Autismo e lavoro: Stephan, filosofo… e militante autistico

stephan filosofo aspergerMaggio 2014 – Stephan Blackburn ha esitato un po’ prima di accettare questa intervista. Un po’ ma non molto. Questo professore di filosofia ha insegnato per tutto l’inverno al Centro Universitario di Lac-Mégantic. Il suo mestiere lo appassiona, come anche i suoi contatti con gli studenti. Inoltre, ha tante altre passioni. Compresa quella di demistificare i pregiudizi sull’autismo. Un argomento che come Asperger conosce a fondo.

A oggi, la maggior parte degli studi mostrano che l’autismo ha un origine neurologica ed ereditaria. La letteratura disponibile sull’autismo descrive la sindrome di Asperger come il livello piu’ alto dello spettro autistico. In effetti, diciamo che gli Aspergers, o Aspies, sono piu’ funzionali socialmente e piu’ verbali  rispetto agli autistici detti tipici, al punto che molto di loro sono plusdotati nella lingua parlata. Se Stephan ha riflettuto prima di accordare questa intervista, è per timore di ostracismo. ” Dal momento in cui la gente sa del tuo essere autistico, il loro sguardo cambia… e attribuiscono questo o quel comportamento tra i tanti, all’autismo. Eppure sono la stessa persona. Si sono nervoso. Ma il mio attivismo per far cadere i miti che circondano l’autismo è piu’ forte. Perché abbiamo il diritto di essere differenti “. Stephan Blackburn dimostra che la sua “diversità ” non è riduttiva. Padre di due bambini autistici, è autore di due libri, ” Dio grazie ! ” Gli autistici sono qui ! , due saggi che affrontano l’autismo in maniera positiva. E la sua personalità non ha niente a che vedere con i criteri autistici definiti dagli esperti. Dimenticate il tono monocorde, l’assenza di empatia, il volto inespressivo, gli interessi ristretti e la comprensione limitata al primo grado. Stephan è esattamente l’opposto, come molti altri Aspergers.

Chi sono gli Aspergers ? ” Siamo un po’ eccentrici “. Come molti professori di filosofia ? La sua risposta è preceduta da una risata, come lui, ricorda stranamente Babbo Natale. ” Voglio dire che non siamo normali nel senso della norma “. E, no, il personaggio di Rain Main non è ispirato a un Asperger ma a Kim Peek, affetto da sindrome di savant. ” L’autismo è incompreso e a volte si ha l’impressione di essere un po’ dei fenomeni da baraccone che escono ogni tanto per mostrarsi alla gente… il mio modo di pensare è diverso perché non ho una funzione “multitasking” , per esempio, riuscire a mantenere cinque conversazioni per testo nello stesso tempo. Devo gestire una grande quantità di ansia rispetto alle altre persone. Se ci sono troppi elementi nello stesso momento, ad esempio un televisore acceso mentre qualcuno mi parla, mi devo sforzare  per fare “astrazione”, mentre è automatico per un neurotipico “.

Allo stesso tempo, possiamo dire che, l’autismo è plurale. ” Alcuni tratti che vengono definiti caratteristiche degli autistici sono veri per certe persone autistiche ma anche per i neurotipici ( i non autistici) . Inoltre, lui e altri adulti  Asperger sono molto attivi sul web e nei social network e  hanno pubblicato un video su Youtube:  ” Les autistes et les mythes “. Stephan ha numerose passioni che vanno dalla filosofia, alla macchina passando dal violino, ha insegnato a suonare questo strumento per diversi anni. Niente a che vedere con gli interessi specifici. ” Un bambino che non è stato stimolato nella potenzialità della sua intelligenza molto probabilmente si concentrerà su degli interessi particolari.  Si, un bambino autistico che allinea le macchinine esiste. Ma non  è il caso di un uomo di 40 o 50 anni. Diventiamo adulti, come tutti ! “.

Come autistici abbiamo anche delle qualità intrinseche, dice Stephan . ” Siamo buoni cittadini. Estremamente leali. Non possiamo vivere con una bugia sulla coscienza. E’ impossibile per noi dire una cosa e pensarne un’altra. Vorrei che le persone capissero fino a che punto l’autismo è diversificato. E che gli autistici non fanno pietà, ma possono essere aiutati ad essere felici  se li lasciamo essere cio’ che sono. Perché quello che importa nella vita, non è la perfomance o il conformismo; ma la felicità. Se un bambino  non danneggia il suo ambiente, lasciamolo essere cio’ che è, e soprattutto non ridiamo di lui “.

Questa sensibilizzazione a l’integrazione sociale delle persone autistiche si farà attraverso i numeri, crede Stephan Blackburn. ” Piu’ saremo numerosi ad affermarci come autistici, e piu’ faremo peso socialmente. Bisogna far capire alla società che anche se siamo speciali, l’autismo non è una malattia ” . E non bisogna prendere le difficoltà degli Aspies di entrare in contatto con gli altri come una fatalità. ” Ero un bambino chiuso in una recinzione. Giovane, già grande e grosso, ma avevo paura di difendermi dagli altri bambini e loro lo sapevano…andando verso gli altri, si impara; oggi ho molti buoni amici ”

Spesso dicono che gli autistici sono incapaci di comprendere concetti astratti. Eppure, Stephan Blackburn insegna filosofia e la sua passione per questa materia non ha eguali insieme alla motivazione che ha nel trasmettere le sue conoscenze. ” La filosofia da riferimenti. Un testo, è giusto un codice. Tu trovi il senso, tu rifletti, tu lo metti in pratica. Quando traduci agli studenti la storia della filosofia, gli fai creare una scala di valori, gli permetti di crossare, di sviluppare il loro senso critico e di essere meglio armati per affrontare le prove della vita. Se la filosofia riesce a cambiarli un po’ in meglio, crea un effetto farfalla”

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: echodefrontenac.com

Autismo lavoro: Gwenolé, ragioniere e… autistico

lavoro autisticoAprile 2014. Lavoro e autismo, è possibile ! Gwenolé Levenes, 32 anni e ragioniere nell’azienda Lessonia di Saint-Thonan, dal 2009.

La legge del 2005 sulla disabilità permette a numerosi giovani autistici di essere scolarizzati anche ad alti livelli. Questo è il caso di Gwenolé Levenes che nel 2002, all’età di 20 anni, ha ottenuto un BTS STT in gestione e contabilità. Munito di questo prezioso diploma, Gwenolé doveva affrontare una sfida del tutto diversa: passare attraverso le porte di una società. E per un autistico, questa sfida è ben lontana dall’essere vinta, perché solo l’1% delle persone autistiche oggi ha un impiego in ambiente ordinario.

Impiegato in una banca

Gwenolé Levenes ha iniziato la sua carriera professionale con un contratto di qualificazione di due anni in un’associazione che si occupa dell’integrazione delle persone con disabilità, a Lorient. ” Ero aiuto-contabile e mi occupavo della parte amministrativa. Ogni tanto seguivo dei corsi al Greta per ottenere un BTS in gestione delle PMI ” .

I due anni seguenti, Gwenolé passa al Crédit Agricole del Finistère dove effettua due sostituzioni, accompagnato dall’associazione An Treiz che l’aiuta nell’integrazione. ” Ho lavorato al servizio investimenti e titoli. Registravo le transazioni di acquisto sull’oro. Era molto ripetitivo. Poi ho lavorato al controllo e all’incasso degli assegni “.

Ragioniere a tempo pieno

Nel 2009, Gwenolé Levenes è a la ricerca di un nuovo lavoro. Contattati dall’associazione Esperanza, i dirigenti della società Lessonia accettano un colloquio per un posto di ragioniere. ” Abbiamo già lavorato con associazioni che si occupano di trovare lavoro alle persone in difficoltà. Ogni volta, spiega Brigitte Winckler, ci siamo fidati di loro. Gwenolé ha ottenuto il suo diploma perché ha delle capacità. Una persona dell’associazione An Treiz è intervenuta e il nostro responsabile amministrativo gli ha mostrato il lavoro che doveva eseguire. Abbiamo creato un calendario strutturato con l’impiego del tempo e gli abbiamo indicato le procedure come avremmo fatto con un tecnico. Ha imparato come le altre persone, con la sola differenza di ripetere le cose piu’ volte. E’ sempre di buon umore. E come tutti, commette degli errori. Si fida troppo della sua memoria ” .

Gwenolé oggi, è proprietario di una casa. E per recarsi sul luogo di lavoro, condivide un passaggio in macchina con un operaio. Ma cio’ a volte non è sempre possibile. La sua prossima sfida sarà prendere la patente di guida.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: letelegramme.fr

Plusdotazione: L’Italia non è un paese per i piccoli geni

italia pludotazione bambiniAprile 2014 – La scuola italiana non è preparata a gestire i bambini plusdotati. Nelle nostre classi non esistono percorsi speciali per i ragazzi con quoziente intelletivo superiore alla media. Il talento non è visto come valore. Al contrario di quanto accade nel resto d’Europa. E ogni anno le vittime dell’abbandono scolastico sono 50.000.

In Italia i bambini con Q.I. (quoziente intellettivo) elevato,125-160, abbandonano la scuola come i coetanei meno dotati. Il Q.I. medio della popolazione, per capirci, va da 85 a massimo 115. Per i plusdotati non esistono percorsi speciali, tutt’altro, parrebbe che dei geni non si sappia che farsene in Italia, mentre in altri paesi come Israele, Stati Uniti, Germania o Olanda sono risorse inestimabili per la collettività.

I “geni” non hanno un identikit da alunno modello, tutt’altro. Chi insegna il più delle volte non è preparato e non ha strumenti per individuare questi talenti.  “Scusi la sequenza dei colori dell’arcobaleno è sbagliata, si colora in base alla frequenza” dice Simone alla maestra che si riferisce alla frequenza del colore, ogni colore emette una certa frequenza, “Il problema è posto male, si risolve cosi..” Sono frasi che ha detto a scuola, ci dice la madre. Poco prima dei tre anni sapeva leggere, a quattro sa tutto di pianeti, sistema solare e costellazioni. Ma è svogliato e come di solito accade ai Plusdotati: non studiano e sono iperattivi, certo per loro è tutto facile, le lezioni ripetute allo strenuo non hanno senso, e si distraggono. Sono pessimi alunni. In alcuni casi (Matteo) gli viene diagnosticata l’ADHD, sindrome da deficit di attenzione e iperattività: da trattare con psicofarmaci. In realtà è “semplicemente” un genio in incognito, e solo grazie a genitori attenti si riescono ad evitare brutti scherzi, come l’uso di farmaci per sedare le “disobbedienze” del piccolo.

E’ comune credere che il bambino dotato se la cavi da sé, riesca a oltrepassare ogni ostacolo, in realtà non è cosi, lo sviluppo emotivo è pur sempre legato all’età e ricevere messaggi controversi può creare dei crolli di autostima e interrompere il percorso evolutivo.

Come conferma la Neuropsichiatra Annamaria Roncoroni ”al di là del “patrimonio genetico” dell’individuo, se l’ambiente non offre adeguate possibilità di crescita e di sviluppo, non è assolutamente detto che i bambini plusdotati sviluppino il loro potenziale” In Olanda da circa 20 anni si parla di plusdotazione, nei sussidiari sono già indicati con un asterisco quali sono gli esercizi rivolti a questi bambini: in questo modo è possibile mantenere vivo il loro interesse e contemporaneamente aumentare le loro competenze e non frustrare l’autostima.

Ci dovrebbero essere delle priorità nel sistema scolastico pubblico, e la Dott.ssa Roncoroni ne è ben consapevole: L’importanza di un’individuazione precoce, negli anni della scuola primaria, dove il bambino fa le sue prime esperienze e si struttura un’idea di “scuola” che poi si porterà dietro durante la crescita, è fondamentale”. Nel caso degli studenti plusdotati, che molto spesso incominciano la scuola con competenze ed abilità nettamente superiori ai compagni di classe, c’è il grosso rischio di far nascere malumore e, conseguentemente, demotivazione e disinteresse, che altro non sono che i sintomi del futuro drop-out (abbandono scolastico).

L’AISTAP è l’associazione Italiana per lo sviluppo del talento e della Plusdotazione, nasce il 1 giugno 2010 per colmare una voragine tutta italiana. Lo zoccolo duro è formato da un gruppo di psicologi e ricercatori che si occupano, da circa un decennio, di talento e di sviluppo del potenziale, dando centralità alle necessità di questi studenti che, secondo le stime internazionali, rappresentano il 3-5% della popolazione scolastica. In Italia non esiste un monitoraggio di questo genere, estrapolandolo e incrociando i dati dell’Istat e dell’early school leavers (ESL) del Miur (Ministero dell’Istruzione) si possono fare dei numeri, Anna Roncoroni ci da una bussola del fenomeno “ogni anno circa 700.000 studenti abbandonano la scuola e secondo i dati esteri, perché noi non possiamo fare questa classifica, possiamo dire che tra questi circa 50.000 (stando alle stime più prudenti) potrebbero essere gifted (Plusdotati)” Per ora il Miur non prevede corsi adeguati alle loro capacità cognitive superiori, e non sembra essere nell’aria una virata di rotta.

LE STORIE
Luca frequenta la terza media, cambia scuola praticamente ogni anno, la madre vive in balia di conflitti continui tra insegnanti e l’irrequieto e maldestro primogenito, “mio figlio non tocca penna, non fa niente, non studia”, allo strenuo i genitori portano Luca dalla neuropsichiatra. Da qui cambia tutto, ora è chiaro: QI 154, un genio dalle potenzialità interrotte. Siamo in tempo, forse, per recuperare il talento e l’autostima perduta. Sono piccoli concapacità cognitive superiori alla loro età, non hanno invece la sfera emotiva formata, come i coetanei, e quindi inciampano, non capiscono, si sentono lesi, diversi e marginali. A lui è andata bene, ma a Silvia è accaduto qualcosa di diverso, per errore le è stata diagnosticata l’ADHD, la sindrome da deficit di attenzione. Esistono dei farmaci per questa sindrome, ma la realtà è ben altra, Silvia è semplicemente plusdotata, QI 146. Errori, sviste, pesano come macigni nell’età evolutiva e compromettono la vita di qualcuno che avrebbe tanto da dare a chi gli sta intorno, alla famiglia, alla collettività.

La scuola pubblica non riesce a sensibilizzare gli insegnanti: non sono informati e non sanno riconoscere i bambini plusdotati. Così molti, troppi, interrompono frustrati gli studi. Carla ora ha 19 anni, studia per lavorare nel mondo della ristorazione, ricorda il periodo scolastico come un incubo di noia e torpore, mal di testa inventati in continuazione per uscire e cercare stimoli tra i corridoi della scuola. Alle elementari coglieva al volo tutto, faceva i compiti agli altri, e poi se ne stava da un parte, tutta immersa nel suo mondo. I ricordi sono pieni di frustrazione, ma piano piano l’autostima sta tornando, a 20 anni.

In Svizzera, a due passi da noi, nel cantone del Vaud esistono classi di arricchimento (“enrichissement”) nella scuola pubblica, una boccata d’aria per gli allievi plusdotati. Anche qui, va detto, ci sono delle difficoltà perché queste classi non esistono in tutte le scuole, i direttori hanno molta autonomia, gestiscono il loro budget secondo le loro priorità. Secondo Claudia Jankech (Specialista in Psicologia dell’infanzia e adolescenza di Losanna) “Gli APC (alto potenziale cognitivo) non sono quasi mai una priorità! questo è evidente”.

Font: Espresso.repubblica.it

 

 

Capire lo studente con Sindrome di Asperger: Orientamenti per gli insegnanti

faire ses devoirsI bambini diagnosticati con sindrome di Asperger (AS) rappresentano una sfida speciale nell’ambiente educativo. Tipicamente visti come eccentrici e particolari dai compagni di classe, le loro abilità sociali inette li rendono spesso vittime come capri espiatori. La goffaggine ed un interesse ossessivo in soggetti oscuri si sommano alla loro “presentazione bizzarra.” I bambini con AS difettano nella comprensione delle relazioni umane e delle regole di convenzione sociale; sono ingenui e mancano evidentemente di senso comune. A causa della loro inflessibilità e dell’inabilità ad affrontare i cambiamenti, questi individui sono facilmente stressati ed emotivamente vulnerabili. Allo stesso tempo, i bambini con AS (la maggioranza dei quali sono maschi) hanno spesso un’intelligenza nella media o sopra la media ed hanno capacità di memoria superiori. Il perseguimento dei loro singoli interessi può condurre più tardi a grandi conseguimenti nella vita. La sindrome di Asperger è considerata un disturbo nella parte più alta dello spettro autistico. Confrontando individui all’interno di questo spettro, Van Krevelen (citato da Wind, l99l) notò che il bambino con autismo a basso funzionamento “vive in un mondo suo proprio,” mentre il bambino con autismo ad alto funzionamento “vive nel nostro mondo ma nel proprio modo” (p.99). Naturalmente, non tutti i bambini con AS sono simili. Dal momento che ogni bambino con AS ha la propria personalità unica, “tipica” Così i sintomi si manifestano in modo specifico per ciascun individuo. Di conseguenza, non esiste una ricetta esatta per l’approccio in classe che possa essere fornita per ogni ragazzo con AS, come nessuno metodo istruttivo va bene per le necessità di tutti i bambini non afflitti da AS. Nel seguito sono descritte sette importanti caratteristiche della sindrome di Asperger, seguite da suggerimenti e strategie di classe per indirizzare questi sintomi. (Interventi in classe sono illustrati con esempi tratti dalle esperienze di insegnamento nella Scuola Ospedaliera per bambini e adolescenti del Centro Medico dell’Università del Michigan) Questi suggerimenti sono offerti solamente nel senso più ampio e dovrebbero essere adattati alle necessità individuali dello studente con AS.

Insistenza nella monotonia

I bambini con AS sono facilmente sopraffatti dal minimo cambiamento, sono estremamente sensibili a fattori di stress ambientale, e qualche volta prendono parte in rituali. Sono ansiosi e tendono a preoccuparsi ossessivamente quando non sanno cosa per aspettarsi; lo stress, la fatica e il sovraccarico sensorio alterano facilmente il loro equilibrio.

Suggerimenti

  • Offrire un ambiente prevedibile e sicuro;
  • Minimizzare le transizioni;
  • Offrire una routine quotidiana e costante: Il bambino con AS deve capire la routine di ogni giorno e deve sapere cosa aspettarsi per essere capace di concentrarsi sul compito da fare;
  • Evitare sorprese: Preparare il bambino completamente ed in anticipo ad attività speciali, orari alterati, o altri cambiamenti nella routine, anche se minimi;
  • Diminuire le paure dell’ignoto mostrando al bambino l’attività nuova, l’insegnante, la scuola, il campo e così via in anticipo, ed al più presto possibile, dopo che è stato informato del cambiamento prevenire preoccupazioni ossessive. (Per esempio, quando il bambino con AS deve cambiare scuole, dovrebbe incontrare il nuovo insegnante, dovrebbe girare nella scuola nuova e dovrebbe essere informato della sua routine in anticipo. I primi giorni potrebbero essere dati compiti della vecchia scuola così che la routine sia familiare al bambino nel nuovo ambiente. L’insegnante potrebbe scoprire le aree speciali di interesse del bambino ed avere libri di riferimento o attività disponibili sin dal primo giorno.)

 

Danneggiamento dell’Interazione Sociale

Il bambino con AS mostra un’inabilità nel capire le regole complesse dell’interazione sociale; è ingenuo; estremamente egocentrico; può non amare il contatto fisico; parlare ad altre persone invece che con voi; non capire gli scherzi, l’ironia o le metafore; avere tono monotono e innaturale di voce; usare in modo improprio lo sguardo e il linguaggio corporeo; essere insensibile e mancare di tatto; interpretare male le indicazioni sociali; non saper giudicare la “distanza sociale”; presentare scarsa abilità ad iniziare e sostenere la conversazione; avere un discorso ben sviluppato ma con comunicazione povera; è identificato come ” il piccolo professore” qualche volta perché lo stile oratorio è da adulto e saccente; ci si approfitta facilmente di lui (non percepisce che gli altri qualche volta scherzino o lo imbroglino); e di solito desidera far parte del mondo sociale.

Suggerimenti

  • Proteggere il bambino da prepotenze e prese in giro;
  • Nei gruppi di età più alta, quando l’inettitudine sociale è severa, tentare di istruire un coetaneo sui bambini con AS descrivendo i suoi problemi sociali come una vera incapacità. Lodare i compagni di classe quando lo trattano con compassione. Questo compito può prevenire il farlo diventare un capro espiatorio, promuovendo l’empatia e la tolleranza negli altri bambini;
  • Enfatizzare le abilità didattiche del bambino con AS creando situazioni di apprendimento di gruppo in cui le sue abilità di lettura, il vocabolario, la memoria e così via siano viste come un bene dai coetanei, favorendo con ciò l’accettazione;
  • La maggior parte di bambini con AS sente la mancanza di amici ma semplicemente non sa come interagire. Dovrebbero essere istruiti su come reagire ad indicazioni sociali e dovrebbero essere forniti repertori di risposte da usare nelle varie situazioni sociali. Insegnare cosa dire ai bambini e come dirlo. Modelli interazione bilaterale e giochi di ruolo. Il giudizio sociale di questi bambini migliora solamente dopo che gli sono state insegnate regole che gli altri scelgono intuitivamente. Un adulto con AS disse che aveva imparato a “scimmiottare il comportamento umano”. Un professore di università con AS disse che la sua ricerca per capire le interazioni umane gli diede “la sensazione di essere un antropologo su Marte” (Sacks, l993 p.112);
  • Anche se a loro manca la comprensione personale delle emozioni degli altri, i bambini con AS possono imparare il modo corretto di rispondere. Quando stanno insultando senza volere, indiscreti o insensibili, deve essere loro spiegato perché la risposta era impropria e che risposta si sarebbe dovuta dare. Gli individui con AS devono imparare intellettualmente le abilità sociali: a loro manca l’istinto sociale e l’intuizione;
  • Studenti più grandi con AS trarrebbero profitto da un “sistema” di amici. L’insegnante può istruire un compagno di classe, sensibile alle disabilità, sulla situazione del bambino con AS e farli sedere vicini. Il compagno di classe potrebbe stare in guardia per lui sull’autobus, durante interruzione negli atri e così via, e tentare di coinvolgerlo nelle attività scolastiche.
  • I bambini con AS tendono ad essere reclusi; così l’insegnante deve coinvolgerli con altri. Incoraggiare la socializzazione attiva e limitare il tempo speso nella ricerca isolata di interessi. L’aiutante dell’ insegnante, seduto alla tavola da pranzo, potrebbe attivamente incoraggiare il bambino con AS a partecipare per esempio alla conversazione dei suoi coetanei non solo sollecitando le sue opinioni e facendogli domande, ma anche sforzando sottilmente gli altri bambini a fare lo stesso.

    Serie ristretta di Interessi

    I bambini con AS hanno preoccupazioni eccentriche o fissazioni bizzarre e intense (raccolgono ossessivamente qualche volta cose insolite). Tendono a fare conferenze “implacabilmente” sulle loro aree di interesse; porre domande ripetitive su loro interessi; avere preoccupazione ad abbandonare le loro idee; seguire le proprie inclinazioni nonostante le richieste esterne e ,qualche volta, rifiutano di imparare qualsiasi cosa fuori dal loro limitato campo di interesse.

    Suggerimenti

    • Non permettere che il bambino con AS perseveri nel discutere o chiedere domande su interessi isolati. Limitare questo comportamento assegnando uno specifico tempo durante il giorno in cui il bambino può parlare di questo. Per esempio: Un bambino con AS era fissato sugli animali ed aveva domande innumerevoli sulla classe di una tartaruga domestica seppe che gli fu permesso di fare queste domande solamente durante l’intervallo. Questo faceva parte della sua routine quotidiana e imparò rapidamente a fermarsi quando iniziava a fare quel genere di domande durante gli altri momenti della giornata;
    • Usare il rinforzamento positivo, selettivamente diretto a plasmare un comportamento desiderato è la strategia critica per aiutare il bambino con AS (Dewey, 1991). Questi bambini rispondono ai complimenti (per es., nel caso di un’implacabile domanda, è probabile che l’insegnante lo lodi costantemente non appena lui fa una pausa e si congratuli con lui per permettere ad altri di parlare). Questi bambini dovrebbero essere lodati anche per il semplice, atteso comportamento sociale che è dato per concesso negli altri bambini;
    • Alcuni bambini con AS non vogliono fare i compiti fuori della loro area di interesse. Devono essere fissate aspettative per il completamento dei compiti. Deve essere posto molto chiaramente al bambino con AS che lui non è sotto controllo e che deve seguire delle specifiche regole. Allo stesso modo, comunque, andare incontro a metà strada al bambino dandogli opportunità per intraprendere i suoi interessi;
    • Per bambini particolarmente ricalcitranti, può essere necessario individualizzare inizialmente tutti i compiti sulla loro area di interesse (per es., se l’interesse sono i dinosauri, offrire frasi grammaticali, problemi matematici e compiti di lettura e sillabazione sui dinosauri). Gradualmente presentare poi gli altri temi nei compiti;
    • Agli studenti possono essere dati compiti che collegano il loro interesse all’essere soggetto di studio. Per esempio, durante un’unità di studi sociale su uno specifico paese a un bambino ossessionato dai treni potrebbe sarebbe assegnato di indagare i mezzi di trasporto usati dalle persone di quel paese;
    • Usare le fissazioni del bambino per ampliare il suo repertorio di interessi. Per esempio, durante un’attività sulle foreste pluviali, lo studente con AS che era ossessionato dagli animali fu condotto non solo a studiare gli animali della foresta pluviale ma a studiare anche la foresta stessa, essendo questa la casa degli animali. Fu motivato poi ad imparare sulle persone del luogo che erano state costrette ad abbattere l’habitat della foresta degli animali per sopravvivere.

      Scarsa concentrazione

      I bambini con AS sono spesso fuori tempo, distratti da stimoli interni; sono molto disorganizzati; hanno difficoltà a focalizzare le attività svolte in classe (spesso non è che l’attenzione sia scarsa ma, piuttosto, che la focalizzazione sia “bizzarra”; l’individuo con AS non può dedurre quello che è attinente [Happe, 1991], così l’attenzione si concentra su stimoli irrilevanti); tende a ritirarsi in mondi interni e complessi in una maniera molto più intensa del tipico sognare ad occhi aperti e ha difficoltà ad imparare in una situazione di gruppo.

      Suggerimenti

      • Un monte di regole deve essere offerto se il bambino con AS deve essere produttivo in classe. I compiti dovrebbero essere suddivisi in piccole unità, e dovrebbero essere offerti ritorni e indirizzamenti frequenti dall’insegnante;
      • Bambini con severi problemi di concentrazione traggono profitto da sessioni di lavoro a tempo. Questo li aiuta ad organizzarsi. Il compito che non è completato all’interno del limite di tempo (o che è fatto spensieratamente) deve essere fatto durante il tempo libero del bambino (per es., durante l’intervallo o durante il tempo utilizzato per i suoi interessi speciali). I bambini con AS possono essere qualche volta caparbi; hanno bisogno di aspettative fisse e di un programma strutturato che insegnano loro che l’aderenza alle regole conduce ad un rafforzamento positivo (questo tipo di programma motiva il bambino con AS ad essere produttivo, migliorando così l’amor proprio e abbassando i livelli di stress perché il bambino si vede competente);
      • Nel caso di studenti con AS che frequentano le classi normali, la scarsa concentrazione, la lentezza e la forte disorganizzazione possono rendere necessario diminuire il suo carico di compiti e/o offrire maggior tempo in una stanza dove un insegnante di sostegno può offrire l’aiuto supplementare di cui il bambino ha bisogno per completare i compiti (alcuni bambini con AS sono così incapaci di concentrarsi che caricano stress indebito sui genitori dai quali si aspettano che passino ore ogni sera per fare i compiti col loro bambino);
      • Far sedere il bambino con AS di fronte alla classe e porre domande frequenti dirette a lui aiutarlo a far attenzione alla lezione;
      • Sostenere il bambino con segnali non verbali (per es., una gentile carezza sulla spalla) quando non se lo aspetta;
      • Se è usato un sistema di amici, far sedere l’amico del bambino vicino a lui, così l’amico può ricordare al bambino con AS di riprendere il compito o ascoltare la lezione;
      • L’insegnante attivamente deve incoraggiare il bambino con AS ad uscire dai suoi pensieri interni e dalle fantasie retrostanti     e rifocalizzare sul mondo reale. Questa è una battaglia continua, poiché il conforto di quel mondo interno ha molte più attrattive di qualsiasi cosa nella vita reale. Per bambini piccoli, anche il gioco libero ha bisogno di essere strutturato, perché possono immergersi da soli in fantasie immaginarie ritualizzate che perdono il senso della realtà. Incoraggiando un bambino con AS a giocare un gioco da tavolo non da solo ma con uno o altri due, sotto stretta sorveglianza, non solo struttura il gioco ma offre l’opportunità di praticare le abilità sociali.

Scarsa coordinazione motoria

I bambini con AS sono fisicamente goffi e maldestri; hanno portamenti rigidi, andatura goffa; non hanno successo nei giochi che comportano abilità motorie; carenze di esperienza fine-motoria possono provocare problemi di calligrafia, lentezza e colpire la loro abilità nel disegnare.

Suggerimenti

  • Assegnare al bambino con AS un programma di istruzione fisica ed adattabile se i problemi grosso motori sono severi;
  • Coinvolgere il bambino con AS in attività di istruzione fisica per la salute/forma fisica, piuttosto che in un programma sportivo e competitivo;
  • Non spingere il bambino a partecipare a sport competitivi, se la sua scarsa coordinazione motoria può comportare solamente frustrazione e prese in giro da parte dei membri della squadra. Al bambino con AS manca la comprensione sociale di coordinare le proprie azioni con quelle degli altri di una squadra;
  • Il bambino con AS può richiedere un programma di corsi estremamente individualizzato che comporti disegno e copia su carta, accoppiato modelli motori disegnati sulla lavagna. L’insegnante guidi ripetutamente la mano del bambino nella formazione di lettere e nei collegamenti delle lettere ed utilizzi una scrittura verbale. Una volta che il bambino ha imparato la scrittura a memoria, può camminare da solo indipendentemente dalla disposizione della lettera;
  • I bambini con AS più piccoli beneficiano di righe tracciate su carta che li aiutano a controllare la dimensione e l’uniformità delle lettere che scrivono. Questo li costringe anche a prendere tempo per scrivere attentamente;
  • Quando sono assegnati compiti a tempo, assicurarsi che sia preso in considerazione la maggiore lentezza di scrittura del bambino;
  • Individui con AS possono avere bisogno di più tempo dei loro coetanei per completare gli esami (dare gli esami in una stanza a parte non solo offre maggior tempo ma devono essere offerte anche strutture aggiuntive e insegnante di supporto a quei bambini che hanno bisogno di concentrarsi sul compito da fare).

    Difficoltà didattiche

    I bambini con AS di solito hanno una intelligenza media o superiore alla media (specialmente nella sfera verbale) ma sono carenti nel pensiero ad alto livello alto e nelle abilità di comprensione. Tendono ad essere molto letterali: Le loro immagini sono concrete, e l’astrazione è povera. Il loro stile oratorio saccente e il vocabolario impressionante danno la falsa impressione che capiscano quello di cui stanno parlando, quando in realtà loro stanno ripetendo a pappagallo soltanto quello che hanno sentito o hanno letto. Il bambino con AS frequentemente ha una memoria eccellente, ma è meccanico di natura; ovvero, il bambino può rispondere come un video che gira in sequenze di scatti. Le capacità di risolvere i problemi sono scarse.

    Suggerimenti

    • Fornire un programma didattico estremamente individualizzato progettato per ottenere successi costanti. Il bambino con AS necessita di grande motivazione per non seguire i propri impulsi. L’erudizione deve essere ricompensata e non deve provocare ansia;
    • Non presumere che bambini con AS capiscano qualche cosa solo perché ripetono a pappagallo quello che hanno sentito;
    • Offrire chiarimenti aggiuntivi e tentare di semplificare quando i concetti della lezione sono astratti;
    • Capitalizzare sulla memoria insolita di questi individui: Trattenere informazioni che riguardano i fatti è frequentemente il loro punto forte;
    • Sfumature emotive, livelli multipli di significati e relazioni pubbliche, così come presentati nella narrativa spesso non saranno capiti;
    • I compiti scritti per individui con AS sono spesso noiosi, vagano da un soggetto all’altro, e contengono connotazioni di parole non corrette. Questi bambini frequentemente non conoscono la differenza tra la conoscenza generale e le idee personali e perciò presumono che l’insegnante capisca le loro espressioni qualche volta astruse;
    • I bambini con AS spesso hanno abilità di lettura eccellenti, ma la comprensione della lingua è debole. Non presumere che loro capiscano quello che leggono così correntemente;
    • Il lavoro didattico può essere di qualità povera perché il bambino con AS non è motivato ad esercitare uno sforzo nelle aree che non sono per lui interessanti. Ferme aspettative devono essere poste per la qualità del lavoro prodotto. Il lavoro eseguito in determinati tempi non solo deve essere completo ma deve essere fatto attentamente. Il bambino con AS dovrebbe aspettarsi di dover correggere compiti malamente eseguiti durante l’intervallo o nei momenti in cui di solito persegue i suoi interessi.

Vulnerabilità emotiva

I bambini con Sindrome di Asperger hanno l’intelligenza per competere nell’istruzione regolare ma non hanno spesso le risorse emotive per affrontare le richieste della classe. Questi bambini sono facilmente stressati per la loro inflessibilità. L’autostima è bassa, e sono spesso molto autocritici ed incapaci di tollerare errori. Gli individui con AS, specialmente gli adolescenti, possono essere presi da depressione (è stata documentata una alta percentuale di depressione negli adulti con AS). Reazioni di rabbia/scoppi di ira sono comuni in risposta a stress/frustrazione. I bambini con AS raramente sembrano rilassati e sono sopraffatti facilmente quando le cose non sono indicate così rigide come per loro dovrebbero essere. Interagendo con le persone ed affrontando le richieste ordinarie della vita di ogni giorno fanno uno sforzo erculeo e continuo.

Suggerimenti

  • Prevenire gli scoppi offrendo un alto livello di coerenza. Preparare questi bambini ai cambiamenti nella routine quotidiana, abbassare stress (vedasi sezione ” Resistenza ai cambiamenti”). I bambini con AS frequentemente diventano terribili, adirati e sconvolti di fronte a cambiamenti forzati o inaspettati;
  • Insegnare ai bambini come affrontare lo stress quando li sommerge o come prevenire scoppi d’ira. Aiutare il bambino a scrivere un elenco di passi molto concreti che possono essere seguiti quando sono sconvolti (per es., 1-respira profondamente tre volte; 2-conta lentamente sulle dita della mano tre volte; 3-chiedi di vedere l’insegnante di istruzione speciale, ecc.). Includere nella lista un rituale di comportamento mediante i quali il bambino trova conforto. Scrivere questi passi su una scheda messa nella tasca del bambino così che sia sempre prontamente disponibile;
  • La finzione riflessa nella voce dell’insegnante dovrebbe essere mantenuta minima. Essere calmo, prevedibile, e prosaico nell’interazione col bambino con AS, mentre chiaramente si indica compassione e pazienza. Hans Asperger (1991), lo psichiatra dal quale prende il nome questa sindrome, osservava che “l’insegnante che non capisce che è necessario insegnare ai bambini [con AS] cose apparentemente ovvie si sentirà impaziente ed irritato” (p.57). Non aspettare che sia il bambino con AS ad ammettere che è triste / depresso. Nello stesso modo in cui non possono percepire i sentimenti di altri, questi bambini non possono conoscere i propri sentimenti. Spesso coprono la loro depressione e ne negano i sintomi;
  • Gli insegnanti devono essere vigili ai cambi di comportamento che possono indicare depressione, come anche a maggiori livelli di disorganizzazione, disattenzione ed isolamento; diminuzione della soglia di stress; fatica cronica; pianto; commenti suicidi; e così via. Non accettare la risposta del bambino, in questi casi,che è ” OK”
  • Riportare i sintomi al terapeuta del bambino o segnalare la salute mentale così che il bambino possa essere valutato per una possibile depressione e ricevere trattamenti se necessario. Poiché questi bambini non sono spesso capaci di stimare le proprie emozioni e non possono cercare conforto in altri, è critico che la depressione sia diagnosticata rapidamente;
  • Essere consapevoli che gli adolescenti con AS sono specialmente soggetti a depressione. Le abilità sociali sono estremamente valutate nell’adolescenza e lo studente con AS comprende che è diverso e ha difficoltà nel formare relazioni normali. Il lavoro didattico diviene spesso più astratto, e l’adolescente con AS trova i compiti più difficili e complessi. In un caso, gli insegnanti notarono, che un adolescente con AS non stava piangendo più sui compiti di matematica e perciò credettero che li stesse affrontando meglio. In realtà, la conseguente diminuzione di organizzazione di produttività in matematica era dovuta al suo scappare ulteriormente nel suo mondo interno per evitare la matematica, e non stava affatto affrontandola bene così;
  • È critico che gli adolescenti con AS inseriti nella scuola normale abbiano una persona ben identificata con la quale possano rapportarsi almeno una volta quotidianamente. Questa persona può stimare come stiano andando le cose incontrandosi con lui quotidianamente e raggruppando le osservazioni degli altri insegnanti;
  • I bambini con AS devono ricevere assistenza didattica non appena sono notate difficoltà in una particolare area. Questi bambini sono sopraffatti rapidamente e reagiscono molto più severamente ai fallimenti di quanto facciano gli altri bambini;
  • Un bambino con AS che è emotivamente molto fragile può avere bisogno di una classe di istruzione speciale ed estremamente strutturata che possa offrire un programma accademico ed individualizzato. Questi bambini richiedono un ambiente culturale nel quale loro si vedono come competenti e produttivi. Di conseguenza, tenerli nella scuola normale, dove non possono capire concetti o compiti completi, serve solamente ad abbassare la loro autostima, aumentare il loro ritrarsi, e mettersi in palcoscenico per un disturbo deprimente. (In alcune situazioni può essere assegnato al bambino con AS personale aiutante piuttosto che disporre un’istruzione speciale. L’aiutante offre appoggio affettivo, struttura e reazione costante.)

I bambini con la sindrome di Asperger sono sopraffatti così facilmente da fattori di stress ambientale, e hanno danneggiamenti così profondi nell’abilità di formare relazioni interpersonali che danno l’impressione di avere “una fragile vulnerabilità ed una puerilità patetica” (Wind, 1981, p. 117). Everard (1976) scrisse che quando questi giovani sono confrontati con coetanei non disabili, “si è immediatamente consapevoli di come loro siano diversi e dello sforzo enorme che devono fare per vivere in un mondo dove nessuna concessione è fatta e dove ci si aspetta che loro si adattino” (p.2). Gli insegnanti possono avere un ruolo vitale nell’aiutare il bambino con AS ad imparare a negoziare con il mondo attorno a lui. Perché il bambino con AS frequentemente non è capace di esprimere le sue paure e le ansie, è significativo per l’adulto renderlo meritevole di lasciare la propria fantasia interna e sicura per vivere le incertezze del mondo esterno. Professionisti che lavorano con questi ragazzi nelle scuole devono offrire le regole, l’organizzazione, e la stabilità che a loro manca. Le strategie di insegnamento creative che si usano con individui che patiscono la sindrome di Asperger sono critiche, non solo facilitare il successo didattico, ma anche aiutarli a sentirsi meno alienato dagli altri esseri umani e meno sommersi dalle richieste all’ordine del giorno della vita quotidiana.

Karen Williams, Università dl Michigan

Fonte: xoomer.virgilio.it

Mondo Aspie: Corse e maratone per sensibilizzare sull’autismo

IO CORRO PER L’AUTISMO E LA SINDROME DI ASPERGER

Corriere Romagna, 3 Aprile 2014

articolo giornale mondo aspie 3 aprile 2014

La giornata mondiale dell’autismo di Mondo Aspie, 2 Aprile 2014

2 aprile 2014 Giornata mondiale dell'autismo 0082 Aprile 2014, Giornata Mondiale dell’autismo.

Evento organizzato a Forlimpopoli (FC)

Un ringraziamento speciale alle persone che ci hanno invitato e all’Associazione

BUCANEVE X AUTISMO

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2 aprile 2014 Giornata mondiale dell'autismo 012

 

 

 

 

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Autismo: Studente Asperger inserito nella piu’ importante organizzazione accademica degli Stati Uniti

studente asperger premiatoMarzo 2014. Studente delle Bahamas con la sindrome di Asperger inserito nella US National Honor Society. E’ il genere di opportunità che fino a 10 anni fa sembrava irraggiungibile. Uno studente con difficoltà di apprendimento ed esigenze specifiche è stato ammesso nella piu’ importante organizzazione accademica nelle scuole superiori degli Stati Uniti, la National Honor Society in Florida. Un’ occasione che gli sarà utile  per tutta la vita e gli aprirà le porte per l’università e il mondo del lavoro. Cole Carey , figlio di Mario e Venita Carey di Nassau, frequenta la Scuola Vanguard a Lake Wales in Florida. Nel febbraio scorso, è stato premiato insieme ad un altro ragazzo per il duro lavoro svolto, dal preside Dr. Cathy Wooley -Brown che ha dichiarato: ” Siamo molto orgogliosi di questi due allievi “. Per Mario Carey che è anche presidente dell’ autism support, education and advocacy organization R.E.A.C.H, vedere Cole sul palco è stata un’emozione travolgente.” Cole è maturato tanto nelle classi piccole, strutturate in modo speciale  e impostate sull’attenzione individuale.  Anche se dotato di un’ intelligenza innata, era impossibile per lui interagire socialmente in modo accettabile. I bambini autistici, indipendentemente dallo spettro, hanno i sensi estremamente amplificati, come l’udito o la vista e questo puo’ causare loro dei sovraccarichi sensoriali “.

La scuola Vanguard, accoglie studenti con difficoltà di apprendimento lievi e moderate. Inaugurata nel 1966, era un piccolo edificio che accoglieva sei alunni. Oggi la scuola, che dispone di biblioteca, caffetteria, palestra, teatro, centro multimediale ,conta 150 studenti, e si sviluppa su 76 ettari.

L’espansione dell’istituto Vanguard rispecchia l’aumento dei casi di autismo che nelle Bahamas e di 1 ogni 15 bambini nati.

Tradotto e riadatto da Mondo Aspie, fonte bahamaislandsinfo.com

Autismo Stati Uniti: 1 bambino su 68 è autistico

autismo statistiche 2014 3Secondo l’ultima stima resa pubblica giovedi’ 27 marzo 2014 dalle autorità sanitarie, un bambino su 68 è autistico negli Stati Uniti. Una cifra che è aumentata del 30% rispetto al rapporto del 2012. Due anni fa, 1 bambino su 88 soffriva di disturbi dello spettro autistico, ricorda il rapporto dei Centri Federali del controllo e della prevenzione delle malattie (CDC). La stima presentata giovedi’  è di 14,7 bambini di 8 affetti da questa sindrome per 1000 bambini, precisano i Centri Federali.

CINQUE VOLTE PIU’ FREQUENTE NEI MASCHI

La distribuzione geografica del numero di bambini autistici è irregolare, e va da 1 bambino su 175 in Alabama (sud), a 1 su 45 nel New Jersey (nord-est). Queste cifre continuano a mostrare che l’autismo è quasi cinque volte piu’ frequente nei maschi rispetto alle femmine, con 1 maschio su 42, contro 1 femmina su 189. Ci sono anche piu’ bambini bianchi autistici rispetto a bambini di colore e ispanici, cita il rapporto dei CDC. Le capacità intellettive variano molto tra i bambini, e vanno da gravi deficit intellettivi a un’intelligenza media o al di sopra. Lo studio mostra che la proporzione di bambini autistici con un QI molto elevato è aumentata.

LA DIAGNOSI PRECOCE FA LA DIFFERENZA

Quasi il 50% dei giovani autistici ha un quoziente intellettivo medio (85) o al di sopra. 10 anni fa erano solo il 30% . Il rapporto rivela che la maggior parte dei bambini autistici sono diagnosticati  dopo i 4 anni, nonostante questa sindrome puo’ essere già individuata dai 2 anni di età. “Dobbiamo fare di piu’ per diagnosticare questi bambini prima “, sottolinea la Dott.ssa Coleen Boyle, direttrice del centro nazionale dei difetti della nascita e degli handicap dello sviluppo dei CDC. ” La diagnosi precoce dell’autismo è lo strumento piu’ efficace di cui disponiamo attualmente e puo’ fare la differenza nella vita di questi bambini ”

Tradotto da Mondo Aspie, fonte lemonde.fr

Autismo: Luc, autistico Asperger, lavoratore e padre di famiglia

asperger lavoro famigliaMarzo 2014 – Luc Filopon, recentemente diagnosticato autistico Asperger ha accettato di raccontare il suo percorso e le conseguenze della sindrome sulla sua esistenza e sugli incontri che possono cambiare una vita. Testimoniano la sua datrice di lavoro e sua figlia. Immersione in una terra sconosciuta ! L’annuncio della diagnosi è di appena 15 giorni. A 47 anni, Luc Filopon, carrozziere, ha scoperto di essere un autistico Asperger ad alto funzionamento. E’ una piccola rivoluzione  che inizia. ” Non sono piu’ una briciola, uno scarto, un rifiuto, un invisibile ma AA+, autistico Asperger come dicono gli specialisti”. E spera di potersi riconoscere presto in questa nuova identità. Il primo contatto, ha luogo sul posto di lavoro di Luc, al garage Renault de la Vallée, nel comune di Domène. La sua datrice di lavoro, Isabelle Quero, mi propone di incontrarlo nel suo spazio, ” il settore di Luc “.  “Qui, è lui che mette a posto tutto, e sa dove sono le cose (…) Noi non abbiamo il diritto di toccare niente. Nemmeno mio marito  osa ! “. Camminiamo tra le auto, in mezzo all’odore dei solventi, arriviamo nel suo ufficio. Luc, che indossa una tuta grigia, si alza. Isabelle me lo presenta e molto educatamente, mi saluta. Di origini antillesi, snello, viso allungato, i capelli corti, l’uomo ha lo sguardo dritto dietro i suoi occhiali. Disteso, sorride e scherza con la sua principale. Mi mostra la foto della sua ex moglie e dei suoi figli, Anaïs, Romain e Maëlle, attaccata al muro. Un legame è stabilito. Possiamo intrattenerci con lui. Molto rapidamente, si confida. “Se avessi saputo del mio autismo trent’anni fa, penso che sarebbe stato peggio. Non sarei mai riuscito a trovare un lavoro”. Aggiunge in tono secco : ” E mi avrebbero gettato come un rifiuto nel recinto della psichiatria”.

” Non avevo coscienza della mia diversità “

Da piccolo in Martinica, Luc amava frequentare le librerie, a scuola, restava da solo nel suo angolo. ” Ho avuto un amico durante l’adolescenza, abbiamo condiviso la bici da corsa “. In genere, si ricorda, “non  provavo niente, quando qualcuno della mia famiglia moriva “. E quando suo padre picchiava sua madre o lui stesso era maltrattato, provava poche emozioni. Mi fissa  con uno sguardo franco, e prosegue : ” sai, quando vivi la lenza, non ti piace nessuno “. I suoi genitori gli avevano proibito di parlare il creolo, e lui rispettava scrupolosamente questa regola. Al liceo, è soprannominato il Francese. Dopo qualche anno, è dichiarato disabile per via di una sordità parziale che gli impedisce di sentire negli acuti. Pertanto, nessuno si sorprenderà del suo comportamento e non cercherà ulteriormente. La sua singolarità, come i passaggi depressivi cronici, verrà interpretata come una conseguenza diretta della sua disabilità. Da parte sua, spiega che non aveva coscienza della sua diversità. ” Facevo le cose in maniera differente perché non volevo essere come gli altri ma non sapevo che fosse problematica, una difficoltà che mi avrebbe causato dei problemi nella società e nel mondo del lavoro  “.

” Sono fiera di mio padre “

In seguito alla separazione dalla sua ex moglie, fine 2000, Luc fa mettere i suoi figli presso delle famiglie affidatarie, a causa della ” grave depressione della loro madre “. Qualche anno dopo la sua ex moglie morirà. Nel 2011, tenta di riacquisire la custodia dei figli che verrà rifiutata. ” Non è stato capito dai servizi sociali e dalla giustizia ” , dice Isabelle Quero che lo conosce bene. ” All’epoca non aveva una diagnosi di autismo. L’hanno sopposto ad una perizia giudiziaria. Risultato: gli hanno attribuito dei disturbi della personalità (…) . Penso che si è impegnato troppo, voleva rispondere bene alle domande. E questo alla fine non è servito a niente. Luc, è molto emotivo e mette la sua maschera quando la situazione diventa difficile. per conoscere qualcuno come lui, ci vuole del tempo. E le amministrazioni non hanno tempo. E forse, sono anche troppo rigide nei confronti delle persone che non rientrano negli standard “. Diventata maggiorenne, Anais la figlia piu’ grande di Luc, ha scelto di tornare a vivere con lui.” Sono molto orgogliosa di mio padre, nonostante il suo carattere particolare. E’ vero che ci ricorda sempre le regole ma ha una grande intelligenza (…) Con mio padre posso parlare di qualsiasi cosa, oggi non è piu’ depresso, e rido con lui di tutto e di niente. Gli dico spesso che è la mia piccola mamma (…). Mi ha aiutato molto sapere chemio padre ha la sindrome di Asperger. Capisco meglio i suoi comportamenti. E questa è una forma di riconoscimento della sua grande intelligenza “.

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” Mi hanno tenuto con un salario minimo per  oltre 20 anni “

A 18 anni, con due attestati di formazione in – preparazione e verniciatura in carrozzeria –  Luc entra nel mondo del lavoro attraverso un tirocinio. ” Il mio percorso professionale è stato caratterizzato da incomprensioni dovute al mio modo di essere “. Assunto con un salario minimo per oltre vent’anni, precisa che all’epoca i suoi colleghi di lavoro tutti i giorni lo prendevano in giro, lo criticavano e lo insultavano. Senza contare gli insulti razzisti e le violenze fisiche che ha subito. ” Ho informato l’ispettorato del lavoro e la Polizia ma non hanno fatto molto “. La sua datrice di lavoro attuale si è fatta un’idea. ” Penso che sia stato assunto in  base alle  quote di disabilità imposte alle aziende. E poi l’hanno lasciato vegetare nelle posizioni di lavoro piu’ basse ( …) Ha anche subito, da quello che so, dei maltrattamenti, perché era sordo, perché non era bianco e perché aveva delle difficoltà legate alla sua disabilità. E conosciamo l’impatto che cio’ puo’ avere in certi ambienti ” .

” Si è presentato come un po’ lento “

Tutto è cambiato il giorno in cui la Camera del lavoro e dell’artigianato ha proposto la candidatura di Luc al garage della Vallée, Isabelle Quero, precisa che il suo CV corrispondeva al loro livello di aspettativa. ” Abbiamo chiesto solo qualche informazione in piu’ sulla sua sordità. E lui stesso si è presentato come un po’ lento. Quanto a noi, non abbiamo capito molto sulla sua lentezza, e gli abbiamo proposto di fare una prova ” spiega. Informato sulla sfida che avrebbe affrontato, cioè lavorare in completa autonomia, ha superato tutte le difficoltà. ” oggi, è un verniciatore carrozziere eccellente “, assicura Isabelle Quero. Certamente, Luc è differente. ” Per molto tempo ci ha chiamato Signor Serge e Signora Isabelle. Nel montaggio sa di essere lento e a volte si blocca su certi aspetti per il bene della perfezione. Si focalizza molto sui dettagli. Non ama fare pause e detesta le vacanze “. ” Le sue particolarità ci hanno obbligato ad aprire la mente.  A volte, ha bisogno di un decodificatore per capire la gente. E noi, e per noi serve un doppio decodificatore in rapporto al suo autismo e alla sua sordità “, precisa sorridente. ” Per noi, Luc è un impiegato come gli altri e i suoi colleghi di lavoro sono al corrente della sua condizione “.

” Luc è atipico, e anche noi a modo nostro “

Isabelle ricorda la frase di un consigliere dell’Associazione per gli adulti e giovani disabili, un mese dopo l’integrazione di Luc nella loro impresa : ” Ma cosa gli avete fatto per renderlo cosi’ sorridente ? “. ” Dico sempre che ci siamo trovati. Luc è atipico come carrozziere e noi siamo un po’ atipici in questo mestiere “. Lei era destinata all’insegnamento. E suo marito era un meccanico d’aviazione.  ” Luc, doveva trovare persone come noi e noi una persona come lui (…) Per esempio, tempo fa ci siamo trovati in difficoltà finanziarie, Luc è venuto da noi e ci ha proposto di abbassarsi lo stipendio per sei mesi “. ” Fin dall’inizio, ho sospettato che fosse autistico “, dice Isabelle Quero. E quando Luc, mi ha confidato che il suo psichiatra gli aveva consigliato di sottoporsi ai test per la diagnosi della sindrome di Asperger, l’ho incoraggiato.  ” Da quindici giorni ha la diagnosi, e credo che il fatto di avere un nome per la sua diversità lo aiuterà a capire le cose, anche se non potrà risolvere tutto “. Isabelle precisa che Luc ha una cultura notevole, legge molto e visita i musei.

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” La società deve ascoltare gli invisibili “

E’ nell’ottobre 2012 che Luc ha una rivelazione. Assiste ad una conferenza dal titolo ” Se lasciassimo parlare gli autistici “. Ascolta una testimonianza simile alla sua storia. E scoppia in lacrime. Questo sarà l’inizio del suo percorso diagnostico. Secondo Luc, le persone disabili e le persone normali sono separate da un muro. ” Apparteniamo tutti alla stessa specie e dobbiamo prenderci del tempo per capire e comprendere. Entrare nel mondo della disabilità è un percorso che necessità di piu’ umiltà “.

 Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte placegrenet.fr
 
 

Autismo: Intervista a Pauline, 21 anni, studente e Asperger

ragazza asperger intervistaMi chiamo Pauline, ho 21 anni, sono una studente e frequento l’Erasmus. Ho un compagno, ma sono poliamorosa. Ho la sindrome di Asperger e sono stata diagnosticata a 14 anni da uno psicologo.

Come hai capito che eri diversa dagli altri ?

Mi ricordo l’estate di quando avevo 6 anni (…) Mi sentivo molto diversa e ho iniziato a soffrire. All’epoca mi fecero fare dei test per il QI (164 ) e mi dissero che ero differente per via della mia intelligenza. Ma c’erano altri ragazzini talentuosi intorno a me, e io mi sentivo diversa anche da loro. Per molto tempo ho avuto l’impressione di essere sola al mondo, ed è stato difficile. Anche adesso, sapere che non c’e’ nessuno come me mi causa dei problemi ( per esempio sono daltonica, sinesteta… ). Per esistere, ho bisogno di sentirmi simile alla gente.

Come hanno fatto i tuoi genitori ad aiutarti ?

Mia mamma, che chiamo Mom, ha sempre percepito la mia diversità. Ha imparato a gestire le mie crisi. Si è trovata in difficoltà a causa del lungo e tormentato divorzio da mio padre (…) Alla fine, siamo molto legate, è piacevole e rassicurante. Se alle 3 del mattino, non mi sento bene, lei sa che si tratta di somatizzazione è non è niente di grave. Posso chiamarla e contare su di lei. Mio padre non sa che sono Asperger, o forse vagamente (…)

Pensi che se avessi saputo prima la tua condizione di autistica sarebbe stato piu’ facile ?

Avrei voluto che avessero preso in considerato il mio modo di imparare differente. (…) Avrei voluto che la mia famiglia, soprattutto i nonni, fossero al corrente della mia condizione. Questo mi avrebbe evitato tutte le punizioni che ho preso sulla base del ” finiscila di fare del cinema “, quando piangevo per via del panico. Probabilmente avrei sofferto di meno e subito meno punizioni ingiuste. Tutte le situazioni ingiuste mi rendono violenta e il mio malessere puo’ durare anche alcuni giorni in cui non sono in grado di uscire dal letto.

Nella tua vita quotidiana l’autismo è un problema ?

Nel quotidiano, è un problema si. (…)  Mi integro poco, attualmente sono all’Erasmus e sono cosi’ sola. Gli altri escono, bevono e fanno shopping. Io mangio e sto nella stanza, è un po’ triste. In caso contrario, ho delle crisi di panico, angoscia, di nervi che devo gestire. Sapere di non poter uscire quando la probabilità di avere una crisi è alta, è terribile, ma detesto quando mi accade cio’ in pubblico. Cercare di non picchiare durante una crisi legata alla frustrazione, e tentare di distruggere meno cose possibili…” no, non posso farlo, è troppo duro per me” . Mi vergogno a volte di non riuscire ad entrare da sola dentro un edificio che non conosco… E poi, mi sento come una sorta di batteria. Piu’ vedo esseri umani durante la giornata, piu’ mi stanco in fretta  e devo dormire. Dormire 15 ore di fila non è compatibile con i miei studi. Questa è una difficoltà che devo cercare di superare.

E infine, rimpiangi di essere autistica ?

Per niente. Quando vedo la gente “normale”, ho pietà di loro. E’ condiscendente e pretenzioso, ma francamente invidio poco la loro vita. Vivono spesso seguendo delle regole che io sono costretta ad adattare a me. Vivendo a modo mio ho scoperto cose super-appaganti. Non so se questo è chiaro, ma ho l’impressione di essere piu’ libera.

Se dovessi aiutare un autistico oggi, cosa gli consiglieresti ?

Di non cercare di vivere come le persone “normali”, è duro, difficile ed estenuante. Se ci riesci va bene, ma se questo ti rende infelice, allora per favore cerca di adattare il mondo alle tue esigenze. Esistono delle strategie che ti faranno avanzare meglio.(…)

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: fonte, estratti da  www.lepetitprinceadit.com

Autismo: Temple Grandin, la star degli autistici

temple grandin autismoMarzo 2014  – A 67 anni, questa autistica laureata in scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali è nella lista delle 100 persone piu’ influenti del mondo. Ritratto di un genio.

Conoscete Temple Grandin, una donna di una certa età dall’aria mascolina e costantemente vestita da cow-boy? E’ l’icona degli autistici negli Stati Uniti, dove è considerata un’eroina. Va detto che il sogno degli Americani consiste nel pensare che tutti possono avere successo, e quindi potevano solo entusiasmarsi per la sua storia.

Nata nel 1947, Temple Grandin viene diagnosticata autistica all’età di 2 anni. La mamma non si arrende all’idea di metterla in un istituto specializzato all’epoca molto arcaico, per cui le impone un insegnamento quotidiano a casa molto impegnativo. Questo permette a Temple di iniziare a parlare all’ età di 4 anni e di studiare nelle rare scuole tradizionali che l’accettano, e anche di scoprire eccellenti insegnanti e le prese in giro dei suoi compagni turbati dalla sua incapacità a socializzare.

Ma la sua avventura inizia nel 1960, quando, adolescente passa l’estate in Arizona nel ranch di sua zia. E lei, Asperger che pensa in immagini capace di imparare un testo a memoria dopo un solo colpo d’occhio, e in grado di osservare i cavalli e le mandrie di mucche utilizzando la sua memoria fotografica  e analizzando tutte le luci e le forme geometriche intorno, si scopre vicino agli animali. Riesce a sentire la loro paura causata dai rumori forti e dalle luci intense. Cosi’, quando vede una gabbia di metallo usata dai cow-boy per immobilizzare le mucche e vaccinarle, nota che sembra calmarle e la prova su se stessa riscontrando un miglioramento immediato dei suoi livelli d’ansia derivanti dalla compressione del suo corpo nella macchina. Questa scoperta la spingerà a inventare e a fabbricare la sua propria macchina che verrà battezzata con il nome di Squeeze Machine o macchina degli abbracci che viene utilizzata in alcuni centri per autistici.

Ambasciatrice degli autistici

Ma non si ferma qui. Temple Grandin, negli anni 70 scopre l’universo dei macelli. E lei che ” pensa come una mucca”, per riprendere il titolo di un documentario che le è stato consacrato, è inorridita dall’aberrazione del loro funzionamento, che non tiene conto delle sensazioni delle bestie, come la paura della luce, dei pavimenti scivolosi e la propensione naturale delle mandrie a muoversi in circolo.

” Non è perché la natura è crudele che l’uomo deve esserlo. Se è ben progettata, preferisco morire in macello piuttosto che farmi divorare da un leone “, dice.  E cosi’, inizia ad elaborare un piano per rendere la macellazione delle bestie meno dolorosa. Questo metodo innovativo all’inizio provocherà sconcerto negli allevatori, prima di convincerli drasticamente al punto tale che negli Stati Uniti attualmente piu’ della metà del bestiame viene abbattuto secondo i suoi precetti.

E non è tutto. E’ bastato a Temple Grandin intervenire durate un dibattito tra specialisti dell’autismo dove assisteva come spettatrice nel 1980 per diventare ambasciatrice degli autistici, perché è stata la prima persona autistica che ha cercato di far capire l’autismo dall’interno: ” Le persone normali si suppone che abbiano empatia, ma invece non ne hanno molta nei confronti di un bambino autistico che ha una crisi di nervi a una partita di baseball o dentro un bar perché soffre di sovrastimolazione sensoriale”.

Possiamo misurare il suo successo nei confronti delle avversità se aggiungiamo che Temple Grandin è una docente dell’università del Colorado, attivista, consulente per l’industria animale, autrice di numerosi best-sellers e risulta nella lista delle 100 persone piu’ influenti del mondo pubblicata dal Times nel 2010.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Lepoint.fr

Autismo: Un giovane autistico alla conquista della Pixar ( Video )

autismo pixar lavoro ragazzoMarzo 2014. Raphaël Duplessis ha 15 anni ed è nato con un disturbo pervasivo dello sviluppo. E’ autistico, ma questo non gli ha impedito di compiere grandi cose. Il suo prossimo progetto è  passare un mese al campus dell’Università di San Diego in California per realizzare il suo ultimo sogno, lavorare per la Pixar. Per concretizzare cio’, sta seguendo un programma intensivo di inglese organizzato dall’AFS Intercultura. ” Ho scoperto dell’esistenza di questo corso durante una visita programmata dalla scuola a una fiera del lavoro. Ho detto ai miei genitori che mi sarebbe piaciuto partecipare, all’inizio hanno detto di no, ma poi li ho convinti “, racconta  Raphaël.

“Nell’universo di Raphaël, tutto è Pixar. E’ il suo obbiettivo, come aveva già annunciato all’età di sette anni è di lavorare per questa casa cinematografica. Tutte le decisioni prese successivamente sono sempre andate in questa direzione. Il programma AFS è una prova per vedere se Raphaël è in grado di fare un salto di qualità “, dice il padre Pierre Duplessis.

Raphaël  sarà il primo adolescente autistico in America del Nord a partecipare al programma. ” Ho scritto una lettera all’AFS per spiegare cosa avevamo fatto fino ad oggi. E mi hanno risposto: ” Ok , vi aspettiamo “, dice con entusiasmo.

Nonostante la sua giovane età e la sua diversità, Raphaël ha già affrontato piu’ sfide rispetto ai ragazzi normali. ” Ho vissuto un periodo difficile una sola volta. Mi sentivo speciale e mi sono chiesto perché sono nato cosi.  I miei genitori mi hanno messo davanti a due scelte: o piangere tutta la vita per la mia disabilità oppure alzarmi in piedi e diventare un esempio. Ho scelto di diventare un modello”, spiega Raphaël.

” Tutto il suo futuro è tracciato, è uno studente eccellente a scuola, vuole avere successo. Sa cio’ che vuole ed è molto maturo per la sua età ” , dice il padre con tono orgoglioso.

Raphaël ha vinto la borsa Accroche-cœur della Fondazioone Jean-Michel Anctil, e in piu’ canta per l’ Opération Enfant Soleil e alla Place des Arts insieme a Nicola Ciccone.

L’universo Pixar

Nella stanza di questo quindicenne  ci sono figurine dei film d’animazione dappertutto. Pixar ha realizzato diversi film come Monstres Inc. e Les Bagnoles, ma il suo preferito è Toy Story. Un giorno Raphaël ha spedito una lettera alla Pixar dove accennava al suo desiderio di poter lavorare li. La Pixar  gli ha risposto inviandogli le immagini dei suoi film preferiti autografati dal regista John Lasseter, e questo lo ha motivato ancora di piu’.

Un video toccante

Per partecipare al programma AFS Intercultura servivano 7200 dollari. Con l’aiuto di suo padre professore d’arte, Raphaël ha deciso di mettere  un video su You Tube per presentarsi dal titolo ” Insieme cambieremo un destino”. In pochi giorni ha raccolto piu’ della metà dei soldi necessari. ” Non potevamo immaginare cosi’ tanta solidarietà, lo abbiamo fatto per mostrare il dinamismo di  Raphaël, e credo che questo abbia colpito le persone ” dice Pierre Duplessis.

Tutti i giorni Raphaël Duplessis  mette in pratica il motto di Buzz Lightyear , il suo personaggio preferito Pixar ” verso l’infinito e oltre !

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte hebdosregionaux.ca