I ricercatori dell’Università di Oxford in collaborazione con altri Istituti hanno identificato e associato ai disturbi dello spettro autistico una rete complessa d’interazioni di alcuni geni. I risultati di questo studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE mostrano come la rete individuata impatti sui messaggi inviati al cervello.
Questa collaborazione tra ricercatori tenta di identificare le copie anormali del DNA o variazioni genetiche associate all’autismo in 181 persone che presentano disturbi dello spettro autistico. I ricercatori mirano ad identificare la relazione possibile tra le funzioni biologiche dei diversi geni che presentano variazioni con la speranza di poter spiegare perchè differenti variazioni genetiche possono portare agli stessi sintomi nei disturbi dello spettro autistico. I ricercatori sono interessati ad un tipo di variazioni genetiche che sono il risultato di un numero anormale di copie di alcuni frammenti del DNA ( o CNV, variazione del numero delle copie), che sia un frammento mancante oppure delle copie multiple di questo frammento. I ricercatori che hanno cercato queste variazioni anche in un gruppo di persone che non presentano disturbi dello spettro autistico sono arrivati a queste conclusioni:
– 187 geni che hanno almeno una CNV sono connessi ad una rete unica di funzioni biologiche interdipendenti.
– Una CNV o diverse CNV che colpiscono questi 187 geni sono state trovate nel 45% delle persone con disturbo dello spettro autistico.
– Nella metà dei partecipanti con ASD (disturbi spettro autistico), queste variazioni che colpiscono uno o piu’ geni hanno funzioni biologiche interdipendenti.
– Le persone con ASD che presentano queste CNV, hanno in media 3 CNV nella rete identificata.
– Le persone con ASD che presentano una sola CNV hanno la tendenza ad avere questa CNV in un gene situato al centro di questa rete.
– Numerose proteine prodotte da questi geni giocano un ruolo importante nella trasmissione di messaggi elettrici tra cellule nervose.
– Questa rete contiene 22 geni già identificati nei disturbi dello spettro autistico.
Questa rete biologica di geni è dunque associata ai ASD e contribuisce a spiegare come dei geni differenti possono provocare disturbi dello spettro autistico intervenendo su meccanismi biologici collegati tra di loro.
Tradotto da Mondo Aspie,Fonte: Plosgenetics.org PLoS ONE 6 giugno 2013
Ricerca: l’interazione di un aminoacido è un’importante scoperta per la comprensione dell’autismo
I ricercatori del JC Auto Research Institute del Greenwood Genetic Center (GGC), insieme con i collaboratori di Biolog, Inc. in California, hanno riportato una scoperta importante nella comprensione dell’ autismo che è stata pubblicata in Autismo molecolare.
Lo studio, condotto Charles Schwartz, Direttore di Ricerca e da Luigi Boccuto, ha trovato che le persone con disturbi dello spettro autistico (ASD) hanno mostrato significativamente ridotto metabolismo di aminoacido L-triptofano, rispetto agli individui con altri disturbi dello sviluppo neurologico. Le cellule provenienti da individui con autismo hanno metabolizzati L-triptofano a un tasso ridotto, mentre le cellule provenienti da individui non autistici non hanno mostrato questo cambiamento. I ricercatori hanno anche misurato l’espressione di geni che sono noti per essere coinvolti nel metabolismo di L-triptofano in un piccolo sottogruppo di pazienti con autismo e hanno trovato che essi hanno anche espresso alcuni geni a livelli inferiori rispetto a persone senza autismo.
“L’implicazione importante e immediata di questo lavoro è lo sviluppo di un semplice test di screening del sangue per rilevare l’autismo, misurando il metabolismo di L-triptofano attraverso l’ utilizzando di tecnologia Biolog ”, ha spiegato il Dott. Boccuto. Il metodo di dosaggio Biolog, chiamato tecnologia dei microarray fenotipo, permette ai ricercatori di misurare la capacità delle cellule di produrre energia da varie sostanze nutritive biochimiche, tra cui L-triptofano. Attualmente non esistono test di laboratorio in grado di diagnosticare con precisione ASD che si stima influenzare da 1 a 50 bambini in età scolare negli Stati Uniti. Diagnosi attuale dipende da una valutazione dello sviluppo e spesso può non essere fatta prima di 2-3 anni di età.
“Uno screening, e alla fine, un esame del sangue diagnostico per l’autismo sarebbe di immenso valore anche per le famiglie”, ha spiegato il dottor Schwartz. La diagnosi accurata e precoce è fondamentale per fornire terapie efficaci e tempestive per questi pazienti.” Il Dr. Boccuto ha aggiunto: “Vediamo anche un enorme potenziale di questi risultati nella comprensione delle basi molecolari e metaboliche dell’ autismo. Quando avremo una visione chiara di ciò che è andato storto all’interno dei percorsi del metabolismo del triptofano, potremo sviluppare terapie bersaglio e correggere tali problemi a livello biochimico. “
L-triptofano è uno dei venti amminoacidi utilizzati dalle cellule per fare proteine. È uno degli otto amminoacidi che non può essere prodotto dall’ organismo e che quindi deve essere ottenuto dalla dieta. L-triptofano gioca un ruolo importante nello sviluppo del cervello e nelle sue funzioni in quanto è il precursore di sostanze neurochimiche chiave, quali serotonina e melatonina, che sono già state collegate a problemi comportamentali e neurologici. ”Questa scoperta ci porta verso un possibile meccanismo biochimico unificante per ASD che potrebbe in ultima analisi portare ad un trattamento, “ha condiviso il dottor Schwartz. ” Ora che abbiamo ulteriori prove che le caratteristiche di ASD possono essere correlate alle vie metaboliche che coinvolgono L-triptofano, possiamo concentrare ulteriori studi su come determinare in quale punto lungo quelle vie, si verifica la perturbazione che può variare da un paziente all’altro. Con trattamenti che colpiscono vari punti lungo il percorso, una modalità che funziona per un paziente potrebbe non funzionare per un altro. ” Il Drs. Schwartz e Boccuto stanno attualmente valutando il metabolismo del triptofano in campioni di sangue da pazienti con ASD, utilizzando piastre Biolog personalizzate.
Fonte Medical news, Medimagazine.it
Autismo vergogna Italia: Comunione negata a bambino autistico
Niente comunione, è autistico: schiaffo del parroco al bimbo. La disperazione della madre: “Aspettava questo momento da anni”.
Il piccolo Fabrizio, 11 anni, è affetto da una forma di autismo. Voleva fare la comunione con i suoi compagni di classe. La madre, Elda, spiega: “Era un appuntamento che aspettava da anni. Ma alla fine la comunione non l’ha fatta. Ora il piccolo cambierà chiesa”. Di fatto gli è stata negata. Il motivo lo spiega sempre la madre: “Forse un bimbo autistico crea troppi problemi. E non tutti hanno voglia di affrontarli”. Elda ebbe il primo incontro con il parroco di San Luigi, Vincenzo Tritto (recentemente trasferito a Genova dopo aver speso a Napoli tre anni). “Mi disse che sarebbe stato meglio se avessi iscritto Fabrizzio al corso organizzato da Fede e Luce, una comunità religiosa che riunisce bambini e ragazzi con disabilità mentali”. Padre Tritto ha confermato di aver dato quel “suggerimento”. La madre continua: “Mi sembrava una buona soluzione per tutti, poi però non ho visto e sentito più nessuno. Ho pianto tanto e mi sono disperata per mesi nel vedere mio figlio messo da parte in questo modo”.
Fonte:liberoquotidiano.it 09/06/2013
Autismo: Corte Federale Americana riconosce correlazione tra autismo e vaccino trivalente in due bambini
Una Corte Federale Americana riconosce il legame tra autismo e vaccini in due bambini. Il vaccino trivalente Mpr ha provocato l’autismo in due bambini. Il Tribunale Federale Americano che tratta le complicazioni vaccinali (VICP) ha concesso a Ryan Mojabi e alla sua famiglia una somma di diversi milioni di dollari a titolo di risarcimento per il caso di autismo che si è verificato dopo l’inoculazione del vaccino trivalente MPR (morbillo-parotite-rosolia).
La famiglia di Ryan Mojabi si aggiunge alla lista delle altre 85 famiglie, tra cui quella di Hannah Poling, che si sono rivolte al Tribunale Federale (VICP) per i casi di autismo che si sono verificati dopo le vaccinazioni.
Ci dicono in continuazione che i vaccini non causano l’autismo, che non l’hanno mai causato e che non lo causeranno mai. Salvo evidentemente, quando queste tragedie si verificano.
Qui il PDF della sentenza
Si prega di cliccare su questo link per condividere questa informazione con i rappresentanti eletti a Washington. Chiedete loro di sostenere gli altri querelanti contro queste tragedie che non dovrebbero mai accadere, ma che invece non si fermano e continuano a verificarsi.
Come abbiamo osservato nel corso delle udienze di Novembre, molti membri del Congresso sono scettici circa la competenza e l’autenticità dei burocrati che si occupano dei problemi di autismo.
Ricordate che il Dr Andrew Wakefield ha perso il diritto di esercitare la professione per aver detto che ci potrebbe essere un legame tra l’autismo, il vaccino Mpr e una malattia intestinale. Inoltre ha dichiarato che altri studi approfonditi sono giustificati (eppure, la gente deve continuare a farsi vaccinare !).
Per saperne di piu’ sulle famiglie che grazie al VICP hanno ottenuto dei risarcimenti danni, leggete
« Unanswered questions, A Review of Compensated Cases of Vaccine Brain Injury »
Il Tribunale Federale specializzato in problemi da vaccini accorda milioni di dollari di risarcimento a due bambini autistici.
David Kirby, Huffington Post (Estratto)
Il Tribunale Federale per il risarcimento delle vittime da vaccinazioni, meglio conosciuto sotto il nome di ” Tribunale dei Vaccini” ha accordato diversi milioni di dollari a due bambini autistici per “dolori e sofferenze” , e anche per sostenere le cure a vita che potrebbero costare decine di milioni di dollari. Il primo caso riguarda quello di un ragazzo di 10 anni della Carolina del Nord, Ryan Mojabi. I genitori affermano che ” tutte le vaccinazioni” ricevute dal 2003 al 2005, ed in particolare il vaccino trivalente Mpr (morbillo-parotite-rosolia) ” hanno provocato ” danni debilitanti e gravi al suo cervello, designati come disturbi dello spettro autistico ASD. ”
Il secondo caso riguarda una bambina che si chiama Emily, la madre Jillian Moller ha sporto denuncia nel 2003 ed ha combattuto per anni nei tribunali. Il dossier che comprende 188 voci ripercorre le tappe della sua lotta per ottenere un risarcimento per Emily che soffre di una forma di autismo PDD-NOS).
La signora Moeller ha dichiarato che la salute di Emily è stata gravemente danneggiata in seguito alla reazione al vaccino DTP (difterite-tetano-pertosse) a 15 mesi, ed era stata vaccinata anche con l’Mpr, HIB (Haemophilus Influenzae tipo B), Prevenar (vaccino pneumococcico). ” Emily ha avuto una reazione al vaccino fuori controllo “…
Per leggere tutta la storia cliccate qui: Vaccine Court Awards Millions to Two Children With Autism
Vedere anche questo articolo che riguarda l’Italia (in francese) : Caso di autismo, il tribunale di Rimini “la colpa è del vaccino”
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Initiativecitoyenne.be
Ricerca: Autismo e residenza in prossimità di strade trafficate
Principali caratteristiche dello studio
Obiettivo
Esaminare l’associazione tra autismo e distanza del luogo di residenza della madre (durante la gravidanza ed in prossimità del parto) da una autostrada e da una strada principale, scelte come indicatore indiretto di esposizione ad inquinanti ambientali.
Setting
Sono stati utilizzati i dati prodotti dallo studio “Childhood Autism Risks from Genetics and the Environment” (CHARGE) condotto in California tra il 2003 ed il 2009.
Disegno
Studio caso controllo su popolazione in età prescolare. I casi sono rappresentati da bambini con diagnosi di autismo reclutati tra quelli in carico al Dipartimento per le persone con disabilità della California e verificati mediante la somministrazione di ADOS e ADI-R; i controlli sono stati reclutati dall’anagrafe statale e il grado di sviluppo è stato verificato mediante il questionario SCQ. Casi e controlli sono stati abbinati per età, sesso e area geografica di residenza.
La residenza alla nascita è stata ricavata dall’indirizzo della madre riportato nel certificato di nascita e la residenza nei vari trimestri di gravidanza da una indagine questionaria. Per ogni indirizzo sono state stabilite le coordinate geografiche e quindi calcolate le varie distanze da una autostrada e da una strada principale mediante il software ArcGI. Per ogni soggetto sono state prese in considerazione le due distanze più brevi così calcolate e la distribuzione di tutte le distanze suddivisa in centili. Per l’analisi sono stati creati 4 gruppi di distanze da una autostrada: primo decile ( 1419) come gruppo di riferimento. I dati sono stati analizzati mediante regressione logistica e possibili bias, dovuti a caratteristiche sociodemografiche e di stile di vita, controllati introducendo opportune covariate (gruppo etnico, età materna, età gestazionale, fumo materno, lavoro e scolarità dei genitori).
Pazienti
Lo studio è stato condotto in una popolazione di età, al momento del reclutamento, tra 24 e 60 mesi, con almeno un genitore di lingua inglese o spagnola, nata e residente in California. Sono stati reclutati 304 casi e 259 controlli.
Outcomes misurati
Probabilità di essere affetto da autismo in relazione al luogo di residenza della madre durante la gravidanza e del soggetto in esame subito dopo la nascita.
Principali risultati
Dall’analisi si ricava che tra i casi di bambini con autismo, la madre risiede più frequentemente entro 309 metri da una autostrada al momento del parto (OR = 1.86; IC 95% 1.04–3.45). Tale grado di associazione aumenta quando il gruppo con madri residenti più vicino ad una autostrada (5150) (OR = 2.48; 95% CI, 1.17–5.39).
Tale associazione non cambia quando l’analisi viene aggiustata per le variabili sociodemografiche e di stile di vita della madre (fumo in gravidanza).
Comparando la distanza della residenza materna più vicina ad una autostrada (1419) nei vari trimestri di gravidanza, l’OR calcolato raggiunge significatività statistica nel sottogruppo del terzo trimestre (OR = 1.96; 95% CI, 1.01–3.93) e tale significatività aumenta quando l’analisi viene condotta rispetto ai soggetti (n = 485; 257 casi e 228 controlli) per i quali si hanno dati precisi sulla residenza di tutta la gravidanza (OR = 2.22; 95% CI, 1.16–4.42).
Nessuna differenza viene riscontrata tra casi e controlli per quanto riguarda la distanza della residenza della madre durante la gravidanza e la residenza subito dopo il parto, da una strada principale.
Non è stata riscontrata nessuna differenza significativa tra casi e controlli per quanto riguarda le variabili sociodemografiche analizzate.
Conclusioni degli autori
Lo studio mette in evidenza una associazione tra autismo e vicinanza ad una strada trafficata. L’analisi effettuata rappresenta una prima tappa nell’esaminare una ipotizzata relazione tra inquinamento atmosferico ed autismo. Ulteriori ricerche sono necessarie per determinare se tale associazione è legata alla esposizione a inquinanti atmosferici.
Rif. Bibliografico: Volk HE, Hertz-Picciotto I, Delwiche L. et al Residential Proximity to Freeways and Autism in the CHARGE Study Environ Health Perspect 119:873–877 (2011)
Ricerca: autismo, epilessia e disabilità intellettuale, un nuovo gene identificato
Epilessia, disabilità intellettuale e autismo, un nuovo gene identificato
Pubblicazione ULB Annals of Neurology.
Un team formato da neurologi e neuropediatri dell’Ospedale Erasme e da ricercatori del Laboratorio di Neurologia Sperimentale della libera Università di Bruxelles (UNI, Facoltà di Medicina) in collaborazione con la Duke University e insieme ad altri ricercatori belgi e australiani è riuscito ad identificare il gene mutato nella forma di epilessia focale nell’infanzia, associato alla disabilità intellettuale, a disturbi del comportamento e all’autismo.
L’epilessia focale è la forma piu’ comune di epilessia, e colpisce il 60% circa degli epilettici.
Questa scoperta conferma la stretta relazione tra le forme severe di epilessia e le comorbilità neuropsichiatriche nel bambino.
Il gene, chiamato TNK2 codifica una proteina che gioca un ruolo chiave nella segnalazione intracellulare, la risposta ai fattori di crescita, come il fattore di crescita epiteliale (EGF), lo sviluppo cerebrale e l’eccitabilità neuronale.
Questa scoperta è particolarmente interessante, perchè questa via di segnalazione è per la prima volta direttamente implicata in una forma di epilessia genetica, e potrebbe essere presa di mira da medicinali utilizzati per altre indicazioni. E’ dunque un passo avanti verso un trattamento specifico dell’epilessia per i ricercatori, Chantal Depondt, Patrick Van Bogaert e Massimo Pandolfo e questo, a poche settimane dalla scoperta del gene DEPDC5, che causa l’epilessia focale in un gran numero di pazienti.
Tradotto da Mondo Aspie, 24 maggio 2013 Fonte: Alphagalileo.org, ulb.ac.be
Autismo: Bambino autistico ad alto funzionamento di 6 anni studente a Oxford
Dall’età di sei anni, questo piccolo inglese frequenta la prestigiosa università britannica. Joshua Beacford è un bambino fuori dal comune e dall’età di sei anni è stato integrato nel centro per bambini superdotati di Oxford. I corsi all’epoca erano previsti solo per i bambini di un età compresa dagli 8 ai 13 anni, ma l’accademia l’ha accettato ugualmente. Oggi, dopo due anni ha ottenuto il suo primo diploma: un certificato di eccellenza dopo aver svolto gli esami di matematica “sono contento del mio percorso perchè ho ricevuto un premio” ha dichiarato Joshua durante la cerimonia di premiazione.
Questa struttura è una classe speciale concepita per aiutare i bambini come Joshua a sviluppare la creatività, lo spirito critico, il ragionamento e le abilità logiche.
Durante la consegna del premio ( che sicuramente non sarà l’ultimo ), il padre Daniel si è detto ” molto orgoglioso di lui”. Ha detto che si è reso conto della straordinaria intelligenza di Joshua, quando aveva solo qualche mese ed era capace di riconoscere facilmente le lettere su una tastiera. All’età di due anni e mezzo era in grado di leggere correttamente e usare il Touch Pad. Oggi, Joshua ha 8 anni e vuole diventare un chirurgo, ma prima deve seguire i corsi all’Università di Oxford, una bella pubblicità per questa università che recentemente è stata accusata di discriminazione razziale. Per diventare medico, Joshua sta leggendo fuori corso dei libri avanzati di anatomia umana, ” conosce il nome di tutte le parti del cervello e il loro equivalente in latino ” dice il padre. Joshua è dotato anche per le lingue ed è bravo con il giapponese e quando andiamo al ristorante ordina da solo in lingua giapponese.
Delle capacità fuori dal normale dovute ad una malattia conosciuta al grande pubblico come autismo. Il giovane Joshua è stato diagnosticato da poco ” autistico ad alto funzionamento”. Una forma di autismo tanto rara quanto sorprendente, che dota gli autistici di un’intelligenza nettamente superiore rispetto alle persone non autistiche. Malgrado tutto, Joshua è un bambino particolare. Socialmente ha attitudini molto diverse rispetto ai bambini della sua età, suo padre ha dichiarato che “preferisce la compagnia di adulti e adolescenti piuttosto che quella dei suoi coetanei”.
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Meltycampus.fr
Canada: 17 bambini morti durante il trattamento con antipsicotici di seconda generazione
Morti sospette: antipsicotici sotto accusa. 17 bambini canadesi sono morti durante il trattamento con alcuni farmaci antipsicotici di seconda generazione e altri 73 hanno avuto problemi cardio-metabolici. Santé Canada conferma queste cifre, ma senza alcuna raccomandazione particolare, salvo quella di ricordare ai medici di utilizzare il giudizio.
Sei medicinali di seconda generazione sono sotto accusa: Clozapina, Risperidone, Olanzapina (Zyprexa), Quetiapina (Seroquel), Aripiprazolo (Abilify) e Paliperidone. Di questi, solo l’utilizzo dell’Abilify è approvato nei giovani con meno di 18 anni per il trattamento della schizofrenia o del disturbo bipolare.
I dati raccolti sui decessi e i problemi cardio-metabolici sono stati recensiti prima del 31 dicembre 2012.
Nonostante la notizia, apparsa la settimana scorsa in lingua inglese in Canada sia stata confermata, Santé Canada afferma che non è possibile determinare con precisione se gli effetti indesiderati siano collegati all’utilizzo di questi farmaci oppure se gli incidenti non sarebbero piuttosto stati causati dall’assunzione di altri medicinali o dallo stato di salute di alcuni di questi giovani.
L’Associazione degli psichiatri di Quebec non si espressa con la stampa sulla questione.
Delle prescrizioni a lungo termine
Il Dr Joel Paris, professore di psichiatria dell’Università McGill, si è detto molto preoccupato del fatto che questi psicofarmaci vengano prescritti a dei “giovani bambini” per periodi molto lunghi durante il loro sviluppo.
Biasima l’industria farmaceutica e i suoi rappresentanti, “i medici ascoltano i consigli piuttosto che chiedere agli esperti”.
Tuttavia, anche gli esperti non sarebbero del tutto affidabili, alcuni ” incoraggiano molto queste pratiche perchè ricevono soldi dalle industrie farmaceutiche”, denuncia il Dr Paris.
“Credo che Santé Canada debba lanciare degli avvertimenti sull’utilizzo di queste pratiche, aggiunge il Dr Paris. Alcuni problemi comportamentali preoccupano i genitori, che pero’ devono sapere che esistono delle soluzioni alternative, come la psicoeducazione”.
Nel Quebec è impossibile stabilire quanti antipsicotici di seconda generazione vengono prescritti, ma sappiamo che le somministrazioni di questi farmaci ai bambini sono aumentate.
Secondo i dati della Régie de l’assurance maladie del Quebec, il numero di ricette di prescrizione di antipsicotici è aumentato in maniera esponenziale per i bambini dai 10 ai 14 anni e quelli dai 15 ai 18 anni. Nel primo gruppo, il numero è raddoppiato tra il 2005 e il 2012 (da 20837 a 40701 ricette); ed è quasi triplicato per i ragazzi dai 15 ai 18 anni (da 18421 a 51928 ricette).
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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Lapresse.ca 23 maggio 2013
Autismo: NAO, un robot umanoide per aiutare i bambini autistici (Video)
Un robot umanoide che potrebbe essere uno strumento prezioso per diminuire i sintomi dei disturbi dello spettro autistico è stato testato in una scuola materna. NAO dovrebbe aiutare i bambini autistici a sviluppare l’attenzione.
NAO, creato dalla società francese Aldebaran Robotic, specializzata nella robotica umanoide, è stato sviluppato nell’ambito del progetto ASK NAO (Autisme Solution for Kids), i ricercatori americani dell’università di Vanderbilt (Nashville, Tennessee) hanno programmato questi piccoli robots in modo che possano aiutare i bambini autistici a migliorare le loro relazioni rispetto al loro ambiente.
Caratteristiche
NAO è alto 58cm, è equipaggiato di telecamere, microfoni e sensori sensibili al tocco. E’ dotato di diversi programmi educativi, tra cui Gess Emotions. Un’applicazione che consente a NAO di esteriorizzare dei sentimenti, con l’aiuto di gesti e di suoni, poi chiede al bambino di identificare l’emozione. L’ipotesi di partenza è stata l’attrazione spontanea dei bambini autistici verso gli apparecchi elettronici, per i ricercatori questo robot costituisce un punto d’incontro tra il mondo tecnologico e il mondo sociale umano. Lo scopo non è quello di rimpiazzare i terapeuti, ma aiutarli a completare il loro lavoro.
Un test riuscito
NAO è stato testato in una scuola materna del Regno Unito per piu’ di un anno. Constatazioni: l’utilizzo di questi robots è stata una reale motivazione per i bambini che seguivano le istruzioni dei robots durante gli esercizi.
Molteplici possibilità
Una speranza nell’educazione e nelle cure apportate ai bambini autistici, che sia neicentri di cura, nelle scuole o a casa. La sua API è open source, col fine di incoraggiare gli specialisti dell’autismo o dell’elettronica a partecipare a questo programma. I programmi sviluppati per NAO comprendono differenti servizi di sostegno alla persona, come l’assitenza alle persone anziane o l’insegnamento.
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Cnetfrance.net 15 maggio 2013
Autismo: Gli autistici hanno una marcia il piu’ e il colosso SAP li assume
Il colosso tedesco Sap punta ad assumere centinaia di autistici come programmatori e collaudatori di software nei prossimi sette anni. Dopo i progetti pilota lanciati in India e in Irlanda, l’azienda ha annunciato che il suo obiettivo è trovare persone “che pensano in modo diverso”, per favorire l’innovazione. Entro il 2020, l’1% dei suoi attuali 65.000 dipendenti dovrebbe essere affetto da autismo. Nel progetto già avviato in India, dove sono state assunte sei persone con disturbi autistici come collaudatori di software, l’azienda ha registrato un aumento di produttività e di coesione nel gruppo di lavoro. Uno dei dirigenti di SAP, Luisa Delgado, ha tenuto a sottolineare la convinzione dell’azienda sul fatto che “l’innovazione arrivi dai margini”. “Soltanto impiegando persone che pensano in modo diverso e che portano innovazione la Sap sarà pronta ad affrontare le sfide del XXI secolo”, ha aggiunto. L’assunzione del personale verrà gestita in collaborazione con Specialisterne, un’organizzazione danese che aiuta le persone affette da disturbi autistici a trovare lavoro in aziende informatiche. Il programma prevede l’assunzione di autistici in tutte le aziende del gruppo sparse nel mondo, partendo, quest’anno, da Stati Uniti, Canada e Germania.
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22 Maggio 2013, Fonte L’Arena.it
Autismo ricerca: I neonati sottopeso o troppo pesanti sono piu’ a rischio
Secondo uno studio pubblicato nella rivista American Journal of psychiatry, il peso dei bebè potrebbe essere un fattore di rischio di sviluppo della sindrome. Una nuova ricerca mostra che i neonati sottopeso o troppo pesanti alla nascita avrebbero piu’probabilità di sviluppare l’autismo. Su 40.000 bambini osservati, tra cui 4283 autistici, i ricercatori hanno scoperto che la maggior parte di questi bambini pesava piu’di 4,5 kg o meno di 2,4 kg alla nascita. Una crescita fetale debole oppure eccessiva potrebbe spiegare questa malattia. Tuttavia, i ricercatori hanno dimostrato che non esiste alcuna connessione tra la data di nascita dei bebè e i nati prematuri o a termine. Kathryn Abel, principale autrice dello studio spiega ” questo aumento del rischio associato ad una crescita anomala del feto prova che qualche cosa va storto durante lo sviluppo probabilmente nella funzione placentare “. Esistono diversi studi condotti sull’influenza della placenta sulla crescita del feto, ma ulteriori ricerche sono necessarie per comprendere meglio le cause dell’autismo.
Tradotto da Mondo Aspie, Fonte articolo: Famili.fr 14 maggio 2013
Fonte ricerca : Official Journal of the American Psychiatric Association
Autismo: Jacob Barnett: il nuovo Einstein con la sindrome di Asperger
Il nuovo Einstein ha 14 anni e la sindrome di Asperger, sta per concludere un dottorato in Fisica Quantistica e ha già fondato un’associazione per sensibilizzare sul tema dell’autismo.
Il suo nome è Jacob Barnett, ha un quoziente intellettivo pari a 170 (la media è solitamente sui 100) e un dottorato in fisica quantistica che, a soli 14 anni, potrebbe donargli il premio Nobel. A due anni i medici gli diagnosticarono una forma piuttosto grave di autismo: non avrebbe potuto svolgere le normali attività dei bambini della sua età e avrebbe vissuto tutta la sua vita in modo “diverso”. Questo è quello che gli specialisti dissero ai suoi genitori dopo averlo visitato.
Una diagnosi errata perché Jacob, ad anni di distanza, è un piccolo Einstein e il suo nome adesso è in lista per ricevere l’onorificenza di valore mondiale istituita da Alfred Nobel nel 1895.
Jacob ha iniziato gli studi universitari, alla Pordue University di Indianapolis, a soli 10 anni e sin da subito ha messo in luce le sue capacità. Barnett non è solo uno studente, ama dare ripetizioni ai compagni, è anche un imprenditore di successo che, negli anni, ha creato, grazie anche all’aiuto della famiglia, la Jacob’s Place.
Questa è una fondazione umanitaria per sensibilizzare le persone sul tema dell’autismo. Jacob ha la di Sindrome di Asperger, SA. Un disturbo pervasivo dello sviluppo che ha in comune alcuni elementi sintomatici dell’autismo. I portatori di questa sindrome, solitamente, manifestano una compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati.
La storia di Jacob è stata raccontata dall’Huffington Post. Il suo QI sarebbe più alto di quello di Albert Einstein e si è iscritto alla Purdue University di Indianapolis a dieci anni.
Jacob durante il suo discorso alla conferenza TEDx Teen di New York, ha dichiarato che non dovrebbe essere lì, perchè avevano detto che non avrebbe mai parlato e che probabilmente in questo momento c’è un medico che sta dando di matto. Nonostante sembri un ragazzino normale, mamma Kristine spiega che ogni giorno suo figlio deve lavorare sodo per far fronte ai suoi problemi.
La madre racconta che ci sono cose di se stesso che deve essere lui a sistemare, giorno dopo giorno. La donna ha raccolto la sua esperienza in un libro che, forse, sarà presto trasformato in un film. Essa spera che aiuti i bambini a capire che possono veramente arrivare dove vogliono.
Qui la pagina Facebook di Jacob Barnett
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Fonte: Mammedomani.it