Ricerca: La variazione genetica nel GABRB3 è associata alla sindrome di Asperger e molteplici endofenotipi pertinenti nell’autismo

gene sindrome di asperger GABRB3Ricerca:  La variazione genetica nel GABRB3 è associata alla sindrome di Asperger e molteplici endofenotipi pertinenti nell’autismo.

CONTESTO

Le condizioni dello Spettro Autistico (ASD) sono associate a deficit nelle interazioni sociali e nella comunicazione, ai comportamenti stereotipati ripetitivi, limitati e ristretti. I disturbi dello spettro autistico sono fortemente ereditari. Il sistema dell’acido gamma-amminobuttirico (GABA) -ergico è stata associato in maniera consistente con delle atipicità nell’autismo,  in studi di associazione e di espressione genetica.

Un componente chiave del sistema GABAergico è codificato dal gene GABR3, già coinvolto nei disturbi dello spettro autistico e in differenze individuali nell’empatia.

METODI

In questo studio, 45 poliformismi nucleotidici semplici genotipati (PNS) nel GABRB3 sono stati testati per associazione con la sindrome di Asperger ( SA), e collegati a caratteri quantitativi misurati con i seguenti test: il Quoziente empatico (QE ),  il Quoziente dello spettro autistico (QA), il Quoziente di sistematizzazione riveduto (SQ-R), il test delle figure integrate (TFI), i test di  lettura della mente negli occhi (RMTE), e il test di rotazione mentale (TRM). Le analisi degli aplotipi dei due loci, tre loci, quattro loci, e un analisi d’aplotipo sette loci sono  state eseguite nei campioni di controllo con AS.

RISULTATI

Tre PNS  rs7180158 ( , rs7165604 , rs12593579 ) sono risultati significativamente associati alla sindrome di Asperger e due PNS  rs9806546 ( , rs11636966 ) erano significativamente associati al Quoziente empatico. Due coppie PNS – PNS  rs1035751 , rs12438141 – e – rs12438141 rs7179514, hanno mostrato un’importante associazione con la variazione dei risultati del test delle figure integrate. Una coppia  PNS – PNS , rs7174437 – rs1863455, era significativamente associata alla variazione dei punteggi del test di rotazione mentale. Inoltre, alcuni aplotipi, tra cui una regione genomica di 19 kb  ha formato un blocco di squilibrio di collegamento (DL) nel nostro campione e conteneva diversi PNS nominalmente importanti, perché associati in maniera significativa con la sindrome di Asperger.

CONCLUSIONI

Il presente studio conferma il ruolo del  GABRB3 come gene  importante candidato nei disturbi dello spettro autistico e nella variazione degli endofenotipi ( nota di traduzione: termine utilizzato in epidemiologia genetica per analizzare i sintomi comportamentali e fenotipi piu’ stabili con un collegamento genetico chiaro ) associati.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: fonte, Autisme Information Science 

Mol Autism. 2013 Dec 9;4(1):48. [Epub ahead of print]

Warrier V, Baron-Cohen S, Chakrabarti B.

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Ricerca: L’ossitocina, un trattamento promettente per l’autismo

ossitocina autismo ormone amoreUno studio della New York University pubblicato nell’edizione del 4 agosto 2013 della rivista Nature, descrive il ruolo dell’ossitocina chiamata ormone dell’amore nel funzionamento del cervello. La ricerca conferma che questo ormone prodotto naturalmente nel cervello e in tutto il corpo puo’ contribuire a migliorare la funzione cerebrale delle zone che trattano la comunicazione sociale nei bambini con disturbi dello spettro autistico (ASD).
Quando arrivano simultaneamente molte informazioni, le cellule nervose del cervello devono essere capaci di separare i messaggi importanti del rumore di fondo. L’ossitocina appare come un elemento centrale di questo processo, dichiarano i ricercatori del NYU Langone Medical Center, e per conseguenza come una chiave di collegamento del legame sociale e parentale interrotto nei disturbi dello spettro autistico. Poichè, secondo la ricerca, l’ossitocina agisce come un neurormone nel cervello, che non solo riduce il rumore di fondo, ma aumenta la potenza dei segnali significativi. Dei risultati pertinenti anche per confermare il suo possibile ruolo nell’autismo.
Il doppio effetto dell’ossitocina sull’analisi dell’informazione nel cervello
Il professore di neuroscienze Richard W. Tsien, spiega che l’ossitocina calma l’attività di fondo e aumenta l’attività dei circuiti cerebrali coinvolti nell’analisi delle informazioni. I bambini e gli adulti con autismo hanno difficoltà a riconoscere le emozioni degli altri e vengono facilmente distratti da elementi esterni. Studi precedenti, hanno dimostrato che i bambini autistici hanno bassi livelli di ossitocina dovuti alle mutazioni del gene recettore dell’ossitocina. Lo studio attuale, identificando gli interneuroni inibitori responsabili degli effetti dell’ossitocina, mostra il ruolo essenziale dell’ossitocina nell’ippocampo, una regione del cervello coinvolta nella memoria e nella cognizione. L’ormone stimola le cellule nervose e favorisce la liberazione di questo neurotrasmettitore inibitore del sistema nervoso centrale, GABA. GABA smorza l’attività delle cellule nervose dinamiche o cellule piramidali ma continua l’attivazione dei neuroni inibitori per ridurre il rumore di fondo rilasciato anche dal GABA: I ricercatori non sono riuscita a spiegare come la mancanza di ossitocina sia coinvolta nei disturbi dello spettro autistico, ma confermano che questo ormone puo’ migliorare i circuiti del cervello coinvolti, aumentando i segnali utili calmando i rumori di fondi.
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Articolo originale: Oxytocin enhances hippocampal spike transmission by modulating fast-spiking interneurons
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Blog SantéLog.com

Ricerca: La mutazione di un solo gene puo’ bloccare lo sviluppo del bambino

syngap1 mutazione sviluppo bambinoSecondo una ricerca pubblicata sul Journal of Neuroscience, la mutazione del gene SYNGAP1 potrebbe bloccare lo sviluppo del bambino. Lo studio dello Scripps Research Institute mostra che la mutazione di un gene unico durante la fase dello sviluppo infantile puo’ causare per tutta la vita disturbi del comportamento e cognitivi, e descrive come la perdita di una sola copia di un gene puo’ perturbare un meccanismo vitale, responsabile delle ” finestre di plasticità ” in cui si sviluppano le connessioni neuronali.
Lo studio condotto dal professore Gavin Rumbaugh sui topi, mostra come la perdita di una sola copia di un gene vitale puo’ provocare lo sviluppo prematuro di alcune sinapsi nelle prime settimane di vita. Questa maturazione accellerata rompe l’equilibrio necessario durante il periodo critico dello sviluppo cerebrale precoce, l’equilibrio tra l'”eccitabilità” delle cellule cerebrali nell’ippocampo, una regione del cervello essenziale per la memoria e la loro inibizione. Questo squilibrio puo’ portare a problemi di tipo cognitivo e comportamentale per tutta la vita.
Questa interruzione di un solo gene (regolatore delle sinapsi), SINGAP1, noto perché causa nell’uomo una forma devastante di deficit intellettuale e aumenta il rischio di autismo, indurrà la perturbazione dello sviluppo del cervello e degraderà i periodi critici della plasticità, vale a dire il miglioramento delle connessioni neuronali. Un meccanismo in gran parte responsabile e indispensabile per lo sviluppo cerebrale e la maturazione della percezione, del linguaggio e delle capacità cognitive.
La maturazione precoce delle sinapsi sembra ridurre la plasticità del cervello negli stadi critici dello sviluppo. Questa maturazione accellerata interviene all’inizio dello sviluppo della corteccia, che corrisponderebbe ai primi due anni di vita del bambino. Prevenire i danni causati dalle mutazioni del gene SYNGAP1 con un intervento prima della mutazione che causa dei danni cerebrali, permetterebbe di evitare i disturbi cognitivi collegati a un deficit della plasticità del cervello.

Fonte: Journal of Neuroscience 19 June 2013 doi: 10.1523/JNEUROSCI.0765-13.2013 SYNGAP1 Links the Maturation Rate of Excitatory Synapses to the Duration of Critical-Period Synaptic Plasticity (Visuels NIH- Synaptic and Developmental Plasticity Interest Group: vignette « Synapse »@ A. Buonanno et visuel K.Pelkey)
Tradotto e riadattato da Mondoaspie, fonte Blog.santelog.com

Ricerca: rischio di autismo e QI basso nei bambini nati con la fecondazione assistita

autismo fecondazione assistitaUno studio svedese ha rivelato che i bambini nati con il metodo FIVET ICSI hanno piu’ probabilità di sviluppare l’autismo e di nascere con un QI inferiore a 70. Uno studio condotto da ricercatori svedesi ha dimostrato che i bambini nati dopo una FIVET ICSI (iniezione intro-citoplasmatica dello sperma) hanno maggiori probabilità di sviluppare disturbi dello spettro autistico e anche un quoziente intellettivo inferiore. Questo rischio aumenta del 51% quando una coppia ricorre a un metodo che consiste nell’iniezione di uno spermatozoo in un ovulo per compensare un basso numero di spermatozoi oppure la cattiva qualità dello sperma. Il Dr Avi Reichenberg, dell’Istituto di psichiatria del King College di Londra afferma: Il nostro studio analizza i trattamenti che si occupano dell’infertilità maschile e mostra chiaramente che è associata ad un aumento del rischio di sviluppare disturbi dello sviluppo nei discendenti. Per studiare l’argomento, ricercatori sostenuti dall’associazione Autism Speaks si sono basati sui dati di 2,5 milioni di bebè nati in Svezia dal 1982 al 2007.

03/07/2013 Link ricerca: Autism and Mental Retardation Among Offspring Born After In Vitro Fertilization
Tradotto da Mondo Aspie, fonte Parents.fr

Ricerca autismo: Individuata rete complessa d’interazione tra geni che presentano variazioni

genetica autismoI ricercatori dell’Università di Oxford in collaborazione con altri Istituti hanno identificato e associato ai disturbi dello spettro autistico una rete complessa d’interazioni di alcuni geni. I risultati di questo studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE mostrano come la rete individuata impatti sui messaggi inviati al cervello.
Questa collaborazione tra ricercatori tenta di identificare le copie anormali del DNA o variazioni genetiche associate all’autismo in 181 persone che presentano disturbi dello spettro autistico. I ricercatori mirano ad identificare la relazione possibile tra le funzioni biologiche dei diversi geni che presentano variazioni con la speranza di poter spiegare perchè differenti variazioni genetiche possono portare agli stessi sintomi nei disturbi dello spettro autistico. I ricercatori sono interessati ad un tipo di variazioni genetiche che sono il risultato di un numero anormale di copie di alcuni frammenti del DNA ( o CNV, variazione del numero delle copie), che sia un frammento mancante oppure delle copie multiple di questo frammento. I ricercatori che hanno cercato queste variazioni anche in un gruppo di persone che non presentano disturbi dello spettro autistico sono arrivati a queste conclusioni:
– 187 geni che hanno almeno una CNV sono connessi ad una rete unica di funzioni biologiche interdipendenti.
– Una CNV o diverse CNV che colpiscono questi 187 geni sono state trovate nel 45% delle persone con disturbo dello spettro autistico.
– Nella metà dei partecipanti con ASD (disturbi spettro autistico), queste variazioni che colpiscono uno o piu’ geni hanno funzioni biologiche interdipendenti.
– Le persone con ASD che presentano queste CNV, hanno in media 3 CNV nella rete identificata.
– Le persone con ASD che presentano una sola CNV hanno la tendenza ad avere questa CNV in un gene situato al centro di questa rete.
– Numerose proteine prodotte da questi geni giocano un ruolo importante nella trasmissione di messaggi elettrici tra cellule nervose.
– Questa rete contiene 22 geni già identificati nei disturbi dello spettro autistico.
Questa rete biologica di geni è dunque associata ai ASD e contribuisce a spiegare come dei geni differenti possono provocare disturbi dello spettro autistico intervenendo su meccanismi biologici collegati tra di loro.
Tradotto da Mondo Aspie,Fonte: Plosgenetics.org PLoS ONE 6 giugno 2013

Ricerca: l’interazione di un aminoacido è un’importante scoperta per la comprensione dell’autismo

Triptofano autismoI ricercatori del JC Auto Research Institute del Greenwood Genetic Center (GGC), insieme con i collaboratori di Biolog, Inc. in California, hanno riportato una scoperta importante nella comprensione dell’ autismo che è stata pubblicata in Autismo molecolare.

Lo studio, condotto Charles Schwartz, Direttore di Ricerca e da Luigi Boccuto, ha trovato che le persone con disturbi dello spettro autistico (ASD) hanno mostrato significativamente ridotto metabolismo di aminoacido L-triptofano, rispetto agli individui con altri disturbi dello sviluppo neurologico. Le cellule provenienti da individui con autismo hanno metabolizzati L-triptofano a un tasso ridotto, mentre le cellule provenienti da individui non autistici non hanno mostrato questo cambiamento. I ricercatori hanno anche misurato l’espressione di geni che sono noti per essere coinvolti nel metabolismo di L-triptofano in un piccolo sottogruppo di pazienti con autismo e hanno trovato che essi hanno anche espresso alcuni geni a livelli inferiori rispetto a persone senza autismo.

“L’implicazione importante e immediata di questo lavoro è lo sviluppo di un semplice test di screening del sangue per rilevare l’autismo, misurando il metabolismo di L-triptofano attraverso l’ utilizzando di tecnologia Biolog ”, ha spiegato il Dott. Boccuto. Il metodo di dosaggio Biolog, chiamato tecnologia dei microarray fenotipo, permette ai ricercatori di misurare la capacità delle cellule di produrre energia da varie sostanze nutritive biochimiche, tra cui L-triptofano. Attualmente non esistono test di laboratorio in grado di diagnosticare con precisione ASD che si stima influenzare da 1 a 50 bambini in età scolare negli Stati Uniti. Diagnosi attuale dipende da una valutazione dello sviluppo e spesso può non essere fatta prima di 2-3 anni di età.

“Uno screening, e alla fine, un esame del sangue diagnostico per l’autismo sarebbe di immenso valore anche per le famiglie”, ha spiegato il dottor Schwartz. La diagnosi accurata e precoce è fondamentale per fornire terapie efficaci e tempestive per questi pazienti.” Il Dr. Boccuto ha aggiunto: “Vediamo anche un enorme potenziale di questi risultati nella comprensione delle basi molecolari e metaboliche dell’ autismo. Quando avremo una visione chiara di ciò che è andato storto all’interno dei percorsi del metabolismo del triptofano, potremo sviluppare terapie bersaglio e correggere tali problemi a livello biochimico. “

L-triptofano è uno dei venti amminoacidi utilizzati dalle cellule per fare proteine. È uno degli otto amminoacidi che non può essere prodotto dall’ organismo e che quindi deve essere ottenuto dalla dieta. L-triptofano gioca un ruolo importante nello sviluppo del cervello e nelle sue funzioni in quanto è il precursore di sostanze neurochimiche chiave, quali serotonina e melatonina, che sono già state collegate a problemi comportamentali e neurologici. ”Questa scoperta ci porta verso un possibile meccanismo biochimico unificante per ASD che potrebbe in ultima analisi portare ad un trattamento, “ha condiviso il dottor Schwartz. ” Ora che abbiamo ulteriori prove che le caratteristiche di ASD possono essere correlate alle vie metaboliche che coinvolgono L-triptofano, possiamo concentrare ulteriori studi su come determinare in quale punto lungo quelle vie, si verifica la perturbazione che può variare da un paziente all’altro. Con trattamenti che colpiscono vari punti lungo il percorso, una modalità che funziona per un paziente potrebbe non funzionare per un altro. ” Il Drs. Schwartz e Boccuto stanno attualmente valutando il metabolismo del triptofano in campioni di sangue da pazienti con ASD, utilizzando piastre Biolog personalizzate.
Fonte Medical news, Medimagazine.it

Ricerca: autismo, epilessia e disabilità intellettuale, un nuovo gene identificato

tnk2 autismoEpilessia, disabilità intellettuale e autismo, un nuovo gene identificato
Pubblicazione ULB Annals of Neurology.
Un team formato da neurologi e neuropediatri dell’Ospedale Erasme e da ricercatori del Laboratorio di Neurologia Sperimentale della libera Università di Bruxelles (UNI, Facoltà di Medicina) in collaborazione con la Duke University e insieme ad altri ricercatori belgi e australiani è riuscito ad identificare il gene mutato nella forma di epilessia focale nell’infanzia, associato alla disabilità intellettuale, a disturbi del comportamento e all’autismo.

L’epilessia focale è la forma piu’ comune di epilessia, e colpisce il 60% circa degli epilettici.
Questa scoperta conferma la stretta relazione tra le forme severe di epilessia e le comorbilità neuropsichiatriche nel bambino.
Il gene, chiamato TNK2 codifica una proteina che gioca un ruolo chiave nella segnalazione intracellulare, la risposta ai fattori di crescita, come il fattore di crescita epiteliale (EGF), lo sviluppo cerebrale e l’eccitabilità neuronale.
Questa scoperta è particolarmente interessante, perchè questa via di segnalazione è per la prima volta direttamente implicata in una forma di epilessia genetica, e potrebbe essere presa di mira da medicinali utilizzati per altre indicazioni. E’ dunque un passo avanti verso un trattamento specifico dell’epilessia per i ricercatori, Chantal Depondt, Patrick Van Bogaert e Massimo Pandolfo e questo, a poche settimane dalla scoperta del gene DEPDC5, che causa l’epilessia focale in un gran numero di pazienti.
Tradotto da Mondo Aspie, 24 maggio 2013 Fonte: Alphagalileo.org, ulb.ac.be