Sindrome di Asperger: I deficit delle funzioni cognitive superiori e i problemi all’interno della classe

L’importanza dell’intervento di recupero
I deficit delle funzioni cognitive superiori si traducono in vari problemi all’interno della classe. Molti alunni con autismo e SA hanno difficoltà ad organizzarsi e autoregolarsi nella classe; di conseguenza non riescono a portare a termine le attività in tempo, esibiscono comportamenti estranei al compito e non portano a casa cio’ che serve a loro per fare i compiti. Il bambino spesso non è capace di distinguere i compiti importanti dai dettagli irrilevanti e di distribuire il tempo e le energie in modo consequenziale. Le difficoltà di autoregolazione, selezione degli obiettivi, controllo attentivo e spostamento dell’attenzione possono portarlo a fantasticare o a lasciarsi prendere dai suoi pensieri e processi interiori. La rigidità delle strategie di soluzione dei problemi che caratterizza gli individui con disturbi dello spettro autistico incide sulle prestazioni scolastiche, anche quando la motivazione e le abilità cognitive sono elevate. Tali difficoltà si manifestano frequentemente anche a casa e in altri ambienti, interessando non soltanto il comportamento scolastico ma il funzionamento complessivo nella vita quotidiana. Nonostante la gravità e la generalità degli effetti di questi problemi, le disfunzioni cognitive superiori sono poco note sia ai professionisti sia all’opinione pubblica. In realtà spesso si ritiene che queste difficoltà dipendano da una “cattiva volontà”. Insegnanti e genitori possono stentare a comprendere come un bambino di intelligenza media o superiore alla norma possa “dimenticarsi” di una gita scolastica programmata da tempo o non rendersi conto di quali siano i materiali necessari per svolgere un compito a casa. Cosi’ le difficoltà del bambino possono essere erroneamente attribuite a mancanza di volontà, pigrizia, o disubbedienza, e insegnanti e genitori possono credere che il bambino riuscirebbe “se solo volesse”. Questa incomprensione puo’ avere gravi effetti negativi sull’autostima dell’alunno. Pertanto, se la natura dei problemi associati alle funzioni cognitive superiori non viene riconosciuta da insegnanti e genitori, gli alunni con autismo o SA possono non ricevere il livello di sostegno necessario per riuscire a scuola, nonostante un’intelligenza media o buona.
Sally Ozonoff: Sindrome di Asperger e autismo, una guida per i genitori
 

Aspie e il terremoto

Aspie durante questi giorni di terremoto ha mantenuto un aplomb inglese e non ha fatto una piega.  Per questo evento ha rispolverato uno dei suoi giochi preferiti “Emergency”, il gioco di strategia in tempo reale che ti permette di dirigere le forze d’intervento d’emergenza in situazioni di massimo rischio.
Quando il disastro colpisce, il tuo obiettivo è salvare vite. Terremoti, incendi, strategia con unità reali impiega tutte le risorse a tua disposizione: vigili del fuoco, medici, cani addestrati, sub, NOCS, tecnici, negoziatori.
L’azione cresce, veicoli dei vigili del fuoco, imbarcazioni di salvataggio, elicotteri di soccorso, ambulanze, motobarche antincendi.
In situazioni estreme anche il minimo dettaglio è essenziale.Allontana i curiosi per proteggerli da possibili incidenti, entra in edifici per salvare i superstiti, interroga i testimoni.
Il terremoto colpisce la città, incendi, inondazioni, tsunami. Quando la natura scatena la sua forza, solo una squadra coordinata può affrontarla.

 

Autismo e psicanalisi: Il sostegno al documentario “Il Muro” di Thomas Bourgeron, genetista

Lettera del professore  Thomas Bourgeron à Sophie Robert

Direttore del dipartimento di Neuroscienze all’Istituto Pasteur

Direttore dell’unità “Genetica Umana e Funzioni Cognitive”

Professore all’Università Parigi Diderot

Cara Sophie Robert, ho visionato il vostro film “Il Muro”. Attualmente, a livello internazionale, la ricerca sull’autismo raggruppa diverse discipline come la psichiatria, la neurobiologia, e la genetica. Questo approccio all’autismo, fondato su dati scientifici, ha permesso  significativi progressi che dovrebbero, noi speriamo, migliorare la diagnostica, le cure e l’integrazione delle persone autistiche.

Riguardo l’ambito della genetica i risultati recenti mostrano:

1. che esistono dei geni associati all’autismo.

2. che questi geni sono attualmente raggruppati in due grandi apparati biologici che modulano la formazione delle connessioni neuronali (le sinapsi).

Sono sopraffatto dalla maggior parte delle dichiarazioni espresse in questo
 
reportage. In particolare, la deviazione dei risultati scientifici come ” gli anticorpi
 
materni” e la “placenta paterna” è spaventosa. Tutti i miei colleghi stranieri,
 
psichiatri, neurobiologisti o genetisti, che hanno potuto vedere il vostro film grazie
 
ai sottotitoli sono rimasti scandalizzati. So che siete sotto processo e posso
 
assicurarvi che la stragrande maggioranza della comunità internazionale che lavora
 
nell’ambito dell’autismo vi sosterrà se necessario. Gli attacchi che subite sono molto
 
pesanti ma so che avete un grande numero di sostenitori perchè il vostro film ha
 
permesso di testimoniare la situazione delle famiglie toccate dall’autismo in
 
Francia. Sappiate che io sono al vostro fianco.
 
Thomas Bourgeron
 
Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale Autisteenfrance.over-blog.com

Connessione tra autismo e vaccini: I casi di Rimini non sono isolati

       

Autismo: Le madri che respirano durante la gravidanza hanno maggiori probabilità di avere un figlio autistico

Condivido la lettera di una mamma con figlio autistico, che ha saputo fare satira feroce ma efficacissima nel descrivere lo stato di accusa perenne in cui le mamme devono vivere ogni santo giorno.

LE MADRI CHE RESPIRANO DURANTE LA GRAVIDANZA HANNO MAGGIORI PROBABILITÀ DI AVERE UN FIGLIO CON DIAGNOSI DI AUTISMO, SECONDO UN NUOVO STUDIO CONDOTTO DAI CENTRI PER IL CONTROLLO DELLE MALATTIE..

L’autismo, un disturbo neurologico complesso caratterizzato da compromissione dell’interazione sociale e della comunicazione e da un comportamento limitato e ripetitivo, sta aumentando in modo allarmante, la paura si sta diffondendo in tutto il mondo. In questo ultimo studio, i ricercatori hanno scoperto che fino al 100% dei bambini che vengono successivamente diagnosticati con un disturbo dello spettro autistico hanno madri che durante la gravidanza respiravano.

La respirazione è un movimento involontario dei polmoni che permette di far circolare l’ossigeno attraverso la circolazione sanguigna, ed è stato collegato con altre malattie mortali come il cancro ai polmoni l’asma e l’enfisema. Le statistiche di alto tasso di diffusione dell’autismo hanno messo in allarme i ricercatori della Johns Hopkins University nel Maryland: “se ogni singolo bambino con autismo è nato da una madre che ha respirato, invece di inspirare ed espirare aria, è ovvio che c’è una connessione tra i due (autismo-respirazione materna), “dice il Dott. Jennifer McCarthy, professore presso la Johns Hopkins University, che ha condotto lo studio.

“Nessuno sa in realtà ciò che provoca l’autismo,” il Dott. McCarthy continua, “e nessun singolo studio può spiegare le sue cause, ma i dati che abbiamo scoperto attraverso questa ricerca dovrebbe essere presi molto sul serio. Non stiamo suggerendo alle donne incinte di interrompere la respirazione durante la gravidanza, ma questo studio dovrebbe costituire una prova abbastanza solida perché le madri in tutto il mondo si convincano finalmente che l’autismo dei loro figli è colpa loro…”
Articolo originale in inglese qui

Di corsa per la Sindrome di Asperger

Io corro per l’autismo e la Sindrome di Asperger: Corsa di Cervia 12 km, Podistica non competitiva, 27/05/2012

Autismo Francia: Una psicanalista attribuisce alle madri la responsabilità dell’autismo (Video)

Autismo Francia: Una psicanalista attribuisce alle madri la responsabilità dell’autismo

L’Express  si è procurato una sequenza inedita tratta dalle riprese del documentario polemica Il Muro, la psicanalisi alla prova dell’autismo (articolo in italiano qui). Una psicanalista attribuisce alle madri la responsabilità dell’autismo nel loro figlio.  Una sequenza video inedita, che l’Express si è procurato, fa luce sulla questione del documentario Il Muro che denuncia la presa in carico dell’autismo da parte della psicanalisi. Il tribunale di Lille ha condannato il 26 gennaio scorso Sophie Robert  a risarcire i querelanti, perchè “avrebbe alterato le parole effettivamente espresse” dai tre psicanalisti intervistati. La regista è ricorsa in appello. Questo caso è parte di un contesto piu’ ampio di rimessa in questione del ruolo della psicanalisi nella presa in carico dei bambini autistici. Questo approccio, largamente utilizzato in Francia, è stato sconsigliato l’8 marzo dall’Alta Autorità alla Salute -HAS- (articolo in italiano qui), che ha raccomandato l’utilizzo di metodi alternativi, detti educativi, per trattare questo disturbo precoce della comunicazione.

Tra le accuse rivolte alla psicanalisi: c’e’ quella di trasmettere una spiegazione sbagliata dell’autismo. Secondo alcuni psicanalisti, questo disturbo appare a causa di un comportamento inadeguato della madre, che si comporta in maniera troppo fredda o troppo possessiva di fronte al suo bambino. Ora pero’ vi è un largo consenso della comunità scientifica internazionale che considera l’autismo come un disturbo di origine neurobiologica, causato da un cattivo funzionamento dello sviluppo del cervello. Questo è uno degli argomenti su cui si sono espressi gli psicanalisti intervistati  nel documentario, tra cui Esthela Solano-Suarez, una dei tre querelanti.

La sequenza che l’Express mostra oggi al pubblico è un estratto di un’intervista di tre ore accordata a Sophie Robert da Esthela Solano-Suarez, il 5 novembre 2011, nel suo studio parigino. Questo pezzo di sette minuti non è stato selezionato per il montaggio, ma figura tra il materiale sequestrato dai giudici, desiderosi di confrontare le parole espresse durante le interviste con quelle estratte e presentate nel film Il Muro.

Secondo Sophie Robert,  si tratta di un momento in cui Esthela Solano-Suarez ha chiesto di fare una pausa per bere un bicchiere d’acqua. La psicanalista si è tolta il microfono piazzato sul colletto del suo abito, e si è spostata in un’altra camera, uscendo dal campo della telecamera appoggiata su un treppiede di fronte alla sua scrivania. La conversazione  continuata in maniera informale tra la documentarista e la psicanalista è stata registrata dal microfono della telecamera.

In questo link trovate il video con i sottotitoli in italiano (per un problema di codici non riesco ad inserirlo in questo articolo), il testo è quello riprodotto qui sotto:

http://rutube.ru/video/9b3fe212b34693a53ddd975c51c8e56c/

http://autisteenfrance.over-blog.com/article-autismo-francia-una-psicanalista-attribuisce-alle-madri-la-responsabilita-dell-autismo-106110910.html

Esthela Solano: i  genitori di bambini autistici pensano che la psicanalisi colpevolizzi le madri e quindi vivono nella speranza che venga scoperto un gene, un cromosomo che spiegherebbe il famoso autismo, è per questo che voglio mitigare quando la madre è in questione per non dare atto a questo genere di critiche.

Sophie Robert: ma l’importante è quello che voi pensate veramente. E’ la vostra convinzione personale di psicanalista che conta.

Esthela Solano: si ma bisogna giraci intorno un po’ e presentare la madre come… insomma questo è vero, cioè la madre è alle prese con qualche cosa che è troppo reale e che la supera completamente.

Sophie Robert: lei pensa  che non sia piu’ possibile parlare francamente della teoria psicanalitica oggi ? Non si possono piu’ dire le cose di fronte al grande pubblico ?.

Esthela Solano: in questo momento bisogna fare attenzione perchè invece di rendere un favore alla psicanalisi  diamo degli argomenti per farci attaccare.

Sophie Robert: lei pensa che ci sia un disturbo della relazione materna alla base ?.

Esthela Solano: ma si, ma si…

Sophe Robert: ma come puo’ questo « non incontro «  causare l’autismo ? Come si puo’ spiegare ?.

Esthela Solano:  è  come un lasciare cadere profondo, irrimediabile che si è prodotto dall’inizio.

Sophie Robert: la madre ha lasciato cadere il bambino ?.

Esthela Solano: lasciare cadere, eh !, qualche cosa che ha fallito a livello dell’amore.

Sophie Robert: a livello dell’amore ?.

Esthela Solano: a livello dell’amore.

Sophie Robert: le madri non amano i loro figli ?.

Esthela Solano: si perchè è l’amore della madre che fa passare tutto questo dalla parte del bambino,  che introduce il bambino nel registro della richiesta, del dono, della separazione con l’oggetto, dell’affezione dell’oggetto. E quando c’e’ qualche cosa a livello dell’amore che collassa…

Sophie Robert: non ci sono mamme di bambini autistici che amano veramente il loro bambino ?

Esthela Solano: vi diranno che adorano i loro figli ma voi potete percepire che il bambino esprime qualche cosa che è assolutamente assente …che non sente… l’autismo del bambino è una conseguenza di un certo autismo della madre nei riguardi del bambino.

Esthela Solano: e vi voglio dire una cosa. Ho ricevuto una bambina autistica, che aveva 9 anni, e non parlava , faceva dei rumori orribili, urlava, alcuna parola, alcuna, e alla fine di un anno, un anno e mezzo di trattamento, stava sulla soglia della porta,  stava per andare via con la sua mamma, e allora si è girata verso di me, mi ha fatto un gesto e mi ha detto «  arrivederci » signora.  E’ stato un miracolo, la prima parola della sua vita !. La madre mi ha detto  avete sentito dire arrivederci ? IO NO ! quando c’e’ stato qualche cosa di straordinario.

Sophie Robert: puo’ darsi che sia stata gelosa ?

Esthela Solano: si, si, l’ho constatato anche io, ma non posso dire davanti alla telecamera,  che quando i bambini cominciano a parlare, incominciano ad umanizzarsi, e in quel momento le madri dicono che non va bene, che i loro bambini diventano insopportabili, e si fermano. Il desiderio e la domanda del bambino è qualche cosa d’insopportabile. Possono sopportare un bambino che urla tutta la giornata. E non sentono o fanno come se non sentono. E non sopportano un bambino che dice « io non voglio » o « io voglio » cioè un bambino che si afferma come un soggetto esterno a loro. Differente da loro.

Sophie Robert: e perchè si comportano cosi ?.

Esthela Solano: perchè c’e’ qualche cosa in loro che non funziona ; un insopportabile di … avere un bambino è veramente confrontarsi alla perdita. Pensiamo che avere un bambino sia l’esperienza piu’ bella, no, avere un bambino è confrontarsi con la perdita. Dal momento in cui lascia il corpo della madre abbiamo perso quel bambino.

Sophie Robert : ma come spiegare  che la mancanza di amore puo’ produrre dei danni cosi’ gravi  come l’autismo ? Perchè comunque, un bambino autistico entra in relazione con sua madre, entra in relazione con suo padre, entra in relazione con i suoi fratelli e sorelle, è in relazione con il mondo esterno, non è unicamente in relazione con sua madre.

Esthela Solano : si ma quando è un piccolo bebè…

Sophie Robert: si ma quando è un piccolo bebè non è unicamente in relazione con la madre. Se non comunica con la madre, non è in grado di comunicare neanche con le persone  che stanno intorno alla madre.

Esthela Solano: non puo’ comunicare con nessuno . No.. questo non passa, non ha senso.

Sophie Robert: è il padre non puo’ aiutare ?.

Esthela Solano: ci sono dei padri che possono sostituire le carenze materne, si. Si è possibile che sia il padre ad assumere la funzione dell’amore, la funzione del dono , le funzioni essenziali, si. E’ possibile.

Sophie Robert: è l’amore che rende umani ?.

Esthela Solano: è l’amore che umanizza.

Sophie Robert: è l’amore della madre che umanizza ?.

Esthela Solano: ma certo, è evidente, ma certo quando non si riceve amore non si puo’ dare.

In questa sequenza inedita, Esthela Solano-Suarez adotta una posizione molto piu’ decisa sulla responsabilità delle madri nell’autismo dei loro figli, rispetto agli estratti che sono stati selezionati per il montaggio del documentario. Il documento lascia intendere che, in un punto preciso, il pensiero dell’intervistata non è stato manipolato nel film, ma al contrario attenuato. Contatta dall’Express al telefono, Esthela Solano-Suarez non ha voluto rilasciare commenti, dato il l processo d’appello che si terrà nei prossimi mesi.

Questa sequenza è stata depositata nel dossier d’appello, secondo l’avvocato della regista Stefan Squillaci. Ci si potrebbe chiedere come mai queste parole cosi’ forti non sono state selezionate per il montaggio? A questa domanda Sophie Robert risponde per via di motivi tecnici.  “Ho messo da parte questa sequenza, perchè la signora Solano-Suarez non indossava il microfono e il suono non era di buona qualità come il resto dell’intervista, afferma. In piu’ si era alzata dal divano e non appariva piu’ la sua immagine”.

Altri documentaristi, non si imbarazzerebbero di fronte a problemi estetici se si tratta di trasmettere informazioni considerate come essenziali. Perchè non mantenere la sequenza e informare il pubblico della scarsa qualità ? Gli spettatori non sono stati privati delle informazioni perchè la signora Solano-Suarez ha espresso lo stesso concetto, quello delle madri responsabili dell’autismo nel loro bambino, in un’altra sequenza del Muro, spiega Sophie Robert. Inoltre, altri psicanalisti sostengono la stessa tesi nel film”.

Per il suo avvocato, Sophie Robert sta portando avanti una battaglia legittima che denuncia questa “visione sorpassata ” dell’autismo, perchè “le conseguenze sono drammatiche per i bambini autistici”.” Perchè il terapeuta considera la mamma tossica e cerca di separarla dal suo bambino , s’indigna. In quanto al protocollo di cure proposte alla famiglia, vengono esclusi i metodi moderni che mirano a compensare la disabilità del bambino in materia di comunicazione che costituiscono una vera perdita di opportunità”. Tenuto conto delle differenti fasi della procedura, non si intenterà l’appello prima dell’autunno.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte l’express.fr

Autismo e informatica: Lo strano legame

In Olanda, alla ricerca dello strano legame fra la sindrome e l’ informatica

Inclinazioni Studi precedenti hanno rilevato che tra padri e nonni di ragazzi autistici gli ingegneri sono frequenti

Sembra esistere uno strano legame tra l’ autismo (e altri disturbi appartenenti alla stessa categoria ma meno gravi, come la sindrome di Asperger) e le capacità matematiche, l’ interesse per l’ informatica, l’ ingegneria e la fisica. Una ricerca pubblicata sul Journal of Autism and Developmental Disorders ha dimostrato che nella città di Eindhoven, in Olanda, dove esiste una particolare concentrazione di industrie di It (Information Technology), si riscontra un numero molto più elevato di ragazzi ai quali è stato diagnosticato un disturbo di tipo autistico. La ricerca è stata realizzata da Martine Roelfsema e da un gruppo di studiosi che fanno riferimento all’ Autism Research Centre dell’ University of Cambridge e ha dimostrato che a Eindhoven ci sono 229 casi di autismo ogni 10 mila ragazzi in età scolare, rispetto agli 84 di Haarlem e ai 57 di Utrecht (sempre in Olanda). Secondo i ricercatori inglesi, il tratto psicologico comune tra l’ autismo e queste discipline sarebbe l’ interesse per la «sistematizzazione», una spinta verso il voler analizzare come lavorano i sistemi e tentare di riuscire a costruirli e a predirne e controllare il funzionamento. Il tutto associato a una grande attenzione nei confronti dei dettagli. Studi precedenti avevano già dimostrato che, tra i padri e i nonni di ragazzi affetti da autismo, gli ingegneri sono molto più frequenti che tra padri e nonni degli altri ragazzi. Naturalmente è possibile che l’ alto numero di ragazzi autistici di Eindhoven possa dipendere da fattori diversi. Quindi potrebbe non essere la conseguenza del concentrarsi proprio lì di famiglie attratte dalla presenza di industrie tecnologiche, in quanto portatrici di geni correlati all’ autismo e perciò portate alla sistematizzazione. Gli stessi ricercatori prospettano ipotesi diverse, come la possibilità che nei servizi sanitari di Eindhoven si faccia una sovradiagnosi dei casi correlati all’ autismo. Tuttavia, l’ ipotesi dell’ esistenza di un legame profondo tra autismo e talento matematico/informatico resta, tanto che ora i ricercatori dell’ Università di Cambridge stanno progettando nuovi studi finalizzati a chiarire ulteriormente questo legame.

Fonte: Corriere

Carta dei diritti dei soggetti affetti da autismo

Carta dei diritti dei soggetti affetti da autismo

I soggetti autistici devono potere godere degli stessi diritti e privilegi di tutta la popo- lazione europea nella misura delle loro possibilità e tenendo presente il loro migliore interesse.
Questi diritti dovranno essere messi in evidenza, protetti e resi operativi attraverso una legislazione appropriata in ciascuno Stato.
Le dichiarazioni delle Nazioni Unite sui Diritti dell’handicappato mentale (1971) e sui Diritti dellle persone handicappate (1975), come tutte le altre Dichiarazioni sui Diritti dell’uomo, dovranno essere prese in considerazione e, in particolare, per quello che concerne le persone autistiche, vi dovrà essere incluso quanto segue:
1. IL DIRITTO per i soggetti autistici di condurre una vita indipendente da svolgersi a seconda delle proprie possibilità.
2. IL DIRITTO per i soggetti autistici ad una diagnosi e ad una valutazione clinica precisa, comprensibile e scevra da preconcetti.
3. IL DIRITTO per i soggetti autistici di ricevere un’educazione appropriata, accessibile a tutti e in piena libertà.
4. IL DIRITTO per i soggetti autistici (o per i loro rappresentanti) di partecipare a tutte le decisioni sul loro avvenire. I desideri di ciascuno individuo devono, nel limite del possibile, essere riconosciuti e rispettati.
5. Il DIRITTO per i soggetti autistici ad un alloggio accessibile et adeguato.
6. IL DIRITTO per i soggetti autistici ad avere tutti i mezzi adeguati, l’aiuto e la presa in carico necessari per condurre una vita pienamente produttiva, dignitosa e indipendente.
7. IL DIRITTO per i soggetti autistici di ricevere una rendita o un salario sufficiente per procurarsi cibo, vestiario alloggio e ogni altra necessità vitale.
8. IL DIRITTO per i soggetti autistici di partecipare, nella misura del possibile, allo sviluppo e alla gestione die servizi che si occupano del loro benessere.
9. IL DIRITTO per i soggetti autistici ad usufruire die consigli e delle cure appropriate per la loro, salute mentale e fisica e per la loro vita spirituale. I trattamenti medici e farmacologici devono essere di qualità e somministrati solamente scientemente e prendendo tutte le precauzioni necessarie.
10. IL DIRITTO per i soggetti autistici ad una formazione corrispondente ai loro de- sideri e ad un impiego significativo senza discriminazioni né idee preconcette. La formazione e l’impiego dovranno tenere dela peculiarità e die gusti di ciascuno individuo.
11. IL DIRITTO per i soggetti autistici ad usufruire dei mezzi di trasporto e alla liber- tà di movimento.
12. IL DIRITTO per i soggetti autistici ad accedere alla cultura, allo svago, alle attivi- tà ricreative.
13. IL DIRITTO per i soggetti autistici ad usufruire di tutti mezzi, i servizi e le attività messe a disposizione del resto della comunità.
14. IL DIRITTO per i soggetti autistici ad avere rapporti sessuali compreso il matri- monio senza forzature o sfruttamento.
15. IL DIRITTO per i soggetti autistici (o per i loro rappresentanti) all’assistenza giuridica e alla conservazione integrale die propri diritti legali.
16. IL DIRITTO per i soggetti autistici a non essere sottoposti a ricatti o alla minaccia di internamento ingiustificato in un ospedale psichiatrico o in un altra istituzione chiusa.
17. IL DIRITTO per i soggetti autistici a non subire dei cattivi trattamenti fisici, né a soffrire per mancanza di cure.
18. IL DIRITTO per i soggetti autistici di non sottostare a trattamenti farmacologici dannosi o eccessivi.
19. IL DIRITTO per i soggetti autistici (o i loro rappresentanti), ad avere libero ac- cesso al loro “dossier” personale nell’ambito medico, psicologico, psichiatrico ed educativo.
Documento presentato al IV Congresso di Autismo-Europa, Aia 10 maggio 1992

Fonte:http://www.autismusschweiz.ch/files/Charta_i.pdf

Autismo e trattamento psicanalitico, i professionisti della salute americani insorgono !

Nella maggior parte dei paesi sviluppati, i bambini con autismo studiano in classi speciali. Ma in Francia, di solito vengono inviati presso gli psichiatri e seguono una terapia destinata all’origine alle persone che soffrono di disturbi emotivi o psicologici. Il mese scorso, un rapporto dell’autorità francese per la salute (HAS) ha rivelato che non esiste nessun accordo tra gli scienziati sul contributo della psicanalisi nel bambino autistico. Le società freudiane, l’associazione mondiale di psicanalisi e l’Istituto francese del bambino si sono riunite ed hanno inviato una petizione al governo francese, chiedendo che il loro approccio clinico venga riconosciuto. “La situazione in Francia è simile a quella degli Stati Uniti negli anni 60″ ha dichiarato il dottore Fred  Volkmar, direttore del Child Study Center dell’università di Yale. ” I francesi hanno una visione molto singolare dell’autismo, per una ragione qualsiasi, non sono convinti dalla prova”.  

I metodi comportamentali che permettono di aiutare i bambini autistici a comunicare con gli altri e a sviluppare facoltà sociali, sono abituali in Inghilterra, in Canada, in Giappone, negli Stati Uniti e nella globalità dei paesi europei, ma sono rari in Francia. La Francia è stata fortemente criticata nel suo approccio del trattamento dell’autismo. Nel 2002, l’associazione Autism Europe ha depositato una denuncia contro la Francia insieme al Consiglio Europeo, accusandola di rifiutare l’educazione ai bambini autistici, come prevede la Carta Sociale Europea. “La Francia non è riuscita a realizzare dei progressi sufficienti” nell’educazione dei bambini autistici ha dichiarato il Comitato Europeo dei Diritti Sociali. Quest’ultimo ha criticato la Francia accusandola di rendere le persone autistiche “un gruppo escluso”. Per il Dr Volkmar, l’autismo deve essere piu’ considerato. In effetti negli Stati Uniti, piu’ del 95% dei bambini autistici va a scuola contro il meno del 20% in Francia, dove la maggior parte dei bambini resta a casa oppure in un ospedale diurno, secondo il governo francese. 

I benefici della psicoterapia  

Numerosi esperti francesi insistono sul fatto che la psicanalisi sia essenziale. “Non direi mai che la psicanalisi è il metodo migliore ma è inestimabile” ha dichiarato Marie Dominique Amy, presidente della CIPPA, un’associazione francese che raggruppa psicoterapeuti e psichiatri. Ed ha aggiunto che nei bambini autistici che non parlano, la terapia puo’ essere praticata attraverso dei gesti e l’interpretazione del linguaggio del corpo. La signora Amy non ha nulla contro i metodi comportamentali  ma per lei è inconcepibile accettare il rapporto dell’HAS (Alta Autorità per la Salute) senza un consenso sull’utilizzo della psicologia nel trattamento dell’autismo. Ha anche dichiarato di aver visto dei miglioramenti nei bambini autistici grazie ad un metodo terapeutico molto particolare, che consiste nell’avvolgere  bambini quasi nudi in panni freddi e umidi (quello che viene chiamato il “packing” ) con lo scopo di riconoscere il proprio corpo. La pratica è rara ma autorizzata in alcuni progetti di ricerca. Amy dice di aver visto giovani autistici iniziare a parlare,a scrivere e a disegnare. Ma è chiaro che non si puo’ fare senza il consenso dei genitori. Secondo l’associazione francese degli psichiatri, questo metodo puo’ apportare risultati “spettacolari”, ma il suo utilizzo è troppo regolamentato per il suo sviluppo. Altri condannano fermamente questa pratica ( come molte associazioni) che considerano come una barbarie. “Non solo non c’e’ nessuna prova che funzioni, ma è anche qualcosa di potenzialmente pericoloso e dannoso se applicato su bambini vulnerabili” spiega Tony Charman, specialista di autismo all’ l’Institute of Education de Londres. La presa in carico dell’autismo in Francia, scatena il dibattito, e questo al di là delle frontiere. 

Tradotto da Mondo Aspie, fonti: Huffingtonpost.com, Magicmaman.com

Trailer – Molto forte incredibilmente vicino, la Sindrome di Asperger al cinema

Oskar Schell ha nove anni e una passione autentica per le invenzioni, gli ossimori e le cacce al tesoro. Dotato di un’intelligenza fuori dal comune ha la sindrome di Asperger  ( nel libro di Foer da cui è tratto il film è solo supposta). Trama: Dopo aver ritrovato tra le cose del padre morto nel crollo delle Torri Gemelle una misteriosa chiave, Oskar si mette in testa di scoprire a quale serratura appartiene e cosa c’è dentro quel “qualcosa” di chiuso, dando il via ad una piccola, grande odissea, sorprendente e dai toni esilaranti e commoventi al tempo stesso. Inizia un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black: un itinerario ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta all’enigmatico ritrovamento e ai propri dubbi. E sarà soprattutto l’incontro col nonno a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita. USCITA CINEMA: 23/05/2012 GENERE: Drammatico REGIA: Stephen Daldry SCENEGGIATURA: Eric Roth ATTORI: Tom Hanks, Thomas Horn, Sandra Bullock, Zoe Caldwell, Max von Sydow, Dennis Hearn, Paul Klementowicz, Julian Tepper, Caleb Reynolds, John Goodman, Stephen Henderson, Lorna Pruce.

Video autismo: Jacob e l’uomo con la chitarra

Vi presento Jacob, bambino cieco e autistico di 8 anni che passando per strada si è sentito attratto come una calamita da un chitarrista. All’inizio mi sentivo a disagio, avevo paura che il comportamento di questo giovane autistico venisse male interpretato perchè la musica a volte puo’ essere estremamente stressante per un autistico, poi invece ho visto questo bambino incollarsi alla chitarra e ne sembrava affascinato. Va detto che i suoi genitori gli fanno ascoltare molta musica e Jacob possiede numerosi strumenti musicali tra cui una chitarra. Un grazie a Tyler, il musicista che ha lasciato semplicemente il bambino avvicinarsi e appiccicarsi a lui mentre continuava a suonare e a battere il ritmo con i piedi.

Fonte:bebe.doctissimo.fr