Autismo Asperger : “ Possiamo vivere e crescere come gli altri “

Sconosciuta o caricaturale, la sindrome di Asperger veicola diversi stereotipi. Tuttavia, gli Aspies non sono malati e conducono la loro vita in funzione della loro diversità.

Mi sentivo diversa, ma non capivo il motivo, prima di essere diagnosticata alcuni anni dopo “, spiega Julie Dachez, autrice del fumetto “ La differenza invisibile “ ispirato alla sua vita d’ “Aspie”. La sindrome di Asperger è una delle forme cliniche dei disturbi dello spettro autistico nella quale l’acquisizione del linguaggio e le funzioni intellettive o cognitive sono preservate.

La diagnosi è oggi ancora molto difficile perchè l’Asperger non è una malattia. “ I disturbi dello spettro autistico non sono individuabili tramite marcatori fisiologici, come ad esempio un prelievo di sangue, per questo bisogna essere formati per riconoscere e identificare i segnali clinici ( comportamentali ) “ , spiega Véronique Gousse, psicologa specializzata in DSA e insegnante-ricercatrice a Nimes.

Vivere l’Asperger nel quotidiano

L’Asperger è una condizione detta invisibile, che non si vede, ma si fa sentire durante la vita quotidiana “ , dice Alexandra Reynaud, autrice di “Asperger e fiera di esserlo“. Possiamo vivere e crescere come tutti gli altri. “ Gli Asperger hanno bisogno di routine, di pianificazione e fanno fatica a sopportare i rumori. Quando ero piccola, la mensa era un incubo. Tutti i rumori in sottofondo, li sentivo amplificati ”. Stesso effetto su Hélios, 13 anni, virtuoso del pianoforte: “ Da piccolo, non sopportavo il rumore della metropolitana. Dovevo tapparmi le orecchie. Hélios ha anche problemi di concentrazione : “ Impiego molte ore per fare i compiti, perchè penso subito a qualcos’altro. Mi dicono che non metto la buona volontà, ma è piu’ forte di me ! “.

Le giornate a scuola o al lavoro provocano un affaticamento considerabile negli “Aspie” : “ Dopo una mattinata al liceo avevo bisogno di ore per riprendermi e non capivo come facessero gli altri ad uscire la sera” , rivela Julie Dachez. Il tempo di esposizione (bere o ascoltare una conferenza) richiede altrettanto tempo di riposo. Alcuni Asperger possono essere sinesteti ?, cioè, associano un senso o piu’ sensi (colore, odore, note musicali) a cio’ che vedono : “ associo mia mamma al colore viola, il mio preferito. Sono sospettoso con le persone che vedo in giallo, ma mi piacciono comunque “, dice Hélios.

Vivere insieme agli altri

“Ho ricevuto la diagnosi di sindrome di Asperger a 33 anni. Per molto tempo, ho associato la mia diversità e il fraintendimento dei codici della società al fatto che ero cresciuta all’estero. Un muro di vetro tra gli altri e me”, testimonia Alexandra Reynaud. Per gli Asperger l’amicizia è una nozione astratta, abbordata differentemente: “ Ho un’amica in Canada, non la vedo mai eppure è la mia migliore amica “. Tuttavia, i rapporti di amicizia sono complicati: “ ha qualche amico ma nessuno lo invita a casa sua “, dice Stéphanie, la mamma di Hélios.

Per far conoscere la sindrome di Asperger e cambiare lo sguardo degli altri su Hélios, Stéphanie ha chiesto a un membro della SESSAD ( Servizio educazione speciale e cure a domicilio ) di rispondere alle domande dei bambini in classe. “ Da allora, mi sento meglio, capiscono perchè Hélios ha bisogno di un educatore e alcuni compagni lo aiutano a concentrarsi “, aggiunge. “ Mi sforzo anche di farlo uscire una o due volte a settimana in contesti diversi dalla scuola. Sabato andiamo alla città delle Scienze. “

Stéphanie , a volte ha difficoltà a condurre questa vita perchè si trova ad affrontare le responsabilità quotidiane da sola. “ E’ difficile creare interazioni con Hélios, non siamo interessati alle stesse cose, e a volte, dice no a tutto. Ci sono alti e bassi. “ Per altri Asperger, come Julie Dachez, la solitudine è una liberazione, un alleggerimento: “ Vivo sola con i miei animali, mi sento bene. Evito la presenza permanente di persone intorno a me. “ Per quanto riguarda Alexandra Reynaud, è sposata e ha dato alla luce un bambino : “ Io e mio marito, non siamo molto affettuosi, ma ci amiamo, e penso sia la cosa piu’ importante “.
Vivere lavorando

Sono dottore in psicologia sociale e scrittrice. Lavoravo in un’azienda, poi a poco a poco ho deciso di lavorare da casa, perchè era molto difficile per me adattarmi alle condizioni di lavoro collettive”, dice Julie Dachez. “ Anche se siamo molto competenti, l’apparenza è piu’ apprezzata del saper-fare “. “ Le relazioni con gli altri sono complicate e per lo piu’ incomprese dagli “ Aspies “ : “ : parlare davanti alla macchina del caffè o mangiare con i colleghi, non lo trovo utile. Se non possiamo andare d’accordo con gli altri, siamo immediatamente malvisti ! “. L’arredamento degli uffici è anche una fonte di stress: “ c’erano luci molto aggressive, e in uno spazio aperto, il rumore è permanente. Era una lotta quotidiana per me. Adesso, gestisco da sola il mio lavoro e sto bene.”

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: letudiant.fr

 

Persone Asperger : “ imparano per imitazione e decodificazione “

In Quebec, la sindrome di Asperger è considerata come un disturbo dello sviluppo e non come una psicopatologia associata alla salute mentale. La dott.ssa Isabelle Hénault, sessuologa, psicologa e direttrice della clinica Autismo e Asperger a Montreal, è madrina dell’ associazione Actions pour l’autisme Asperger. Ha pubblicato La sindrome di Asperger e la sessualità: dalla pubertà all’età adulta ( Jessica Kingsley Publisher, London ).

LE FIGARO. – In Quebec, il vostro paese di origine, qual’è la situazione riguardante la presa in carico delle persone “Asperger “ ?

ISABELLE HÉNAULT. – Da circa quarant’anni, la ricerca e la formazione di professionisti che entrano in contatto con queste persone DSA ( Disturbo spettro autistico), siano essi psichiatri, educatori o insegnanti… è sempre andata avanti, cosi’ come le strategie educative molto concrete. Noi, psicologi, collaboriamo alla formazione, gli psichiatri, come i professionisti, per riconoscere questa sindrome. E sempre di piu’ stiamo avanzando nel campo clinico: ricevo in psicoterapia o in consultazione adolescenti, coppie con almeno uno dei partner Asperger; accompagnamo anche i bambini nel loro percorso scolastico. La presa in carico cognitivo-comportamentale è stata possibile grazie al riconoscimento della sindrome di Asperger come un disturbo dello sviluppo e non come una psicopatologia associata alla salute mentale. Non si tratta quindi di internare queste persone o prescrivere farmaci, a meno che ovviamente non ne abbiamo bisogno, ad esempio in caso di depressione o altre condizioni correlate ai disturbi dello spettro autistico.

Quali sono le caratteristiche di queste persone ?

Nello spettro autistico, sono in una fascia estrema, quella dell’ “alto livello cognitivo “. Non hanno disabilità intellettive e molti di loro hanno abilità speciali, un modo originale di vedere il mondo. Abbiamo molti artisti e informatici qui e cerchiamo di trovare il potenziale di ognuno. Cio’ che li caratterizza è indubbiamente l’importanza che attribuiscono ai dettagli, il vocabolario elaborato e la loro difficoltà nella conversazione e nella gestione emotiva… Ma queste caratteristiche nono sono sufficienti per individuarli, come credono invece troppi psichiatri. Solo rigorosi questionari, consentono la valutazione e la diagnosi.

Cioè ?

Immaginiamo un paziente che si rivolge a uno psichiatra. E’ in grado di guardarlo negli occhi, e se, alla domanda “ voi preparate l’albero di Natale in famiglia ? “, risponde positivamente, lo psichiatra penserà “ non puo’ essere Asperger “, dimostra socievolezza. In realtà, se lui gli avesse domandato, “ Perchè e come organizzate un pranzo di Natale a casa vostra ? “ , avrebbe ottenuto come risposta che non lo fa con piacere,  ma imita gli altri perchè vede che tutti fanno cosi’. Questo tipo di comportamento è caratteristico delle persone Asperger: per funzionare nella nostra società, hanno bisogno di una sceneggiatura precisa. Le abilità sociali non sono spontanee. Apprendono per imitazione e decodificazione. Quindi sono essenziali test specifici per riconoscerli.

La cosa incredibile, è il numero di persone che vengono da lei per una consultazione e chiedono “ sono Asperger ? “. Come lo spiega ?

Negli adulti Asperger, forme leggere del disturbo sono molto comuni. Spesso queste persone hanno un congiunto, un lavoro e vivono “ camuffando “ i loro tratti. Ma al momento di una crisi della vita, durante una transizione in particolare, vacillano sotto il risorgere di alcuni tratti. Lo studente ventenne che si sta avviando verso una professione, o un Asperger appena divorziato che si fa cogliere dall’ansia o dalla depressione. Ricevo sempre piu’ spesso, donne, diagnosticate come bipolari o con disturbo della personalità che cercano delle risposte .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie

Fonte: lefigaro.fr

Autismo: la testimonianza di Guillaume, Asperger diagnosticato in ritardo

Dopo anni di difficoltà, Guillaume Alemany è stato diagnosticato Asperger a 27 anni. In un libro racconta il suo percorso pieno di insidie e la sua lotta contro questa particolare condizione. Da bambino modello a giovane depravato senzatetto in Australia…Guillame Alemany si è sempre sentito diverso. Feste, alcool, relazioni con prostitute. Ha affogato il suo malessere in viaggi frenetici. Poi quattro anni fa, a 27 anni, ha finalmente capito le ragioni del suo percorso di vita caotico: è stato diagnosticato, autistico Asperger.

“ Una forma di autismo senza disabilità intellettiva, che causa molti problemi nelle interazioni sociali. Pero’, ci sono spesso abilità fuori dal comune in certi ambiti “, spiega ai microfoni di RTL. “ I primi effetti, si manifestano durante l’infanzia ”, dice, mentre parla dei momenti difficili vissuti alla scuola materna.

A 31 anni, Guillaume Alemany studia storia a Brest. Ha pubblicato “ Le Avventure di Kawi, percorso di un giovane Asperger “ ( Harmattan Edizioni ), dove racconta come i suoi viaggi e la tentazione di partire all’avventura siano stati una sorta di auto-ricerca. “ Utilizzo spesso l’espressione ‘fuga in avanti’. Per il fatto di non essere integrato nella società, mi sono detto che non ero fatto per questo posto e le cose sarebbero andate meglio altrove “.

Terapia distruttiva

La sua carriera è improbabile: parte per l’Inghilterra per un’esperienza come giovane alla pari, ma le difficoltà di integrazione lo costringono a rientrare. Incontra una ragazza Tailandese su un sito internet e la raggiunge. La storia dura poco. Rimane in Tailandia, si fa degli amici e poi si perde: tra alcool e prostitute, conduce una vita frenetica.

“ Ho toccato il fondo. E’ stata una sorta di terapia, tra virgolette, che ho trovato per compensare i miei problemi. Ma cio’ mi ha portato dritto contro un muro “ ammette. I suoi viaggi e l’autismo, tuttavia gli consentono incontri con persone incredibili : “ Quando la gente ti rifiuta, possiamo facilmente attaccarci a qualcuno amichevole, che parla con noi e ci accetta “.

Dopo tante vicissitudini e la morte di un suo conoscente, Guillaume Alemany inizia a fare delle ricerche si Internet per capire cosa gli sta succedendo. Al Centro Ospedaliero Universitario di Brest finalmente danno un nome al suo disagio, sindrome di Asperger. “ Prova un senso di sollievo, finalmente so quello che ho e che non sono pazzo. Ma c’e’ anche un sentimento di ingiustizia verso gli altri. Avevo questo problema e sono stato messo da parte. E’ difficile da accettare “.

Le conseguenze sociali esacerbate del suo disturbo autistico, sono, secondo lui, principalmente dovute al “ ritardo della Francia “ sull’autismo. “ In altri paesi mi avrebbero diagnosticato prima. La situazione in Francia sta migliorando, ma c’e’ ancora tanto lavoro da fare “.

Tradotto e riadatto da Mondo Aspie

Fonte: rtl.fr

L’ intelligenza autistica

Ai giorni nostri, l’intelligenza autistica è ancora sottovalutata. Ritardo mentale e autismo sono ampiamente associati nella società in generale come se tutti e due coesistessero quasi simultaneamente.

Le prime conclusioni sulle misure dell’intelligenza autistica riportavano una proporzione del 75% costituita da autistici con deficit intellettivo (QI inferiore a 70). Oggi, ufficialmente, questa cifra è stimata intorno al 15%. Una cifra ufficiale che rimane superiore al tasso di disabilità intellettiva della popolazione generale che è circa il 3%.

Sebbene la proporzione degli autistici con diagnosi di ritardo mentale sia diminuita significativamente, la cifra sembrerebbe ancora sbagliata. Secondo le ricerche di Laurent Mottron , possiamo distinguere quattro profili autistici secondo il linguaggio:

  • Gli autistici denominati Asperger con un sovrasviluppo del linguaggio (10%)
  •  Gli autistici con un ritardo nello sviluppo del linguaggio (30-40%)
  • Gli autistici con uno sviluppo del linguaggio associato a disfasia, disprassia, aprassia, etc. (20%)
  •  Gli autistici non verbali (10%)

 

Il 15% restante sarebbe rappresentato da autistici sindromici il cui linguaggio è tardivo e semplificato. Questi “autistici “ hanno nella maggior parte dei casi, deficit intellettivi. La rilevanza di questa categoria nell’autismo è fortemente messa in discussione. A prima vista, queste persone hanno una sindrome di origine genetica o meno : X fragile, sclerosi tuberosa, sindrome di Rett, sindrome di Cowden, sindrome di Angelman, sindrome di Timotty, malattie rare. Queste sindromi possono portare a comportamenti osservabili simili all’autismo prototipico, ma in realtà, non hanno niente a che vedere con il funzionamento interno del pensiero autistico. Queste due categorie, si oppongono a piu’ criteri cosi’ tanto che non dovremmo piu’ riunirli sotto lo stesso termine: autismo. Tuttavia, autistici prototipici e autistici sindromici non sono attualmente differenziati al momento della diagnosi e questo genera un’ enorme confusione e incomprensioni.

Inoltre, misurare questa particolare intelligenza autistica risulta una grande sfida. Il cervello degli autistici funziona diversamente e il modo in cui vengono trattate le informazioni è unico. Gli strumenti per misurare l’intelligenza autistica spesso non sono adatti per questa distinta neurologia. I test di intelligenza standard non tengono conto dello sviluppo cognitivo, della comunicazione, della memoria, della percezione, dell’autismo atipico. Il sovrafunzionamento percettivo degli autistici è la base dell’intelligenza autistica. Il trattamento dell’informazione è completamente diverso da quello delle persone non autistiche. Possiamo notare questa elaborazione dell’informazione percettiva durante la giovane età, quando il bambino sviluppa degli interessi specifici.

Per misurare l’intelligenza degli autistici, bisognerebbe utilizzare test percettivi, come le matrici progressive di Raven, un test interamente logico che non richiede alcuna istruzione. A volte, è addirittura necessario adeguare i test di intelligenza, come dimostra Isabelle Soulières. Alcune persone autistiche non sono in grado di indicare una scelta per la risposta. Per questa ragione, la neuropsicologa ha adattato i test delle matrici progressive di Raven in modo da renderlo una specie di enigma. Le sue ricerche hanno dimostrato che, il 65% degli autistici che hanno fatto il test di Raven considerati come ritardati mentali hanno capacità di soluzioni dei problemi simili agli allievi non autistici di una classe regolare. In combinazione con i test percettivi, i risultati sono rafforzati.

Quando bambini autistici che si pensa abbiano un deficit intellettivo eseguono apprendimenti sorprendenti, spettacolari, definiamo questi eventi come “ prodezze inspiegabili “. Eppure, queste abilità isolate, all’apparenza, fanno parte della vera intelligenza che è stata sottoutilizzata e sottovalutata. Quando non siamo in grado di stabilire una comunicazione con il bambino autistico, è, in molti casi considerato come disabile intelletivo. Lo stesso quando un bambino autistico è considerato come “ severo “ ( precedentemente chiamato a basso funzionamento o pesante ). I cosidetti bambini “gravemente autistici “ hanno un reale potenziale intellettivo, anche se hanno ottenuto punteggi molto bassi sui test di intelligenza tradizionali.

E anche, non esiste alcuna correlazione tra lo sviluppo del linguaggio e l’intelligenza, ne esiste correlazione tra “ autismo severo “ e ritardo mentale. Non si dovrebbe mai rinunciare all’idea di far seguire un insegnamento accademico a un autistico etichettato con disabilità intellettiva, e andando oltre, è meglio presumere che il bambino sia intelligente, invece del contrario. Questa grande confusione nella comprensione dell’autismo in questo settore comporta notevoli difficoltà nello sfruttare il potenziale delle persone autistiche.

La disabilità intellettiva non è piu’ frequente nelle persone autistiche rispetto a quelle non autistiche. Le capacità intellettive degli autistici sono variabili e in proporzione molto simili, come nei non-autistici. L’autismo, la condizione neurologica, non influisce sulle facoltà intellettive.

Tradotto e riadattato da Mondo aspie

Fonti:

L’intervento precoce nei bambini autistici. Nuovi prinicipi per supportare un’altra intelligenza, Laurent Mottron ( Mardaga, 2016 )

asdi-org.ca , aqnp.ca, quebec.huffingtonpost.ca

Autismo e lavoro: 11 punti forza delle persone autistiche

Gli autistici hanno molto da offrire al mondo del lavoro, soprattutto grazie a qualità professionali come:

  1.  Il pensiero logico e l’analisi dei problemi
  2. La percezione dei dettagli e la precisione
  3. La concentrazione
  4. La sete di conoscenza unita a una memoria eccellente
  5. Affidabilità e lealtà
  6. Competenze e abilità tecniche specifiche
  7. Motivazione al lavoro
  8. Orientamento ai risultati e senso di responsabilità
  9. Rettitudine e onestà
  10. Perseveranza, anche nei lavori di routine
  11. Creatività

Tanti vantaggi

Molti autistici adulti sviluppano delle strategie per camuffare e compensare le difficoltà che incontrano “, spiega Herbert Roeyers, psicologo clinico dell’ Università de Gand .

Le persone che provengono da un ambiente esterno, difficilmente riescono a rilevare attraverso un comportamento, se hanno a che fare con una persona autistica. E’ solo in situazioni non di routine o complesse che diventa improvvisamente evidente che stanno avendo problemi a iniziare una conversazione con un cliente sconosciuto che li porta a cambiare improvvisamnete il loro modo di lavorare… “

Roeyers : ” Per avere un’idea migliore, è importante non definire l’autismo solo in termini di limiti e problemi. Sono cervelli che hanno un’altra organizzazione e un diverso funzionamento che porta molti vantaggi – che variano da un individuo all’altro – proprio come le persone neurotipiche. In altre parole, la generalizzazione è fuori questione perchè ogni persona con autismo è unica “.

“ Poichè gli autistici hanno dei modelli di attività e interessi limitati e ripetitivi, possono diventare molto forti in una materia e restare concentrati. Generalmente mostrano capacità di comprensione e una memoria eccezionale, si accorgono velocemente degli errori e hanno avanzate capacità d’analisi e di riflessione. Certo, hanno anche altre qualità come la lealtà, un approccio senza pregiudizi e creatività. Questo spiega la loro eccellenza in alcune materie scolastiche e in programmi di formazione, ma anche la capacità di svolgere meglio delle persone non autistiche determinati mestieri “.

10 utili consigli per la comunicazione

Gli autistici sono preziosi interlocutori, ma ci sono molte cose da tenere in considerazione. Spesso hanno difficoltà ad interpretare i segnali della comunicazione non verbale ( l’intonazione, cambiamento del livello della voce, espressioni facciali, gesti ) e interpretano le metafore nel senso letterale del termine.

Ecco 10 suggerimenti utili per comunicare con loro:

  1. Usate frasi brevi, dirette e non ambigue.
  2. Ripetete cio’ che dite se lo ritenete necessario, non verrà mai preso per una provocazione.
  3. Esprimete il vostro messaggio in maniera positiva, spiegando cosa succede e non cio’ che non sta accadendo.
  4. Mantenete un po’ di silenzio tra le vostre frasi e le vostre domande. Grazie a queste pause il vostro interlocutore puo’ elaborare meglio le informazioni.
  5. Siate piu’ espliciti possibili nelle indicazioni temporali: evitate il “ subito “. Preferite piuttosto “ tra 5 minuti “ .
  6. Supportate il vostro messaggio con l’informazione visiva.
  7. Allineate i messaggi verbali e non verbali, non devono contraddirsi.
  8. Optate per una discussione stimolante in modo che il vostro interlocutore possa concentrarsi.
  9. Evitate il contatto: le persone autistiche sono spesso troppo o poco sensibili agli stimoli sensoriali
  10. Dite quello che fate e fate quello che dite. Questo ovviamente vale per tutti.

Tradotto e riadatto da Mondo Aspie, fonte : www.jobat.be

David: “Porto a teatro l’Asperger e vi spiego cosa significa essere un Aspie”

La 4B è una classe difficile perché in 4B c’è Christian Manzi: un adolescente intelligente ma dal carattere irruento. In aula ogni giorno c’è uno scontro: Christian contro la bella della classe, Christian contro la ragazzina che si trucca continuamente, Christian contro il leader della scuola, Christian contro i professori, Christian contro se stesso, Christian contro tutti. Le cose però cambiano con l’arrivo del nuovo insegnante d’italiano, un giovane al suo primo incarico che, poco alla volta, attua delle strategie educative per trovare l’armonia tra gli alunni. Le difficoltà non mancano specialmente per Christian che, poco alla volta, dà un nome alla sua diversità: Christian è un Asperger.

E’ questa, in estrema sintesi, la trama di Christian tra la Ci e le Erre: il primo spettacolo in Italia dedicato alla sindrome di Asperger. Il regista, Antonio Tucci, ha ideato un dramma capace di coinvolgere il pubblico immergendolo completamente nel mondo di chi viene additato come “diverso”. Gli attori sono due: Matteo Schiazza, nella parte del professore alle prime armi ma con una grande sensibilità d’animo, e David Catoni formidabile nell’interpretare Christian tanto da aver vinto, quest’estate, il premio come miglior attore al Festival Nazionale “Il Giullare” di Trani. Una bella soddisfazione per David che nei panni di Christian c’è stato a lungo anche fuori dal palco: David è un “aspie” e oggi lo intervistiamo per conoscere la sua storia ed entrare, a passi lievi, nel suo mondo.

Che cos’è la sindrome di Asperger?

Tecnicamente è un disturbo della personalità che fa parte della famiglia dell’autismo. Nei fatti la sindrome di Asperger è un modo di essere: si ha difficoltà nel gestire le emozioni perché le si vivono in maniera amplificata rispetto a un neurotipico, ci mancano alcune nozioni sulle regole sociali e non sempre comprendiamo al meglio le espressioni facciali.

Lei è il presidente di un’associazione di volontariato, Aspiedavid Abruzzo, fondata nel 2012 insieme a sua madre: com’è nata l’idea della Onlus e cosa si prefigge?

L’Associazione nasce a seguito di un percorso personale molto doloroso: ero ghettizzato ed etichettato come gay e “strano”. Sono riuscito a dare un nume alla mia diversità quando avevo ormai diciannove anni: solo allora i medici mi hanno comunicato di essere un aspie. Una volta capito il mio “problema” ci tenevo a riottenere la mia dignità: a non essere più lo zimbello della città. Volevo inoltre che le persone conoscessero la mia sindrome. Ho pensato fosse il caso di sopperire a una carenza d’informazione relativa all’Asperger: occorre sensibilizzare la società sul tema. Aspiedavid però ha anche un altro obiettivo: aiutare le famiglie che, come è accaduto alla mia, si trovano di colpo a dover far i conti con qualcosa di cui, prima della diagnosi medica, ignoravano l’esistenza. Oggi, grazie a Aspiedavid Abruzzo, una famiglia con un figlio aspie può, venendoci a trovare, contare innanzitutto su qualcuno che, essendoci passato prima, sa come affrontare le quotidiane difficoltà e, in un secondo momento, insieme ci si impegna a individuare delle strategie. E’ importante infatti che a un aspie vengano dati degli obiettivi da raggiungere a breve termine. Un’altra cosa decisiva è attuare espedienti per abbattere la solitudine.

A proposito di solitudine, per anni è stata la sua acerrima nemica. Vuole raccontare qualcosa a riguardo?

Ho alle spalle una vita difficile. Sono stato o mi sono sempre sentito, il che equivale ad esserlo, rifiutato. Fino a poco tempo fa dicevo che la mia patologia non è la sindrome di Asperger ma la solitudine. Vedevo la solitudine come una montagna: ho provato con tutto me stesso ad abbatterla, le ho dato pugni e mi sono spaccato le mani, ho provato a tirarle dei calci e le mie gambe sono andate in frantumi, mi sono fatto a pezzi per cercare di fuggire dalla solitudine. Fino a ieri la mia vita era piena di solitudine e oramai mi ero arreso a questa realtà, poi è successo il miracolo: in occasione dello spettacolo “Christian tra la Ci e la Erre”, il primo spettacolo teatrale in Italia sull’Asperger che vede me interpretare i panni di Christian Manzi un giovane aspie incompreso dai compagni di classe, ho lanciato un appello disperato affinché non fossi lasciato solo. In quell’occasione avevamo messo in scena la rappresentazione all’aula magna del rettorato dell’Università di Chieti, il pubblico era in gran parte costituito da miei coetanei. Non era mai successo prima, eppure il mio urlo di solitudine ha toccato i cuori di molti: diversi ragazzi mi hanno cercato chiedendomi di uscire insieme. Non potevo crederci. Ora, appena posso, corro da loro e finalmente mi diverto. Mi hanno salvato.

Ha accennato a “Christian tra le Ci e la Erre”, lo spettacolo del regista Antonio Tucci dedicato proprio alla sindrome di Asperger. So che è stato un grande successo: nell’estate del 2016, al Festival Nazionale “Il Giullare” di Trani, ha vinto il premio del pubblico come migliore rappresentazione mentre lei, con la sua formidabile interpretazione, ha ottenuto il premio della critica come miglior attore. Cosa prova quando recita?

Sono concentrato. Voglio entrare in piena connessione con il pubblico: coinvolgere il più possibile lo spettatore. Quando recito, mi piace pensare: «Ecco! Facendo così vi faccio ridere, così arrabbiare».

 

“Christian tra le Ci e la Erre” è in assoluto il primo spettacolo in Italia che ha per tema la sindrome di Asperger. Che lei sappia il nostro Paese è molto indietro sul tema rispetto al resto del mondo?

Non ho esperienze a riguardo che abbia fatto in prima persona. Posso però dirti, perché alcuni miei conoscenti aspie me l’hanno riferito, che negli Stati Uniti sono molto più avanti riguardo le dinamiche legate alla diversità. Gli americani hanno una mentalità distante anni luce da quella italiana: guardano quello che fai non quello che sei o chi sei. Pensa che qui da noi per un ragazzo aspie prendere la patente è una vera impresa. Io me ne frego: aggiro l’ostacolo usando i mezzi pubblici, funzionano bene e sono anche molto convenienti.

So che sua madre Paola è una persona fondamentale nella sua vita: le è sempre stata accanto aiutandola nei periodi bui e supportando le sue scelte. Quanto è importante sapere di poter contare sul suo appoggio?

Mia madre è la persona che più amo e che più mi conosce. Sono molto fortunato da questo punto di vista, non posso che ringraziarla. Ora io e lei stiamo facendo un nuovo percorso: da quando ho degli amici lei ha deciso di “allentare il guinzaglio”. È una nuova fase del nostro rapporto: per il momento mi piace questa maggiore libertà, credo sia giusto così anche perché lo so che veglia sempre su di me. Ultimamente non sono mai a casa tant’è che anche Momo, il mio gatto, se n’è accorto: è offeso con me, pensa che l’abbia tradito. Ma gli passerà, povero Momo.

Secondo lei quali sono le difficoltà che potrebbe incontrare un normotipo che intenda frequentare un aspie?

La difficoltà più grande è abbattere un pregiudizio: quello legato alla diversità. Spesso quel che non si conosce viene percepito come un pericolo, una minaccia da cui difendersi. L’arma più comunemente utilizzata da chi si sente intimorito è quella di mantenere le distanze da ciò che lo spaventa. Io ho passato la mia vita sentendomi allontanato e ignorato. La diversità invece non è da temere ma anzi qualcosa da comprendere e accettare.

Fonte: felicitapubblica.it

La rivincita degli autistici

Autismo lavoroMichaël Châteauneuf è impiegato presso il ministero delle Finanze, è informatico, e gli hanno assegnato un compito da eseguire sul computer centrale, tempo stimato, un mese di lavoro.

Lo ha completato in una settimana. Si sono basati, per il calcolo, sul tempo che avrebbe impiegato una persona normale. Michaël non è “ normale “, è un autistico Asperger. Il suo cervello ha una capacità di concentrazione e analisi fuori dal comune, prende scorciatoie note solo a lui.

Gli abbiamo fatto fare un esercizio di programmazione per “ metterlo in pista “, doveva consegnare un algoritmo per prevedere le date future della Pasqua. “ Il suo modello funzionava al 100%, mentre quello del suo supervisore, a partire da una certa data, non era piu’ affidabile “.

Peccato, non avergli affidato il dossier salute informatizzata, che ha inghiottito oltre 2 miliardi in 25 anni.

Michaël ha 31 anni, sa di essere autistico da una decina , “ mia madre ha sospettato qualcosa mentre stavamo guardando il programma “ La rivincita dei Nerds “, nel 2006 . Parlavano di autismo, ed ha avuto una rivelazione. Mi ha detto: “ Sembri tu “ io gli ho risposto: “ bene, andiamo ! “ .

La diagnosi è arrivata due anni dopo a causa “ della lunga lista di attesa…” . Michaël è “ autistico ad alto funzionamento con intelligenza superiore “.

Uno dei denominatori comuni delle persone autistiche è quello di avere degli “ interessi specifici “, alle volte al limite dell’ossessione. Michaël ne ha almeno due, “ i dragoni e l’informatica “, ha avuto il suo primo colpo di fulmine con l’Atari ST. Ha seguito, alla scuola secondaria, il suo primo corso di programmazione.

Ha studiato multimedia al College Mérici, progettazione di videogiochi al Campus Ubisoft a Montreal , programmazione di videogiochi al Cégep Garneau e due anni di informatica presso il Cégep de Sainte-Foy.

E poi ? Niente. Nonostante i suoi diplomi, Michaël ha avuto tutto le miserie del mondo per trovare un lavoro, fino a quando non è arrivato al Ministero delle Finanze, prima nella sicurezza informatica, poi nello sviluppo. “ Amo fare le cose, quando me le spiegano chiaramente, siamo delle macchine per lavorare “.

Ma Michaël non avrebbe mai potuto lavorare, l’80% degli Asperger è disocuppato. Anche se hanno il diploma e le competenze, sono “ catastrofici “ durante i colloqui di lavoro. Manifestano dei tic e si “ fissano “ sui dettagli. E proprio perchè si fissano sui dettagli che sono migliori delle persone “ normali “.

Microsoft l’ha capito, la società recluta autistici perchè sono piu’ efficienti, rapidi e piu’ concentrati. Altre aziende nella Silicon Valley hanno seguito l’esempio.

Se i codici informatici non hanno segreti per Michaël, i codici sociali, a volte, sono simili al cinese.

Quando ero piccolo, nei lavori di squadra, spesso restavo da solo. Non sapevo come affrontare le persone e come interagire con loro “.

Ha fatto pratica, e adesso va meglio. “ La diagnosi mi ha aiutato a capire cosa non andava “. E allora mi sono detto: “ Se questi sono i miei problemi, intendo lavorarci sopra, e ho preso il comando della mia vita “.

Michaël non sarebbe riuscito ad arrivare dove è adesso senza aiuti durante il suo percorso. Prima i genitori, poi dei consiglieri e dirigenti scolastici. Anche un’ organizzazione, ÉquiTravail, che lo ha aiutato a trovare lavoro.

Per questa intervista Michaël aveva preparato la storia della sua carriera in due pagine, i suoi studi, i suoi fallimenti, i suoi successi. Il testo finiva cosi’: “Se dovessi dare un consiglio alle persone autistiche che cercano un lavoro, gli direi di non mollare mai e di cercare tutto l’aiuto che possono ottenere. Spetta ai datori di lavoro e alle aziende aprirsi alle persone autistiche e alle loro capacità per dargli la chance di realizzare la loro vita “.

Sogna il giorno in cui potrà leggere nelle offerte di lavoro: “ autismo, una risorsa “. 

Ti potrebbe anche interessare: Autismo: Gli autistici, nuovi nerds delle aziende svizzere

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: lapresse.ca

Giovane autistico inventa gioco da tavolo

autistico giocoUn autistico di 17 anni e suo padre hanno inventato un gioco da tavolo che lanceranno a Donnacona ( Quebec ) l’ 11 novembre.

Christopher Genois-Langlois e suo papà Jean Langlois hanno lavorato insieme per piu’ di due anni per mettere a punto un gioco multimodale indirizzato a giocatori dai sette anni in su.

Christopher è autistico ed ha crisi epilettiche, da qualche anno è scolarizzato a casa. Suo padre, che esegue piccoli lavori manuali, gli ha proposto di creare un gioco per aiutarlo nel suo sviluppo. Il signor Langlois ha disegnato un prototipo di tavolo da gioco e Christopher si è occupato del regolamento.  Hanno brevettato la loro invenzione e sveleranno il gioco al grande pubblico, sabato 11 novembre 2017 a Donnacona. Altre due presentazioni avranno luogo in Quebec  la settimana successiva.

Jean e Christopher hanno preso due piccioni, con una fava. Il padre ha realizzato il suo sogno di gioventu’ di inventare qualcosa e il progetto ha avuto un effetto molto positivo nello sviluppo dell’adolescente. Christopher ha messo molto impegno nel processo di creazione e di realizzazione del gioco e Jean vorrebbe aprire un’azienda per suo figlio.  I progettisti al momento hanno fabbricato 1000 giochi.

“Il percorso – Pacriautiste – ( “pa” sta per papà  e “cri”  per Christopher ) è un gioco facile. ” Ci sono quattro o cinque giochi in uno “, dice il signor Langlois. ” E’ composto da 108 carte che uniscono l’azzardo alla strategia. Per due a sei giocatori, i livelli di difficoltà variano secondo le carte e i regolamenti utilizzati “.

Un centinaio di giochi saranno messi in vendita il giorno del lancio a Donnacona e gli inventori che appoggiano la causa dell’autismo devolveranno 1$ per ogni articolo venduto all’organizzazione ” Spazio vita disturbi dello spettro autistico Quebec “. Serviranno per costruire case per autistici adulti, con la speranza che vengano realizzate presto. I bisogni e i servizi e gli alloggi diventano sempre piu’ importanti per i bambini che crescono e i loro genitori.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie.

Fonte: Courrierdeportneuf.com

Autismo: Chris Packham, ” l’Asperger ha fatto di me cio’ che sono “

Chris packham AspergerChris Packham, presentatore della Bbc, racconta quotidianità, manierismi e gli sforzi per non risultare “strano”

Chris Packman ha 56 anni ed è un conduttore televisivo della Bbc. Per 30 anni è comparso sullo schermo con i suoi programmi sulla natura e ne aveva 40 quando gli venne diagnosticata la sindrome d’Asperger. Nel corso della sua vita, e dell’esperienza lavorativa in particolare, Chris ha fatto di tutto per tenere nascosto quel dettaglio che definiva in ogni modo la sua esistenza. Per apparire “normale”, per non sembrare “strano”. Lo confessa lui stesso in un documentario, Chris Packham: Asperger’s And Me, che verrà trasmesso il 17 ottobre dalla Bbc.

Il programma, spiega la presentazione, vuole mostrare il suo mondo, cosa significhi davvero essere come lui, che ha scelto di vivere da solo in un bosco – “l’unico posto in cui mi sento normale” – con il suo migliore amico, il cane Scratchy.

Packham rivela come abbia combattuto per comunicare con gli esseri umani, preferendo la compagnia degli animali e scegliendo di vivere da solo in mezzo al bosco, cercando strategie e trucchi per riuscire a lavorare come presentatore televisivo: imparare a guardare negli occhi le persone, trattenersi dal fare commenti inadeguati e non professionali.

L’Asperger, tuttavia, gli ha permesso al tempo stesso di acquisire una conoscenza enciclopedica sul mondo naturale, concentrandosi su piante e animali ed escludendo tutto il resto.

“Ho trascorso 30 anni in tv facendo del mio meglio per apparire normale”, ha detto Packham, “A volte è stato immensamente difficile. Sospetto che molte persone mi trovino un po’ strano ed è una delle ragioni per cui ho scelto di vivere nei boschi. Non ho bisogno di quel contatto sociale, preferisco gli animali agli esseri umani. Gestire per 30 anni il mio autismo in tv ha richiesto sforzi enormi, ma mi rendo conto che non avrei potuto fare il mio lavoro senza l’Asperger. Ciò che faccio nei miei programmi mi è reso possibile dalle mie differenze neurologiche. Vedo le cose con maggiore chiarezza”

Fonte: huffingtonpost.it

 

Autismo: Gary Numan, ” devo il mio successo alla sindrome di Asperger “

Gary Anthony James Webb, noto come Gary Numan, è un cantante e musicista britannico. Diagnosticato autistico a 21 anni all’inizio della sua carriera,  ha ricevuto la diagnosi di sindrome di Asperger successivamente . È uno dei pionieri della musica new romantic, musica nata dalle sperimentazioni dei Kraftwerk e dei Neu!. Nel 1977 fonda il gruppo punk Tubeway ArmyEsordisce col singolo di successo Cars (numero 1 in Gran Bretagna, numero 9 negli Stati Uniti). Segue l’album The Pleasure Principle (numero 1 in Gran Bretagna, numero 16 negli Stati Uniti). Dall’album successivo, Telekon (suo ultimo numero 1 in Gran Bretagna), Numan decide di addolcire lo stile. Gary,  adesso ha 59 anni e continua la sua attività musicale,  è in uscita un nuovo album.

Dice che la sindrome di Asperger lo ha aiutato a lavorare e a concentrarsi sulla musica . Da piccolo ero un bambino solitario, la cosa che mi rendeva piu’ felice era giocare con razzi e aerei. Quando ho iniziato ad avere problemi a scuola avevo 15 anni e i miei genitori mi hanno mandato dallo psicologo che ha suggerito ” l’autismo “,  ma non è stato capito, mia mamma ha trovato questa cosa offensiva.  Mi hanno prescritto Valium e Nardil, e sono stato espulso da scuola.

Non vedo l’Asperger come una disabilità, e non l’ho mai considerato come un ostacolo al mio successo, lo vedo come un vantaggio. Ti permette anche di essere leggermente staccati emotivamente, e cio’ puo’ essere utile quando stai leggendo  recensioni negative.

Mia moglie Gemma mi capisce,  l’ho incontrata nel 92,  ha un fratello con  la sindrome di Asperger.  Ho tre figli meravigliosi. A volte ho difficoltà ad interagire con loro., forse perchè mia figlia maggiore Raven e il piu’ giovane Echo,  probabilmente  rientrano nello spettro autistico. Quindi, ci siamo messi in testa che ci sono alcune cose che non riusciamo a comprendere !

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie

Fonti:

Wikipedia

itv.com

theguardian

express.co.uk

” Non siete soli ” il messaggio di un Asperger vince il concorso della NASA

“Non siete soli”: Il messaggio di un autistico Asperger vince il concorso #MessageToVoyager organizzato dalla NASA.

La NASA ha svelato martedi’ il nome del vincitore del concorso, che consisteva nella scrittura di un testo di massimo 60 caratteri, che sarà trasmesso alla sonda Voyager 1.

Il messaggio scelto : ” Offriamo amicizia attraverso le stelle. Non siete soli “, è stato letto dall’attore canadese William Shatner, che ha interpretato il capitano James Kirk nella famosa serie Star Trek, dal laboratorio Jet Propulsion, il centro di controllo della missione in California.

Un giovane autistico selezionato tra 30.000 concorrenti

L’autore del messaggio  è Oliver Jenkins, alias @Asperger_Nerd su Twitter. Si descrive come “un ragazzo con la sindrome di Asperger, ambasciatore della Terra”. Il suo testo è stato scelto tramite voto popolare tra 30.000 proposte.

Il giovane ha detto che si sente “onorato” di essere stato scelto. Ha anche ringraziato la National Autistic Society su Twitter per l’aiuto che offre alle persone con autismo e le loro famiglie.

La NASA ha lanciato il concorso per commemorare il lancio delle due sonde gemelle di Cape Canaveral, Florida, nel 1977.

La sonda Voyager 1 si trova a circa 21 miliardi di chilometri dalla Terra. Lanciata 40 anni fa, è l’oggetto costruito dall’uomo più lontano nel cosmo. Voyager 2, che vola nella direzione opposta, si trova a circa 17 miliardi di chilometri.

Dischi d’oro contenenti messaggi per gli extraterrestri

Entrambe le sonde hanno osservato sia Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Le navicelle avanzano ad una velocità di 17 chilometri al secondo. All’interno contengono dischi d’oro con incisi messaggi: la parola Ciao in 55 lingue, canzoni e immagini che simboleggiano la civiltà umana e anche informazioni per individuare il nostro pianeta.

I generatori termoelettrici che alimentano le sonde dovrebbero esaurirsi entro un decennio. Ma  le sonde continueranno, in silenzio, a vagare nel cosmo eseguendo un giro completo della nostra galassia, la Via Lattea, ogni 225 milioni di anni, precisa la NASA.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: 20minutes.fr

La Top model Nina Marker annuncia su Instagram ” Sono autistica “

nina markerIn un recente post su Instagram la modella ha annunciato di avere la sindrome di Asperger

La ragazza ha pubblicato una sua immagine mentre fuma e indossa una maglietta sulla quale appare una simpatica ape. Accanto la didascalia: «Sono autistica».

Le coraggiose parole di Nina che sono state ribattezzate da «Madame Figaro» come «una dolce rivelazione», non sono passate inosservate né nel mondo della moda né tra i fan della 19enne che hanno salutato l’immagine con migliaia di like. Gli appassionati delle passerelle hanno guardato con ancora più ammirazione la scandinava che sfila in questi giorni a Parigi. A Milano è stata sulla passerella di Versace, Fendi e Missoni.

Intervistata da «Vogue America», la modella ha raccontato nei minimi dettagli la scoperta del disturbo pervasivo dello sviluppo e le difficoltà incontrate durante l’adolescenza, soprattutto a scuola dove c’era «un sistema inadatto ad affrontare il problema». Tuttavia la sindrome non le ha impedito di realizzare il suo sogno di diventare modella e di sconfiggere tutti i limiti imposti dall’autismo. Oggi Nina Marker si distingue come simbolo di speranza per tutti coloro che hanno il suo stesso disturbo: «Diventare consapevoli della sindrome di Asperger, può permetterci di avere successo e di goderci la vita — spiega la modella —. Prendetevi cura di voi stessi e del  vostro spirito».

Fonte: Corriere.it