagnosi, per fare che ? “, ” Idee sbagliate e pregiudizi “, o ancora “l’autismo al femminile “…

Questi i temi trattati per rompere gli stereotipi in pochi minuti tramite spiegazioni concrete nei suoi video, il primo dei quali è stato pubblicato nel 2014. Con riferimenti alle prese in giro a scuola, all’incapacità di riconoscere le bugie, all’ipersensibilità o alla stanchezza. Super Pépette sensibilizza e informa sull’autismo  con esempi del suo vissuto personale.

Riconciliata con la sua individualità

Oggi, studentessa in psicologia sociale, Julie non è sempre stata lungimirante con se stessa. E la sua diagnosi a 27 anni è la spiegazione. ” Per anni, ho trascorso il mio tempo facendo finta di essere qualcuno che non ero. Mi sentivo sempre a disagio “, racconta in video diffuso da Huffington Post. ” Recitavo un ruolo, indossando una maschera sociale tutte le volte che uscivo di casa. Cercavo di capire come comunicano le persone “. Per motivi di conformità Julie si iscrive in una scuola commerciale, sperimenta la vita di coppia e trova un lavoro ” normale ” fino a quando si esaurisce e scoppia ( burn-out ). “Ho vissuto la diagnosi come l’autorizzazione ad essere finalmente me stessa”, spiega,  ” ho smesso di cercare di essere accettata da tutti e mi sono riconciliata con i miei desideri piu’ profondi”.  Da quel momento Julie abbandona tutto cio’ che non è adatto a lei e si orienta su se stessa.

Stop, alla sola visione clinica

Se il canale Super Pépette esiste da due anni, il suo blog Emoi emoi e emoi è sul web dal 2012. Pubblica ancora storie della sua vita quotidiana. Altri progetti sono in corso : come la tesi in psicologia sociale. Julie partecipa ad un progetto di documentario, Bubble, in collaborazione con Pierre Feytis e non è tutto . Insieme alla disegnatrice Caroline ha realizzato un fumetto ” La differenza invisibile “ per far conoscere la sindrome di Asperger. Una bella serie di progetti creativi per questa blogger militante.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : handicap.fr

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