Autismo: 5 cose da sapere su Daniel Tammet, genio Asperger

daniel-tammet-aspergerA 37 anni, l’ Asperger Daniel Tammet, autore britannico, ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo Mishenka ( edizioni Les Arènes ). Mosca, negli anni 60 è il luogo dove si svolge la storia nell’ambiente degli scacchi. Un giovane prodigio di 23 anni detronizzerà il campione del mondo di scacchi. Daniel Tammet, probabilmente non avrà avuto nessuna difficoltà ad immedesimarsi nel personaggio, perchè  è lui stesso un prodigio. Un ” genio vivente ” , definito dagli esperti ” l’uomo computer “. Daniel Tammet è un autistico detto ” savant “, ha la sindrome di Asperger ( una forma di autismo lieve ) e ha il dono della sinestesia.

Non vede i numeri come noi

Per Daniel Tammet, i numeri non sono solo cifre. Lui, li associa a dei colori, delle forme, delle emozioni e a delle personalità. ” Il 2,  è come il vento che spinge, che soffia. 3, è rotondo e verde. 4, è a punta. 6, è nero e piccolo; non mi piace tanto questo numero, divento triste quando ci penso “, dice. E’ questo che rende il mondo di Tammet totalmente differente dal nostro. ” Essere a New York in mezzo a grattacieli immensi,  è molto intimidatorio per me, ho l’impressione di trovarmi circondato da numeri 9 ” spiega.

Per lui, il Pi greco è una storia

Se i numeri esprimono una storia, il Pi greco possiede senza dubbio la piu’ emozionante. Poichè è l’unica che prosegue all’infinito. ” Mi affascina. Nessun pezzo di carta, anche se è grande come l’universo, puo’ contenerla “, ammette Daniel Tammet che grazie al Pi greco è diventato famoso.  Il 14 marzo 2004 a Oxford, il savant ha recitato per 5 ore, 9 minuti e 24 secondi piu’ di 22.500 decimali del Pi greco che aveva imparato nei tre mesi precedenti. Non ha commesso nessun errore, una prodezza che ha lasciato a bocca aperta gli scienziati.

Conosce il giorno della settimana in cui sei nato 

Daniel Tammet è capace di calcolare all’istante operazioni del tipo 4895 x 9671. E in piu’, il britannico è in grado di scoprire nel giro di qualche secondo il giorno della settimana corrispondente a qualsiasi data di nascita (si, si, proprio cosi’ !).

Parla dodici lingue 

Ma Daniel Tammet è tanto abile con i numeri quanto con le parole. Parla correntemente 12 lingue: il tedesco, l’inglese, lo spagnolo, l’esperanto, l’estone, il finlandese, il francese, il gallese, l’islandese, il lituano, l’olandese e il rumeno. Ma questo per il ” calcolatore-umano ” non è sufficiente, nel 2006 ha inventato una sua lingua : Il Manti, che si ispira alla grammatica e al vocabolario finlandese.

Ha imparato a parlare islandese in 7 giorni 

Daniel Tammet , ha imparato l’islandese in sette giorni. Ha accettato la sfida di un canale televisivo. L’obbiettivo ? Essere in grado di rispondere a un’intervista in islandese sette giorni dopo aver iniziato ad imparare la lingua. Una prova incredibile che il genio ha superato brillantemente.

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Daniel Tammet e la Sindrome di Asperger

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Grazia.fr

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Autismo: Julien, giovane autistico promettente fumettista

julien-fumettiJulien, 17 anni frequenta il liceo professionale Gaston-Barré a Niort ( Nuova Aquitania ).

Si, è diverso dagli altri.

Si, si dondola avanti e indietro, come un funambolo alla ricerca di equilibrio.

 

 

Si, è autistico, ma non è solo quello.

La sua vita non è solo questo.

julien-auclairCon pochi tratti di matita, raggiunge regolarmente un mondo di cui conosce gli angoli piu’ reconditi. Un mondo popolato da animali in cui un coniglio e un cane, Robin e Tom, sono gli eroi, che prendono vita attraverso i suoi disegni. Un lavoro promettente, già notato durante il Festival Internazionale del fumetto d’Angouléme.

Julien, ha trovato attraverso i fumetti che crea con talento un’altra maniera di esprimersi.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Courrierdelouest.fr

Autismo: Scopre di essere autistica a 40 anni

nicola-clarkNicola Clark ha 40 anni, un marito e due figlie: autistiche. Lei stessa ha appena ricevuto una diagnosi di autismo. Ed è stata una sorta di liberazione, come scrive in un lungo articolo sul Guardian, la fine di un tabù, il riconoscimento di una condizione sottovalutata e non riconosciuta per decenni.

Quello di Nicola non è un caso isolato. Come dimostra una ricerca del 2012 condotta dalla National Autistic Society britannica su 8000 individui tra pazienti autistici e loro familiari, le ragazze e le donne in generale hanno una maggiore probabilità di ricevere una diagnosi sbagliata (il 41% delle femmine aveva avuto una diagnosi iniziale relativa a un’altra condizione, rispetto al 30 per cento dei maschi). E soprattutto, una volta riconosciuta la malattia, le donne e le ragazze hanno un accesso ridotto ai servizi di supporto. In caso di sindrome di Asperger, continua Nicola, solo l’8 per cento delle ragazze riceve una diagnosi corretta prima dei sei anni, rispetto al 25 per cento dei ragazzi, e molte giovani donne restano senza diagnosi fino a trent’anni di età.

Per questo la National Autistic Society ha lanciato una campagna per promuovere la conoscenza del disturbo nella classe medica, che troppo a lungo ha sottovalutato l’autismo nel sesso femminile. Dal canto suo, dopo aver convissuto per anni con una sindrome non riconosciuta, Nicola ha chiamato a raccolta – a partire dall’hashtag #SheCantBeAutistic – le migliaia di altre donne autistiche che hanno dovuto aspettare anni per ricevere una diagnosi corretta. Le donne – scrive Clark – sono educate a un modello comportamentale definito, e per questo i tratti distintivi dell’autismo sono soppressi o nascosti in profondità, e più difficili da riconoscere. L’autismo è visto come un disturbo prevalentemente maschile, perché i sintomi su cui si basa la diagnosi sono stati prevalentemente osservati sulla popolazione maschile. In realtà, come ricorda ancora Clark, quello che chiamiamo autismo non è un’unica malattia dalla sintomatologia definita, bensì un ampio spettro di disturbi, che non conosce differenze di età, condizione economica, geografia o genere. E sarebbe ora, conclude Nicola, che i medici cominciassero a guardarlo con altri occhi e altri parametri.

Fonte: Dblog.repubblica.it

Super Pépette, la blogger Asperger che osa parlare di autismo

julie-dachez-aspergerDei video positivi, mai pesanti e spesso illuminanti. Questo è il lavoro di Julie, 31 anni, alias Super Pépette, su Youtube. Donna con la sindrome di Asperger, la blogger informa sui disturbi dello spettro autistico. Consapevolezza 2.0.

Come molti, Julie Dachez, ha lanciato il suo canale Youtube. Il tema che affronta nei suoi video, si differenzia un po’. Con il soprannome di Super Pépette, preso in prestito per il web, Julie parla di autismo. Un argomento che conosce bene, dal momento che all’età di 27 anni ( molto tardi ) le è stata diagnosticata la sindrome di Asperger.

Abbattere i pregiudizi

” Buongiorno a tutti, sono Super Pépette, l’autistica che non solo parla, ma ha anche tante cose da dirvi ” . Davanti alla webcam, Julie ci mette buon umore e umorismo. ” Tutti autistici ? ” , ” Autismo : tentativo di definizione “, ” Una diagnosi, per fare che ? “, ” Idee sbagliate e pregiudizi “, o ancora “l’autismo al femminile “…

Questi i temi trattati per rompere gli stereotipi in pochi minuti tramite spiegazioni concrete nei suoi video, il primo dei quali è stato pubblicato nel 2014. Con riferimenti alle prese in giro a scuola, all’incapacità di riconoscere le bugie, all’ipersensibilità o alla stanchezza. Super Pépette sensibilizza e informa sull’autismo  con esempi del suo vissuto personale.

Riconciliata con la sua individualità

Oggi, studentessa in psicologia sociale, Julie non è sempre stata lungimirante con se stessa. E la sua diagnosi a 27 anni è la spiegazione. ” Per anni, ho trascorso il mio tempo facendo finta di essere qualcuno che non ero. Mi sentivo sempre a disagio “, racconta in video diffuso da Huffington Post. ” Recitavo un ruolo, indossando una maschera sociale tutte le volte che uscivo di casa. Cercavo di capire come comunicano le persone “. Per motivi di conformità Julie si iscrive in una scuola commerciale, sperimenta la vita di coppia e trova un lavoro ” normale ” fino a quando si esaurisce e scoppia ( burn-out ). “Ho vissuto la diagnosi come l’autorizzazione ad essere finalmente me stessa”, spiega,  ” ho smesso di cercare di essere accettata da tutti e mi sono riconciliata con i miei desideri piu’ profondi”.  Da quel momento Julie abbandona tutto cio’ che non è adatto a lei e si orienta su se stessa.

Stop, alla sola visione clinica

Se il canale Super Pépette esiste da due anni, il suo blog Emoi emoi e emoi è sul web dal 2012. Pubblica ancora storie della sua vita quotidiana. Altri progetti sono in corso : come la tesi in psicologia sociale. Julie partecipa ad un progetto di documentario, Bubble, in collaborazione con Pierre Feytis e non è tutto . Insieme alla disegnatrice Caroline ha realizzato un fumetto ” La differenza invisibile “ per far conoscere la sindrome di Asperger. Una bella serie di progetti creativi per questa blogger militante.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : handicap.fr

Autismo: Aspie, il nuovo genere umano ( Parte 2 )

aspie-nuovo-genere-umano Aspie “: persona con sindrome di Asperger, autismo ad alto funzionamento

L’ Aspie, il nuovo genere umano. Spesso incompreso dalla società in generale, l’Aspie è dotato di sensi supersviluppati, una passione innata per l’apprendimento e una capacità quasi meccanica di creare collegamenti.

Anche se questo puo’ sembrare impressionante, la nostra società che si basa su regole sociali strette e rigide, abbandona  l’Aspie all’ombra dei tabu’ piuttosto che nella luce della speranza di evoluzione.

E se noi cambiassimo le nostre norme sociali ? E ci rendessimo conto che questo nuovo genere umano differente, non deve essere modellato come gli altri, perchè solo cosi’ … entra dentro uno stampo ?

E se noi imparassimo a vivere insieme accettando le nostre differenze ? E se accettassimo la nostra individualità, poco importa quanto le nostre menti divergono ?

E se gli insegnanti e la società riconoscessero che questo nuovo genere deve essere accettato nella sua integralità senza essere alterato in alcun modo per permettere all’evoluzione di fare il corso ?

Molto tempo fa i bambini che scrivevano con la mano sinistra venivano puniti. Poi, abbiamo sviluppato una gamma di articoli per rispondere ai loro bisogni particolari, e la loro differenza a volte è un asso nella manica riconosciuto in diversi campi.

Perchè non fare lo stesso quando si tratta di differenze sociali e di differenze di pensiero ? Perchè non insegnamo l’importanza della difformità neurologica ?

Noi inculchiamo ai nostri figli il rispetto delle differenze. Che sia nero o bianco, grande o piccolo, non ha importanza. Eppure, quando si pone la questione della diversità neurologica, cerchiamo di cambiare questi bambini,  e di costringerli a rispettare i modelli sociali esistenti.

La stessa società che pretende che il colore della nostra pelle non ha importanza tenta di cambiare dei bambini che possiedono una mente marginale, diversa, per renderli ” come tutti gli altri ” per farli “adattare ” alle nostre esigenze sociali,  e questo in tutti gli ambienti dalla scuola materna attraverso tutte le attività offerte ai nostri figli.

E’ come se volessimo rendere una persona di pelle bianca, nera utilizzando trattamenti chimici. solo che nello scenario che ci riguarda, utilizziamo psichiatri e terapisti  per cambiare la mente di un bambino per farla corrispondere a quella di tutti gli altri nella stessa comunità.

Nella boxe, troviamo categorie di pugili di peso variabile. Non chiediamo ai boxeur di pesare dalle 140 e 150 libbre.

Nello zoo, vediamo le tigri insieme e le pecore insieme, non le mettiamo nello stesso recinto. Non cerchiamo di trasformare le tigri in pecore e viceversa. E questo dovrebbe valere anche per gli essere umani.

Capisco che se mettiamo un Aspie con dei neurotipici, possono sorgere alcuni problemi, soprattutto di natura sociale, ma questi sono in gran parte causati dalle  norme sociali strette e rigide che la nostra società ha stabilito e valorizza.

Detto questo, è chiaro che attualmente l’azione di questa società verso gli Aspie e quella di tentare di trasformarli in neurotipici. E questo va contro le leggi della natura, contro quello che natura vuole e sta cercando di realizzare.

Qualche precisazione va fatta sull’analogia tra gli animali e gli Aspies. Non temiamo le pecore e i leoni insieme per ovvi motivi…l’avventura potrebbe finire male per le pecore. Noi umani a differenza degli animali abbiamo una mente in grado di ragionare. Abbiamo la capacità di stabilire regole, e standard che permettono alle persone di poter vivere in un clima di pace e rispetto reciproco. Con il tempo e l’evoluzione delle collettività, l’uomo è riuscito a modificare queste regole per adattarle alle nuove realtà del mondo moderno. Oggi, nella maggior parte dei paesi cosiddetti civilizzati, uomini di origini molto eterogenee, di religioni e orientamenti sessuali differenti sono capaci di vivere insieme in armonia, e questo una cinquantina di anni fa era impensabile a diversi livelli. E’ giunto il momento di cambiare le nostre regole sociali per accettare nella loro integrità le persone che rappresentano la neurodiversità…tra gli altri, gli Aspies.

E’ implicito in questo testo,  che le norme sociali non devono diventare inesistenti, perchè sono necessarie e ci permettono di vivere in un mondo pacifico e in armonia insieme agli altri. Questi standard devono essere semplicemente rivisti e modificati in modo che le differenze sociali in alcuni aspetti della mente diventino …normali.

Dobbiamo cambiare la definizione di normalità rispetto alle personalità e alla neurodiversità.

La differenza neurologica rappresenta cio’ che deve diventare …normale.

Gli Aspie sono le opere d’arte di Madre Natura, come i grandi artisti hanno creato le loro opere magistrali. Diversi, a volte scioccanti , ma un genere umano innovatore dotato di un enorme potenziale. Sono la nuova razza umana. Un’estinzione volontaria di queste persone, a causa di regole sociali strette e una pressione della collettività per la normalizzazione sarebbe una tragedia. E noi li dobbiamo proteggere.

Leggi anche: Autismo: Aspie, il nuovo genere umano ( Parte 1 )

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte : quebec.huffingtonpost.ca

 

 

40 cose che devi sapere sulla sindrome di Asperger ( VIDEO )

Autismo: Aspie, il nuovo genere umano ( Parte 1 )

aspie-genere-umano Aspie “: persona con sindrome di Asperger, autismo ad alto funzionamento

 

L’aspie potrebbe essere il nuovo genere umano. Un nuovo codice genetico migliorato che genera sensi intensificati , una mente che riconosce i modelli (patterns)  e vede cose che i neurotipici non sono in grado di decodificare anche se sono davanti al loro naso. Una mente che crea collegamenti automaticamente, senza cercare o addirittura pensare volontariamente. Una mente che possiede una incrollabile passione innata per l’apprendimento e una curiosità intellettuale incommensurabile.

Anche se questa nuova specie umana puo’ sembrare impressionante ai nostri occhi, il mondo è pronto per questo ? Le strette regole sociali di oggi li fanno sentire esclusi, invece di accoglierli a braccia aperte e con accettazione. L’ Aspie  impiega tutto il suo intelletto per imparare cose nuove, nuovi concetti e non accetterà mai di non capire qualche cosa. Diventeranno dei pionieri nel campo o nei campi in cui si sono appassionati, invece di investire le energie per cercare di essere accettati socialmente, perchè per loro l’aspetto sociale della vita è poco importante e non porta nessun beneficio alla loro ricerca e alla loro sete di sapere.

E’ sottinteso che alcune persone con sindrome di Asperger hanno bisogno di un orientamento e di attenzioni perchè a causa di alcune difficoltà nel loro funzionamento hanno dei problemi ad affrontare la realtà quotidiana . Esistono diversi gradi di Asperger, e non tutti gli Aspies richiedono le stesse attenzioni. In questo articolo, si parla di Aspie che non ha bisogno di supporti particolari per integrarsi bene in questa società. Questo Aspie in grado di dare un contributo in modo autonomo ed efficace alla nostra società.

Anche se questa nuova razza umana sembra essere la chiave per trovare delle risposte ai misteri della vita e dell’universo in cui viviamo, la scuola e la società tentano di modellare queste meravigliose creature, cercando di plasmarle per farli diventare come tutti gli altri indipendentemente dalle loro peculiarità, in modo che diventino cittadini uguali agli altri.

E se noi imparassimo ad amare queste incredibili  differenze e a nutrirle, invece di identificarle come un problema mettendo in atto delle manovre per soffocarlo ?

Per comprendere meglio il significato di questo proposito, immaginate le grandi opere d’arte che hanno segnato il loro tempo, quelle che hanno portato nuove correnti nel campo delle arti. Che cosa sarebbe successo se avessimo preso tutte le opere di Picasso, di Dali, di Van Gogh, etc, alterandole in modo da conformarle alla realtà,  in modo che corrispondano alle nostre aspettative, alle norme in vigore nel campo delle arti della loro epoca ?

Immaginate che tragedia sarebbe stata. Non avremmo piu’, queste magnifici capolavori che ispirano e hanno cambiato a modo loro il mondo dell’arte. E se avessimo fatto lo stesso con le teorie di Freud o Einstein ? Eppure, è quello che facciamo oggi con gli Aspies, nella nostra società moderna, dal momento in cui la differenza è identificata viene imposto un meccanismo di ” conformità ” alla società , senza interrogarsi sulle conseguenze di questa mancanza di riconoscimento e di comprensione nei confronti delle persone Asperger.

Non succede niente per niente. Puo’ essere una semplice coincidenza che alcuni umani nascano con queste capacità sorprendenti. Cercare di cambiarli e di plasmarli per farli diventare come gli altri è una delle piu’ grandi tragedie create dagli umani. Una perdita totale di cio’ che è nato per essere.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: quebechuffingtonpost.ca