La rivincita degli Asperger – Seconda Parte –

Sostegno indispensabile

Judith Sitruk, coach di Asperger, nell’ambito del progetto ” L’opportunità Asperger ” lanciato dalla Compagnia dei DPS (Disturbi Pervasivi Sviluppo) a Grenoble, è purtroppo una delle rare persone referenti per il lavoro: ” Incomincio per imparare a conoscere la persona Asperger, ci spiega. Poi, identifico i suoi centri d’interesse, i suoi bisogni  e l’aiuto a migliorare la sua occupabilità. E poi, cerco di trovargli un posto di lavoro che corrisponde alla sua area di competenza. Dopodiché  la preparo al colloquio di lavoro. E, se viene assunta, intervengo regolarmente interagendo con i responsabili per spiegargli quali sono i suoi bisogni specifici. E infine, assicuro un’ assistenza continua.”

Anche nel quotidiano gli Asperger hanno bisogno di coaching ” spesso vedono un muro davanti a loro, ma non la scala appoggiata a fianco”, riassume Annie Raymond, mamma di Clément (vedere la sua testimonianza) e presidente dell’associazione “Comme c’est curieux”.

Un Asperger che perde la chiave del locale della spazzatura rischia di accumulare i rifiuti in casa sua perché non pensa a rivolgersi al portinaio o al vicino. Hanno bisogno di “facilitatori”. Ma se gli Aspie e i loro genitori ammettono di aver bisogno dei neurotipici ( i non-autistici), sottolineano che questi ultimi ci guadagnerebbero a riconoscere l’autismo: “ Come una condizione e non come una malattia”, sottolinea Catherine Dubois-Pelerin. E’ arrivato il momento di permettere agli autistici di essere piu’ sereni nel nostro mondo, conclude Annie Raymond.

Doriane Gaudard, 21 anni di Morges (Svizzera), segue una formazione per stilisti

“Sapere perché siamo differenti facilita le cose”

“Sono stata diagnosticata all’età di 18 anni. All’inizio avevo paura di questa diagnosi ma alla fine ho finito per accettarla. Sapere perché siamo differenti facilita le cose. I miei genitori, soprattutto mia mamma mi hanno sostenuto. In Svizzera, pochi professionisti conoscono la sindrome di Asperger. Nasciamo Asperger e moriamo Asperger. Da piccola, non ho avuto nessun problema con i miei coetanei. Pero’, all’inizio della mia adolescenza, mi hanno messo da parte e al liceo “fu una vita da galera”. Oggi seguo un corso di formazione e mi sento meglio, da quando la mia terapeuta ha spiegato il mio problema ai miei datori di lavoro. I colleghi mi trovano piacevole e gioiosa.  Anche se a volte non capiscono sempre cosa succede  “ non mi serbano rancore”. Vivo ancora insieme ai miei genitori ma presto andro’ a vivere da sola. Una guida per gestire le relazioni sociali mi ha semplificato la vita. Un ruolo definito mi aiuta a sapere cosa devo dire e cosa devo fare e questo limita gli imprevisti ai quali mi devo adattare. Sola non ho nessun problema, ma la situazione si complica nei luoghi pubblici. I miei amici sono tutti neurotipici (non-autistici) e con loro ci sto bene. Non ho un fidanzato perché non ho trovato nessuno che accetti di vivere con le mie differenze. Il piu’ grande malinteso con i neurotipici è l’umorismo. Quando qualcuno fa uno scherzo, non so capire se è divertente, cattivo o altro. Detesto quando dicono una cosa e ne pensano un’altra”.

Clément Raymond, 18 anni di Grenoble (Francia), liceale

“Essere autistico, per me, è una filosofia”

“Mi hanno diagnosticato all’età di 4 anni. Ho articolato la mia prima frase a 7 anni ed ho imparato a leggere in sei settimane. Nel percorso scolastico ho avuto degli alti e dei bassi, dipende dalla rigidità del personale dell’istituto e dalla fedeltà al sistema: alcuni neurotipici sono molto severi nei giudizi e rifiutano compromessi per aiutarci. La mia prima vittoria è stata ottenere un brevetto ( equivalente del certificato di studi). Anche per mia mamma è stata una vittoria, ha combattuto molto per me. E’ forte, ed è sempre al mio fianco, ma ora è un po’ stufa. Accompagnare un Asperger, è pesante. I miei amici sono Asperger, tra di noi facciamo amicizia subito, notiamo nel viso dell’altro se è affidabile e se sarà nostro amico. Non ho ancora una fidanzata, ma ne sto cercando una. Vorrei avere lo stile di vita di un adulto. Ultimamente, mia mamma mi ha lasciato da solo per due lunghi week-end e me la sono cavata bene. Ho delle capacità che sono legate al mio modo di essere. Ho difficoltà nel redigere, ma sono molto bravo nell’orale. Vorrei diventare oratore pubblico, per aiutare le perosne che hanno difficoltà ad esprimersi. I miei centri d’interesse sono la storia, la geografia, la geopolitica, il cinema , le biografie e il teatro. Sono una minoranza che vorrebbe mischiarsi alla maggioranza: vorrei dedicarmi alla politica e mettere su una famiglia. Essere autistico per me non è un handicap, ma una filosofia “.

Il discorso di Clément sulla diversità (in francese) : www.commecestcurieux.com/clement.php 

Susan Conza, 39 anni, Zurigo, sposata, madre di un bambino, direttrice della società Asperger Informatik

“L’ economia dovrebbe utlizzare il potenziale degli autistici ”

“Sapevo di essere “differente” già da quando ero bambina, e cercavo invano un nome per qualificare questa diversità. Alcuni anni fa, ho letto causalmente la descrizione della Sindrome di Asperger e mi sono immediatamente riconosciuta. Quando lo psichiatra mi ha confermato la diagnosi per me è stato un sollievo. Finalmente avevo una spiegazione per tutte le cose che avevo vissuto, sentito, fatto. Mi sono adattata ai neurotipici imitandoli, ispirandomi ai ruoli del cinema e con la teoria, tramite libri di psicologia della comunicazione. Il progetto Asperger Informatik è nato quando lavoravo come consulente d’impresa. Ho sempre incontrato delle difficoltà. Mi sono licenziata ed ho deciso di mettermi in proprio, creando il mio posto di lavoro ideale e aprendolo anche ad altri autistici. Vorrei mostrare il potenziale degli autistici, penso che l’economia dovrebbe utilizzarlo. Oggi la mia impresa è redditizia. E lavorano con noi anche neurotipici. ci sono compiti che gli asperger riescono a compiere meglio e per i quali sono piu’ adatti, ma per quelli che necessitano di buone  abilità sociali, abbiamo bisogno dei neurotipici. Sono convinta del vantaggio di un’organizzazione eterogenea. La vita famigliare richiede flessibilità e la capacità di adattarsi all’altro. Per gli autistici è difficile. Il piu’ delle volte sono una madre e una sposa “normale”.  Ma, accade che abbia bisogno di avere del tempo per me, e allora di colpo mi isolo”. Asperger Informatik AG, www.asperger-informatik.ch/index.php

Società d’informatica che utilizzano collaboratori Asperger

Tradotto e riadattato da MondoAspie: tratto da Femina.ch

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Sanità: Spreco di soldi pubblici per vaccini pericolosi e inutili, la Corte dei Conti convoca il Codacons

SANITA’: LA CORTE DEI CONTI CONVOCA IL CODACONS PER LO SCANDALO DEGLI SPRECHI NEI VACCINI

MAGGIORE SPESA ANNUA PARI A 114 MILIONI DI EURO PER VACCINI INUTILI E PERICOLOSI. INFORMATA ANCHE LA PROCURA DELLA REPUBBLICA

La Corte dei Conti ha convocato per oggi il Codacons in merito allo scandalo dello spreco di soldi pubblici per vaccini pediatrici inutili se non addirittura pericolosi.
In Italia – spiega l’associazione – i vaccini obbligatori, contrariamente a quanto ritenuto dalla stragrande maggioranza dei genitori di bambini in età pediatrica, sono solamente quattro, cioè: 1- antidifterite, 2- antitetanica, 3 – antipoliomelite, 4 – antiepatite virale B.
A stabilirlo è il D.M. 7 aprile 1999, che individua anche i vaccini “non obbligatori” (l’antimorbillo-parotite-rosolia (MPR) 2 – la vaccinazione contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b; altri vaccini non obbligatori spesso iniettati ai bimbi in età pediatrica sono l’antimeningococcica, l’antiparotite, l’antirosolia, etc…)
Tuttavia nelle ASL – denuncia il Codacons – anziché informare correttamente i genitori in merito alla disciplina legislativa sui vaccini obbligatori per legge e quindi effettuare solamente i quattro vaccini obbligatori ai bambini in età pediatrica, viene fornito ed iniettato ai piccoli un nuovo vaccino esavalente che contiene anche due vaccini facoltativi ossia pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo b.
Non sono disponibili in unica soluzione solamente i quattro vaccini obbligatori! Ciò appare gravissimo soprattutto perché sembra che la somministrazione polivalente dei vaccini (siano essi in unica formulazione o somministrati l’uno dopo l’altro in un’unica seduta vaccinale), come ovviamente accade a maggior ragione con la somministrazione dell’esavalente,  può comportare danni da sovraccarico e choc del sistema immunitario.
Sul fronte economico, la procedura comporta un evidente spreco di soldi pubblici a carico del SSN, che deve acquistare e somministrare 6 vaccini anziché i 4 previsti dalla legge. La maggiore spesa a carico della collettività è pari a 114 milioni di euro all’anno.
Il Codacons, che oggi illustrerà la questione alla Corte dei Conti, ha già inviato un esposto alla magistratura contabile, al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica di Roma, denunciando i fatti alla luce del possibili reati di truffa e abuso d’ufficio, e chiedendo di accertare il comportamento dell’AIFA Agenzia Italiana del Farmaco, essendo l’ente che autorizza nel paese la commercializzazione dei vaccini esavalenti oggi utilizzati nelle ASL Italiane.
Mercoledi’ 27 giugno 2012     Fonte: Codacons

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Autismo e bullismo: Mamma pubblica soprusi subiti dalla figlia (Video)

La mamma di una vittima di bullismo affetta da autismo, ha divulgato un video-denuncia che mostra le violenze subite dalla figlia.

Belgio: Ridono di lei, la strattonano, le tirano i capelli e la prendono a schiaffi: questo è quanto subito da Kayleigh, una tredicenne vittima di bullismo da parte di suoi coetanei mentre è in attesa dell’autobus. Il video, che riprende le angherie, ha fatto il giro del web e a divulgarlo è stata proprio la mamma della ragazzina, come atto di denuncia per il trattamento che sua figlia, affetta da una forma di autismo, è costretta a sopportare ogni giorno. Parallelamente, la donna ha presentato una denuncia alla Polizia. 

Il bullismo è una piaga sociale spesso dalle conseguenze catastrofiche: troppe volte la cronaca ci informa di vittime che, esasperate, si tolgono la vita. L’ultimo caso, in ordine di tempo, è quello di Fiona Geraghty, impiccatasi a 14 anni perché presa di mira dai coetanei per il suo peso. 

Secondo uno studio condotto presso la Warwick Medical School in Inghilterra e pubblicato sulla rivista “Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry”, i bambini vittime di bullismo hanno una probabilità 6 volte maggiore rispetto a quelli non toccati dal problema di pensare al suicidio.

Proprio a causa della crescente correlazione tra bullismo e suicidio, è stato appositamente coniato un nuovo termine (da Neil Marr e Tim Field): bullycide, che è il suicidio di colui che è stato vittima di bullismo.

 Tratto da: Net1news.org

Inghilterra: Ragazzo autistico cambia casa per sfuggire ai bulli e incontra teppisti che lo bruciano vivo

Teppisti gli danno fuoco, muore ragazzo di 18 anni autistico

Un ragazzo autistico di 18 anni è morto a causa di severe ustioni riportate durante la sua festa di compleanno, dopo che è stato cosparso di olio abbronzante e gli è stato dato fuoco. La polizia ha arrestato sei persone con l’accusa di omicidio.

CUDWORTH – Uno studente è morto a causa di estese ustioni dopo che alcuni teppisti gli hanno dato fuoco durante il suo 18esimo compleanno. Steven Simpson, un ragazzo autistico, si era appena trasferito con la madre Bernadette per sfuggire ai bulli che lo tormentavano a causa del suo autismo: lo prendevano in giro, gli lanciavano vernice addosso e avevano reso la sua vita una miseria. Sei mesi fa si erano trasferiti dunque nella nuova casa a Pleasant View, Cudworth, una cittadina nei pressi di Barnsley, dove Steven aveva organizzato sabato scorso una festa per il suo compleanno. Secondo quanto riportato sul Daily Mail, verso le 2 di notte, i vicini hanno visto Steven uscire dalla casa urlando e assalito dalle fiamme: sono accorsi in suo aiuto cercando di spegnere il fuoco ma il ragazzo aveva delle bruciature molto estese. Il vicino che l’ha aiutato, Sean Banner, ha riportato ustioni ed è molto scosso dalla vicenda: “Posso ancora sentire le sue urla”. Nonostante i soccorsi, Steven è morto verso le 23.40 di domenica nell’ospedale di Wakefield.

La polizia ha dichiarato che il ragazzo è stato bruciato utilizzando uno spray abbronzante.  Sei persone, di cui 3 di età compresa tra i 19 e i 39 anni e tre adolescenti tra i 16 e i 17 anni sono stati arrestati con l’accusa di omicidio. Una ragazza di 16 anni è stata rilasciata immediatamente per insufficienza di prove. Gli altri 5 uomini sono stati rilasciati su cauzione: i detective dovranno valutare se l’incidente abbia come movente il bullismo o sia stato solo un fatto accidentale. 

Tratto da:Net1news.org

La disabilità non va in vacanza: storie di quotidiane vergogne italiche

Mi sono identificata molto nei racconti di questa mamma e credo di non essere l’unica !

Come farei senza le mail di Queen Ann. Pian piano si è costruita un’amicizia virtuale. Adoro lo stile diretto e pratico di questa donna dal carattere forte. Leggete con me questa sua lettera e ditemi cosa ne pensate.

La scuola sta per finire, aspettiamo gli scrutini e gli esami, salutiamo tutti e andiamo in vacanza. E il disabile? Per il disabile e sua madre la faccenda è diversa: può essere la fine di un incubo o il riposo dopo la battaglia.

Una premessa: i disabili devono essere inseriti nelle scuole normali, hanno l’obbligo di frequenza fino a 18 anni anziché fino a 16, hanno una insegnante di sostegno (che ha fatto corsi particolari e alcuni conoscono il linguaggio dei segni per i sordi e il Braille per i ciechi) che non è tutta per loro ma “di sostegno alla classe”. Poi c’è la figura dell’Assistente Educativo Comunale o Aec, pagato dal Comune, che si occupa delle necessità fisiologiche del disabile, lo accompagna a ricreazione e in palestra, si occupa di libri, zaini e merende e interviene al bisogno. Per taluni disabili è previsto un programma di studio adattato a loro che si chiama Piano Educativo Individuale, compilato dall’insegnante di sostegno in accordo con tutti gli altri professori. I rapporti con la famiglia vengono tenuti con tre riunioni annue di Gruppo Lavoro Handicap. Tutto bello vero! vero? No. Ne succedono di belle che vale al pena raccontare.

Cominciamo dalle elementari. Il modulo con due insegnanti e il tempo pieno, laddove c’è, sembra funzionare. Le insegnanti di sostegno sono in buona parte tutte laureate in pedagogia, specializzate in didattiche particolari; i compagni di classe, ancora nella beata infanzia, non si fanno troppi problemi con il disabile e la cosa va. Però… Molti disabili non possono frequentare tutte le ore di scuola perché di solito hanno una fitta agenda di impegni da far invidia a Merkel e a Obama messi insieme: riabilitazione motoria, visiva, uditiva, respiratoria, del linguaggio, idroterapia, ippoterapia, interventi chirurgici alle anche, ai tendini, agli occhi, allo stomaco, alla spina dorsale, visite di controllo, visite legali ASL etc etc.

Molti bambini fanno quindi un orario ridotto per cui imparano quello che possono e quando possono. Gli insegnanti elementari cadono dal pero. “Non ha fatto tutti i compiti? Ma, signora mia, cosa fa allora nel pomeriggio?” Non rispondete, arrotolate sette volte la lingua e non rispondete! Intanto caro disabile beccati un attestato di frequenza anziché una licenza elementare. L’unico vantaggio è che il disabile comincia a capire che qualcosa non va e che lui è un diverso, anzi che vale quanto un certificato di frequenza, cioé niente.

Alle medie il discorso si affina: gli adolescenti cominciano a fare i “distinguo”, il disabile puzza ed è scemo. I professori sono sette/otto e quello di sostegno viene visto come un soggetto che si immischia nella loro didattica. Gli Assistenti Educativi Comunali sono assegnati in modo creativo per cui a volte viene mandata una donna ad accudire un carrozzato spesso più pesante di lei oppure, peggio, un cinquantenne che accompagna in bagno la bambina dodicenne appena sviluppata. Proteste delle madri, i responsabili che si stringono le spalle blaterando scemenze e giù cause giudiziarie perchè in Italia il “fare causa” è l’unico modo per farsi sentire.

Non mancano fatterelli esilaranti: per entrare nella scuola, al momento dell’iscrizione, ci vuole un certificato della ASL con la diagnosi. Le diagnosi sono codificate numericamente. Ebbene una madre mi ha detto che il preside, per giustificare la riduzione delle ore di sostegno al figlio, ha preso a pretesto questi numeri per dirle che sono delle graduatorie di handicap ed essendo la somma di questi numeri molto bassa aveva diritto a meno ore. Graduatorie di handicap? “I presidi sono dirigenti – ha commentato – e vengono pure pagati come tali. Se questa è la dirigenza dello Stato, povera me!” Ovviamente ha dovuto far causa. Avrai pure il diritto allo studio, intanto beccati la presa in giro e paga l’avvocato.

Come già accennato gli Assistenti Educativi Comunali sono dipendenti di una cooperativa che vince l’appalto del comune per fornire personale “specializzato”. La selezione è sicuramente ad ampio raggio, sociale, culturale e territoriale, anzi planetario: ci sono trentenni che stanno facendo varie specializzazioni post-universitarie, ex disoccupati o extracomunitari che si adattano perché alla fine portare un disabile in bagno non richiede chissà che specializzazione. Ma spesso sono impreparati alle fughe, ai morsi, alle crisi epilettiche, e giù muguni e proteste con le famiglie. Se poi c’è la gita scolastica fioccano i mal di schiena, gli impegni familiari, il coniuge geloso, l’antenato disabile etc. Se la madre propone di venire lei, assolutamente no perché non è educativo, non persegue l’autonomia del figlio. E’ più educativo lasciare il disabile a casa così raggiunge più autonomia.

La seguente storia è capitata a me qualche anno fa. Scuola Media: insegnante di sostegno un ex architetto, riciclatosi dapprima come insegnante di tecnica e poi sostegno, l’Aec una fanciulla di scarsi 23 anni, bella come la sua antenata Neanderthal. Per tutto il primo quadrimestre tentò di psicanalizzarmi nel cortile della scuola trattenendomi oltre tempo massimo e a voce alta, così informando minuziosamente alunni, genitori e professori che entravano nell’edificio sulle mie difficoltà nell’accettare un figlio disabile. All’uopo proponeva con insistenza interventi socio-sanitari a cura della Sua Cooperativa, Prima al Mondo nel Servizio a noi famiglie disgraziate. La mia protesta in cooperativa ebbe come risposta “è una delle nostre migliori e più qualificate!” (a 23 anni! Capperi! proprio precoce la tizia!).

Poi passò a psicanalizzare la badante di mia madre (90enne a letto per ictus) che si era offerta di andare a scuola. Stavolta il tema era “vedi che avevo ragione, la madre non viene perché non accetta il disabile e tu badante rumena che ti fai schiavizzare, Poverina sei fuori dai tuoi riferimenti socio-familiari-culturali, soffri perché il tuo governo non ti assicura la Sussistenza Minima Civile Europea. Lo sradicamento socio-economico provoca fragilità psico-attitudinale……bla bla”. La rumena, una sveglia cinquantenne senza troppi riguardi educativi, se la tolse di torno puntandole un dito minaccioso: “Tu hai faccia come de miu cane ma no core come de miu cane… Tu azzitta”. Non procedo oltre perché è politicamente scorretto.

La fanciulla, sicura di sé, mi scriveva messaggi tra il sovietico e il marziano sul diario di mio figlio, amorevolmente da me conservato. Ecco alcune delle sue perle.
26 novembre: “oggi si è bagnato per mancato controllo delle urine, di conseguenza ha sporcato anche gli indumenti e non aveva buon odore tanto da infastidire i compagni. Inoltre comincia ad avere i suoi primi approcci con la sessualità toccandosi i genitali… Vi invito a collaborare a riguardo per una migliore funzionalità della classe”. (provate a farvela addosso poi ditemi se per caso non vi viene da grattarvi, ma perché non lo ha portato in bagno subito e cambiato?)

Poi l’8 febbraio scoppiò il dramma: “Suo figlio mi ha chiamato “stupida”. Desidero conferire urgentemente con Lei con riferimento al grave episodio di intemperanza verbale per il quale finora non ho interessato l’Organo Dirigente della Scuola”. Risposi, sempre sul diario “Preferisco che Lei mi illustri gli antefatti del grave epiteto “stupida” davanti all’Organo Dirigente della Scuola”. Non diede seguito.

Il 13 febbraio trovai due note:
“Suo figlio provoca e dice parolacce ai compagni, la reazione dei compagni poi disturba la lezione”. “E’ successo per fatti accaduti ieri tra L. e suo figlio. Suo figlio si è ricordato e gli ha risposto in malo modo”. La mia risposta avrebbe fatto la gioia di un analista della CIA.: “Nella prima nota scrive che mio figlio “provoca” poi nella seconda nota lei scrive che “ha risposto”, un comportamento che deriva da sollecitazione. Premesso che bisogna essere in due a litigare, si decida a dirmi se mio figlio ha provocato o è stato provocato. Poi fa un riferimento a qualcosa che è successo ieri e di cui non mi ha scritto nulla. Sembra che ieri L abbia aggredito e insultato mio figlio il quale gli ha risposto oggi. Siccome L. è figlio di un professore universitario e il mio è un dannato disabile, allora quello che fa L. non conta e quello che fa mio figlio è grave. Da che parte sta lei? Di cosa ha bisogno all’Università?”. Ovviamente non rispose. Ma… due giorni dopo:

15 febbraio: “suo figlio ha aggredito sessualmente una compagna. Si invita a contattare con urgenza il neuropsichiatra della ASL per il contenimento delle pulsioni”. Quando lo lessi trasecolai (Cavolo! a 11 anni già andiamo a bromuro?) e interrogai mio figlio “Che diavolo hai fatto? Sei finalmente uscito dalla carrozzina, sei riuscito a stare in piedi da solo e pure a saltarle addosso?” Protestò a lungo e pianse. Pianse tanto e disperato. “Mi ha detto che era il suo compleanno e le ho chiesto se potevo darle un bacio. Gli altri glielo hanno dato ma se voglio darlo io, lei si deve chinare. IO HO CHIESTO PERMESSO”. La ragazza e sua madre confermarono, altri compagni confermarono. Solo l’architetto di sostegno sostenne la versione dell’AEC. (diciotto a uno, ha ragione mio figlio!).

A questo punto fu ovvio iniziare le procedure per liberarsi della bella Neanderthaliana. Avete letto bene “procedure”: fui costretta a scatenare un inferno. L’insegnante di sostegno, che evidentemente aveva il gusto dell’orrido ma non della giustizia, cercò di far sparire il diario e li divenni un cobra: “se il diario non torna a casa sappia che viene fotocopiato ogni giorno e siglato da miei colleghi. Partirà immediatamente una denuncia per maltrattamenti a minore disabile ex art 36 Legge 104/92″ perché quello che c’è scritto è già sufficiente”. Il diario tornò ma l’architetto ritenne più proficuo fare le parole crociate e mio figlio fu mollato ad una bidella. Lo beccai e protestai ma il preside disse che mio figlio non aveva voglia di lavorare a scuola, esattamente dal 22 febbraio in poi.

E ora concludiamo: quando ci viene elargito un qualcosa, valido o meno, anche se è un diritto è pur sempre una graziosa elargizione del Sovrano e il suddito deve ringraziare e lodare. Guai se fiata diversamente. Che siano i nostri soldi a pagare queste persone non ha importanza. Come siano reclutate e addestrate non ha importanza. Contestarle, poi, genera una serrata di casta incredibile perché, mi spiegò una insegnante, “non puoi permettere che ti contestino o contestino comunque chi è nella scuola, ne va della tua dignità e credibilità. La nostra autonomia formativa non può essere soggetta a valutazioni che spesso sono capricci”.

Ma davvero dobbiamo proprio sopportare in silenzio, in nome della Superiore Dignità della Scuola, comportamenti demenziali, offensivi e omertosi, linguaggio arrogante, menzogne, essere messi sotto accusa per nonnulla? E sarebbero questi i capricci dei nostri figli disabili? E la scuola pensa davvero di poter preservare la sua dignità costringendoci a fare causa o a scatenare un inferno, a ricorrere alle minacce?

Arrivederci alla prossima. Queen Ann

Tratto da :Blog.ok-salute.it

Francia: La Fondazione Autismo sostiene la Maratona di mamma Ninon contro l’autismo

Nella “civile” Italia invece le mamme che corrono contro l’autismo non le sostiene nessuno  e le famiglie sono abbandonate a se stesse !

Ninon Legendre, mamma di Titouan, si è battuta contro l’autismo di suo figlio e contro le numerose difficoltà che devono affrontare la maggior parte delle famiglie in Francia, dalla diagnosi alla scolarizzazione.  Questa maratona contro l’autismo è una bella vittoria: dopo anni di battaglie Titouan è pronto per la prima media, gioca a basket, fa teatro e ha anche degli amici !.

Solidale con le famiglie che lottano quotidianamente per garantire ai loro figli  una presa in carico adatta per questa disabilità, Ninon Legendre ha deciso di iscriversi ad una competizione piuttosto unica nel mondo della Maratona: La Maratona del Monte Bianco che si svolgerà il 1 luglio 2012.

Ninon spera che l’appoggio che otterrà in occasione di questa dura prova permetta alla Fondazione Autismo di aumentare gli sforzi in favore delle famiglie di bambini, adolescenti e adulti autistici..

Tradotto da Mondo Aspie, tratto da Fondation-autisme.org

http://agir-vivre-autisme.org/

Qui il video in francese: Le marathon du Mont-Blanc contre l’autisme di 7minutestv

Autismo: dall’ Eeg si potrebbe arrivare a un test diagnostico

Una semplice elettroencefalografia (Eeg) sarebbe in grado di identificare l’autismo già nei bambini di due anni. Un team di ricercatori del Boston Children’s Hospital (Usa), che ha registrato l’attività elettrica cerebrale di un gruppo di bimbi utilizzando degli elettrodi applicati sul cuoio capelluto, è convinto infatti che proprio dall’Eeg si potrebbe arrivare a un test diagnostico per l’autismo. Lo studio ha coinvolto circa 1.000 bambini, ma nonostante i risultati promettenti gli stessi ricercatori avvertono che occorrono ulteriori ricerche per confermare i risultati, pubblicati su ‘BMC Medicine’. In particolare, gli scienziati hanno confrontato 430 bimbi con autismo con 554 coetanei di controllo, tutti dai 2 ai 12 anni, scoprendo che i primi presentavano elementi dell’Eeg peculiari e in grado di indicare un’alterata connessione tra alcune aree cerebrali, a differenza dei coetanei di controllo. Lo studio ha individuato 33 modelli specifici che sembrano collegati all’autismo.I ricercatori hanno ripetuto la loro analisi 10 volte, dividendo il loro gruppo di studio in modi diversi. Circa il 90% delle volte i modelli di Eeg potrebbero individuare correttamente i bambini con diagnosi di autismo. La squadra ora ha intenzione di ripetere lo studio in bambini con sindrome di Asperger, un sottoinsieme particolare di autismo. Secondo Frank Duffy, responsabile del team, questo lavoro può rivelarsi molto utile per una diagnosi precoce, anche nei bambini con fratelli autistici, e per capire se l’Asperger non debba essere considerata una condizione completamente separata dall’autismo. Roma, 26 giu. (Adnkronos Salute)

Rimini: vaccini e compensi ai pediatri, la risposta del Comilva

Questa nota del COMILVA è la risposta ufficiale a quanto apparso il 19 giugno scorso sul “Corriere di Rimini”, a pagina 5, nell’articolo intitolato “Premi ai pediatri che fanno vaccinare” .

https://mondoaspie.com/2012/06/21/la-ausl-di-rimini-compra-i-bambini-vaccinati-un-pediatra-puo-perdere-fino-a-5000-euro/

Nell’articolo vengono affrontate diverse tematiche che, francamente, lasciano esterrefatti per l’assoluta mancanza di collegamento fra loro, per l’inesattezza di molte affermazioni e per certe espressioni arroganti.

Il COMILVA, Associazione a carattere nazionale e non comitato, come scritto nell’articolo, afferma innanzitutto la sua titolarità a rappresentare le istanze delle migliaia di aderenti su tutto il territorio nazionale.

Persone libere, consapevoli e responsabili, che hanno fatto una scelta, quella di non vaccinare i loro figli, basandola prima di tutto su un’informazione approfondita, raccolta in tutti gli ambiti scientifici accessibili vagliata, misurata e ponderata. Queste persone, in gran parte genitori, non sono degli “stupidi indottrinati” (non è questa la missione del COMILVA, che come noto è uno dei veicoli attraverso cui l’informazione libera fluisce e arriva alle persone che la cercano) bensì sono persone appartenenti a tutte le categorie sociali che hanno a cuore una sola cosa: la salute dei loro figli. In ogni caso il COMILVA, per storia ed importanza, riveste oggi un ruolo informativo e culturale primario di indiscusso rilevo istituzionale.

Piuttosto dobbiamo constatare che spesso sono certi medici o certi “cosiddetti professionisti del settore vaccinale” (intendendo con questo termine un largo insieme di figure, anche istituzionali) a dimostrare tutta la loro totale impreparazione in materia, la loro pretestuosa arroganza pseudoscientifica che produce come risultato l’incapacità di comunicare con questi genitori. Nel fare certe affermazioni qualcuno si dimentica che, accanto agli standard economici imposti dalla Regione o dalle stesse Aziende Sanitarie ai pediatri (che tra l’altro male gradiscono queste pressioni), vi è una via gerarchica superiore, ovvero la Delibera Regione Emilia Romagna n. 256 del 13.3.2009, che suggerisce e stabilisce (pagg. 20-22) come atteggiamento fondante, una politica vaccinale e una considerazione del dissenso e dell’obiezione (procedure perfettamente lecite!), di segno completamente opposto a quello della nota del dott. Zavalloni, il quale ha affermato cose assolutamente parziali.

Non è certo questo il luogo per confutare le affermazioni inesatte circa la protezione conferita dalle vaccinazioni: certe affermazioni generiche e riprodotte “in ciclostile” fanno parte ormai della storia e sono state ampiamente superate dai fatti. Stupisce però che ci sia ancora qualcuno che metta insieme, con il chiaro intento di demonizzarli, gli obiettori e coloro che scelgono uno stile di vita naturale, cure omeopatiche ecc. Come dire, tutto ciò che non è omologato ad un dettame codificato (da chi poi e con quale riconoscimento pubblico o privato, non è dato a sapersi) non può far parte della società civile.

La chiusura dell’articolo poi è assolutamente un atto ardito e al limite del lecito: l’invocazione come di un pubblico linciaggio per coloro che osano mettere in discussione una pratica come quella vaccinale (!!!). O qualcuno si sente, forse, sopra le parti e finanche della giustizia, della libertà di opinione, della libertà di associazione, della libera manifestazione del pensiero?

Ma ciò stride enormemente, ancora una volta, con la realtà dei fatti, una realtà che ci presenta, ad esempio, gli oramai frequentissimi casi di sentenze dei Tribunali, che hanno reso evidente una delle più comuni, ahimè, situazioni di danno vaccino correlate, come l’Autismo.

È pertanto bene che chi riveste ruoli ‘istituzionali’ sia serio e responsabile e si chieda il motivo della mancata adesione ai programmi vaccinali e della crescita esponenziale in tutta Italia degli obiettori.

Ultima annotazione: “ci dispiace molto” per i pediatri meno virtuosi, che hanno la sfortuna di essersi imbattuti sulla strada degli obiettori. Dovranno rinunciare al “bonus” di tremila euro che poteva rimpinguare un “misero salario”, oppure forse dovranno rinunciare anche a quella bella vacanza organizzata da quell’altrettanto famosa multinazionale farmaceutica che aveva pianificato di elargire loro quelle briciole che cadono fragorose dalla loro tavola imbandita di profitti, creati sulla pelle dei nostri figli, sulla salute delle generazioni future, sulle tragedie di migliaia di famiglie rovinate dalle vaccinazioni.

Il Presidente del COMILVA
Claudio Simion

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/vaccini-compensi-pediatri.php

 

La rivincita degli Asperger – Prima Parte –

Gli autistici con la sindrome di Asperger escono allo scoperto. Rivendicano  il riconoscimento della loro condizione, delle loro potenzialità e un’integrazione degna di questo nome.

Questa nuova visibilità passa anche attraverso la cultura popolare e un eroe “fuori posto” come Sheldon Cooper della serie americana “The Big Bang Theory”.

Stato delle cose e testimonianze

Doriane Gaudard, non ha alcun dubbio: Sheldon Cooper è come lei. “E’ uno dei rari personaggi di fiction in cui posso riconoscermi”, sottolinea questa ragazza di 21 anni.

Un rapido accenno per quelli che non conoscono ancora The Big Bang Theory (TBBT): Sheldon è uno dei protagonisti di questa sitcom americana, che mette in scena da cinque stagioni le tribolazioni di quattro geeks (Sheldon, Leonard, Raj, Howard) e del loro vicino Penny. Sheldon, un brillante fisico teorico con un QI di 187, si definisce “inetto nelle relazioni sociali”. Incapace di comprendere il sarcasmo e terribilmente destabilizzato dalla realtà che lo obbliga ad allontanarsi dalle sue routine, si lascia andare a commenti poco diplomatici ma precisi e sinceri. Quando Raj gli chiede: “Sai che cosa mi hanno detto?”, Sheldon risponde: “Molte cose, immagino”. La sitcom sfrutta il potenziale comico dell’inadeguatezza sociale di Sheldon, dei suoi interessi ristretti e dei suoi rituali, e anche la sua maniera di rimettere sistematicamente  in questione  tutto quello che gli altri danno per scontato.

Sheldon, uno specchio  

Ma qual’e dunque il punto in comune tra questi superdotati, fan di Star Trek, e una giovane creatrice di vestiti, amante dell’arte ? Il fatto di essere Asperger, afferma Doriane Gaudard (qui la sua testimonianza) Cioè, autistico senza ritardo mentale, ne ritardo del linguaggio. La domanda se Sheldon è un “aspie”se la pongono i fan di TBBT dall’inizio della serie, e ancora oggi,  non ha risposta. I suoi creatori negano di aver immaginato una figura autistica, e Sheldon dichiara regolarmente che sua mamma “l’ha fatto valutare” senza alcun risultato. Eppure Sheldon colpisce gli Asperger, e cio’ non impedisce che siano in molti a riconoscersi in lui. Il francese Martin  Wincler, medico, scrittore e specialista di serie tv, ha aperto da qualche mese il suo sito internet alle testimonianze degli autistici.

Per lui, “gli Asperger amano Sheldon perchè rappresenta una forma d’atipia nella quale si riconoscono. Ma Sheldon ha una grande opinione di se stesso e non è disarmato, cio’ è raro nel caso degli Asperger, che devono affrontare tutti i tipi di difficoltà. Inoltre Sheldon è capace di difendersi immediatamente senza bisogno di tempo per interpretare a differenza degli Asperger. Verbalizzando in modo permanente come fanno gli altri, Sheldon permette agli Asperger di capire  le espressioni dei loro visi, del linguaggio del corpo, e di esercitare il loro sguardo. Sheldon è dunque meno Asperger in rapporto a questi ultimi”.

Asperger  o no, Sheldon puo’ sviluppare le sue abilità, immaginare un algoritmo per farsi degli amici o reinventare il gioco”foglio-sasso-forbice” in un ambiente che si adatta alle sue stranezze e le prende cosi’ come sono. Pero’ questa tolleranza, gli Asperger se la sognano. Perchè al giorno d’oggi, per la maggior parte di loro, la situazione non è semplice. “La piu’ grande difficoltà e far riconoscere le loro specificità e integrarli nella società”, spiega Véronique Zbiden Sapin, professoressa alla Scuola Superiore del lavoro sociale di Friburgo.

Potenziale e competenze

Infatti, il 90% degli Asperger  non  riesce ad avere una formazione professionale e a trovare un impiego. Il percorso è drammatico, fatto di diagnosi sbagliate, prese in carico psicologizzanti  inadeguate e i rifiuti sono numerosi. Le testimonianze sui forum, sui blog riflettono i pregiudizi e le brutalità di cui molti autistici sono vittime. Un dispiacere, per gli Asperger che sono riusciti a realizzarsi, come Susan Conza (qui la sua testimonianza), direttrice d’Asperger Informatik: “Se possono lavorare nell’ambito delle loro competenze, in un ambiente che tiene conto della loro specificità gli Asperger eccellono, sottolinea. A volte, quando meno c’e’ lo aspettiamo”.

“Secondo il mio assistente, sono inadeguato per i miei pazienti, racconta Benjamin, dentista recentemente diagnosticato. Apparentemente, il mio modo di parlare schietto li mette a disagio. Il contatto con loro non mi stressa: li vedo uno a uno, lo so che si fidano di me”.

 A differenti livelli, pertanto un cambiamento sembra iniziare. Molte imprese commerciali si stanno concentrando sulle competenze degli autistici, soprattutto nel campo dell’informatica, o dove adottano disposizioni necessarie per questi collaboratori .

L’associazione Asperger-Romandie, ha osservato un’evoluzione delle domande delle famiglie”. Sempre piu’ persone sono informate sulla sindrome di Asperger, dice Corinne Maeder Thentorey. Le diagnosi dei bambini sono piu’ facili da ottenere. Ma persistono delle lacune, i professionisti sanitari sono sempre piu’ numerosi quando pensano all’autismo nel caso di un bambino in difficoltà. Le scuole e gli ambienti di educazione specializzata sono piu’ sensibili, ed esistono delle formazioni. C’e’ dunque un miglioramento, ma nessuna garanzia di una presa in carico adeguata”.

“Nell’insieme anche gli insegnanti si sforzano di comprendere, conferma Agnès, mamma di un Asperger di 13 anni. Ma la sua grande preoccupazione è l’orientamento professionale, non sa a chi rivolgersi”.

Per i giovani e gli adulti, resta dunque molto da fare. “Gli Asperger hanno bisogno di sostegno per tutta la vita, spiega  Catherine Dubois-Pelerin, mamma di un Asperger di 22 anni. Non in maniera costante, ma devono avere un referente, che agisca come un’interfaccia. Finchè non lo troveranno, la loro integrazione sarà estremamente difficile.”

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, tratto da Femina.ch

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La Ausl di Rimini compra i bambini vaccinati, un pediatra puo’ perdere fino a 5000 euro

IL PIANO DELL’AUSL PER LA SALUTE DEI PICCOLI
Premi ai pediatri che fanno vaccinare
A Rimini troppi bimbi non sono protetti. Incentivi fino a tremila euro per i medici.
Chi ha pochi pazienti sottoposti a profilassi può perdere fino a cinquemila euro.
RIMINI. Troppi genitori decidono di non vaccinare i propri bimbi, e l’Ausl prende provvedimenti: “penalità” per i pediatri con pochi pazienti vaccinati, premi fino a 3mila euro l’anno per i “virtuosi”.
L’aspetto rientra nell’accordo aziendale tra i medici pediatri e l’azienda sanitaria, e affronta un aspetto spinoso in provincia. Assai bassa infatti è sul territorio la percentuale di bambini che non sono stati sottoposti alle profilassi facoltative; non alta (e di molto inferiore alla media italiana) la percentuale di bimbi passati dalle vaccinazioni obbligatorie. «Gli obiettivi che si è data l’Azienda sanitaria sono regionali e ministeriali: altre aziende adottano queste forme di incentivi», chiarisce da subito il primario della Pediatria territoriale, Maurizio Bigi. Le vaccinazioni obbligatorie, prescritte per legge, per tutti i nuovi nati sono l’anti-poliomielitica, l’anti-difterica, l’anti-tetanica e l’anti-epatite B. Il vaccino commerciale più usato associa l’anti-tetanica, l’anti-difterica all’anti-pertosse, che è tra quelle raccomandate, perché comporta gravi rischi se contratta prima dei 18 mesi. Rientrano tra le raccomandate per i nuovi nati anche le vaccinazioni anti-morbillo, anti-rosolia e anti-parotite. In Italia, la media dei bimbi sottoposti a vaccinazione obbligatoria tocca quota 98%, ma a Rimini non supera il 92%. Un tasso troppo basso che, secondo i tecnici sanitari, aumenta il rischio per i piccoli, e la spesa medica per l’assistenza. Per questo, ai medici pediatri, è raccomandato il lavoro di sensibilizzazione coi genitori. «Ma a Rimini – spiega Daniele Zavalloni, segretario provinciale della federazione italiana medici pediatri, a rappresentanza di una quarantina di specialisti sul territorio – la situazione è particolare: è la provincia della regione coi dati più bassi di vaccinazione. Due i motivi principali: la presenza del Comilva, il comitato per la libertà di scelta nelle vaccinazioni molto attivo in città, e le medicine alternative che in buona parte negano la bontà delle profilassi. La concomitanza ha avuto un effetto disastroso sul territorio, e alcuni nostri colleghi non svolgono quanto la deontologia chiede loro, ossia far capire ai genitori che vaccinare i bambini è importante». Da tempo, l’Azienda si era mossa per incentivare i medici alla sensibilizzazione, ma là dove i numeri non danno soddisfazione, l’Ausl interviene con altri numeri: i soldi. Nel primo accordo in tal senso, quello del 2010, sia penalità che premi andavano a scaglioni secondo le percentuali di bimbi vaccinati. L’ultimo accordo aziendale è stato modificato e sono aumentate le penalità che rimangono sempre più alte dei “premi”: un pediatra può “perdere” fino a 5mila euro l’anno se, nel suo carnet di pazienti, non vanta un’alta percentuale di bimbi vaccinati. «In realtà – chiosa Zavalloni – malgrado gli accordi, l’Ausl non è riuscita ad ottenere ancora l’innalzamento della percentuale di vaccinazioni: servirebbe altro, come ad esempio una strenua presa di posizione nei confronti di coloro che sconsigliano pubblicamente il vaccino». Di Patrizia Cupo

Disabilità e integrazione scolastica: Consigli urgenti per i genitori

Il 31 luglio di ogni anno scade il termine per lo sdoppiamento delle classi e la concessione di deroghe per il sostegno.
I genitori interessati o le loro Associazioni e Sezioni locali, se lo ritengono opportuno, possono inviare un sollecito del seguente tenore….

(a cura dell’avv.Salvatore Nocera vicepresidente FISH)

AL DIRETTORE GENERALE DELL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DI………………
AL DIRIGENTE DELLA SCUOLA………………

OGGETTO: Promemoria sulla normativa per l’integrazione degli alunni con handicap
Nello spirito di collaborazione, ci permettiamo ricordare che il 31 Luglio p.v. scadono i termini entro i quali i Direttori generali scolastici regionali debbono sdoppiare le classi con più di 27alunni, se è iscritto un solo alunno con handicap e con più di 22, se sono iscritti due alunni con handicap. Ciò in forza del D.M. n. 141/99, come modificato dalla CM n.19/2007. Inoltre loro debbono autorizzare le richieste di un maggior numero di ore di sostegno, purché documentate adeguatamente o rigettarle con motivazione articolata, poiché l’art 26 comma 16 della legge finanziaria n. 448/98, richiamata espressamente dallo stesso decreto, fissa la necessità di soddisfare la richiesta nazionale di integrazione scolastica.
Ci permettiamo di ricordare al Dirigente scolastico che, oltre ad avere inoltrato le richieste di autorizzazione di cui sopra, dovrebbe provvedere, prima dell’inizio delle lezioni, ad individuare il collaboratore e la collaboratrice scolastica, incaricati di prestare l’assistenza materiale ed igienica agli alunni con handicap, offrendo loro il corso di aggiornamento di cui alla nota ministeriale prot. n. 3390/01, nonché alla richiesta agli Enti locali, ove necessario, della nomina degli assistenti educativi per l’autonomia e la comunicazione, di cui all’art 13 comma 3 L. n. 104/92.
Ci permettiamo inoltre di chiedere al Dirigente scolastico, come segno di attenzione alla qualità dell’integrazione scolastica, di voler organizzare nel periodo intercorrente fra il 1 Settembre e l’inizio delle lezioni (utilizzando i fondi per l’aggiornamento) un breve corso di aggiornamento e di programmazione per tutti gli insegnanti curriculari, che hanno in classe alunni con handicap, in modo che essi siano messi in condizione di leggere ed interpretare collegialmente la Diagnosi funzionale e, sulla base di questa, impostare collegialmente il Profilo dinamico funzionale ed il Piano educativo individualizzato per ciascun loro alunno, come richiesto dal DPR del 24/2/94 e dalla Nota ministeriale prot. n. 4798/05.
Le famiglie degli alunni con handicap offrono la loro disponibilità per individuare eventualmente qualche esperto delle associazioni che possa fornire informazioni e chiarimenti professionali sulle specifiche problematiche didattiche connesse alle disabilità ed alle capacità e potenziali apprenditivi dei loro figlioli, a tutto vantaggio del miglioramento della qualità del servizio scolastico nel suo complesso.
Convinti di avere offerto con la presente un’opportuna collaborazione, che non vuole per nulla essere invasiva delle Loro competenze, si rimane a Loro disposizione e si porgono distinti saluti.

Data………………
FIRMA………………
(DELL’ASSOCIAZIONE CUI È ISCRITTA LA FAMIGLIA O DEGLI STESSI GENITORI)

N B: Dal momento che una buona qualità dell’integrazione scolastica interessa anche i genitori degli alunni non handicappati, la lettera può, con qualche aggiustamento, essere firmata anche da loro.

Dal sito Superando.it

 

Disabili e crisi: famiglie in ginocchio

A dire la verità, le famiglie erano in ginocchio anche prima della crisi ! e resteranno in ginocchio anche dopo la crisi ( sempre che passi…)

Sono appena tornata dal Centro di riabilitazione che segue Diletta. Mentre attendevo che mia figlia facesse la sua terapia ho incrociato lo sguardo con un’altra mamma. Una mamma stanca, con gli occhi spenti.

Ho iniziato a parlare con lei raccontando, come succede, un po’ della mia storia. Così ad un certo punto lei è esplosa. Vive in un residence del comune, un “buco” (così lo ha chiamato lei) di 30 mq assegnato dopo essere stata accolta in una casa famiglia con i suoi tre figli di 11, 7 e 3 anni. L’ultimo autistico.

Ha iniziato a gridarmi il suo dolore per essere stata licenziata a fine contratto. Per non avere di che fare la spesa. Per vedere suo marito lavorare giorno e notte per venti euro. Poi le ho chiesto: “come mai vi siete ritrovati in questa situazione?“. I suoi occhi hanno cambiato luce, entrando nella via del ricordo.

Mi ha raccontato che anni fa avevano una casa piccola e carina, un mutuo che pagavano sempre, un piccolo ristorante in società con un parente e tutto andava bene. Un bel giorno scoprono che questo parente aveva combinato tanti guai. La società fallisce portandosi dietro suo marito e tutta la famiglia. La casa pignorata poi va all’asta, il locale segue la casa. Nasce il terzo figlio e lei partorisce dentro la casa famiglia. Accolta con i bambini mentre il marito resta fuori.

Parlavamo ancora quando la terapista conduce a lei un bimbo di tre anni tenerissimo. A questo punto lei si mostra preoccupata. 32 gradi fuori e due ore di autobus per tornare a casa. Le chiedo se le fa comodo fare un pezzo di strada insieme per farle prendere solo un mezzo e non tre. Lei si commuove. Io pure. Saliamo in macchina con Diletta e i nostri due amici. Un percorso imbarazzato e angosciato perché sento il dolore e la vergogna per un bimbo (e per tutti gli altri) che rientra in un residence senza avere certezza di cenare, trovando due fratellini che nessuno invita mai. Bambini ai quali non è consentita la gita scolastica, non è consentito l’invito alla festa di fine anno.

Bambini di serie B diventati di serie C con un fratello autistico al seguito. Discriminata la madre che nessuno fa più lavorare (e so bene cosa si prova!), discriminata l’intera famiglia che è andata ad arricchire la povertà. Un bambino disabile sotto il sole, cui è stato rifiutato il trasporto del comune perché (è stato detto alla sua mamma): “suo figlio cammina!”. Un’immagine che mi ha distolto dal mio mondo. Una sensazione che voglio rendere una opportunità.

Una riflessione comune di un dolore immenso. Tre mesi di scuole chiuse per chi ha difficoltà economica equivalgono a rendere famiglie già in ginocchio, completamente sdraiate. A danno dei bambini. Saish (assistenza domiciliare) ridotto all’osso, centri estivi irraggiungibili per via della soglia Isee e delle liste d’attesa, servizi per bambini costosi e carenti e se poi questi bambini sono disabili i servizi diventano assenti come le istituzioni che onde evitare guai vanno in ferie prima di tutti.

Le poche eccezioni di merito non bastano.  

Fonte: Ilfattoquotidiano.it