Autismo: Martin Hedley, la Sindrome di Asperger e le difficoltà nel lavoro

Martin Hedley, un britannico di 44 anni, ha la Sindrome di Asperger. Nonostante le sue alte funzioni cognitive e una laurea universitaria, è rimasto disoccupato in questi ultimi 10 anni.

Martin Hedley ha ricevuto la diagnosi di Sindrome di Asperger 10 anni fa. E’ una situazione che non riesce a comprendere.

Problema relazionale

L’ambiente gioca un ruolo importante nell’autismo. Il cervello degli autistici si organizza in modo diverso ” Ho una laurea universitaria. Pero’ ho un debito di 22.000 dollari e ricevo sussidi statali. E’ pura follia” ha detto Martin alla BBC.

Martin Hedley non è l’unico autistico in questa situazione. Secondo la Società Nazionale Autistica del Regno Unito, l’88 % delle persone con Sindrome di Asperger sono disoccupate.

Per Martin che è stato diagnosticato 10 anni fa, questa situazione è incomprensibile.

 Le persone con Sindrome di Asperger – che fa parte dei disturbi dello spettro autistico – hanno capacità intellettuali e di ragionamento, superiori alla media.

Pero’ hanno difficoltà nell’interazione sociale e nella comunicazione.

I bambini Asperger, per esempio, mostrano una percezione minuziosa e straordinaria nei piccoli cambiamenti nei modelli o nella sistemazione di oggetti o immagini.

In generale sono attratti da attività che includono un’elaborazione di caratteristiche e dettagli raffinati.

“Come una maledizione” Martin ha lavorato come tornitore in un’ azienda che si occupava di lavorazione del legno, dopo la diagnosi, ha incontrato molte difficoltà nel trovare un lavoro adeguato.

Per una persona con la Sindrome di Asperger, i problemi comuni  che si posso verificare in un posto di lavoro, come ad esempio i cambi di routine, posso produrre molto stress e ansia.

“Il mio cervello non smette mai di analizzare le cose, ripetutamente.In questo senso è come una maledizione, perchè è una cosa che non si ferma mai”, dice il signor Hedley.

Dopo anni passati senza riuscire a trovare un lavoro, Martin ha deciso di mettersi in proprio: un progetto comunitario per rinnovare edifici storici nel Weymouth in Inghilterra.

“Non riuscivo a trovare un lavoro, ma quello che sono riuscito a fare è stato organizzare un lavoro per me autonomo, e cosi’ è partito questo progetto” dice.

Cosi’, ha reclutato un gruppo di volontari e contando solo sulle proprie abilità ha iniziato a rinnovare il vecchio edificio del comune di Weymouth,  e dopo aver raccolto 66.000 dollari, lo sta convertendo in centro comunitario delle arti.

Sostegno famigliare

Martin è aiutato da sua figlia Rowan di 15 anni, che gli da una mano nel lavoro e contribuisce al rinnovamento dell’edificio, Rowan ha un’esperienza diretta con la Sindrome di Asperger e conosce molto bene le difficoltà del padre .
“Per certi versi, è come un bambino, ma senza essere immaturo” , dice Rowan. ” E’ molto stressante perchè bisogna essere completamente onesti e aperti con lui”.

” Questo rinnovo è qualcosa di grande perchè ci ha permesso di lavorare insieme , inoltre è una cosa che mi appassiona”, aggiunge.

Strategia

Nel 2010, il Dipartimento di Salute britannico ha pubblicato per per la prima volta una strategia per il trattamento degli adulti autistici in Inghilterra.
In questo documento sono analizzate le strategie che servono per aiutare queste persone a trovare un lavoro, e questo ha portato alla formazione di consulenti specializzati nei centri impiego del paese.

Nessuno conosce la causa esatta della Sindrome di Asperger – e anche degli altri disturbi dello spettro autistico – ma si crede che sia dovuta ad una combinaziaone di fattori genetici e ambientali. E non è possibile sviluppare trattametni efficaci o strategie speciali che funzionino con tutti i pazienti.

La terapia convenzionale per queste persone è quella cognitivo-comportamentale, che si concentra sui deficit specifici  come le difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale.  

Molto rimane ancora da scoprire su questa sindrome, le persone con Asperger presentano capacità straordinarie nella percezione visuale e uditiva, e molti esperti stanno cambiando atteggiamento nel confronto di questa malattia. Invece di trattarla come una disabilità, la Sindrome di Asperger deve essere tratta come una differenza.

Tradotto da Mondo Aspie, Fonte: bbc.co.uk

Documentario sull’autismo: E-mail per Laura

“E-mail per Laura” di Rosemary Mantovani, é un documentario sull’autismo con attenzione speciale su come vivono le loro mamme, e addirittura ha vinto due premi, che ha messo a confronto autori di tutta Italia. Il concorso é stato organizzato da Iniziativa Donna (della provincia di Milano) e ha avuto risonanza nazionale. “E-mail per Laura” ha vinto due premi: 1° Premio — Premio Iniziativa Donna e 2° Premio – Premio Del Pubblico.

La famiglia del bambino autistico si trova a dover affrontare una situazione piu’ stressante di qualunque altra famiglia di bambino handicappato a causa della scarsa conoscenza delle caratteristiche di questa sindrome non solo della gente comune ma spesso purtroppo anche da parte di professionisti, terapeuti e insegnanti. Tratto dal Video

Sindrome di Asperger: Bambino di 11 anni scrive un libro

Alexandre Beaulieu Lynch, è un bambino di 11 anni con la Sindrome di Asperger, ha scritto un libro per aiutare un’associazione di persone con questo disturbo.

Nonostante tutte le difficoltà. essenzialmente sociali, che possono avere i bambini Asperger, le loro capacità intellettuali normali posseggono un infinità di valori dimostrabili anche, per esempio, con questa sfida che ha reso possibile la pubblicazione del libro  “Mí pez dorado se comió a mi gato” (“My Goldfish ate my Cat”) – Il mio pesce dorato si è mangiato il mio gatto -.  Un libro che narra una storia di avventura di un pesce che sogna come mangiarsi un gatto. Questo libro pone l’attenzione su alcuni punti forte dei bambini con la Sindrome di Asperger, come la creatività e la particolare prospettiva che hanno del mondo. Puo’ un pesce mangiarsi un gatto?

Il racconto è nato come un progetto scolastico, quando i professori di Alexandre gli hanno chiesto di scrivere qualcosa di sorprendente. Con l’aiuto della sua famiglia, motivati dalla Giornata annuale dell’alfabetizzazione e dell’apprendimento per migliorare l’educazione dei bambini, in Canada, Lynch è riuscito a far pubblicare una prima edizione del libro composta da mille esemplari, piu’ di 80 copie sono già state vendute ad un prezzo simbolico di  80 centesimi di euro. Il bambino autore di questo libro vive ad Alberta in Canada. Ha un fratello piu’ piccolo, un cane che si chiama Bo’ con cui scambia coccole, è appassionato di snowboard e si preoccupa per l’ambiente. Anche se il libro non è ancora stato tradotto in castigliano, vogliamo attirare l’attenzione, principalmente sui genitori di bambini Asperger, i loro figli sono nobili, hanno un grande cuore, sono fedeli e molto capaci. Non c’e’ nessun motivo per sottostimarli.

 Tradotto da Mondo Aspie, articolo tratto da Guiainfantil.com

My goldfish ate my cat !

Ricerca: Le 10 sostanze tossiche che favoriscono l’autismo

L’autismo e i disturbi dell’apprendimento avrebbero una forte componente genetica. Ma anche gli inquinanti ambientali alle volte sarebbero coinvolti. I ricercatori hanno stilato una lista delle 10 sostanze chimiche all’origine di queste patologie.

La genetica spiegherebbe la maggior parte dei casi di autismo e dei diversi disturbi dell’apprendimento, come l’iperattività, ma non sarebbe la sola responsabile. L’Accademia nazionale delle scienze americane stima che una volta su quattro, questi disturbi sono causati da interazioni tra i fattori genetici e ambientali. Nel 3% dei casi, questi disordini neurocomportamentali sono direttamente imputabili a dei prodotti chimici presenti intorno a noi.

Philip Landrigan, direttore del  Children’s Environmental Health Center (CEHC), l’università del monte Sinai (Israele) e due suoi colleghi, hanno chiesto agli scienziati, in un editoriale pubblicato nella rivista Environmental Health Perspectives,  di focalizzare l’attenzione sugli inquinanti responsabili di tutti questi disturbi dell’ apprendimento. Hanno redatto una lista delle dieci sostante chimiche in cui è stato stabilito un legame con le malattie.

L’ambiente favorisce l’autismo

« Un gran numero di sostanze chimiche ampiamente utilizzate non sono state sottoposte a valutazioni, anche minime, della loro potenziale tossicità, è questo desta molta preoccupazione, dichiara Philip Landrigan. La conoscenza delle cause ambientali nei disturbi dello sviluppo neurologico è molto importante perchè potremmo riuscire a prevenire questi disordini”.

La rivista ha pubblicato nella stessa edizione altri quattro articoli che stabiliscono una correlazione diretta tra alcuni fattori ambientali e queste patologie. Un articolo mostra il rapporto tra il tabagismo nelle donne in gravidanza e l’autismo nei bebè, altri due articoli parlano dell’mpatto dei PBC ( policlorobifenili ) sullo sviluppo precoce del cervello, e l’ultimo sposta l’attenzione sul legame tra i pesticidi e lo sviluppo dei disturbi dello spettro autistico.

Lista delle sostanze tossiche che favoriscono i disturbi dell’apprendimento

Articolo tradotto da Mondo Aspie, fonte: Futura-sciences.com

Green Room Actor’s Lounge, una scuola di recitazione speciale per ragazzi con autismo

Aaron si sente un attore, e lo dice con convinzione davanti al maestro. E’ uno dei 12 allievi della Green Room Actor’s Lounge di Atlanta, scuola di recitazione speciale perchè dedicata ai ragazzi con problemi di autismo. Qui si recita per imparare a stare al mondo.

 “Il programma sfrutta i modelli di recitazione per insegnare abilità sociali di base e le interazioni sociali appropriate che sono necessarie per sopravvivere in questo mondo” spiega Shannon, co-proprietaria della scuola. Quando è arrivata ad Atlanta con il figlio Jason, anche lui autistico, non esisteva un programma di recitazione del genere: lei lo ha creato in collaborazione con l’associazione Actors for Autism. “Sono dei copioni brevi, li adattiamo per migliorare le loro capacità, usando l’improvvisazione” spiega l’insegnante Jerrel Anderson.

Da quando è entrato in questa scuola, Aaron è pervaso dal demone della recitazione. “Si imparano cose come il contatto visivo, ad accettare le critiche – dice la madre, e lui aggiunge – ad accettare le conseguenze e a toccare i sentimenti degli altri”. Uno strumento perfetto per far uscire questi ragazzi dal loro guscio. I genitori li vedono guadagnare fiducia in se stessi ogni giorno. “Questo palco – spiega Jerrel – è una scatola magica e loro possono diventare tutto ciò che sognano di essere”.

Il sito:  Actors for autism

Fonte: TMNews

Ricerca: Scoperto un nuovo gene, gli ormoni sessuali sono coinvolti nell’autismo?

L’autismo, è un  disturbo dello sviluppo che comporta dei deficit nel comportamento sociale e nella comunicazione, che colpisce i ragazzi  quattro volte di piu’ rispetto alle ragazze. In ragione di questo squilibrio estremo, alcuni scienziati sostengono che gli ormoni sessuali possono essere coinvolti nella malattia. Ora, i ricercatori hanno identificato per la prima volta un gene che potrebbe spiegare il divario tra i sessi alla base di alcuni sintomi dell’autismo comune.

Nel 2010, la biologa Valérie Hu  e i suoi colleghi della George Washington University Medical Center, hanno scoperto che il cervello delle persone autistiche contiene bassi livelli di una proteina prodotta da un gene chiamato recettore orfano alpha (RORA). In uno studio pubblicato su PLoS ONE, riportano che questo gene interagisce con alcuni tipi di estrogeni e di testosterone nel cervello.

Valérie Hu e il suo staff hanno esaminato le cellule neurali nel loro laboratorio. Ed hanno constatato che RORA controlla la produzione di un enzima chiamato aromatasi, che converte il testosterone in estrogeno. Ma nei loro esperimenti, la presenza del testosterone rende il gene RORA meno attivo, e conduce ad un abbassamento dell’aromatasi e a una accumulazione di testosterone. L’estrogeno ha avuto l’effetto inverso. Nel cervello, l’equilibrio degli ormoni sessuali regola l’attività RORA e mantiene  i livelli di ormoni stabili, ma ogni squilibrio puo’ aggravarsi a causa di questo ciclo. Infine, i ricercatori hanno confermato che il tessuto cerebrale degli autistici contiene in effetti piccole quantità della proteina e dell’aromatasi RORA. Secondo i ricercatori la carenza di queste molecole genera la spirale, provocando un accumulo di testosterone che puo’ causare l’autismo. Alti livelli di estrogeno nelle donne potrebbero proteggerle.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo tratto da: Carevox.fr

Sindrome di Asperger e psicodinamica: sono “falli amari”

In Italia c’e’ ancora della gente che pensa che la Sindrome di Asperger sia una questione di “Falli”.

Dieci Domande sull’Autismo tipo Asperger di Romeo Lucioni

La sindrome di Asperger (S.A.) viene descritta quasi parallelamente all’autismo di Kanner (A.K.). con il tempo, si è potuto determinare che i due quadri psicopatologici sono decisamente differenti, in primo luogo per l’età di esordio che, se è intorno ai due anni per l’A.K., è vicino ai 4 anni per la S.A.

Per molti aspetti la S.A. si sovrappone alla Sindrome Borderline che, seppure si manifesti nell’epoca della pubertà, l’indagine clinica mette in evidenza dei prodromi intorno ai 3-4 anni.

La S.A. è spesso riferibile ad un quadro nevrotico severo e questo è un altro punto di contatto col il Borderline che, per altro, è assimilabile alla “schizofrenia pseudonevrotica” individuata da Lorenzo Cazzullo.

I segni caratteristici della S.A. possono essere individuati in:

1) opposizione ed odio verso l’altro che si struttura come parte maschile-fallica e che prende l’avvio dall’opposizione al padre considerato perfido e primum movens di tutti i mali;
2) “oggetto genitoriale” deformato per la prevaricazione del fallo sadico sul seno sottomesso; 3) il seno, sottomesso al padre-fallo, diventa responsabile di questa adesività ed anche dell’abbandono del figlio; 4) profondi sentimenti di indegnità e di inadeguatezza; 5) sentimenti riferiti alla deformazione del corpo che si dimostra come paura della vecchiaia, non accettazione dei segni in equivoci del trascorrere del tempo;
6) i profondi sentimenti narcisistici sottolineano quanto sovrastino ed annichiliscono l’affettività; 7) grandi valenze di onnipotenza che tendono a far assumere volontà di auto-terapia che screditano ed avviliscono gli interventi di numerosi medici generici e specialisti ; 8) alone interpretativo degli stimoli sensoriali ed eidetici che portano all’impossibilità di strutturare una risposta univoca e soddisfacente; 9) proiezione che porta a diffondere sempre la colpa sugli altri e, quindi, a generare grosse difficoltà relazionali; 10) grossa tendenza alla scissione dell’IO.

Autismo ipercinetico e punti di contatto con le sindromi di Asperger e borderline

La fenomenologia della sindrome ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione con Iperattività, non inserita tra i disturbi autistici nel DSM IV, ed inclusa nell’autismo infantile nell’ICD 10), imperniata sulla triplice sintomatologia della iperattività (funzionamento psicomotorio ampio, ma inadeguato), dell’impulsività e della disattenzione (con possibilità di uno sbilanciamento su un aspetto diagnostico in particolare o di una forma “combinata”), getta luce sulle zone di insicurezza del bambino che ne è affetto relativamente al nuovo e all’inaspettato, al confronto tra pari, che genera acuti sentimenti di frustrazione e talora di rivalsa; uno spiccato egocentrismo oppositivo si accompagna ad una limitazione affettiva nei rapporti interpersonali, all’impossibilità di accettare regole superindividuali di condivisione, dovuta ad una tendenza, sul versante affettivo-cognitivo, alla personalizzazione del sistema rappresentazionale, che diviene scarsamente condivisibile, ad una espressività esasperata, buffonesca, che, in termini psicodinamici è riconducibile alla debolezza dell’Io.

Il versante più propriamente cognitivo evidenzia un deficit nella gerarchia di analisi del problema (problem solving) e nei processi deduttivi.

Al di là dell’inquadramento psicoterapeutico, è opportuno considerare come lo spettro autistico, nel continuum di cui si caratterizza, ammette, in linea con il costrutto lacaniano di mentalizzazione agli antipodi dell’agito, una propria concettualizzazione sfumante nell’ipercinesia (in altri termini, la succitata sindrome ADHD), categoria che, a sua volta, può altresì intersecarsi a problematiche di tipo affettivo–relazionale lontane da fissazioni precoci o da disturbi di natura neuropsichiatrica o neurologica.

A livello eziopatogenetico di superficie, uno stile educativo tendente al comando e alla punizione, si riteneva potesse essere correlato al comportamento disfunzionale del bambino, per lo meno relativamente al suo mantenimento: in realtà è difficile cogliere se lo stile educativo disfunzionale sia causa o conseguenza del venire a patti con un bambino difficile.

L’ipotesi psicodinamica propone che l’adesione al desiderio materno della vivacità del bambino, alla di lui spigliatezza e prontezza, nonché, in alternativa o più inconsciamente, al desiderio dell’acquisizione del bambino di una dimensione fallica, nel senso di paterna, che releghi il padre in una posizione subalterna – nella misura in cui la diade è munita di fallo – il compiacere tale desiderio porta il figlio ad una opposizione al padre, che, seppur non ancora edipica, funge da anello prodromico (a livello logico e forse cronologico) al quadro dell’autismo di Asperger, che coniuga la cosiddetta “alta funzionalità” cognitiva, con problematiche di tipo relazionale – caratteristiche, queste, comuni alle due categorie diagnostiche mobili dell’autismo ipercinetico e dell’autismo di Asperger.

L’impedimento nel pieno sfruttamento delle risorse cognitive – dal problem solving alle strategie di pianificazione – si esplica nell’incontinenza emotiva dovuta al mancato instaurarsi di una triade relazionale equilibrata tale, per cui la dimensione del confronto, dell’accettazione del consiglio, della presa di posizione entro un rapporto asimmetrico che implichi autorevolezza – che viene dal bambino o dall’adulto deformata in autorità (senza necessariamente arrivare alle teorizzazioni di arcaismi paterni superegoici) – vengono estromessi dal circuito esperienziale del bambino, e dunque dai suoi meccanismi di apprendimento.

Il confronto, ad esempio, entro una fratria, con un fratello o una sorella maggiori, può essere letto come riedizione del confronto paterno.

Se l’egocentrismo oppositivo nel bambino di sesso maschile sfocia nella svalorizzazione della madre – che è donna, priva del fallo da un lato e inesigibile dall’altro a causa del competitore-padre colpevole di tutto – si delineano le condizioni per un tipo di relazione oggettuale dell’area borderline con gravi lacune relazionali e transferali in senso lato – che, nella bambina, si declina in un vincolo più facilmente realizzabile con le persone di sesso femminile, il padre essendo estromesso anziché continuamente ricercato come competitore da aggredire senza un mettersi in gioco pieno con lui, come accade nel ragazzetto di sesso maschile.

Si vede dunque come la mentalizzazione degli affetti si ponga quale tramite fra il pensiero concreto, primitivo o autistico, e il pensiero simbolico, considerata l’istanza valorativa (di possibilità ad essere) discendente dal sistema delle relazioni familiari, dalle loro rappresentazioni simboliche: il pensiero affettivo genera il pensiero simbolico (che in parte già comprende ad un livello inconscio, nel riepilogarsi transferale dello stile relazionale) giacché concede all’intelligenza di dispiegarsi senza ostacoli di natura affettivo-relazionale (che la segregano nel non visto, nel non osservato, nel non richiesto e in un certo egocentrismo edonistico), magari in attività d’elezione consone all’organizzazione di personalità.

 10 domande alla Sindrome di Asperger

 1. qual’è l’eziopatogenesi dell’autismo di Asperger?

Anche nel caso dell’Asperger non è molto chiara l’eziopatogenesi e, come per l’A.K., viene riferita una causa multipla nella quale entrano: elementi genetici, anatomo-funzionali, familiari, costituzionali ed ambientali. Con tutto questo, sembra però più logico pensare a processi psico-patologici legati all’organizzazione psico-affettiva nell’ordine edipico. Il conflitto con la figura paterna sottolinea questa lettura eziopatogenetica che è anche supportata dalla considerazione che l’Asperger ha generalmente buone possibilità cognitive, tanto che viene anche definito come “autista ad alto funzionamento”.

 2. quali sono le caratteristiche dell’autismo ad alto funzionamento?

Questa denominazione viene ormai applicata a soggetti che presentano difficoltà relazionali per le quali si riducono ad una vita di isolamento. Nello stesso tempo, queste persone, raggiunta la pubertà, dimostrano un certo grado di capacità intellettive che contrastano con la povertà affettiva. In pratica, si potrebbe dire che questi pazienti cos’ intelligenti non riescono, per qualche motivo, a stabilire buone relazioni interpersonali e spesso per loro l’Altro risulta qualcosa di pauroso da evitare assolutamente.

 3. come si spiega che una organizzazione cognitivamente buona non riesca a sostenere un normale sviluppo psico-mentale?

Il buon livello cognitivo non riesce a far superare le angosce che sorgono ad un livello inconscio (conflitto inconscio). Queste derivano da un conflitto tra il Sé ed il Super Io che risulta onnipotente ed invincibile, oltre che castrante e distruttivo. Gli Asperger sono portati da questi vissuti profondi ad impegnarsi a leggere-studiare (da soli) tutto ciò che capita loro tra le mani (mentalizzazione), ma non riescono a tradurre il loro “sapere” in certezza. Manca loro la “verità” (che si scopre nella relazione) per cui non riescono a cimentarsi con gli altri e costruiscono sentimenti di inadeguatezza e di incapacità che li inducono all’isolamento.

 4. quali sono i motivi che portano l’Asperger ad avere problemi così importanti nell’ordine sociale?

Per vincere i propri sensi di inferiorità, l’Asperger tende a mentalizzarsi e così crea un falso Sé egocentrico e megalomanico. In questo modo, si sente del tutto superiore (anche rispetto al padre onnipotente), vive il sentimento di non aver bisogno di nessuno perché la sua “forza” sta nel poter rinunciare a tutto. Questo porta a non impegnarsi (se non ho un cosa che mi piace ne faccio ameno … tanto non è poi così buona o bella o indispensabile). La vita dell’Asperger è una continua rinuncia che parte proprio dalla sua incapacità di dare valore agli oggetti animati ed anche a quelli inanimati. Un Asperger rinuncia anche ad un regalo perché viene vissuto come un compromesso, uno specchietto per le allodole , usato per “…fargli cambiare idea”, un mezzo per imporre una reciprocità che lui odia. Interessante è vedere come l’Asperger aborrisca la riconoscenza, mentre trova in sé spinte di generosità che, nel suo intimo, rappresentano un segno di onnipotenza e di potere.

 5. come è strutturata l’affettività?

L’affettività dell’Asperger è molto coartata: non riesce a dare valore all’Altro che viene regolarmente svalorizzato. A volte vive sentimenti d’amore (queste crisi sono violente perché accentuano le sensazioni di non essere capace di superare quella che chiama “debolezza), ma questi sono riferiti ad un “oggetto” illusorio: è il mio amore perché io l’ho scelto (codificazione dell’altro). Questi vissuti portano a gravi crisi che poi si risolvono quando l’oggetto d’amore si avvicina (si stabilisce una piccola relazione) tanto da accentuare i sentimenti di rifiuto, di svalorizzazione e … “non era quello che pensavo!” La mancanza di altruismo e di riconoscenza minano gli affetti che sono sempre espressione del valore donato o riconosciuto all’altro.

 6. com’è l’organizzazione psico-cognitiva?

La struttura cognitiva dell’Asperger è dominata da un senso di superiorità mentale (mentalizzazione) che porta a rinunciare gli altri ritenuti deboli, inferiori, insignificanti ed inutili, anche se si crea una specie di invidia per i successi sociali degli altri. Un altro aspetto fondamentale della mente dell’Asperger è quello di vivere come se si trovasse sempre di fronte a due porte e di non sapere quale scegliere. Questa costate impasse è motivo di angoscia profonda e di titubanze esasperanti che provocano negli altri risposte di rifiuto. Dopo aver tribolato una enormità per prendere una decisione, nel momento di realizzarla sorge sempre un ripensamento che manda tutto all’aria. L’organizzazione cognitiva risulta dominata da una incapacità di sintesi perché non si può valorizzare qualcosa più di un’altra e nulla diventa tanto importante o di valore da meritare d’essere scelto. Il mondo viene vissuto oltre che inutile, pericoloso e come uno spazio dove tutti cercano di “sbranare” gli altri e, proprio per questo, viene preferito un isolamento nel quale si possono trovare quelle piccole cose che non attirano l’interesse degli altri (rifiuto totale alla competizione).

 7. è vero che Einstein ed altri grandi pensatori possono essere considerati soggetti autistici o Asperger?

La storia che Einstein fosse un Asperger è una pura fantasia di alcuni ricercatori che riducono questo grave disordine psico-affettivo ad un semplice “isolarsi dagli altri”. Einstein è sicuramente una delle più grandi menti del nostro tempo e la sua enorme capacità affettiva l’ha dimostrata con le battaglie intraprese in favore dell’etica e della morale sociale, contro il nazismo, contro l’atomica, contro la segregazione degli ebrei, contro tutti i soprusi. Il suo amore per la prima moglie ha avuto momenti di trasporto e di grande slancio, anche se questi sono stati determinati soprattutto dal suo bisogno di sentire vicino una persona capace di “ascoltare”, di seguirlo e di aiutarlo nelle sue impervie scalate nel mondo della scienza più elevata che è preclusa alla maggioranza degli umani

 8. perché l’intervento psicoanalitico è poco efficace?

Le difficoltà nell’ordine affettivo minano fortemente tutte le relazioni interpersonale e, per questo, anche quelle terapeutiche. Le famose “due porte” risultano un continuo mettere alla prova una relazione troppo intima come quella psicoanalitica; gli acting out sono continui; i ritardi una normalità; il timore di dovere ricambiare un atteggiamento affettuoso un rischio insopportabile. La mancanza di compartecipazione porta inevitabilmente alla rottura, anche perché l’Asperger si sente sempre superiore (più intelligente) allo psicoanalista del quale può tranquillamente fare a meno.

 9. quale è il migliore trattamento per questa sindrome?

Non esiste un trattamento migliore e forse neppure semplicemente una terapia. I migliori risultati si ottengono con un lavoro di supporto e di aiuto, paziente e continuo, che non cambia l’organizzazione di base, ma porta a fare entrare questi pazienti nel mondo del lavoro. In questo, seppure con grandi alti e bassi, l’Asperger riesce a trovare un suo modello di sopportazione sostenuto soprattutto da una remunerazione che, seppure ritenuta inadeguata, viene accettata per il rischio di non riuscire a trovare un’altra sistemazione.

 10. cosa significa che l’Asperger è un narcisista?

È classico l’atteggiamento che fa di sé un soggetto non solo superiore per qualità mentali, ma anche per la sua “bellezza”. Questo atteggiamento acritico è sostenuto più che dal riconoscimento di qualità personali, dal diniego di quelle degli altri e, soprattutto, da un senso di “eternità” che fa vivere la sensazione di essere sempre giovani (per loro il temo non passa mai). Questo è imposto, ancora una volta, dall’idea che l’altro non ha valore, è un vecchi debosciato incapace di vivere i sentimenti puri che albergano in un’anima semplice e giovane. La qualità di “sempre giovane” è innata e non necessita di particolari preoccupazioni o manovre di mantenimento; oltre a questo, impone enormi difficoltà nella scelta di una possibile compagna perché … sono tutte brutte o, comunque, inadeguate al proprio senso estetico.

Qui un altro articolo fallico: Autismo e figura paterna

Tratto da Psicolab.net

Austimo e libertà di cura: nascere in Emilia Romagna è una sfortuna

I genitori di un bambino che nasce nel Veneto posso scegliere come curarlo, in Emilia Romagna , No !!!!! Che sfiga nascere autistici in Emilia Romagna, mi unisco alla loro battaglia e sostengo questi genitori. Anche avere la Sindrome di Asperger in Emilia Romagna è una sventura.

Aspie e le campagne di Napoleone

L’ultima impresa di Aspie, si è buttato nella lettura delle campagne di Napoleone di Chandler 1358 pagine, una cosuccia da nulla per un ragazzino di 12 anni !!!

Dopo le enciclopedie mediche e dei minerali, quest’anno non ci facciamo mancare niente. Aspie mi  fa “Mamma, ma cosa vuoi che sia per uno come me che si è letto tutta la serie di Harry Potter”. Le passioni  di Aspie nascono dai giochi con il pc, per esempio da Minecraft è nato l’interesse per le rocce e i minerali, invece da quando ha scoperto Napoleone Total War vuole sapere tutto sulle battaglie di quell’epoca in modo da riuscire a riprodurle nel gioco e migliorare le strategie militari (non ama perdere contro il nemico).
Durante lo svolgimento del test per volontari del soccorso che Aspie ha superato senza il benchè minimo problema, un ragazzo mi ha detto: Ma chi l’ha generato questo bambino ? Non è umano !!!

Il “problema” se cosi’ si puo’ chiamare, è che si sta portando quel tomo che pesa oltre un chilo  a scuola e spesso e volentieri lo legge nelle materie che odia (arte in particolare). Inoltre la sera -Aspie legge sempre prima di dormire – diventa un’impresa farglielo chiudere. Ultimamente il volume napoleonico è onnipresente anche nelle uscite al parco.  Aspie condivide con me (mi faccio una cultura)  le riflessioni sulle strategie militari di quell’epoca, e ormai Napoleone fa parte della nostra vita :

Mamma Aspie: “Aspie fai i compiti !!! ”
Aspie:  ” No mamma, non ci penso proprio ..siamo arrivati alla fine dell’anno, mi sono impegnato, ho recuperato il 5 in inglese che avevo preso quel giorno che ero di brutto umore, adesso sono esausto come un soldato che ha combattuto la battaglia di Borodino:

La battaglia di Borodino, conosciuta anche come la battaglia della Moscova (7 settembre 1812 ), fu la più grande e sanguinosa battaglia di un solo giorno combattuta durante le guerre napoleoniche, avendo coinvolto più di 250.000 uomini.

Nel 2010, Aspie frequentava la quinta elementare in una scuola francese e io scrivevo cosi’ di lui nel mio blog : Aspie in due mesi ha letto i libri di Harry Potter N°5, N°6 e N°7, in Francese (un po’ meno di 3000 pagine).
Nella biblioteca della scuola risulta il primo lettore in classifica : categoria elementari .
(cosi’ mi ha detto, devo verificare ma ci credo perchè ha riempito 3 fiches di lettura).
In base alla grandezza dei libri si accumulano punti, con Harry Potter numero 5 ne ha guadagnati 16 passando in vantaggio sul bimbo-topo di biblioteca che conduceva la classifica.
Alla fine si è talmente appassionato alla saga che gli abbiamo comprato il resto della serie il 6 e 7, meglio la lettura che il rimbecillimento con il pc, nintendo, psp e company …..
Chissà da chi ha preso la passione per i libri ?

Trailer – Il pescatore di sogni, la sindrome di Asperger al cinema

Uscirà il 18 maggio prossimo Il pescatore di sogni, il nuovo film dell’autore di Chocolat e Hachiko, Lasse Hallström. La sceneggiatura è di Simon Beaufoy ( The Millionaire, Full Monty) e tratto dal romanzo di Paul Torday ” Pesca al salmone nello Yemen”. Nel cast, Ewan McGregor, Emily Blunt e Kristin Scott Thomas.

Fred Jones è uno scienziato introverso con la sindrome di Asperger,e un esperto di pesca che lavora per il governo britannico. Su insistenza di Patricia Maxwell, l’addetta stampa del Primo Ministro, Fred accetta l’offerta di Harriet Chetwode-Talbot rappresentante di un ricco sceicco dello Yemen. Si  ritroverà cosi’ coinvolto nel progetto escogitato da questo stravagante sceicco (Amr Waked) che sogna di realizzare qualcosa di apparentemente impossibile: introdurre la pesca al salmone negli aridi altipiani dello Yemen. Fred inizia a credere nel progetto, che verrà però ostacolato dai militanti locali. Al tempo stesso, Jones dovrà fare i conti con i propri sentimenti per Harriet e il ritorno del fidanzato di lei da tempo disperso in Afghanistan.

Ricerca: Fumare in gravidanza puo’ provocare la Sindrome di Asperger ?

Le donne che fumano in gravidanza hanno piu’ probabilita’ di avere un bambino con una particolare forma di autismo, come ad esempio il Disturbo di Asperger. E’ quanto emerge dai risultati preliminari di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori americani coinvolti nel programma di monitoraggio sull’autismo promosso dai Centers for Disease Control and Prevention. Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives. “E’ noto da tempo che l’autismo e’ un termine ombrello per una vasta gamma di disturbi che compromettono le abilita’ sociali e comunicative – ha detto Amy Kalkbrenner, docente alla University of Wisconsin-Milwaukee School of Public Health e autore principale dello studio – e quello che stiamo ora verificando e’ che alcuni disturbi rientranti nello spettro autistico possono essere influenzati piu’ di altri da un particolare fattore, come per esempio il fumo della madre durante la gravidanza”.
  Fumare durante la gravidanza e ancora comune negli Stati Uniti, nonostante siano noti i suoi effetti dannosi sui bambini.
 Kalkbrenner ha rilevato che il 13 per cento delle madri i cui figli sono stati inclusi nello studio avevano fumato durante la gravidanza. “Lo studio non dice con certezza che il fumo e’ un fattore di rischio per l’autismo – ha precisato il ricercatore – ma dice che se c’e’ un’associazione essa senz’altro vale tra il fumo e alcuni tipi di autismo”. (AGI) 27 aprile 2012

Autismo: Una molecola da buoni risultati

Una molecola che bersaglia l’azione del glutammato, una sostanza chimica del cervello, permette di ridurre due dei principali sintomi dell’autismo nei topi: il comportamento ripetitivo e la mancanza di socialità.

Dei farmaci che inibiscono gli effetti del glutammato sono in fase di sperimentazione negli umani per altre malattie e potrebbero anche essere testati  nei pazienti autistici.

La medicina sa già , che nei mammiferi, i neuroni che contengono glutammato controllano i comportamenti ripetitivi e sociali.

La molecola  GRN-529  regola la quantità di glutammato liberata nel cervello e agisce sul recettore  mGlurR5.

L’esperienza

Il Dr Jill Silverman insieme ai suoi colleghi del National Institute of Mental Health,  negli Stati Uniti, ha testato gli effetti del GRN-529 su un particolare ceppo di topi.  Questi roditori, contrariamente agli altri modelli di autismo nei topi, presentano un comportamento di tipo autistico, in particolare:

  • nelle interazioni sociali anormali
  • nelle modalità di comunicazione perturbate
  • nell’ autopulizia ripetitiva

 I ricercatori hanno iniettato la molecola direttamente nel cervello dei topi, per constatare che la sua azione riduce i comportamenti ripetitivi e rimedia cosi’, in parte, la mancanza di socialità.

I lavori mostrano che il trattamento non ha migliorato la comunicazione nei topi, una realtà che lascia pensare che il ricettore mGluR5 non sia coinvolto in complessi compiti comportamentali. 

Il dettaglio di questo studio è pubblicato nella rivista  Science Translational Medicine.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo tratto da : Radio-Canada.Ca