Autismo strategie: Come insegnare altre conoscenze a un bambino autistico partendo dal suo interesse preferito

autismo itinerari autobusCome posso insegnare altre conoscenze a mio figlio quando è attratto da un unico interesse ?

A differenza dei bambini non autistici che riescono ad utilizzare i loro sensi e gli istinti per comprendere il mondo, i bambini autistici fondano la loro conoscenza su nozioni astratte dovute alla deformazione della loro percezione sensoriale. Costruiscono il loro mondo sulla base di cio’ che capiscono e riescono a dominare, che siano i numeri primi o i modelli dei treni. Per riuscire a comunicare con loro, noi dobbiamo riuscire ad entrare nel loro mondo e parlare la loro lingua. Se per esempio, un ragazzino autistico è fissato con gli itinerari degli autobus, possiamo provare a parlargli in termini d’itinerari di autobus per insegnargli qualcosa di nuovo utilizzando un modo creativo per comunicare con lui. Poichè tutte le conoscenze sono interconnesse tra loro, gli interessi ristretti posso essere ottimi punti di partenza per professori pazienti e perspicaci, attraverso gli itinerari degli autobus  per esempio siamo in grado di insegnare:

– La fisica: per esempio approfondendo il funzionamento dei motori degli autobus.

– La biologia: per esempio andando alla ricerca dei germi e dei batteri che vivono dentro un autobus.

– La geografia: per esempio osservando i differenti itinerari degli autobus nella regione.

– Il diritto: per esempio analizzando la regolamentazione dei trasporti.

– La logistica: per esempio studiando come funziona la rete dei trasporti.

– La finanza: per esempio comparando il prezzo del biglietto dell’autobus ai benefici della compagnia di trasporti.

– L’antropologia: per esempio analizzando lo studio del comportamento umano e le abitudini delle persone sedute dentro l’autobus.

– La politica: per esempio spiegando il funzionamento dei sindacati che tutelano gli autisti di autobus.

– Il design: per esempio osservando come vengono progettati gli autobus.

– Il marketing: per esempio confrontando le differenze tra le diverse compagnie di autobus  e le diverse strategie pubblicitarie.

Mentre impara aumenta le sue conoscenze, alimentate i suoi interessi con qualche cosa che stimoli  notevolmente la sua curiosità. Mostrategli come si fanno le ricerche e imparerà di piu’ anche da solo. Orientate il suo sviluppo verso qualifiche utili ma tenete il vostro programma segreto: lasciategli pensare che è lui che se ne occupa e lui  che ne vuole sapere di piu’.

Tramite dei consigli appropriati: l’approccio originale a risolvere dei problemi e la capacità di concentrazione su un soggetto dei bambini autistici puo’ portare ad una mente geniale.

Il nostro specialista in itinerari di autobus potrebbe diventare un ricercatore nel campo delle intelligenze artificiali. Mentre l’ossessione per i treni potrebbe creare un ingegnere specializzato in treni del futuro a lievitazione. Siate creativi nella visione della carriera futura dei vostri figli.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie. Fonte: Eric Chen, un autistico a Singapore (Iautistic)

Autismo: Il Principe Filippo del Belgio e la sindrome di Asperger

principe filippo belgio aspergerLa famiglia reale belga è ancora una volta sotto i riflettori. Un nuovo libro che li riguarda uscirà presto. E’ quello del giornalista fiammingo Thierry Debels che afferma ” Filippo ha la sindrome di Asperger ” .

Filippo del Belgio, (nome completo Philippe Léopold Louis Marie de Saxe Cobourg-Gotha) (Bruxelles, 15 aprile 1960), è figlio primogenito del re Alberto II dei Belgi e di Paola Ruffo di Calabria. È l’attuale principe ereditario dei Belgio e, come tale, ha il titolo di duca di Brabante.

Pochi mesi dopo la pubblicazione del controverso libro del giornalista Frédéric Deborsu sul principe Filippo, un nuovo libro uscirà a breve. L’autore, il fiammingo Thierry Debels, anticipa sui giornali De Standaard, Het Nieuwsblad e Sudpresse, che il principe Filippo ha la sindrome di Asperger, una forma di autismo.  Thierry Debels, non ha le prove per dimostrare cio’ che dice, pero’ cita ” un diplomatico molto vicino al principe “, che ha raccontato al settimanale ” Story ” l’insolita abitudine del principe Filippo di registrare sul suo computer i titoli dei libri che ha letto, una lista che comprenderebbe piu’ di un migliaio di volumi “.

” Ho un amico psichiatra con cui mi intrattengo spesso a chiaccherare e parliamo di tutto. Gli ho raccontato del principe Filippo e delle sue abitudini. Mi ha spiegato, che elencare liste di libri è un comportamento bizzarro e nello specifico puo’ essere associato alla sindrome di Asperger “, afferma l’autore di  “Kroongeheimen” ( I segreti della Corona ).

“Chi ha la sindrome di Asperger funziona normalmente”  

” Questo non è un attacco contro il principe Filippo “, si difende il giornalista. L’obbiettivo è quello di capire meglio. E’ questo libro puo’ aiutare a comprendere. Chi ha la sindrome di Asperger ha un funzionamento normale. Thierry Debels ha scritto molti libri sulla famiglia reale, sui soldi della monarchia, sul principe Lorenzo del Belgio e il re Baldovino. Il suo nuovo libro uscirà a marzo in lingua olandese e successivamente in lingua francese.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: RTL.BE

Autismo talenti: Matt Savage, il prodigio del Jazz

matthew savage sindrome di aspergerMatthew ” Matt ” Savage, nasce il 5 Luglio del 1992. Durante l’infanzia sviluppa un comportamento bizzarro. Fino a quattro anni, la madre non poteva toccarlo senza provocare in lui crisi e urla, Matt non riusciva nemmeno a sopportare la musica e il minimo rumore. La diagnosi del pediatra arriva impietosa: Matthew è autistico e dovrà convivere con gravi disfunzioni del cervello che provocano comportamenti estremi.

A sei anni, Matt impara da solo in una notte a suonare il pianoforte. Prima dei sette anni, sentendogli suonare un complicato pezzo di Schubert, la madre gli fa notare un passaggio sbagliato. Ma Matt, molto deciso, le spiega che non aveva fatto un errore, ma aveva semplicemente modificato quel passaggio, perchè quello da lui armonizzato era più coinvolgente dell’originale di Schubert. In seguito verrà  ccolto nel Conservatorio di Musica di Boston, dove rimarrà per tre anni.

Sempre intorno ai sette anni, Matt scopre il jazz, e negli anni immediatamente successivi diventa un formidabile esecutore, compositore, e leader di un suo trio. Ad otto anni, lo ritroviamo a suonare in jam sessions con personaggi del calibro di Dave Brubeck e Chick Corea che lo considerano un prodigio. A otto anni registra il suo primo album, con la “New England Conservatory Orchestra” di Boston.

matt savage autismo savantDarold Treffert, uno dei piu’ autorevoli ricercatori americani specializzati in autismo ad alto funzionamento si è chiesto da dove arriva la conoscenza musicale di Matt. Il cervello ha forse un circuito integrato musicale ?, oppure è tutto pre-registrato e noi normalmente non ne abbiamo l’accesso ?. Come fa Matt a sapere tutto sulla musica pur non avendola mai studiata ? Domande che forse troveranno risposte continuando le ricerche sull’autismo e i savants.

Qui il sito internet di Matt: Savagerecords.com

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Daniel Tammet e la Sindrome di Asperger

18 febbraio 2013, Giornata mondiale della sindrome di Asperger

il mondo aspie

Depakine: Il prossimo scandalo farmaceutico ?

Nathan 11 anni, potrebbe essere una vittima dell’ antiepilettico, 2500 vittime recensite in Belgio, 17.500 bebè e 600 famiglie coinvolte nel Regno Unito, il primo risarcimento negli Stati Uniti e il silenzio di Sanofi.

Dopo il ritiro del farmaco Mediator e della pillola contraccettiva Diana 35, un antiepilettico commercializzato da Sanofi, sarebbe al centro di un futuro scandalo sanitario ? A Pollestres (Pirenei Orientali ), Marine Martin non ha dubbi. Per lei, suo figlio Nathan, è una vittima di questo medicinale che le avevano prescritto per curare l’epilessia anche durante la gravidanza. Questi dubbi, apparsi durante lo sviluppo del bambino sono stati confermati da un genetista che, nel 2009, ha collegato ” le difficoltà di Nathan ”  e il ”  trattamento con Depakine durante la gravidanza “.

” Nell’età del camminare, Nathan non camminava. E nell’età del parlare, non parlava. A 2 anni gli hanno diagnosticato dei disturbi del linguaggio e del comportamento. Ha avuto la fortuna di essere stato seguito molto. Oggi si avvicina alla quinta elementare “, racconta la giovane donna che insieme a suo marito ha iniziato un percorso ad ostacoli perchè vogliono capire, fino ad arrivare a gettare una bottiglia nel mare di internet. Quattro parole scritte da una tastiera.” farmaco pericoloso per la gravidanza “.

Le istruzioni di utilizzo Sanofi  invitano alla prudenza

Il sito del centro di ricerca sugli agenti teratogeni dell’ospedale parigino Armand Trousseau fa loro aprire gli occhi. Per una futura mamma il rischio sotto Depakine di malformazione dell’embrione è stimato ” da 4 a 5 volte la frequenza di base”, piu’ di rischi di disturbi del comportamento, di tutoraggio e di ortofonia. L’attuale  prospetto informativo  del medicinale di Sanofi invita alla prudenza: questo farmaco puo’ essere responsabile di anomalie, nel bambino che nascerà “. Il principio attivo del Depakine, il valproato di sodio è prescritto alle persone bipolari…

Non c’era niente prima del 2002, dice Marine Martin molto rammaricata di non essere stata avvisata da nessuno medico, nonostante fossero usciti degli studi allarmanti già all’inizio degli anni 80. Dopo la rabbia, la collera e il senso di colpa, la rivolta ora passa attraverso la battaglia dell’associazione ” Apesac “, nata nel 2011.

Una vittima risarcita negli Stati Uniti

Le cose si stanno muovendo anche all’estero. In Belgio, le vittime recensite sono 2500. Nel regno Unito, 17.500 bebè e 600 famiglie coinvolte. Negli Stati Uniti hanno risarcito la prima vittima. ” Marine, è la figura significativa, ma dietro c’e’ tanto lavoro da fare, dice Lou, un’altra mamma dell’associazione situata in Rhone-Alpes, bisogna rivoltarsi al silenzio che circonda questa malattia senza nome: parliamo di sindrome da anticonvulsivo. Marine è ottimista. ” dobbiamo vincere, per forza”.

I genitori di Nathan sono rappresentati da Charles-Joseph Oudin, 30 anni, l’avvocato emblematico delle vittime del farmaco Mediator, che crede nella decisione favorevole del tribunale di Parigi che dovrà stabilire se aprire, oppure no, una perizia medica. Prima, occorre rispondere a tre quesiti: la patologia di Nathan è collegata all’assunzione di Depakine, è stato opportuno prescriverlo, e le informazioni erano adeguate ?. Le risposte il primo marzo.

Il silenzio di Sanofi

” Nessun commento sulla vicenda in corso “, indica Frédéric Lemonde, incaricato Sanofi della comunicazione con i media. Tuttavia, dichiara “che Sanofi è pronta a partecipare a un comitato di esperti”. E ricorda che ” dal lancio del Depakine nel 1967″, e gli effetti indesiderabili sono oggetto di farmacovigilanza . Abbastanza da giustificare le modificazioni del foglietto illustrativo ? ” Quando mettiamo un medicinale sul mercato in condizioni reali, vediamo emergere nuove domande “.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: 09/02/2013 Midilibre.fr

Marine Martin si batte per suo figlio e per gli altri bambini
Marine Martin si batte per suo figlio e per gli altri bambini

Autismo Italia: Bambina di sei anni respinta e discriminata perchè autistica

bambina autistica discriminata respintaMacerata, 7 febbraio 2013 – “Respinta e discriminata perché autistica“. La protagonista di questa storia è una bambina di sei anni. La chiameremo Paola, ma è un nome di fantasia che usiamo per tutelare lei e la sua famiglia. Capelli castani e occhioni marroni, vive in un paese dell’entroterra Maceratese. Come a tutti i bambini della sua età, le piace giocare. Ma quella che per i suoi coetanei è una propensione naturale, per Paola è stata una faticosa conquista. Già perché questa bellissima bambina non parla, riesce a comunicare soltanto con delle immagini. E fino a poco tempo fa, degli altri bambini neanche si accorgeva. “Era come se non esistessero — racconta la mamma —. Gli andava a sbattere contro”.

Paola è una bambina autistica. La cruda diagnosi dei medici che la hanno in cura a Fano è “disturbo autistico con ritardo intellettivo, con importante compromissione dell’interazione sociale, del linguaggio sia nel versante espressivo che in quello ricettivo e del gioco simbolico”. Questa sindrome non è però l’unico problema della piccola Paola e della sua famiglia: un muro forse ancor più difficile da scavalcare è quello dell’ignoranza e della chiusura di alcune persone. Che forse inconsapevolmente o forse per meschinità, isolano la bambina, la trattano come fosse un’appestata.

Tanto che la mamma, ferita da tanta durezza, è stata costretta a rivolgersi ai carabinieri del paese. “La sindrome autistica — racconta la mamma di Paola — è caratterizzata da comportamenti ossessivi. Ci sono bimbi che fissano il cielo, altri che sbattono la testa contro il muro. Mia figlia, invece, adora le foglie: le stacca dai rami, le raccoglie, le butta a terra”. Questa innocua ossessione è bastata alla piccola per guadagnarsi l’ostilità di alcuni vicini.

“Una donna — rivela la mamma — è arrivata a urlare contro la bimba e a minacciarla con una scopa, soltanto perché le aveva staccato le foglie da un geranio“. Un’altra vicina, invece, avrebbe intimato alla madre di non far giocare Paola sotto casa sua, assieme agli altri bambini. “Prima — riferisce — mia figlia gli altri bambin non li vedeva, erano come fantasmi. Mi sembrava un sogno: finalmente li guardava, li prendeva per mano, gli sorrideva. Andavano a giocare sotto le scale di una vicina che quando si è accorta di Paola mi ha chiesto di non portarla più a casa sua. ‘Questa è proprietà privata’, mi ha detto. Così mentre gli altri bambini potevano giocare sotto quella casa, mia figlia non poteva neanche avvicinarsi. Non riesco a capire questa ostilità e cattiveria verso una bambina che non ha nemmeno le parole per difendersi”.

Episodi spiacevoli si sono ripetuti a lungo. Fin quando la mamma di Paola non ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. “Non potevo accettare quella situazione. C’è una legge, la 67 del 2006, che tutela i disabili dalle discriminazioni e punisce chi crea un clima di intimidazione, umiliazione e ostilità”. La palla passa quindi ai carabinieri: non c’è una denuncia formale, ma la lettera di una mamma ferita che chiede aiuto. Parte una relazione alla Procura che a sua volta interessa il tribunale dei minori. I militari, intanto, chiamano a raccolta i vicini di casa di Paola e li riportano alla ragione. “In paese le risatine non sono finite — sospira la mamma — ma ora spero che mia figlia sia libera di giocare con gli altri bambini”.

Fonte: Il Resto del Carlino

Autismo: Ethan Libero

ethan autistico asperger alabama05-02-2013 – Dopo una settimana di angoscia il piccolo Ethan è finalmente libero. Le teste di cuoio sono penetrate nel bunker nei pressi di Midland City in Alabama ed hanno ucciso in un incursione il rapitore. L’uomo, Jymmy Lee Diyke, 65 anni, martedi’ scorso, ha rapito Ethan, autistico Asperger mentre si trovava nell’autobus scolastico insieme ad una ventina di bambini. Il conducente del mezzo, che aveva  cercato di opporsi è stato ucciso a sangue freddo dal rapitore.

Da qualche giorno, i poliziotti del FBI stavano cercando di negoziare con il sequestratore attraverso un tubo di ventilazione in plastica. In realtà, nel segreto piu’ assoluto, stavano organizzando un piano d’incursione minuzioso per liberare il bambino. Un drone sorvolava la zona e una piccola telecamera è stata installata nel nascondiglio. I poliziotti si sono esercitati in una replica del bunker costruita in taglia reale. Gli inquirenti ignorano le reali motivazioni di quest’uomo dalla personalità molto complessa, ex veterano dei Vietnam e appartenente alla setta dei survivalist.

Domani Ethan compirà 6 anni. Buon Compleanno !

Autismo testimonianza: Vita di coppia con un Asperger

vita di coppia aspergerConoscete la sindrome di Asperger ? Questa forma di autismo poco conosciuta, non corrisponde all’idea che potremmo avere. Ecco la testimonianza di una donna e della sua vita di coppia con un Aspie !

” Sono Asperger “, come un’ammissione ingombrante

Da giovane, ho conosciuto un ragazzo un po’ solitario, strano e sorprendente, con cui ho stretto amicizia e parallelamente ho intrattenuto una relazione epistolare. Con il passare del tempo ci siamo avvicinati e siamo arrivati ad innamorarci e si puo’ immaginare il resto della storia. E fino a qui niente di strano. Poco prima del nostro fidanzamento mi ha ” confessato ” di essere un Asperger, cosa che aveva sempre nascosto ai suoi professori, ai suoi migliori amici e alle sue ex fidanzate … Impossibile intuirlo: è un ragazzo come gli altri, solo un po’ piu’ originale,  come molti lo sono.

Mi sono dunque informata su Wikipedia, che indica ” difficoltà nelle interazioni sociali “. E non ho cercato altro. Perchè niente è cambiato nella nostra relazione ( con suo grande piacere, come mi ha detto piu’ tardi ). Ho accettato le difficoltà e gli sforzi come una parte di lui, come io d’altronde sono lunatica, devo avere tutto sotto controllo e sono una nullità nelle scienze. Quando diciamo ” autismo “, molti pensano che gli autistici siano persone mentalmente ritardate, con difficoltà nell’esprimersi…Ma non esiste un solo “tipo di autismo “, ma tanti autismi e sindromi quante sono le persone autistiche. Il mio ragazzo si esprime perfettamente, argomenta e scrive meglio di me, studia in un prestigioso istituto d’arte, ha successo nella maggior parte delle cose che intraprende, conduce una vita sociale stabile, in breve…è molto lontano dall’idea di autismo radicata nella nostra società.

Essere Asperger, che cosa cambia ?

Come si puo’ capire questa differenza ? Solo condividendo la vita quotidiana. Il mio compagno ha dei tic, come picchierellare freneticamente le dita sul tavolo, i cambiamenti lo perturbano ed è soggetto ad ansie ( il primo pranzo di Natale insieme alla mia famiglia è stato fonte di grande angoscia ). Sente le cose in modo diverso, e insisto sulla maniera di sentire le cose diversamente perchè non è ne meglio, ne peggio. E’ come una tavolozza di colori sulla quale non vediamo poche tinte pallide, pastello, ma piuttosto colori vivi e chiassosi. Il nostro rapporto ha integrato le sue caratteristiche e io cerco di mostrargli quelle sfumature chiare che lui conosce poco !. Quando si appassiona a qualcosa, deve arrivare fino alla fine, se no, non sta bene ( e’ un esperto di fisica quantistica, sa come sbucciare perfettamente un mandarino ed è in grado di analizzare completamente qualsiasi episodio di Sherlock Holmes ). Spesso, non capisce il sarcasmo, e questo a volte puo’ portare a situazioni divertenti ! Ha delle difficoltà a comprendere le regole sociali, e non sempre sa come rispondere alle domande banali, probabilmente non scambierà mai due chiacchere con i vicini di casa in ascensore. Quando sono con lui e mi accorgo che qualcosa gli è sfuggito, cerco di spiegargli come avrebbe dovuto reagire, in modo che riesca a ricordarlo la prossima volta.

E vivere con un Asperger, cambia qualcosa ?

Come gestisco la nostra relazione ? Per me Asperger ( o “Aspie” per gli intimi )  è una parte di lui come la miopia è una parte di me. E’ nato Asperger, è cio’  ha contribuito a farlo diventare l’uomo che è oggi. Non vorrei un ragazzo ” normale “, adoro stuzzicarlo, ridere delle sue goffaggini e sorprendermi dei suoi multipli talenti, mi piace provocarlo e lui non sa se lo faccio ironicamente oppure no. Non ho mai avuto l’impressione di essere in coppia con un Asperger, ma semplicemente con l’uomo che amo .

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: Fonte, 17-12-2012  Madmoizelle.com

Autismo Francia: Per la prima volta l’Eliseo accoglie dieci bambini autistici

bambino autistico all'EliseoPer la prima volta dieci bambini autistici sono stati accolti al palazzo dell’Eliseo su invito del presidente della Repubblica e della signora Trierweiler. Tra loro era presente Basile, 10 anni, che beneficia dall’età di tre anni di una presa in carico nel luogo dove vive, creata dai suoi genitori attraverso l’associazione ” Les Ted’s “ che impiega ausiliari di vita scolastica individuali. Questa ” formula ” funziona e i progressi si possono misurare concretamente grazie a test specializzati e regolari che mostrano tutta l’eterogeneità dell’autismo ( vocabolario oltre i 6 anni, livello di lettura dagli 8 anni, QI non verbale dai 10 anni, 3 anni e mezzo per la comprensione sociale nel caso di Basile ).  La comprensione sociale è situata verso i 15 mesi, e  i mesi che abbiamo guadagnato possono sembrare ridicoli ma sono molto preziosi. Perchè permetteranno a Basile di non essere un handicappato in età adulta e dunque di essere meno dipendente ( e cosi’ costerà meno caro alla società ).

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte Associazione Les Ted’s e Le journal de Saone et Loire

Autismo talenti: Arthur disegnatore autistico, vince per la seconda volta l’Ippocampo d’oro

Arthur Poulain, giovane autistico di 21 anni ha vinto il suo secondo Ippocampo d’oro al festival internazionale del fumetto di Angoulême,  la più grande manifestazione dedicata al fumetto in Europa e la seconda al mondo dopo il Comiket di Tokyo, si tiene ogni anno ad Angoulême in Francia dal 1974 nel mese di gennaio.

Nel mondo di Arthur Poulain, il fumetto è la regina. Questo giovane autistico ha passato la sua infanzia in un IME ( Istituto medico-educativo ) a Orvault. Li’ è rimasto fino ai 20 anni e ora integra un sistema di supporto da novembre 2011. ” E’ un buon modo per assicurare la transizione tra la vita di bambino e quella adulta “. Ha lavorato come stagista nei laboratori della Cholière a Orvault  e segue corsi di pittura il mercoledi’ pomeriggi. Da dicembre 2012, è un lavoratore presso L’Esat, nei laboratori  della Cholière, un istituto di aiuto al lavoro che assicura l’accompagnamento educativo e professionale delle persone handicappate.

Questo nuovo premio illumina la vita del vincitore. ” Si  puo’ leggere sul suo volto una vera soddisfazione “, assicura Philippe Beaugé, direttore dei laboratori Cholière.

Arthur era già stato premiato all’età di 11 anni  per le sue vignette. Si trattava della storia di Jules, un cane agente segreto che il giovane disegnatore aveva colorato. ” Non sapevo nemmeno che mi avessero iscritto al concorso ! Ero contento perchè avevo vinto dei bglietti per l’Eurodisneyland di Parigi “, ricorda il giovane.

Arthur ha letto centinaia di fumetti. Il suo eroe preferito è Asterix.” Nel corso del prestigioso Festival Internazionale del fumetto di Angoulême riceverà il suo secondo Ippocampo d’oro, un successo meritato.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte 30/01/2013  Ouest-France.fr

arthur autistico disegnatore di fumetti

Autismo: Valérie e la sindrome di Asperger, un mondo di possibilità

asperger donne lavoroValérie Desroches è scesa a patti con la sindrome di Asperger per tutta la sua vita senza saperlo, ha scoperto di avere questo disturbo all’età di 28 anni e vuole lanciare un messaggio di speranza, perchè questa giovane donna di Terrebonne in Quebec prende ispirazione dalle sue difficoltà per migliorare .

Per tutta la sua gioventu’, Valérie Desroches  si è sempre sentita diversa. A scuola non aveva amici e non si sentiva a proprio agio in un gruppo di persone e ha dovuto affrontare alcune difficoltà sul piano delle comunicazioni.

Quando un bambino è diverso, diventa vittima della derisione dei compagni che lo circondano. ” E’stato un disastro !, dice la giovane donna. Mi hanno tirato addosso dei vermi e volevano picchiarmi. I professori mi dicevano di lasciare perdere. Questo ovviamente, colpisce l’autostima. E tu ti chiedi che cosa hai fatto per meritare tutto cio’. E’ un circolo vizioso: piu’ sei triste, e piu’ ti isoli.”

A quell’epoca, gli altri bambini e i suoi genitori non sapevano che Valérie  aveva la sindrome di Asperger, che fa parte dei disturbi dello spettro autistico. Pensavano avesse una fobia sociale oppure un complesso d’inferiorità adolescenziale, ma lei sapeva che non era cosi’.

Per farla uscire dall’isolamento, i genitori di Valérie l’hanno incoraggiata a svolgere diverse attività. ” Cio’ non mi ha impedito di migliorare. Ho praticato Karate, ho studiato canto classico, ho insegnato agli Amerindi nel Grande Nord per un anno. Mi sono sforzata molto per adattarmi “, la musica mi è stata di grande aiuto.

« Mi sono rifugiata molto nella musica. Quello che non ero capace di dire alle persone, lo esprimevo attraverso la musica “, dice Valérie diplomata in canto classico.

Infine una diagnosi

L’estate scorsa Valérie ha seguito un corso sull’autismo all’università. Ed ha scoperto cio’ che aveva. ” Era ovvio. E’ come se avessi trovato delle persone che mi assomigliavano. Ho trovato infine le parole per descrivere cio’ che sentivo “. Cosi’ si è rivolta ad un neuropsichiatra  che l’ha diagnosticata.

” All’inizio sono rimasta scioccata del fatto che nessuno se ne sia accorto. Avrei potuto risparmiarmi molte situazioni sgradevoli, ci ha detto quando le abbiamo chiesto come avesse preso la notizia. Sono in fase di accettazione e sto cercando di vedere i vantaggi dell’essere Asperger. ”

Secondo Valérie, le persone con la sindrome di Asperger sono molto fedeli, puntuali, oneste, dirette, curiose e appassionate. Bisogna semplicemente creare un ambiente strutturato che gli permetta di evolvere al meglio. Non amano i cambiamenti e gli sconvolgimenti, soprattutto se si trovano tra la gente.

Un mondo di possibilità

Valérie crede nel potenziale delle persone con sindrome di Asperger. “L’importante è fornirgli gli strumenti perchè possano riuscire nella vita e guadagnare fiducia in loro stessi (…) . Non possiamo dire che sono “trendy”, ma hanno molto da offrire. Bisogna dargli una chance che gli permetta di fiorire e di conquistare un autonomia che li porterà molto lontano. Non è vero che sono indatti al lavoro. Bisogna trovare il giusto impiego con le persone giuste”, si difende.

Per provare cio’ che dice, Valérie che in questo momento sta terminando un master in ortopedagogia, ha creato un’ impresa il mese scorso: Pedagomobile, che offre servizi di recupero scolastico domiciliare, tutor, ripetizioni bilanci degli apprendimenti e rieducazione.

E’ anche cosi’ che Valérie vuole incoraggiare i giovani Aspie a non lasciarsi andare e a non arrendersi e soprattutto a non credere alle persone che cercano d’intimidirli, perchè tutto è possibile, secondo lei.

Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie: Fonte, 15-01-2013  Larevue.qc.ca

Autismo ricerca: I test per valutare l’intelligenza degli autistici sono inadeguati

Autistici: l’intelligenza diversa.

Michelle Dawson e Laurent Mottron
Michelle Dawson e Laurent Mottron

Un’equipe dell’Università di Montreal dimostra che i metodi comunemente utilizzati per valutare l’intelligenza degli autistici sono inadeguati.

E’ tutto sbagliato. E la maggior parte dei ricercatori è d’accordo. Le misure effettuate fino ad oggi non sono rappresentative e contribuiscono ad alimentare il mito che le persone autistiche sono disabili intellettivi, o eccezionalmente degli ” Idioti ” sapienti (idiots-savants).

L’equipe del Dr Laurent Mottron, professore del dipartimento di psichiatria dell’Università di Montreal, ha gettato un mattone nello stagno dei consensi tenuti troppo a lungo, durante il congresso dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS) a Saint-Louis nel Missouri.

In collaborazione con Michelle Dawson, una ricercatrice autistica, il Dr Mottron ha dimostrato che i metodi correnti utilizzati per valutare l’intelligenza degli autistici erano inadeguati e non permettevano di rilevare il reale livello d’intelligenza di queste persone alle volte silenziose e di cui il comportamento bizzarro, spesso, ha portato in un certo senso ad una sottovalutazione delle loro capacità intellettuali.

Per apprezzare adeguatamente l’intelligenza degli autistici, il Dr Mottron, sottolinea anche il fatto che spesso i bambini vengono valutati all’età di 4 o 5 anni, ossia, molto prima che un bambino abbia sviluppato al massimo il suo potenziale intellettivo, che apparirebbe solo intorno ai 6 anni. Dunque, questa stima iniziale sarebbe in gran parte una sottostima del loro livello d’intelligenza. ” Un tale giudizio sbagliato comporterebbe delle conseguenze disastrose sui bambini diagnosticati a basso funzionamento, perchè non viene offerto, né il materiale,  nè le occasioni di cui avrebbero bisogno per imparare e per crescere “, dice Michelle Dawson, che in un periodo della sua vita è stata definita autistica a basso funzionamento.

Visione negativa

Nella maggior parte dei centri di ricerca e delle cliniche del mondo, il quoziente intellettivo (QI) degli autistici viene misurato tramite le scale Wechsler che sono costituite da 11 subtest che presumibilmente compongono un campione rappresentativo delle differenti caratteristiche della cognizione umana. Gli autistici che hanno una padronanza del linguaggio orale sono piuttosti mediocri nei subtest verbali, in particolare in quelli che riguardano la comprensione, ma eccellono letteralmente nei test di disegni con blocchi contrariarmente ai non autistici che presentano costantemente un livello medio negli stessi test. ” Gli autistici hanno chiaramente un picco di abilità in un subtest che consiste nel riprodurre un cubo geometrico con facce “, sottolinea il Dr Mottron, che dirige la clinica specializzata in autismo l’Hôpital Rivière-des-Prairies.”  Da trent’anni, un’ipotesi dominante nel mondo scientifico dice che gli autistici sono bravi nei disegno con blocchi, perchè hanno un deficit nel trattemento delle forme globali. Pertanto, partendo da un dogma assolutamente non contestato che l’autismo sia una malattia, i ricercatori cercano quello che non funziona negli autistici. Cercano deficit  che sognano di accoppiare insieme a delle anomalie genetiche o cerebrali “.

” Non esiste alcuna evidenza che questo picco di abilità per i disegni con blocchi sia causato da un deficit, non è che una presunzione, e noi l’abbiamo dimostrato in una precedente pubblicazione “, aggiunge la cofirmataria dell’articolo presentato all’AAAS, Michelle Dawson, che deplora con forza la visione spesso negativa dell’autismo.

Un cervello differente

Partendo dall’idea che gli autistici, hanno un cervello differente rispetto ai nostri – che Michelle Dawson descrive come “tipici” – , gli autistici possono riuscire in determinati compiti meglio di noi, i ricercatori dell’Università di Montreal sono impegnati nella ricerca dei punti forza che la maggior parte degli autistici possiede. Perchè, in effetti, quasi tutti gli autistici hanno dei picchi di abilità: alcuni sono musicisti talentuosi, altri sono dotati di un orientamento spaziale eccezionale, altri sono dei calcolatori e riescono a trovare il nome del giorno e ad individuare una data futura guardando un calendario dell’anno scorso, una prodezza che necessita di un algoritmo molto potente.

I ricercatori hanno anche scoperto che gli stessi autistici verbali riescono molto meglio ( raggiungono i 30 centili in piu’ che nelle scale Wechler ) nei test delle matrici progressive di Raven, un test di soluzione dei problemi che implica un alto livello di ragionamento astratto, ma non comporta alcuna istruzione verbale. In piu, alcuni autistici non verbali, che son stati classificati con ritardo medio a causa  delle scarse performance ottenute nelle scale Wechsler, hanno ottenuto risultati di scores eccezionali (fino a 95 centili ) nei test di Raven, mentre alcune prove del test che sollecitano la logica del linguaggio possono essere risolte da soggetti tipici o non autistici. ” Questo prova che gli autistici non funzionano come noi, e non risolvono i problemi attraverso le nostre stesse modalità , afferma Laurent Mottron. Pertanto, i non autistici ottengono risultati equivalenti nei due test ( Wechsler e Raven ).

John Raven ha creato questo test per misurare l’abilità di apprendimento e valutare l’intelligenza indipendentemente dal livello di cultura, sottolinea il Dr Mottron. Gli eserciti di tutto il mondo lo utilizzano per testare “il comprendonio” degli ingaggiati, tenuto conto del fatto che il recrutamento avviene in ambienti socioculturali svantaggiati. Essendo completamente privo istruzioni verbali, il test di Raven è stato anche utilizzato come chiave anti-razzista per dimostrare che le popolazioni aventi poco accesso al codice scritto hanno lo stesso livello d’intelligenza di altre piu’ istruite.

Una forza interpretata come un deficit

Numerosi ricercatori associano i picchi di abilità degli autistici ad un’intelligenza strettamente percettiva, che considerano spesso come una facoltà cognitiva poco evoluta. Tuttavia, alcuni compiti del test di Raven sembrano necessitare di un trattamento cognitivo piu’ complesso rispetto alla semplice percezione, dice Laurent Mottron. Gli autistici utilizzano la percezione in modo differente dal nostro per risolvere  compiti detti d’intelligenza. ” La percezione è sovrafunzionale negli autistici che differenziano meglio di noi sia sul piano visivo che uditivo. E gioca probabilmente un ruolo piu’ importante ed efficace nella soluzione dei compiti che richiamano all’intelligenza rispetto alle persone non autistiche “, sottolinea.

Quando guardano un oggetto, gli autistici esplorano minuziosamente la fisica dell’oggetto, la sua brillantezza, la sua forma, un trattamento molto approfondito che apre numerose porte, spiega il ricercatore. Gli autistici sembrano apprendere molte piu’ cose di noi da una semplice esposizione. ” Noi assimiliamo informazioni senza fare sforzi intellettuali, in una modo meno volontario rospetto ai non autistici e senza sapere veramente cosa farne ” precisa l’autistica Michelle Dawson. “Questa conoscenza resta senza fare niente nel mio cervello fino a quando non mi trovo davanti un compito dove questa informazione si puo’ integrare e puo’ servire per risolvere un problema “.

Al contrario, quando Laurent Mottron legge un articolo scientifico, è per cercare un certo numero d’informazioni che confermeranno o annulleranno  la sua ipotesi  di partenza. “Io non memorizzo tutto, sfoltisco tutto quello che non riguarda l’informazione che cerco per non distrarmi. E se piu’ tardi ho bisogno di un’altra informazione che si trova nello stesso articolo, lo rileggo “, dice Michelle Dawson.  Il Dr Laurent Mottron non cessa di sottolineare il contributo incredibile apportato da Michelle Dawson, sua collega di lavoro da circa tre anni. ” Possiamo interrogare Michelle dopo la lettura di un articolo nella stessa maniera in cui si interroga un database, perchè Michelle non ha preferenze su cio’che memorizza. Assimila informazioni anche se non sa a cosa potrebbero servire. Ma poi, connette queste informazioni con quello che sente o vede e cio’ le da numerose idee nuove e inaspettate per capire un problema. Inoltre, la sua mente non è parziale, mentre la nostra lo è costantemente perchè cerchiamo da anni di difendere delle ipotesi che non abbiamo sviluppato “, precisa il Dr Mottron.

Per Michelle Dawson e Laurent Mottron, l’intelligenza percettiva degli autistici è senza dubbio un’ intelligenza vera. La ricercatrice autistica crede ” che bisognerà valutare l’intelligenza alla capacità di un individuo di effettuare un compito oppure no, piuttosto che il fatto di arrivarci attraverso dei mezzi tipici o atipici “.

Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte: Ledevoir