Studenti portatori di handicap, così lo Stato spreca i soldi

Vent’anni fa entrava in vigore la legge 104, una legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. Molti la conoscono per le opportunità che offre ai lavoratori che devono assistere familiari disabili. In realtà è molto di più: per esempio, è uno strumento straordinario per favorire l’integrazione degli alunni diversamente abili nelle scuole statali e paritarie.

Questa legge ha abolito le classi differenziali e ha tracciato la strada affinché lo studente disabile non sia emarginato, ma possa sentirsi accolto dalla classe e aiutato nel percorso dell’istruzione. Prevede, infatti, che una équipe multidisciplinare, composta da un docente di base, uno di sostegno, un neuropsichiatra infantile e dagli stessi genitori, tenuto conto delle potenzialità e delle difficoltà dell’alunno, elabori un programma educativo individualizzato ed indichi le figure professionali (insegnante di sostegno, educatore professionale, assistente educativo, traduttore del linguaggio e dei segni etc.) che devono supportare l’alunno e le ore di sostegno necessarie.

In questo modo lo studente diversamente abile diventa parte della sua classe, cresce e matura con essa e diviene egli stesso stimolo per i compagni a confrontarsi con i problemi della vita, a cercare da subito l’equilibrio. Ciò garantisce il diritto soggettivo inviolabile, riconosciuto dalla Costituzione italiana e da quella europea, all’istruzione, all’educazione e all’integrazione scolastica, strumento necessario per la realizzazione e lo sviluppo della personalità del portatore di handicap.

Perché l’intento legislativo si realizzi è però necessaria un’adeguata programmazione delle risorse economiche, che purtroppo ancora manca. Accade, infatti, che il ministero dell’Istruzione preveda sistematicamente stanziamenti insufficienti, che non consentono ai dirigenti scolastici di garantire, a chi ne ha diritto, il sostegno adeguato alla propria patologia. Il bilancio è salvo, ma il risultato è catastrofico: l’alunno diversamente abile non progredisce, non si inserisce e spesso, seppur involontariamente, disturba la classe. Il docente di base è sconfortato, perché non riesce a seguire adeguatamente né l’alunno in difficoltà, né gli altri suoi allievi. In questo modo i buoni propositi della legge naufragano miseramente, trasformando in delusione l’entusiasmo di quei genitori che speravano che almeno la scuola riconoscesse ai loro bambini gli stessi diritti di tutti gli altri.

Molti si rassegnano, pensando che non ci sia modo per combattere contro l’esiguità delle risorse; altri però non si arrendono e, grazie anche al supporto di tante associazioni, ricorrono alla magistratura, affinché obblighi l’istituzione scolastica a garantire l’effettiva integrazione dell’alunno diversamente abile. Ancora una volta, la Giustizia deve sostituirsi al buon governo e tutelare i cittadini rispetto allo Stato: in pochi anni si è formata una giurisprudenza consolidata, che impone alle scuole, sia pubbliche che paritarie, di riconoscere il sostegno adeguato alle singole patologie degli alunni.

Di fronte a questo fatto, ci si aspetterebbe che l’Amministrazione comprendesse che non può comprimere un diritto inviolabile e si organizzasse finalmente per garantire a tutti gli alunni l’integrazione scolastica. Invece no.

Lo Stato preferisce utilizzare le sue risorse per continuare a resistere nei giudizi! Preferisce essere condannato a risarcire i danni e le spese, ma non adegua gli stanziamenti per questo settore. Se continua così, prima o poi, anche la Corte di giustizia europea sarà chiamata ad occuparsi della questione e ciò comporterà una ulteriore condanna per il nostro Paese.

E allora, non sarebbe meglio intervenire prima, pianificare meglio le risorse ed evitare contenziosi inutili e costosi? Certamente sì, ma perché ciò accada è necessario accendere il dibattito intorno a questo argomento, perché le famiglie siano informate, perché gli amministratori e più in generale i politici realizzino che non stanno solo ostacolando il diritto degli alunni diversamente abili, ma stanno vanificando una legge straordinaria, della quale non esitano a farsi vanto, che tutti vollero e salutarono con entusiasmo.

Articolo tratto da Il Sussidiario

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Avatar di La rana dalla bocca largaautismo incazziamoci

COPIO DAL GRUPPO “IL COSTO DELL’AUTISMO” SU FACEBOOK. IL TITOLO NON E’ DELL’AUTORE DEL POST MA DELLA NUMEROSA E INDEFETTIBILE REDAZIO NE DI AI, PER CUI SMETTETELA DI FARVI LE SEGHE MENTALI E LASCIATELO TRANQUILLO (G.P.)

Vedo moltiplicarsi i profili degli amici che accendono una lampadina azzurra sulla foto: è il bel segno della partecipazione alle manifestazioni del 2 aprile, giornata mondiale dell’autismo.
Un mio fraterno amico mi ha chiesto se scenderò in piazza. No. Non lo farò. Non voglio più ripetere la desolante scena degli ultimi anni (desolante per me naturalmente, non fraintendetemi) in cui mi sono sentito ancora più foglia persa in balia del vento.

Non voglio provare quella sensazione di assoluta estraneità mentre il rappresentante di questa o quella o quell’altra associazione dice: venite da noi, la terapia ve la faccio io, cerchiamo di farci riconoscere così abbiamo più visibilità, e mi becco i soldi…

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Sindrome di Asperger: Mary and Max

Mary and MaxMary and Max è un film d’animazione australiano del 2009 diretto da Adam Elliot realizzato con la tecnica dello stop motion.

Mary Dinkle è una bambina che vive nella periferia di Melbourne, in Australia, insieme ai suoi genitori e al suo gallo. Non è una bambina molto socievole e le sue amicizie si limitano al suo animale da compagnia e ad alcuni pupazzi di sua costruzione, raffiguranti i personaggi del suo cartone animato preferito. Il papà di Mary, Noel Norman, lavora in una fabbrica di bustine di the e non dedica molte attenzioni alla figlia. La madre, Vera Lorraine, è sempre ubriaca e rappresenta motivo di turbamento da parte della piccola Mary che dopo la morte del nonno, unico punto di riferimento della bambina, non ha più nessuno che possa rispondere alle numerose domande che si pone sul mondo che la circonda.

Proprio la grande curiosità di Mary la porta a spedire una lettera ad un indirizzo casuale in America, per avere risposta ad una delle sue tante domande. Riceve tale lettera Max Horowitz: un curioso newyorkese di quarantaquattro anni con la Sindrome di Asperger, asociale ed emotivamente fragile.

Tra i due nasce una grande amicizia. Mary continua a raccontare a Max le sue angosce e i suoi sogni, Max fa lo stesso con la medesima ingenuità della bambina. Si accompagnano l’un l’altra nel trascorrere della vita, quando Mary perde i genitori, quando Max viene rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Fino al giorno in cui Mary, ormai diventata grande, si dedica agli studi universitari di psichiatria, laureandosi e pubblicando un libro proprio sulla sindrome di Asperger e usando Max come caso di studi. Quando spedisce una copia del libro all’amico, lui reagisce male, ponendo fine alla corrispondenza tra loro. Mary cade in depressione, al punto di distruggere tutte le copie del suo libro e di cadere nel’alcolismo.

Intanto Max prosegue la sua vita il più regolarmente possibile, finché un piccolo scontro con un mendicante non lo fa ritornare sui suoi passi e perdonare Mary, alla quale manda subito un pacco con alcuni regali in segno di riconciliazione. Il pacco trova Mary appena prima che compia un insano gesto, causato anche dall’abbandono di lei da parte del marito. Mary ritrova la sua ragione di vita e si scopre anche che aspetta un bambino.

Ad un anno dal tentato suicidio, Mary si reca con suo figlio a New York, a trovare Max per la prima volta. Quando arriva però Max è morto da qualche ora.

Tratto da wikipedia

La psicanalisi: il declino di un’illusione

293 Fuori-serie psicanalisi

Dalla fine della seconda guerra mondiale, la psicanalisi e Sigmund Freud hanno occupato un posto particolare nella sfera intellettuale, nell’insegnamento e nelle pratiche terapeutiche. Il sistema, spesso chiamato freudismo ha dominato le élites e i media in alcuni paesi per circa 40anni. La Francia e l’Argentina sono rimasti tra i paesi piu’ influenzati da questo sistema di pensiero.

Diversi fattori spiegano la penetrazione delle idee di Freud nell’opinione pubblica , nei media e presso i terapeuti.

Dei concetti semplici che si sono imposti come verità indiscusse: l’inconscio, la rimozione, il complesso di Edipo, etc. Questi concetti sono diventati luoghi comuni nel linguaggio corrente largamente utilizzato per spiegare gli atteggiamenti e i comportamenti dell’uomo.

La psicanalisi viene insegnata a tutti i liceali dei corsi di filosofia alla fine del curricolo secondario. Il suo approccio semplicistico che sembra universale ha sedotto delle generazioni di professori e allievi. L’università ha ripreso nei suoi insegnamenti di psicologia la psicoanalisi come perno del suo insegnamento. Nella maggior parte dei mezzi di comunicazione vengono utilizzati psicanalisti accreditati che portano il punto di vista della psicanalisi su qualsiasi disastro o argomento che riguarda la società.

La psicanalisi si presenta come se si utilizzasse un approccio scientifico. Ed ha la pretesa di spiegare tutto principalmente tramite la sessualità infantile e i suoi traumatismi.

Una formazione scientifica insufficiente di psicoterapeuti in neurologia, genetica, etc, come ha rilevato lo psichiatra  Christophe Andrè, durante un dibattito con Simon Kipman: ” Ahimè, nelle facoltà di psicologia, gli studenti sono per la maggior parte formati quasi esclusivamente con riferimenti psicoanalitici. Sono pochi i progressi fatti dalla neuroanatomia, dalla biologia, dalla genetica e dalla farmacologia, sono poco aperti alle altre terapie che non siano analitiche. Molti dei nostri psicologi  non sono preparati in maniera eclettica a curare la sofferenza psicologica.” 1

Negli anni 80, gli intellettuali americani che avevano aderito al freudismo, hanno iniziato a rimettere in questione il dominio della psicanalisi. Nel mondo francofono questo movimento ha subito un ritardo, Dei precursori sono stati Jacques Van Rillaer con Le illusioni della psicoanalisi (1995 ), Jacques Bénesteau con la sua opera Menzogne freudiane (2002). Ma è soprattutto con gli autori del Libro Nero della psicanalisi (2005),  e poi recentemente con Michel Onfray e Il crepuscolo di un idolo, l’affabulazione freudiana, che questa discussione è stata esposta al grande pubblico.

La contestazione si è accesa sulla scientificità della teoria, sulle affermazioni dei successi terapeutici, sulla disonestà scientifica e sul mistero che circonda una parte degli scritti di Freud.

Ma la rimessa in causa piu’ radicale, per la teoria psicanalitica è arrivata dai progressi della scienza che ha aperto un varco sulle giustificazioni strampalate delle corrente psicanalitica su delle patologie di cui si ignorava l’origine  e che trovano oggi delle spiegazioni, certo ancora parziali,  grazie ai progressi della psicologia scientifica, delle neuroscienze, della genetica e degli strumenti di esplorazione funzionale del cervello come l’IRM ( immagine a risonanza magnetica, nel caso dell’autismo).

Nel campo della pratica terapeutica, il dibattito è apparso con lo sviluppo dei trattamenti che hanno dimostrato l’efficacità, e sono stati rigorosamente valutati, come le terapie cognitivo-comportamentali (TCC) o il trattamento psichiatrico delle dipendenze, delle depressioni.

La valuazione collettiva contenuta in un rapporto dell’Inserm  20042 (Istituto nazionale della sanità e ricerca medica)  ha scatenato un tiro di sbarramento degli psicoanalisti, prima reazione profonda a un movimento di contestazione. Il ministro della salute all’epoca, ha deciso di ritirare il documento dal sito del Ministero, a discapito della scienza e dell’interesse dei pazienti. Oggi gli psicanalisti si sentono contestati ed hanno paura di perdere un aparte della loro clientela. E’ questa puo’ essere la ragione degli attacchi violenti contro le terapie cognitivo comportamentali, accusate recentemente di praticare un “addomesticamento umano”, utilizzando falsamente i metodi di Pavlov e del Dr Coué. Gli attacchi alle persone ( che arrivano fino alle accuse antisemite) fanno parte di questa difesa disperata.

Questo numero speciale di Scienze e pseudoscienze propone di portare in questo dibattito una riflessione su tre piani: lo statuto scientifico della psicanalisi, la realtà delle affermazioni terapeutiche degli psicanalisti, e il posto ingiustificato occupato dalla psicanalisi negli spazi pubblici (salute, giustizia, media, etc.). Cosi’, il lettore potrà scoprire o meglio capire quella che Aldous Huxley chiamava la “frode”.

 1 Lefigaro.fr, 24 octobre 2005, Simon Daniel Kipman et Christophe André, « La difficile eredità di Sigmund Freud ». Intervista raccolta da Frédéric Fritscher, Marie-Laure Germon et Alexis Lacroix :

2 « Psicoterapia, tre approcci valutati. Psychothérapie, trois approches évaluées  Éditions Inserm, ISBN 2-85598-831-4, 568 pages, Février 2004.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale tratto dal sito dell’Associazione Francese per l’informazione scientifica AFIS

                                      

Sigmund Freud
Sigmund Freud

Sindrome di Asperger: Kyle Koleman, la popstar che non parlava

Kyle è un ragazzo fortunato a vivere in Inghilterra. In Italia, ai ragazzi con la Sindrome di Asperger se tutto va bene sbagliano le diagnosi, gli propinano psicofarmaci, gli annientano l’autostima e li fanno regredire perchè vogliono omologarli agli altri invece di valorizzare i loro punti di forza !

Kyle Coleman  ha 25 anni, è inglese e soffre di quella che gli studiosi chiamano Sindrome di Asperger . Una forma di autismo che gli impedisce le relazioni con il mondo esterno tanto da essere diventato quasi muto. Invece Kyle ora ha inciso un album  dal  “Therefore I Am”, scaricabile da iTunes. Kyle non parla, ma canta e lo fa benissimo. Tutto grazie a una fondazione che difende e promuove gli autistici inglesi, dove il ragazzo è stato letteralmente salvato dalle lezioni di musicoterapia

I video girano già su Youtube e Kyle è diventato una vera star: la cosa incredibile è che solo attraverso le canzoni riesce a comunicare al mondo, come in “Just Listen “, che, secondo il Sun, parla proprio del comunicare con le persone autistiche.

Nel 2009 Kyle inizia a prendere lezioni di musicoterapia con la terapista Carine Kelley che subito nota la sua capacità musicale: è in grado di riprodurre sulla pianola le melodie che ascolta senza nessuna formazione musicale.

La sua personalità e le sue emozioni brillano mentre lui canta e questo ha reso possibile lo sviluppo di una relazione speciale fra me e lui, e ha permesso alle potenzialità di Kyle di decollare“, dice la terapista.

Felicissima anche la mamma di Kyle che racconta della morte del padre del ragazzo, avvenuta quando lui aveva solo due anni: era un musicista e i geni non mentono.

La musica e il canto “non lo hanno solo trasformato – come si legge sul sito ufficiale- lo hanno curato e continuano a dispiegare le dimensioni delle abilità di Kyle ogni giorno di più“.

Articolo originale qui

Sindrome di Asperger: quando mi accorgo di avere un figlio “diverso”

A proposito di accessori Asperger.

Ogni tanto mi accorgo di avere un figlio  leggermente “diverso” dalle facce che fanno i genitori all’uscita della scuola quando vedono Aspie camminare per il corridoio con delle enormi cuffie isolanti in testa, zaino sulle spalle e una borsa porta pc nella mano. L’altro giorno, una mamma quando l’ha visto arrivare con quelle cose sulle orecchie ha strabuzzato gli occhi, e non è la prima che vedo !. L’espressione che manifestano è un misto tra perplessità, sorpresa, e non ho capito ! C’e’ forse un marziano tra di noi in contrasto con la massa che fuoriesce dall’istituto ?

Ancora una volta devo constatare che gli adulti sono meno preparati all’ incontro con il “diverso”,  rispetto ai ragazzini che invece dimostrano apertura e curiosità (in molti le vogliono provare e gli chiedono perchè le usa), anche se ovviamente non mancano gli stupidi che lo prendono in giro.

Aspie non sopporta il rumore eccessivo tra i cambi di lezione  (le grida, e le voci che si sovrappongono), i sussulti della classe improvvisi, il casino della ricreazione, il frastuono e la calca di gente che si forma all’uscita di scuola.

In questo post ho elencato le tre cose essenziali che gli servono per sopravvivere durante le ore scolastiche: la nutella, le palline antistress e i tappi per le orecchie.

https://mondoaspie.com/2012/02/21/scuola-media-e-asperger-quello-che-aspie-deve-avere-sempre-con-se

Alcuni giorni fa l’ho visto stare veramente male per il rumore improvviso provocato dalle grida di gioia dei suoi compagni di classe che avevano vinto una gara di lettura. Preoccupata, la notte ho elaborato una soluzione e sono corsa ai ripari e gli ho comprato un paio di cuffie isolanti di quelle che usano gli operai che sono esposti a rumori molto forti. E sono queste qua:

Aspie le utilizza insieme ai tappi. Cuffie+tappi, e dice che adesso si sente decisamente meglio perchè solo i tappi erano inutili infatti sentiva ugualmente.

Un problema per il momento è risolto ora posso concentrarmi sugli altri, e la lista è lunga !

Joey Hudy, il ragazzino inventore con la sindrome di Asperger che ha incantato Barack Obama

Joey e Obama sparano merighe
Joey e Obama sparano meringhe

Nel resto del mondo gli Stati investono milioni di dollari nella ricerca degli “Asperger”  che vengono considerati i talenti e le risorse uniche di una nazione, in Italia siamo messi peggio del terzo mondo, per non parlare delle province di Cesena e di Rimini dove non sanno neanche che cosa sia  la Sindrome di Asperger !!!

” Mi chiamo Joey Hudy, ho 14 anni e sono Asperger” inizia cosi’ la sua presentazione su Twitter.  Joey è un inventore che costruisce oggetti. In America dove vive è diventato famoso nell’ambito dei makers delle fiere Maker Faires.

I makers e’ il movimento culturale di coloro che prendono l’iniziativa e fanno qualcosa, usando le mani, cercando nuove strade per il lavoro, con talento e fantasia.

Una foto straordinaria mostra lo stupore del Presidente Barack Obama nel vedere all’opera l’invenzione di Joey Hudy.

L’Extreme Marshmallow Cannon, una macchina che spara per l’appunto ‘marshmallows’, le caratteristiche merighe gommose della tradizione americana che in genere si mettono nelle tazze di cioccolata calda oppure come in questo caso si usano come proiettili.

Disabilità: Insegnanti di sostegno, vincono le famiglie

Una sentenza arrivata in tempi record, che potrebbe segnare un importante precedente per future azioni legali. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso collettivo promosso dal Coordinamento scuole elementari di Roma, con cui 13 famiglie contestavano l’assegnazione di un numero di ore di sostegno inferiore al necessario per i loro figli, affetti da handicap gravi. Secondo le diagnosi funzionali delle Asl, questi bambini – che frequentano scuole d’infanzia o elementari – avrebbero avuto diritto al rapporto “1 a 1” (un insegnante di sostegno per il totale del tempo scuola di ciascun alunno disabile), ma a causa della mancanza di personale idoneo – effetto dei tagli agli organici degli anni scorsi – hanno ricevuto meno ore del dovuto.

Con questa sentenza, la III sezione bis del Tar del Lazio ha ribadito la necessità di rispettare il rapporto 1 a 1 per bambini con handicap particolarmente gravi, integrando il numero degli insegnanti, dove occorra, attraverso la flessibilità organizzativa o l’assunzione con contratti a tempo determinato di altri insegnanti di sostegno. Contro i provvedimenti degli istituti sull’assegnazione delle ore, dovuti anche agli organici stabiliti dal ministero dell’Istruzione e dall’Ufficio scolastico regionale,i ricorrenti si erano opposti lamentando la violazione dell’articolo 38 della Costituzione (diritto all’educazione dei disabili), forti anche della sentenza della Corte costituzionale del 26 febbraio 2010, che aveva dichiarato illegittimo il rigido limite fissato dalla Finanziaria del 2008 al numero degli insegnanti di sostegno.

«Spetterà all’amministrazione, ora, integrare il numero delle ore di sostegno per questi bambini – spiegano gli avvocati Marco Tavernese e Maurizio Rossi dello studio legale Tavernese, che hanno patrocinato il ricorso – Se non lo farà spontaneamente, intraprenderemo ulteriori azioni legali». I ricorrenti hanno rinunciato alla richiesta di risarcimento proposta (mille euro per ogni mese di mancato sostegno con rapporto 1 a 1) e il Tar ha condannato l’amministrazione resistente alle spese di lite. Esulta il Coordinamento scuole elementari di Roma che, con sottoscrizioni volontarie negli istituti, ha raccolto oltre 4mila euro per le spese legali: «Questo è il primo ricorso collettivo effettuatoe vinto presso il Tar del Lazio- spiega Bruna Sferra, una delle insegnanti promotrici – Il Coordinamento valuterà ora la possibilità di fare un nuovo ricorso per le altre famiglie che negli ultimi due mesi ne hanno fatto richiesta».

7 marzo 2012 , articolo di Repubblica

Avatar di nirosseautismo incazziamoci

 Oggi ho avuto un colloquio con l’insegnante di sostegno di mio figlio, 11 anni, studente di prima media diagnosticato Asperger.

Mi aveva convocata per comunicarmi dei problemi insorti in questi giorni di scuola.

Premetto che non sono riuscita ad avere colloqui nè con la dirigente nè con gli insegnanti per poter presentare mio figlio, anche se li ho richiesti sia verbalmente che in forma scritta e protocollata nella segreteria della scuola.

Sono amareggiata dal problema che mi hanno esposto ma,soprattutto,dalla soluzione propostami, mi spiego: mio figlio è perfettamente scolarizzato, ha sempre seguito il programma degli altri bambini alle elementari senza incontrare particolari difficoltà ma è ancora iperattivo e pensa a voce alta.

Questa cosa dà molto fastidio alla sua professoressa di matematica, la quale mi ha chiesto esplicitamente di andare a prenderlo prima nelle sue ore perchè “Pensando a voce alta viene deriso e distrae i compagni ed io non…

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Sindrome di Asperger : Hugo si definisce “un superstite” e racconta come è scampato alle terapie psicanalitiche

Testimonianza E1 – Un autistico Asperger racconta come ha rifiutato le terapie psicanalitiche.

La presa in carico dell’autismo, la grande causa nazionale del 2012 in Francia, è oggetto di violenti dibattiti. Da diversi mesi, i seguaci della psicanalisi e i sostenitori dei metodi educativi e comportamentali si affrontano violentemente sulle maniere adatte per migliorare la vita quotidiana delle persone autistiche.

Fino a 6 anni, non parlava

Hugo Horiot ha 29 anni. E’ un autistico “Asperger” una forma di autismo che non altera le facoltà mentali. Fino all’età di 6 anni, non parlava e ha avuto fino all’età di 14 anni, enormi difficoltà a relazionarsi. Si definisce “un superstite dell’autismo” grazie a sua madre che ha rifiutato subito la presa in carico da parte di una psicanalista.

” Mi mettevano davanti alla faccia dei giochi che non mi piacevano: dei pupazzi, dei castelli in plastica. Ho dato un calcio al castello di plastica. Ho distrutto il castello di plastica che mi aveva messo sotto il naso. E lei mi ha detto: non va bene. Hai dato un calcio al tuo papà”. Insorge Hugo ai microfoni d’Europe 1. Per lui  i metodi psicanalitici sono un’ “aberrazione”.

“Mi ha stimolato dal corpo”

Afferma di esserne uscito “grazie alla battaglia condotta da sua madre”. Mi stimolava attraverso  il corpo. Cercava di entrare nel mio mondo, di comprendere la mia logica e di scivolarci dentro. E soprattutto, ha ottenuto un punto d’onore facendo in modo che non andassi in un’ istituzione specializzata”, aggiunge.

Oggi, il suo comportamento non desta sospetti e la sua dizione è perfetta. “Un autistico ha bisogno di essere messo nel mondo reale” conclude. “Esistono le competenze che lo  permettono  ma cio’ è possibile con un accompagnamento di tipo comportamentale”.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui
Il video dell’intervista qui in francese:
http://www.dailymotion.com/embed/video/xpas5h

Trattamento dell’autismo: una nuova disfatta della psicanalisi

Una nuova fase è stata superata nella guerra che oppone da diversi decenni gli psicanalisti d’obbedienza freudiana e i loro colleghi non-psicanalisti.

E’ un evento all’apparenza circoscritto, che interessa prima di tutto un cerchio relativamente ristretto di francesi, i genitori di bambini autistici, motivati dalla dolorosa prova che vivono nel quotidiano. Ma la sua importanza intellettuale e terapeutica interessa tutti e altrettanto l’opinione nel suo insieme.

L’Alta Autorità della salute (HAS) ha in effetti sconfessato in maniera spettacolare e pubblica le teorie e le pratiche terapeutiche ispirate dalla psicanalisi e utilizzate nel trattamento dell’autismo. L’HAS istituzione ufficiale composta da ricercatori e medici riconosciuti doveva pronunciarsi esclusivamente su questo soggetto. Ma un tale disconoscimento non mancherà di ricadere sulla credibilità generale della psicanalisi, disciplina sempre meno praticata nel mondo ma che mantiene in Francia un’influenza pregnante sulle istituzioni che si occupano del trattamento dei disturbi psichici.

Arcaismo e senso di colpa

Per gli psicanalisti,  l’autismo è una malattia psichica le cui radici sono essenzialmente da ricercare nell’ambito famigliare. Per farla breve, le discipline di Freud considerano che i disturbi che colpiscono questi bambini  -mancanza della comunicazione con l’esterno e comportamenti ripetitivi – siano in gran parte imputabili alle cattive relazioni che si stabiliscono dalla nascita tra la madre e il bambino.

Ne deducono delle pratiche terapeutiche che rifiutano la valutazione sistematica da parte di esperti esterni alla psicanalisi. Una di queste, è ” il packing”, che consiste nell’avvolgere i bambini in panni umidi bagnati e freddi per un certo lasso di tempo prima di riscaldarli, per il suo carattere strano e un po’ arcaico, è diventato il simbolo di una concezione di cure violente contestate da numerose associazioni di genitori.

Quest’ultime accusano gli psicanalisti  di avere aumentatole loro sofferenze colpevolizzando le madri, già profondamente colpite dalla disabilità che affligge il loro bambino. Ora che gli specialisti concordano ampliamente sulle cause neurologiche e non psicologiche dell’autismo e respingono le concezioni freudiane, anche se nessun metodo al momento è riuscito a guarire completamente il male.

Teoria “non pertinente”

La psicanalisi dominava un numero importante d’istituzioni psichiatriche, bisognava mettere fine alla disputa partendo dai piu’ alti vertici delle autorità della salute. E’ cosa fatta: le associazioni di famiglie di soggetti autistici ottengono l’essenziale soddisfazione e la psicanalisi è qualificata teoria “non pertinente”, conformemente all’opinione sostenuta dalla maggior parte di medici e specialisti a livello internazionale.

La HAS raccomanda con insistenza di allineare le pratiche terapeutiche francesi sulla norma internazionale, secondo delle concezioni largamente ispirate dagli psicoterapeuti comportamentali che consistono nel diagnosticare velocemente quella che è considerata non  come una semplice malattia ma come una disabilità, per applicare in seguito delle tecniche di presa in carico sistematica che coinvolgono da vicino le famiglie e vengono sottoposte a controlli regolari.

“Il libro nero della psicanalisi”

Cosi’, al di là del dramma dell’autismo, una nuova tappa è stata superata nella guerra che oppone da diversi decenni gli psicanalisti d’obbedienza freudiana e i loro colleghi non-psicanalisti. L’Obs aveva, una decina di anni fa, giocato un ruolo importante rendendo questo dibattito accessibilie al grande pubblico tramite la pubblicazione degli estratti dell’opera controversa chiamata “Il Libro Nero della Psicanalisi”.

Recentemente, il filosofo Michel Onfray ha creato uno scandalo dando una visione molto critica di Freud e del Freudismo. Il rapporto diffuso dall’HAS è un nuova tappa in questa battaglia.

Dominante negli anni 70 e 80, spesso legata a correnti di pensiero progressiste di quegli anni, dotata di un prestigio insigne presso le generazioni influenzate dal maggio del 68, la psicanalisi , che ha impregnato la cultura contemporanea ma che si indebolisce sotto i colpi di una concezione piu’ scientifica dello psichismo umano, subisce nuovamente un importante arretramento.

 Scritto da Laurent Joffrin

Direttore del Nouvel Observateur

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

Autismo Francia: la psicanalisi messa fuori gioco

La psicanalisi ha perso il combattimento. Nelle raccomandazioni delle buone pratiche sulla presa in carico dei bambini e degli adolescenti sofferenti di disturbi pervasivi dello sviluppo (DPS), pubblicate giovedi’ 8 marzo 2012 (leggere qui in francese PDF), l’Alta Autorità della salute (HAS) e l’agenzia nazionale della valutazione della qualità di vita degli istituti e dei servizi sociali e medico-sociali (Anesm), stimano che sia impossibile giungere” alla pertinenza” degli interventi fondati sugli approcci psicanalitici e la psicoterapia istituzionale nell’autismo, e considerano questi interventi ” sconsigliati”.

Questa valutazione ha causato nelle scorse settimane un ‘intensa agitazione mediatica, dopo la pubblicazione da parte del quotidiano Libération, il 13 febbraio di un articolo (qui la traduzione in italiano) che riportava in anteprima la versione non ufficiale del rapporto. Nel dettaglio, la posizione della HAS è rimasta invariata, e inaugura senza dubbio una nuova era nella presa in carico dell’autismo.

Molto atteso dai professionisti e dalle associazioni di famiglie, questo rapporto, è frutto di un lavoro di due anni, che ha mobilitato 145 esperti, ed è stato completato tramite una consultazione pubblica che ha coinvolto piu’ di 180 organizzazioni. Definito come un gruppo eterogeneo di disturbi caratterizzati da alterazioni delle interazioni sociali, della comunicazione e del linguaggio, i DPS riguardavano nel 2009 una persona con meno di 20 anni su 150, ossia un numero compreso di giovani tra 92 000 e 107 500. Una popolazione che da decenni a causa di gravi carenze non ha risposte nelle diagnosi, nelle strutture d’accoglienza e nell’ambito dell’istruzione.

 CAMBIAMENTO DIPLOMATICO

Le raccomandazioni dell’HAS e dell’Anesm si concentrano “sull’ intervento precoce, tramite professionisti formati, e un progetto personalizzato d’intervento adattato e rivalutato regolarmente” per i bambini con disturbi pervasivi dello sviluppo (DPS). Particolarmente raccomandati “se si manifestano prima dei 4 anni e nei tre mesi che seguono la diagnosi”, questi interventi saranno basati su “un approccio educativo, comportamentale e di sviluppo, nel rispetto delle condizioni di attuazione che hanno dimostrato l’efficacità: l’utilizzazione di un sistema comune di comunicazione e interazione con il bambino, gruppi di lavoro formati e supervisionati, rapporti d’inquadramento adulti per bambino, ritmo settimanale di almeno 20-25 per settimana”.

Per la prima volta in Francia nel campo della neuropsichiatria, un testo raccomanda ufficialmente il ricorso intensivo ai metodi educativi e comportamentali, di cui i risultati promettenti sono stati documentati da lunga data in molti paesi occidentali.

Un altro punto essenziale: l’attenzione portata al luogo e alla singolarità della famiglia e del bambino durante l’accompagnamento. I relatori raccomandano peraltro ai genitori di essere “particolarmente prudenti di fronte ad interventi che promettono di guarire completamente le manifestazioni dei DPS, nessuno trattamento puo’ guarire l’autismo, e nessun trattamento puo’ eliminare definitivamente i disturbi.

Se gli approcci educativi e comportamentali ( tipo ABA o Teacch), basati su degli apprendimenti ripetuti, d’ora in poi faranno parte degli “approcci raccomandati”, questo non vale per gli approcci psicanalitici. ” L’assenza di dati sulla prova della loro efficacità e la divergenza dei pareri espressi non permette di arrivare alla conclusione della pertinenza degli interventi fondati sui metodi psicanalitici e sulla psicoterapia istituzionale nell’autismo”, si legge nel capitolo degli “Interventi globali sconsigliati”. Un cambiamento diplomatico ma minimo riguardo alla versione di febbraio, che aggiungeva alla valutazione di “sconsigliati” quella di “non raccomandati”.

“REAZIONI ESTREMAMENTE PASSIONALI “

Di fronte alla protesta sollevata dalla versione provvisoria, la HAS ha tentato di risparmiare l’ambiente neuropsichiatrico  addolcendo i suoi propositi ? “Il nostro obbiettivo non era quello di placare i toni. Abbiamo preso nota delle reazioni estremamente passionali espresse, ma abbiamo deciso di non modificare nè il nostro calendario nè la nostra procedura”, afferma il professore Jean-Luc Harousseau, presidente del collegio dell’HAS. (qui in italiano l’articolo che contiene la smentita dell’HAS il 13 febbraio sul divieto dei metodi psicanalitici e il packing)

Che prosegue” da piu’ di trent’anni dalla loro introduzione, questi metodi non hanno dimostrato nè la loro efficacità nè la loro inefficacità”,  è ora che gli psichiatri si rimettano in discussione, ” accettando una valutazione delle loro azioni in funzione dei criteri di validità sul comportamento dei bambini, definiti da loro e con la cooperazione e l’accordo dei genitori”.

Resta il packing, una tecnica di avvolgimento dei bambini in panni umidi riservata ai casi di autismo severo contro la quale la maggior parte delle associazioni di genitori si scagliano violentemente da diverse anni. Senza grande sorpresa , l’HAS e l’Anesm hanno dichiarato che ” in assenza di dati relativi alla sua efficacità o alla sua sicurezza”, “si oppongo formalmente all’utilizzo di questa pratica”. Ad eccezione di collaudi clinici autorizzati” che rispettano la totalità delle condizioni definite dall’Alto consiglio della salute pubblica” di cui uno  è in corso presso il CHRU (Centro ospedaliero regionale universitario) di Lille.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale Le Monde qui