Autismo: sindrome di Asperger, bambino di 9 anni regala animali di peluche (video)

asperger bambino hudsonGiugno 2014. Fishers. Indiana.  Un bambino di 9 anni ha donato degli animali di peluche alle ambulanze del suo paese.

Con l’aiuto del capitano dei Vigili del fuoco e della sua mamma, Hudson Miles tramite una pagina Fb ha raccolto 160 dollari per comprare degli animali di peluche da donare alle ambulanze del suo paese. Hudson, è rimasto colpito da un articolo pubblicato su un giornale che sottolineava la paura dei bambini quando si tratta di entrare nelle ambulanze, ha quindi pensato che forse simpatici pupazzetti avrebbero dato conforto ai bimbi spaventati.  La mamma, Angie è felice.  Questo gesto, è raro per un ragazzino con la sindrome di Asperger, perché dimostra preoccupazione per gli stati d’animo altrui. Infatti,  una delle caratteristiche principali  della sindrome è proprio la mancanza di empatia. Hudson attualmente frequenta (35 ore settimanali)  con grandi risultati il Little Star Center di Carmel specializzato in ABA ( Applied Behavior Analytics ).

Autismo: Un minuto nella testa di un autistico (video)

video un minuto nella testa di un autisticoUn video dell’Associazione Britannica National Autistic Society mostra l’ipersensibilità quotidiana delle persone autistiche.

Sensory Sensitivity 

Autismo: Hélios, 9 anni autistico Asperger e virtuoso del pianoforte ( video )

Maggio 2014.

Hélios è un pianista virtuoso dalla memoria eccezionale. Compone musica con la maturità di un adulto.

Hélios ha 9 anni e una forma di autismo chiamata sindrome di Asperger che rende la sua vita sociale particolarmente complicata,  per questo Hélios ha trovato la sua dimensione nella musica, e piu’ precisamente nel pianoforte.  Questo ragazzino è un virtuoso non ha mai preso lezioni di solfeggio e di pianoforte. A 3 anni era già in grado di riprodurre piccoli brani, con la mano destra eseguiva la melodia e con la mano sinistra improvvisava accordi. Hélios è impressionante, suona ad una velocità incredibile e lo fa in modo naturale. Tutto cio’ è molto affascinante e un po’ inquietante. E’ in grado di eseguire brani con facilità,  a differenza di alcuni pianisti  che impiegano anche piu’ di 10 anni per averne la padronanza.

Autismo: Un giovane autistico alla conquista della Pixar ( Video )

autismo pixar lavoro ragazzoMarzo 2014. Raphaël Duplessis ha 15 anni ed è nato con un disturbo pervasivo dello sviluppo. E’ autistico, ma questo non gli ha impedito di compiere grandi cose. Il suo prossimo progetto è  passare un mese al campus dell’Università di San Diego in California per realizzare il suo ultimo sogno, lavorare per la Pixar. Per concretizzare cio’, sta seguendo un programma intensivo di inglese organizzato dall’AFS Intercultura. ” Ho scoperto dell’esistenza di questo corso durante una visita programmata dalla scuola a una fiera del lavoro. Ho detto ai miei genitori che mi sarebbe piaciuto partecipare, all’inizio hanno detto di no, ma poi li ho convinti “, racconta  Raphaël.

“Nell’universo di Raphaël, tutto è Pixar. E’ il suo obbiettivo, come aveva già annunciato all’età di sette anni è di lavorare per questa casa cinematografica. Tutte le decisioni prese successivamente sono sempre andate in questa direzione. Il programma AFS è una prova per vedere se Raphaël è in grado di fare un salto di qualità “, dice il padre Pierre Duplessis.

Raphaël  sarà il primo adolescente autistico in America del Nord a partecipare al programma. ” Ho scritto una lettera all’AFS per spiegare cosa avevamo fatto fino ad oggi. E mi hanno risposto: ” Ok , vi aspettiamo “, dice con entusiasmo.

Nonostante la sua giovane età e la sua diversità, Raphaël ha già affrontato piu’ sfide rispetto ai ragazzi normali. ” Ho vissuto un periodo difficile una sola volta. Mi sentivo speciale e mi sono chiesto perché sono nato cosi.  I miei genitori mi hanno messo davanti a due scelte: o piangere tutta la vita per la mia disabilità oppure alzarmi in piedi e diventare un esempio. Ho scelto di diventare un modello”, spiega Raphaël.

” Tutto il suo futuro è tracciato, è uno studente eccellente a scuola, vuole avere successo. Sa cio’ che vuole ed è molto maturo per la sua età ” , dice il padre con tono orgoglioso.

Raphaël ha vinto la borsa Accroche-cœur della Fondazioone Jean-Michel Anctil, e in piu’ canta per l’ Opération Enfant Soleil e alla Place des Arts insieme a Nicola Ciccone.

L’universo Pixar

Nella stanza di questo quindicenne  ci sono figurine dei film d’animazione dappertutto. Pixar ha realizzato diversi film come Monstres Inc. e Les Bagnoles, ma il suo preferito è Toy Story. Un giorno Raphaël ha spedito una lettera alla Pixar dove accennava al suo desiderio di poter lavorare li. La Pixar  gli ha risposto inviandogli le immagini dei suoi film preferiti autografati dal regista John Lasseter, e questo lo ha motivato ancora di piu’.

Un video toccante

Per partecipare al programma AFS Intercultura servivano 7200 dollari. Con l’aiuto di suo padre professore d’arte, Raphaël ha deciso di mettere  un video su You Tube per presentarsi dal titolo ” Insieme cambieremo un destino”. In pochi giorni ha raccolto piu’ della metà dei soldi necessari. ” Non potevamo immaginare cosi’ tanta solidarietà, lo abbiamo fatto per mostrare il dinamismo di  Raphaël, e credo che questo abbia colpito le persone ” dice Pierre Duplessis.

Tutti i giorni Raphaël Duplessis  mette in pratica il motto di Buzz Lightyear , il suo personaggio preferito Pixar ” verso l’infinito e oltre !

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte hebdosregionaux.ca

Autismo: videogiochi e Kinect testati per aiutare i bambini autistici (video)

videogiochi bambini autismoMarzo 2014. A prima vista, sembra l’ora della ricreazione. Ma per questi due bambini autistici di una scuola elementare della periferia di Washington, usare una console di gioco Xbox equipaggiata dalla Kinect fa parte del programma di studio. Ne spiega il perché Lynn Keenan, psicologa comportamentale: “Gli scolari autistici hanno bisogno di un approccio cinestetico. Il fatto di muoversi, di spostare il proprio corpo dà loro sensazioni diverse rispetto a quelle di altre strategie utilizzate finora”. Una delle caratteristiche dell’autismo è la difficoltà di comunicare con gli altri. La Kinect è in grado di rilevare il movimento. I giocatori possono quindi utilizzare i loro corpi, condividere lo stesso spazio e interagire l’uno con l’altro. “Quando giochi con la Kinect è il tuo corpo che entra nel gioco e sei tu che hai il controllo della partita”, dice questo bambino. Lanciata nel 2010 dalla Microsoft, Kinect è stata concepita per gli amatori di videogames. Ma secondo i docenti permette anche di studiare alcuni problemi del comportamento e aiuta la motivazione dei giovani autistici. Spiega questa insegnante: “Alcuni dei nostri allievi che scrivevano appena qualche parola, oggi riescono a redigere interi paragrafi. Pochi studi sono stati fatti sugli effetti benefici del Kinect per gli autistici, ma la sua semplicità ne rende l’uso sempre più popolare. “Invece di spiegare loro che cosa devono fare – dice questa infermiera – cosa che spesso, quando non raggiungono l’obiettivo, crea frustrazioni, con il gioco sanno che cosa fare praticamente, dove si deve andare. Con poche istruzioni, sono in grado di capire come giocare”. Certo, la Kinect non può essere considerata una soluzione miracolosa. Ma almeno ha il merito di offrire a questi bambini momenti preziosi per stare insieme.(Immagini Afp)

Fonti: boursorama.com, notizie.tiscali.it

Autismo e lavoro: Per Brad, il montaggio dei mobili IKEA diventa un business ( VIDEO )

brad fremmerlid autismo e lavoroBrad Fremmerlid è un ragazzo di 24 anni autistico. Non sa parlare, ne leggere, ma questo non gli ha impedito di realizzare grandi cose. E’ in grado di costruire e mettere assieme qualsiasi cosa. Brad passa molto tempo con il padre che l’ho incoraggia sempre a dare il meglio di se stesso. Brad, ogni giorno dopo mangiato inizia sempre a montare qualcosa, una passione che si porta dietro dall’età prescolare, Brad infatti passava ore e ore ad assemblare modellini e kit Lego. Questo ragazzo possiede un talento fuori dal comune, forse non è in grado di comprendere le parole, pero’ capisce tutti i diagrammi e le immagini dei foglietti delle istruzioni dei mobili, anche quelle piu’ complicate. I suoi montaggi sono perfetti e impeccabili. Il padre Mark l’ha aiutato a fondare un’impresa che si chiama Made By Brad. Per 20 dollari, gli abitanti di Alberta potranno noleggiare Brad che si recherà a casa loro e monterà qualsiasi cosa. Una soluzione che ha permesso di far risparmiare soldi alla famiglia di Brad “costretta” a  comprare in continuazione mobili da assemblare. Mark spera che la storia di suo figlio, possa un giorno ispirare le persone, e dimostrare come i giovani ragazzi autistici possono essere impiegati nel mondo del lavoro.

 

Autismo: T. Grandin, il mondo ha bisogno di tutti i tipi di mente (Video)

temple grandin autismoPerché ci servono tutti i tipi di mente ?: Temple Grandin, affetta d’autismo, lo spiega in una conferenza su TED.com. Il percorso di lenta omologazione della società contemporanea, porterà ad un risultato ben preciso: gli Albert Einstein e i Mozart delle nuove generazioni rischieranno di non essere visti. È giusto allora aprire una riflessione sull’autismo e sulla direzione che il percorso educativo sta prendendo nella nostra società attuale. Quando parliamo di autismo, parliamo di menti che funzionano in maniera differente a quella della maggior parte delle persone: se il cervello normale trascura i dettagli, il cervello autistico si muove esclusivamente attraverso di essi e ha un altissimo grado di focalizzazione, a discapito del livello di socievolezza. Esistono tre tipi di menti autistiche: quella che pensa per schemi, più astratta (che determina una grande predisposizione per la musica e la matematica), quella visiva (pensatori visivi foto-realistici, grande predisposizione per la progettazione, il disegno, l’architettura, il design, il cinema, ecc…) e quella verbale (sa ogni cosa, su tutto; predisposizione per il giornalismo e per il teatro).

Temple Grandin ha un pensiero visivo e progetta strutture per il bestiame. Riesce a risolvere problemi che la maggior parte delle persone non autistiche non è in grado di risolvere (perché non presta attenzione ai dettagli o perché fatica ad individuare la categoria del problema). Quando ha scritto il suo libro “Pensare per immagini”, si è resa conto che la maggior parte della gente non pensa come lei: quando chiedeva loro di pensare ad un campanile, la descrizione del loro pensiero era simile al concetto del campanile, ad un campanile generico, non esistente, stilizzato. La mente di Temple, invece, funzionava esattamente come Google immagini: se lei pensava ad un campanile, immagini di campanili specifici ed esistenti nel mondo si aprivano una dopo l’altra dentro di lei. È facile capire come nella progettazione questo determini la sua efficacia: il suo cervello funziona esattamente come un creatore virtuale di ambienti. Le immagini erano al di sopra del linguaggio, esattamente come accade negli animali: dalle percezioni sensoriali isolano dettagli. Per questo Temple ha una comprensione del bestiame che supera le menti non-autistiche. La sua scansione cerebrale, confrontata con una donna non autistica della stessa età, presentava un “cavo internet” della corteccia visiva di dimensioni molto più grandi.

                                  Il futuro ha bisogno dell’autismo

Nel futuro queste persone saranno fondamentali. Nel localizzare e risolvere problemi. Temple fa qualche esempio: quando un’azienda ha problemi nella gestione del bestiame si chiede: “è colpa della struttura o del personale?”. Fa fatica a categorizzare il problema. Non vede i dettagli della situazione e così non può risolvere quei minimi dettagli che cambiano lo stato delle cose. Negli ultimi venti anni i grandi disastri aerei sono stati tutti causati da uno specifico problema alla coda, ma il cervello normale non riesce a localizzare il problema. Il cervello autistico sì. Quello che sta facendo il mondo è lasciare fuori queste persone eccezionalmente intelligenti. Lo fa a partire dalla scuola: si eliminano le materie pratiche e artistiche, non si stimola in loro nessun interesse che conduca le loro fissazioni entro qualcosa di costruttivo. Se un bambino autistico è fissato con le macchine da corsa, quali enormi risultati si possono ottenere conducendo questa fissazione sulla matematica? Chiedendogli per esempio: che velocità può fare la macchina da corsa se… “Quello che mi fa più arrabbiare è che molti insegnanti non sanno che fare con questi bambini.” spiega Temple Grandin. È giunto il momento di lasciare da parte le categorie del normale e dell’anormale e favorire un approccio specifico nei confronti di queste menti, che possono garantire al mondo un futuro migliore.

Fonte:Femaleworld.it