Autismo Francia: Battaglia universitaria intorno al metodo ABA per gli autistici

L’autismo in Francia è ancora al centro di nuove tensioni. Il consiglio d’amministrazione dell’Università di Lille-III ha rifiutato, prima delle vacanze, di esaminare la creazione di una licenza pro ABA, metodo comportamentale d’apprendimento per i bambini autistici, consigliato dall’Alta Autorità alla Salute (HAS). ” Non si tratta di un rifiuto ma di un rinvio della decisione, precisa Jean Claude Dupas, presidente di Lille-III. La prima proposta di licenza era incompleta. Una decisione verrà presa dal consiglio di amministrazione nelle prossime settimane”. Problema: pioniera nello studio delle scienze cognitive e affettive, è la sola università francese dove si puo’ esercitare l’insegnamento del metodo ABA. In febbraio, il ministero dell’Educazione nazionale aveva deciso di aprire un posto di professore in analisi del comportamento per il 2012. ” Abbiamo centinaia di domande e questo comporterà un ritardo nella formazione, lamenta Vinca Rivière, psicologa di Lille-III. Da piu’ di 10 anni, questa specialista dei metodi comportamentali si batte per far riconoscere l’ABA nella presa in carico degli autistici. “In questo campo la Francia è già molto indietro”, dice. La polemica con i sostenitori della psicanalisi non è ancora spenta. G.D:

 Tradotto da Mondo Aspie, articolo tratto da : 20minutes.fr

Livorno: Bambino autistico offeso dalle maestre su Facebook

Alunni offesi su Facebook dalle maestre alle De Amicis, finita l’ispezione. I genitori del disabile: ora servono sanzioni.

Valutazioni scolastiche non effettuate o comunque fatte in modo sommario e non rispondente alle normative, verifiche dei risultati scolastici firmate da un solo docente e comportamento professionale delle maestre quanto meno discutibile nel rapporto con i genitori. Queste le osservazioni messe nero su bianco dall’ispettore dell’Ufficio scolastico regionale alle scuole De Amicis, dove a metà di luglio dell’anno scorso è scoppiato il caso degli alunni di una prima classe offesi su Facebook da alcune insegnanti (per indicare i piccoli venivano usate parole pesanti come “ambigua paraculo”, “un altro rompicoglioni” o “la merda”). Tra questi bambini c’era anche un piccolo affetto da autismo. Ovvio il disappunto dei genitori del bimbo che nel luglio scorso, hanno presentato querela ipotizzando i reati di ingiurie aggravate in pregiudizio di minore e tentativo di maltrattamento psicologico.

Non solo, perché la famiglia ha presentato anche un esposto amministrativo all’Ufficio scolastico regionale. Da qui l’ispezione alle De Amicis, che si è conclusa il mese scorso. «In questi giorni – spiega il padre del bambino autistico, che adesso frequenta un altro istituto cittadino – abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti per conoscere l’esito dell’ispezione e siamo rimasti sconvolti».

Schede non compilate. Il babbo del ragazzino spiega che secondo l’ispettore «la scheda di valutazione è compilata solo per il secondo quadrimestre non indica voti, riporta solo giudizio sintetici». In pratica emerge che «la valutazione intermedia e finale non sono state fatte secondo la legge, come invece impone l’articolo 9 comma 1 del Dpr 122/2009. E poi il documento relativo all’ispezione spiega anche che le verifiche dei risultati di mio figlio sono firmate da una sola maestra e non da tutto il team delle docenti». Che nelle schede di valutazione del piccolo affetto ci sia qualcosa di strano lo dimostra il fatto che l’ispettore dell’Ufficio scolastico regionale ha sottolineato, come spiega ancora il padre, che «bisogna regolarizzare al più presto la documentazione di valutazione del percorso di studi di mio figlio scrivendo i voti in decimi, il giudizio sul comportamento, la valutazione per la materia religione». La mancata valutazione manda su tutte le furie i genitori del bambino. «In pratica mio figlio non veniva valutato dalle sue insegnanti – dice la mamma -, non credo sia un comportamento volto a integrarlo con la classe».

«Sempre sulle valutazioni – dice il padre – nella relazione dell’ispettore emerge che il dirigente della scuola avrebbe dovuto garantire che i metodi adottati alle maestre fossero legittimi, ciò significa che non lo sono stati».

Mancata integrazione. La famiglia sottolinea come l’Ufficio scolastico regionale abbia insistito sulla mancata integrazione. «Nella relazione si legge – dice ancora il babbo – che le maestre non sono state chiare nell’adattare gli obiettivi di apprendimento del bambino. Inoltre il parere dell’ispettore è che il comportamento delle docenti sia molto grave sul piano professionale anche per quanto riguarda le relazioni con noi genitori. L’ispettore fa presente che, vista la situazione particolare, la comunicazione con la famiglia fosse fondamentale per l’inclusione dell’alunno».

L’appello. «Vista la relazione dell’Ufficio scolastico – dice la mamma del bimbo autistico -, mi aspetto arrivino provvedimenti adeguati alla gravità della vicenda. Ora mio figlio sta meglio, è in un’altra scuola dove è partito il suo percorso di apprendimento, ma abbiamo vissuto un periodo terribile». La mamma fa appello anche alle istituzioni: «Per evitare che anche altri bambini debbano patire quello che ha sofferto mio figlio, e noi con lui, speriamo che anche le istituzioni facciano sentire la loro voce».

Fonte: Il Tirreno

Ricerca: scoperti 22 geni responsabili dell’autismo

Ricercatori provenienti da 15 centri e da 3 paesi hanno studiato le anomalie cromosomiche e i loro squilibri nei disturbi dello spettro autistico. Hanno dimostrato nell’edizione del 19 aprile della rivista Cell che delle anomalie negli scambi genetici e 22 nuovi geni posso contribuire a sviluppare o aumentare il rischio di autismo o di disturbi dello sviluppo neurologico anormale. Quando i cromosomi si replicano, spiegano i ricercatori dell’ospedale Brigham and Women, del Massachusetts General Hospital, della Harvard Medical School, e del Broad Institute, avviene uno scambio di materiale genetico in un cromosoma, o tra due o tra diversi cromosomi, senza una significativa perdita di materiale genetico. Questo scambio, conosciuto sotto il nome di anomalia cromosomica bilanciata  (balanced chromosomal abnormality- BCA), puo’ provocare dei riaccomodamenti nel codice genetico. I ricercatori hanno constatato che a causa di questi riaccomodamenti, questo scambio implica una riserva di perturbazioni nel codice capace di portare all’autismo e ad altri disturbi dello sviluppo neurologico. Per di piu’, hanno potuto identificare, durante le loro ricerche, 22 nuovi geni all’origine del rischio di autismo o di altri disturbi neurologici. Lo studio, condotto nell’ambito del progetto Developmental Genome Anatomy Project (DGAP) ha utilizzato le tecniche di sequenziamento sul BCA per rivelare questi geni e dimostrare che questi geni, nel momento degli scambi di materiale genetico, sono legati all’autismo. I ricercatori hanno scoperto che il codice genetico puo’essere disturbato a differenti zone (loci) distinte, in differenti gruppi di geni, e alcuni sono già sospettati di essere coinvolti nel neurosviluppo anormale.

“Questo scambio o BCA offre un occasione unica per identificare un gene e convalidare la sua responsabilità” commenta Cynthia Morton direttrice della citogenetica dell’ospedale Brighman and Women e ricercatrice principale del progetto Developmental Genome Anatomy Project. Queste scoperte permetteranno d’identificare vie biologiche che possono aprire opportunità per nuove terapie. I ricercatori  hanno ringraziato i pazienti e le loro famiglie che hanno accettato di partecipare a questo studio su vasta scala.

Fonte : Cell 19 April 2012 doi:10.1016/j.cell.2012.03.028Sequencing Chromosomal Abnormalities Reveals Neurodevelopmental Loci that Confer Risk across Diagnostic Boundaries

Tradotto da Mondo Aspie, articolo tratto da Santelog.com

Autismo Italia: Scarso sostegno degli assessorati riduce diritto alla salute dei minori

L’allarme lanciato in un convegno a Roma da Carla Scarfagna, giudice onorario minorile. “C’è scarso sostegno da parte degli assessorati competenti, in contrasto con le convenzioni e i trattati internazionali di tutela dei diritti dei minori”.

23 aprile 2012 – Prima riunione per il Tavolo regionale del Lazio sull’autismo convocato da Francesco Pasquali, capogruppo di Futuro e Libertà alla Regione.
“Dalla riunione è emersa innanzitutto l’esigenza di verificare la validità dei trattamenti attualmente erogati, spesso inefficaci ed a carico comunque del Sistema sanitario regionale e la conseguente urgenza di intervenire affinché tali fondi vengano destinati a quelle che sono le terapie ad oggi scientificamente valutate attendibili, per evitare inoltre gli ulteriori considerevoli costi sanitari e sociali, conseguenti alla inadeguatezza, o all’assenza spesso, delle terapie stesse”,  ha spiegato Pasquali, sottolineando che “E’ emersa inoltre la necessità di progetti per formare gli operatori diretti o indiretti, quali gli insegnanti, e la necessità di riavviare progetti terapeutici di dimostrata efficacia e di dare avvio effettivo ai nuovi centri gia’ inaugurati. Ho preso l’impegno di dare un segnale immediato di attenzione proponendo la costituzione di un Osservatorio regionale permanente sull’autismo e di chiedere alle commissioni regionali di sanita’ e sociale l’audizione di esperti ed associazioni di settore”.
“Lo scarso sostegno, da parte degli assessorati competenti alle gravi problematiche dell’autismo, registrato dai numerosi operatori del settore e dalle famiglie coinvolte,  può comportare una significativa riduzione del diritto alla salute di minori, in questo caso particolarmente svantaggiati, in  contrasto con le convenzioni e i trattati internazionali di tutela dei diritti dei minori ai quali  il nostro Paese aderisce e che promuove in tutte le sedi istituzionali”,  ha invece sottolineato Carla Scarfagna, sociologa e giudice onorario minorile.

Fonte: quotidianosanità.it

Ricerca: Identificato un gene non codificante nell’autismo

Uno studio suggerisce che un gene non codificante fino ad oggi sconosciuto potrebbe contribuire ad aumentare il rischio d’autismo. Regola l’espressione della moesina, una proteina che influenza lo sviluppo cerebrale. Se dei fattori ambientali contribuiscono al rischio di autismo, dei fattori genetici giocano un ruolo importante. Delle rare mutazioni e delle variazioni del numero di copie sono collegate all’autismo, ma per la maggior parte dei pazienti, le varianti in causa restano sconosciute.

Un precedente studio aveva identificato un associazione altamente significativa tra l’autismo e una variante SNP situata in una regione del cromosoma 5 (5p14), regione tuttavia povera di geni  (« Nature », 2009). Daniel Campbell (Los Angeles)  e la sua equipe stanno cercando di capire se questa associazione potrebbe essere dovuta ad un elemento genetico funzionale. Hanno in effetti scoperto che un ARN non codificante, fino ad oggi sconosciuto, viene trascritto direttamente sotto il segnale d’associazione. Questo ARN è infatti l’antisenso del pseudogene 1 della moesina  (MSNP1), ed è chiamato MSNP1AS (per Moesin Pseudogene 1, Antisense).

L’equipe ha inoltre dimostrato che l’ARN antisenso MSNP1AS, situato sul cromosoma 5, se fissato all’ARN del vero gene della moesina (MSN), situato sul cromosoma X, puo’ regolare i tassi di moesina, proteina che influenza lo sviluppo del cervello ( crescita assonale e formazione di spine dendritiche), precedentemente implicata nell’autismo

Cosi’, sembra che l’ARN non codificante MSNP1AS  regola il gene in una maniera straordinariamente complessa .

Infine, i ricercatori hanno analizzato dei pezzi di cervello (corteccia temporale) di soggetti autistici deceduti (n = 10), ed hanno trovato tassi dodici volte piu’ elevati di  MSNP1AS, rispetto ai campioni (n = 10). Questa sovraespressione di  MSNP1AS  provoca un abbassamento del tasso della proteina moesina nelle cellule umane.

Mentre sono stati trovati tassi di proteina moesina normali nella corteccia temporale post- morten dei soggetti autistici, è possibile che in un momento cruciale dello sviluppo cerebrale l’ARN antisenso (o elemento genetico funzionale)  provochi una disregolazione della moesina diminuendo i suoi tassi, contribuendo a far sviluppare l’autismo .

Ricerche su modelli animali sono ora necessari per determinare l’effetto dell’espressione del MSNP1AS e del deficit in moesina sullo sviluppo cerebrale.

 Dr VÉRONIQUE NGUYEN

Kerin et coll. Science Translational Medicine, 4 avril 2012.

La moesina (dall’acronimo in lingua inglese Membrane-Organizing Extension Spike protein) è una proteina codificata negli esseri umani dal gene MSN. È, insieme a ezrina e radixina, parte dalla famiglia delle proteine ERM, e funge da intermedio tra la membrana plasmatica e l’actina. La moesina è localizzata a livello dei filopodi e di altre protrusioni citoplasmatiche importanti per il riconoscimento tra cellule, per il movimento e la segnalazione cellulare. Wikipedia

Tradotto da Mondo Aspie, fonte: lequotidiendumedecin.fr

Autismo: “Il mondo di Pipoye” artista marocchino di successo a 14 anni

Anche Aspie è marocchino, grazie Pipoye e complimenti alla tua mamma (che ha seguito l’istinto e l’intuito).  Grazie, perchè con il vostro meraviglioso lavoro contribuite a dare una speranza a tutti i ragazzi autistici ! Bravo !

Pipoye deve la sua originalità artistica alla sua percezione cosi’ speciale.

L’arte digitale di Pipoye, 14 anni ha avuto molto successo negli Stati Unti, in Francia e altrove. La sua mamma ci parla del percorso e del talento fuori dal comune di questo giovane artista che ha trasformato la sua ipersensibilità in forza.

Chi è Pipoye?
Iman Chair (La mamma):  Pipoye  è un giovane artista marocchino che si  è evoluto nella digital painting o arte numerica ed ha la particolarità di essere autistico. Le sue opere sono realizzate con l’aiuto di un computer senza l’utilizzo di programmi specifici o sofisticati. Le sue immagini digitali hanno avuto successo all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Francia.

Come definite la sua arte, o piuttosto ” Il mondo di Pipoye ” ? 

« Il Mondo di Pipoye »,  è il titolo dell’esposizione presentata a La Sqala (Casablanca) fino al 30 aprile 2012, è un invito al viaggio e al disorientamento. La sua visione variegata del  mondo interpella. Ci abbandoniamo con piacere in questo turbine di colori, che suscita curiosità e incanto. Da Shangai a San Paolo, ci porta verso tante destinazioni e ci offre il suo sguardo singolare..

Quando Pipoye ha preso coscienza della sua inclinazione verso la pittura ?

Pipoye  non ha potuto frequentare la scuola. E’ stato educato e istruito a casa. All’inizio, ha cominciato con la pittura classica in un centro artistico per circa un anno. Ma la reale inclinazione è nata attraverso il suo pc all’età di 8 anni. In effetti, il web è stato uno strumento determinante per l’apprendimento e per la sua scoperta del mondo. Oggi possiamo considerate Pipoye come un artista completo, autodidatta e riconosciuto, a 14 anni..

Lei  è un artista. Probabilmente ha trasmesso i geni dell’arte a suo figlio ?

Sono fotografa ed è chiaro che Pipoye è immerso in un universo puramente artistico fin dall’infanzia. Il nostro ambiente è pittorico, musicale e colorato.  Si, c’e una storia di geni, ma è anche il suo autismo ad essere al servizio della sua arte.

Ci parli  un po’ del processo creativo di Pipoye ?

Assorbe dei colori e delle forme, grazie alle immagini, ai paesaggi, alla strada, alla televisione… nella nostra epoca, comunichiamo soprattutto con il visivo: le città sono invase da cartelloni pubblicitari, da pannelli, da insegne, da loghi.. Pipoye è anche molto curioso e interessato agli altri paesi, culture e popolazioni esotiche. I suoi viaggi sono sia reali che virtuali.

Fa il giro del mondo surfando sul web , e assorbe le neopatine delle città e si nutre dei quadri di pittori. Ama Klimt, Klee, Kandisky e Delaunay. Tutto questo s’imprime nella sua mente, poi, poco a poco, Pipoye sente il bisogno di restituire tutte queste immagini alla sua maniera attraverso  delle tele insolite.

In quale modo l’autismo influenza la sua pittura ?

In primo luogo cerchero’ di dare una definizione semplice dell’autismo (che resta un disturbo molto complesso). E’ un’intelligenza diversa caratterizzata da un rapporto differente della percezione. E’ un ipersensibilità dei sensi che invade la vita della persona che ne è colpita e ostacola la comunicazionje. E’ fonte di angosce e bisogno d’isolarsi. Allo stesso tempo, questa ipersensibilità puo’ diventare una forza se viene utilizzata nelle scienze e nell’arte. E’ il caso di Pipoye che deve la sua originalità artistica alla sua identità e alla sua percezione cosi’ speciale.

Avete riscontrato un miglioramento del suo stato da quando si  è messo a dipingere ?

Pipoye è piu’ tranquillo davanti allo schermo.E’ concentrato e sereno quando esegue le sue opere. Si, la sua arte gli ha permesso di costruirsi, di trovare il suo posto nella società e di andare verso le persone. Adora esporre e commentare il suo lavoro artistico ai visitatori. E a mio avviso questa è la migliore terapia per lui, perchè migliora la sua comunicazione giorno dopo giorno.

Cosa cercate di mostrare attraverso l’esposizione itinerante “Autismo a colori” e in che modo potrebbe servire alla causa dell’autismo ? 

Essendo coinvolta nell’autismo, mi è sembrato necessario sensibilizzare le persone. Cosi’, oltre all’esposizione “Il Mondo di Pipoye”, c’e’ anche la mia esposizione di foto “Autismo a colori”, che vuole mostrare l’autismo nel quotidiano, nella sua diversità e bellezza ( non rifiuto la parte oscura, ma preferisco discutere l’aspetto positivo).

Le foto di bambini autistici che ho  scattato con l’accordo dei genitori sono cariche di speranza e di vita. Presentata in Marocco e in Francia, questa esposizione partecipa ad un progetto globale di costruzione di una nuova visione dell’autismo che non deve piu’ essere visto come una malattia o una disabilità, ma come una differenza.

Quali messaggi volete trasmettere ?

Una persona autistica puo’ essere bella, felice,  evolvere nella vita ordinaria e avere successo. Non ci sono metodi miracolosi per far sbocciare le persone autistiche. Per quello che riguarda Pipoye, ho seguito il mio istinto e il mio intuito di mamma, ma non ho smesso d’informarmi e documentarmi e continuo per questa strada . E secondo un articolo che ho letto di recente: “è difficile identificare talenti speciali negli individui autistici con disabilità grave, e questo potrebbe avvenire da fatto che potrebbero essere espressi attraverso dei comportamenti o degli atti ai quali noi non attribuiamo valore. Coltivare tali competenze potrebbe esigere un apertura e vigilanza mentale da parte nostra. Una volta scoperte, tali capacità possono essere veramente eccezionali, e un genitore o un professionista competente potrebbe gestirle per trasformarle in un beneficio per il bambino”.

Le  tappe dell’esposizione

Prima di La Sqala, le opere sono state esposte all’Istituto Cervantès di Tangeri, alla Villa des Arts di Casablanca, e a New York, « Il Mondo di Pipoye » è stato esposto  in una galleria di Soho. A Parigi, alla FIAC (Fiera internazionale di arte contemporanea) dove le immagini numeriche di Pipoye  sono state esposte nel salone V.I.P della Fiera. La prossima esposizione avrà luogo al Palazzo dei Congressi di Parigi. La presentazione delle sue opere apparirà anche in un libro americano dal titolo « The Art of Autism » la pubblicazione è prevista per il mese di Aprile, mese della sensibilizzazione all’autismo !.

Articolo tradotto da Mondo Aspie, fonte: Le Matin.ma

Autismo: Intervista ad una mamma Asperger francese: date la parola agli autistici

Autismo: Intervista ad una mamma Asperger che ha un figlio autistico: date la parola agli autistici

In prima linea nei dibattiti attuali intorno all’autismo, sono numerosi  i genitori che prendono posizione e testimoniano. Magali Pignard, mamma di un ragazzo autistico e recentemente diagnosticata Asperger, è una delle voci piu’ attive su Internet. Noi l’abbiamo intervistata per conoscerla meglio. Nel suo racconto, le gravi accuse si mescolano con il disincanto.

Qui trovate il suo canale Youtube e qui il suo blog ” The Autist “

Potete raccontarci il vostro percorso e quello di vostro figlio ?

Ho capito che mio figlio aveva un problema quando aveva 3 o 4 giorni ed ho constatato che non concedeva nessuno scambio, sotto nessuna forma. Ho cercato dappertutto per capire che cosa poteva avere. Ho capito che era autistico quando aveva 2 anni.  Da quel momento mi sono recata presso delle associazioni di genitori che mi hanno sconsigliato il CMP  (Centro Medico Psicologico ) e l’ospedale diurno. All’età di 3 anni è stato diagnosticato autistico tipico. Da quel momento, aiutata da alcune famiglie, ho dovuto trovare da sola delle prese in carico. Ho scoperto che cosa significa riempire pagine di formulari, redigere un progetto di vita, per dimostrare che si, avevo bisogno di aiuto, trovare tutte le fatture delle prese in carico per mendicare un sussidio…. E’ un percorso umiliante. La scuola ha fatto di tutto per non scolarizzarlo. Piangevo regolarmente durante le riunioni  trimestrali  tra i docenti della scuola, i terapisti ( psicologo scolastico, medico della PMI, Protezione Materna Infantile…) Avevo l’impressione di essere sotto processo. La mia parola non era presa in considerazione. La scuola si  è opposta a dare informazioni sull’autismo: “La scuola è un luogo ordinario, per cui Julien si deve comportare come un alunno ordinario” . L’istitutrice impediva ai bambini legami affettivi con Julien. Aveva 6 ore la settimana di scuola con una ausiliaria della vita scolastica (AVS) , con cui non avevo il diritto di parlare, giusto buongiorno e buonasera. Ho cambiato scuola, ed ho assunto una AVS che ho dovuto pagare per poter comunicare. Ho incontrato degli autistici in un social network che mi hanno detto che probabilmente ero autistica anche io: all’inizio non ci potevo credere, ma quando li ho incontrati, era come se fossi connessa con loro, come se li conoscessi da sempre. Ho avuto la mia diagnosi di Sindrome di Asperger nel novembre 2011.

Fate parte di un’associazione di genitori, e che cosa comporta ?

All’inizio ero in 3 associazioni nell’Isère. E Julien ha potuto beneficiare del sostegno educativo nei locali dell’associazione. Ho imparato dalla psicologa dell’associazione, ho potuto assistere alle sedute, mi spiegava. Ho imparato dagli altri genitori, come facevano da soli, quali professionisti vedere e non vedere, quali formazioni privilegiare, come riempire i dossier per i contributi per bambini disabili, etc,etc,. Poi una mamma svedese mi ha orientato verso il comportamento verbale ( una branca moderna dell’ABA), ma esiste solo in Svizzera. Il principio: un analista del comportamento valuta le competenze del bambino: stabilisce allora un programma educativo applicato da una psicologa, che a sua volta sorveglia gli interventi, o le persone meno formate. E’ un sistema  piramidale. Un  gruppo formato da 3 persone (la psicologa e 2 operatori) si alternano per applicare il programma . C’e’ un ritorno dello psicologo verso l’analista. Il vantaggio è una grande coerenza tra i professionisti che si occupano del bambino. Ognuno si forma di continuo (compreso l’analista). Ho assunto uno dei rari analisti in comportamento ( all’epoca nel 2008 in Francia erano in 4, ora sono 8 o 9), ho trovato una psicologa e due operatori. Mi sono formata in comportamento verbale, ed ho tradotto un libro dall’inglese che uscirà tra poco. E’ stato complicato perchè l’analista abitava a Rouen e dovevo pagare tutte le spese, si spostava ogni due mesi. Altre famiglie si sono interessate al mio approccio. Vogliamo creare della mano d’opera qualificata, fare in modo che gli psicologi si interessino al comportamento verbale. Io e mia mamma  abbiamo creato un’associazione per questo, che propone alle 7 famiglie che ne fanno parte un accompagnamento educativo basato sull’ABA. Questo permette a mio figlio di avere 8 ore di presa in carico educativa, durante la quale fa netti progressi, sul piano della comunicazione e del gioco. Cio’ lo imposta e lo fa aprire al mondo. abbiamo depositato quest’anno un progetto d’IME educativo ( un centro che permette di prendere i bambini con un programma ABA). Molti professioniti non formati ci contattano: assistono alle sedute e vogliono fare la stessa cosa. Abbiamo molte famiglie in lista d’attesa per un accompagnamento educativo. Ma non abbiamo operatori formati.  Sono le famiglie che pagano tutto. Noi paghiamo le formazioni ai professionisti, ed organizziamo delle formazioni a Grenoble per i genitori.

Pensate che le raccomandazioni dell’Alta Autorità alla Salute uscite l’8 marzo scorso, che esplicitamente sostengono l’utilizzo dei metodi comportamentali nella presa in carico delle persone autistiche, cambieranno le cose concretamente ?

Si e no. No perchè nelle università, ci sono professori d’obbedienza psicanalitica che occupano la maggior parte dei posti chiave. In realtà la stragrande maggioranza dei docenti è d’obbedienza psicanalitica. Per conseguenza, non applicheranno formazioni sul comportamentalismo. Ci saranno quindi pochi professionisti formati per applicare l’ABA che sarà sempre carente. Molti professionisti che cercano la loro strada sono interesssati dall’ABA, e vorrebbero formarsi sul campo, con i bambini, ma questo percorso sarà molto lungo perchè in Francia non esiste niente di ufficiale o molto poco: per esempio alcuni seguono dei corsi in Spagna, oppure via Web negli Stati Uniti per formarsi e diventare psicologi certificati ABA. Infine, questo dipenderà dalla volontà del prossimo governo di applicare oppure no le raccomandazioni dell’HAS, creando dei centri IME ABA, finanziando le formazioni, etc,etc,. I genitori voteranno il candidato migliore che sarà in grado di attuare queste raccomandazioni.
State pensando di emigrare in Svezia . Perchè ?

Si. Ci sto pensando. Perchè qui i bambini sono esclusi dalla scuola, che non è un istituzione se non insegna ai bambini che mancano di competenze sociali, quali sono le regole sociali, come avere degli amici , etc. Il referente del bambino è un suo pari: se un bambino autistico si evolve in un ambiente con bambini ordinari avrà la tendenza a copiarli e quindi ad imparare da loro. In Svezia, i disabili non lo sono veramente, perchè la società si adatta al loro handicap. Si vedono molti disabili nelle strade, in città. Qui sono parcheggiati negli istituti. La Francia è una vergogna. In Svezia, formano tutti. Tutti sanno che cosa è la sindrome di Asperger, tutti sanno che l’autismo non è dovuto a disturbi psicologici. Gli insegnanti stessi creano un gruppo intorno al bambino in difficoltà, scelgono dei bambini per poterlo aiutare. Il bambino viene preso in carico un week-end al mese in un centro per vacanze, gratuitamente. Una famiglia viene nominata dallo Stato per sostenere la famiglia toccata dall’handicap. E’ inconcepibile che un genitore smetta di lavorare per suo figlio. Il principale problema in Francia, è la scuola. E’ penoso è molto rivelatore che l’Educazione nazionale non intervenga nelle raccomandazioni. Anche con tutta la volontà dei genitori, e anche con le raccomandazioni per le buone prassi, in ogni caso non saranno applicate salvo eventuali costrizioni, niente, o poche cose cambieranno in Francia. Le personeche lavorano  nelle istituzioni continueranno a fare cio’ che vogliono, nessuno li manderà via, nessuno alzerà un dito se un bambino autistico è vittima di palpazioni, o di un overdose di medicinali… I francesi se ne infischiano. Non si puo’ toccare un bambino ordinario, ma quando è autistico tutto  è permesso. Questa è la mentalità francese, questo è il ritardo della Francia, e cosi’ si misura. Ho paura della realtà, ho paura di quello che potrebbe succedere quando io non ci saro’ piu’: ho paura che mio figlio Julien venga messo in un istituto psichiatrico e venga imbottito di neurolettici, ho paura che venga maltrattato ed esposto alla mercé di tutti, legato in una camera d’isolamento ( questa è la sorte di molti autistici oggi). Incapace di difendersi e soprattutto senza nessuno che lo difenda. Ecco, molti genitori hanno il terrore di questa realtà: Siamo come i Neri dell’ Apartheid, i nostri figli non valgono niente. Gli psichiatri sono protetti , sostenuti dai candidati politici. Dopo che è uscito il mio articolo su Libération, molti genitori mi hanno scritto delle mail: mi chiedono in pratica come fare per trasferirsi in Svezia. Sono molto motivati, ma chi non lo sarebbe per salvare il proprio figlio da questo paese ?Il fatto che l’autismo in Francia sia ” La grande causa nazionale ” non cambia niente. Gli autistici sono sempre maltrattati, e i genitori tormentati. E’ giusto per far credere ai Francesi che qualcosa si sta muovendo, ma non è cosi’, è l’inerzia. I politici evitano l’argomento…e niente si muove.

Avete sentito parlare del movimento della neurodiversità ? Che cosa ne pensate ?

Si, ne ho sentito parlare. Evidentemente sono per questo movimento, che è per me logico, essondo io stessa atipica. Uno dei miei obbiettivi è cercare di aprire gli occhi ai neurotipici (non autistici). I candidati alla presidenziale spingono per il cambiamento, ma se vogliono che la nostrà società ( che è in fallimento) evolva, bisogna che noi  ci evolviamo, dentro la nostra testa, e soprattutto nelle nostre credenze. Sono le nostre convinzioni che condizionano il nostro modo di pensare e dunque di agire. Come diceva Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere degli occhi nuovi ” . Le persone atipiche vedono il mondo in un’ altra maniera. Per esempio, io me ne frego dei soldi, non hanno alcun valore per me. Non voglio una casa, etc, non sono queste le cose  importanti per me. Un amico poeta autistico, morto da poco, scriveva :

Il mondo come lo conosciamo
Forse non è perfetto
Ma se hanno visto quaklcosa in noi
Degli esseri e non delle cose
Noi potremmo vivere meglio
Noi potremmo tutti imparare
Noi potremmo vivere insieme
Noi potremmo essere
E infine non capiamo perchè, a proposito di autismo, la parola non viene data agli autistici ma agli esperti in autismo: è come se volete studiare i costumi giapponesi, e invece di interrogare i Giapponesi, vi accontentate d’interrogare specialisti occidentali della cultura orientale.
Articolo tradotto da Mondo Aspie, tratto da Le Cercle Psy

Stati Uniti: Ragazzo autistico torturato con scariche elettriche tra le risate del personale

Washington, 17 aprile 2012 – Un video choc che ha turbato l’America e non solo. Fox News ha infatti mostrato in esclusiva il video di Andre McCollins, un ragazzo autistico sottoposto all’elettroshock il 25 ottobre 2002 presso il Judge Rotenberg Center in Massachusetts. Immagini strazianti: le urla del ragazzo che implora pietà mentre viene percorso per 31 volte in un solo giorno tra le risate del personale.

Il video è arrivato per la prima volta in tribunale nel corso del processo che vede imputati i capi della struttura, una scuola privata per ragazzi e bambini con difficoltà fisiche e sociali. Andre all’epoca aveva solo 18 anni: secondo la ricostruzione si rifiutò di togliere la giacca dal tavolo destinato al personale. Così per lui arrivò la “punizione”, scariche terribili che lo resero catatonico tra le risate di chi avrebbe dovuto aiutarlo.

Il video mostra immagini terribili: Andre che viene preso dal personale, legato al tavolo e sottoposto alla scarica. Poi le urla, un “No please” ripetuto più volte a pieni polmoni per chiedere la fine di quella tortura: 31 le scariche date al ragazzo in quel giorno.

Le immagini sono state bloccate a lungo dal legali dello staff della scuola, ma alla fine gli avvocati hanno dovuto capitolare davanti alla decisione del giudice. La madre di Andre ha infatti citato la struttura per quello che lei definisce una vera “tortura e un abuso”.

Quando lo iscrisse non aveva idea che torturassero i bambini nella scuola, ha spiegato la signora McCollins. Tre giorni dopo fu lei ad accorgersi che qualcosa non andava: Andre era in stato catatonico, non riusciva a girare la testa né a destra né a sinistra, aveva solo lo sguardo fisso davanti a sé.

“Gli ho messo le mani davanti al viso, ma non le vedeva: non ha battuto ciglio”, ha raccontato la signora davanti al tribunale. Secondo le autorità infatti Andre era in stato catatonico per il forte stress dovuto all’elettroshock. La struttura si è difesa dicendo che all’epoca dei fatti faceva parte delle cure messe a disposizioni, ma le immagini hanno comunque sconvolto tutti gli Stati Uniti, e non solo.

(ATTENZIONE IMMAGINI NON ADATTE A UN PUBBLICO IMPRESSIONABILE)

Articolo tratto da qn.quotidiano.net

Il Risperidal provoca ictus e diabete, la J&J condannata a pagare mille milioni di dollari

La Johnson & Johnson condannata a pagare una multa di mille milioni di dollari per aver occultato gli effetti collaterali del Risperidal

Un tribunale dell’Arkansas, negli Stati Uniti ha condannato la casa farmaceutica Johnson & Johnson a pagare mille milioni di dollari per aver minimizzato gli effetti secondari del farmaco Risperidal (Risperidone). E’ un antipsicotico utilizzato nel trattamento della schizofrenia, del disturbo bipolare, dell’autismo, dei disordini comportamentali degli adolescenti e nei pazienti anziani con demenza tipo Alzheimer. I potenziali effetti collaterali collegati sono l’aumento di peso e lo sviluppo del diabete di tipo 2. Ma nei pazienti piu’ anziani  i potenziali pericoli aumentano e vengono associati ad un maggiore rischio di ictus o incidenti cerebrovascolari. Durante il processo durato quasi tre settimane, la casa farmaceutica ha presentato abbondanti informazioni per dimostrare di aver agito in modo responsabile senza cercare di occultare alcuna informazione relativa agli effetti secondari causati dal consumo del farmaco.

L’Arkansas non è la prima sentenza che si pronuncia contro la Johnson & Jonhnson e l’antipsicotico Risperdal. In gennaio, il tribunale del Texas ha condannato la casa farmaceutica a pagare 158 milioni di dollari. Altre multe sono state emanate negli Stati della Carolina del Sud e della Louisina. In tutti i casi la J&J ha richiesto l’appello.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale ABC Spagna

Altri articoli sull’argomento:

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Autismo e psicanalisi: una retorica truccata e di contraddizione

Autismo e psicanalisi: una retorica truccata  e di contraddizione

L’autore,  Nicolas Gauvrit  è docente di matematica all’Università d’Artois, dottore in scienze cognitive  e membro del comitato della redazione di Science e Pseudo-sciences, svolge attività di ricerca nell’interfaccia tra matematica e psicologia. E’ autore di numerose opere universitarie e di divulgazione.

Di Nicolas Gauvrit

Da diversi mesi, l’autismo e il suo trattamento psicanalitico sono nel cuore di un’accesa polemica mediatica. Diversi sono gli avvenimenti, che coinvolgono il processo e poi la censura del film Il Muro di Sophie Robert, l’inaugurazione dell’anno 2012 come “l’anno dell’autismo”, la pubblicazione delle raccomandazioni della HAS (Alta Autorità della Salute) che appoggerebbero l’abbandono dell’approccio psicanalitico, e il coinvolgimento del deputato Daniel Fasquelle, che adotta una posizione simile, hanno contribuito alla nascita di questa controversia.

Il filosofo Jean-François Rey ha pubblicato il 22 febbraio 2012 nelle colonne del giornale Le Monde un’ arringa toccante (” Autismo: è la psichiatria che attaccano”) per il mantenimento nella psichiatria di un approccio psicanalitico. Questo articolo è molto rappresentativo di quelli che circolano in questo momento, e illustra le linee di difesa prese dagli psicanalisti e gli artefici retorici utilizzati nei dibattiti in corso, alcuni di questi sono ricorrenti e contro i quali bisogna mettere in guardia il lettore. Se i sostenitori della psicanalisi hanno ovviamente il diritto di esprimere e difendere il loro punto di vista, questo deve essere fatto nel rispetto del rigore e della logica.

La vittimizzazione appare in tutte le salse a volte con accenti infantili che provocano la pietà del lettore. Cosi’, J-F. Rey scrive per esempio di Pierre Delion  (che pratica il packing, nota di Mondo Aspie)  “che non si puo’ non ricordare mai abbastanza per la sua gentilezza e apertura, ed è la vittima di una vera persercuzione”. Ci ricordiamo anche degli articoli di  Élisabeth Roudinesco che denunciano “l’odio” verso la psicanalisi.

Non siamo qui a pretendere che la psicanalisi non sia vittima di attacchi, ma siamo qui per ricordare che la rimessa in questione accademica è normale e fa parte di un processo scientifico. Non c’e’ alcuna ragione di offendersi: noi dobbiamo per il bene dei bambini con autismo e dei loro genitori , determinare quale metodo sia migliore per ciascuno. Il fatto che i portatori di un metodo siano criticati non valida in nulla le loro teorie.

La psicanalisi , è di fatto, retrocessa nelle università francesi – ma molto meno presso gli operatori. E’ stata presa di mira da critiche scientifiche importanti. La debolezza delle basi teoriche, l’assenza di prove d’efficacità, e oramai l’incapacità a rispondere alle critiche, hanno reso insostenibile – specialmente nell’ ambito dell’autismo – la posizione puramente psicoanalitica. Inoltre, i sostenitori di questa “cura” hanno adottato una posizione intermediaria, promuovendo un approccio integrativo, una macedonia di terapie immerse nella salsa psicanalitica. Ora, non piu’ che la psicanalisi sola, questa integrazione non ha dimostrato un’efficacità superiore agli altri metodi attualmente disponibili. Se questa posizione convince, è unicamente perchè noi tutti siamo sensibili a quello che potremmo chiamare il “sofisma del giusto centro”, secondo il quale la verità è da cercare a metà cammino tra le opinioni contraddittorie, ed è spesso falso.

I promotori di un approccio psicoanalitico hanno fatto ricorso, in questi ultimi tempi, all’imbroglio. Questo inganno consiste nel distrarre l’interlocutore dalla domanda primordiale – quella sull’efficacità dei metodi e del bene del bambino- spostando il discorso nel campo affettivo, quello del senso di colpevolezza o dell’ “etica”.

Per questo, si appoggiano su una rappresentazione sociale caricaturale della psicologia, che oppone degli psicanalisti profondamente umani, e dei cognitivisti che predicano un approccio chimico. La realtà è molto diversa, e numerosi “cognitivisti” vedono negli approcci terapeutici fondati sulla scienza un’alternativa non solo alla psicanalisi, ma soprattutto ai trattamenti con farmaci psicotropi. Eppure, J.- F.Rey ripete con insistenza nel suo articolo che l’abbandono della psicanalisi “prosciuga”, “disumanizza”, e distrugge l’etica della professione del psicoterapeuta, arrivando a sostenere che i metodi educativi, cognitivi e comportamentali dell’autismo consistono nel trattare tutti i bambini allo stesso modo, secondo un protocollo indipendente dalla singolarità della persona… dimenticando quello che il codice deontologico degli psicologi prevede ( si legge nel preambolo della versione di febbraio 2012: ” La complessità delle situazioni psicologiche si oppone all’applicazione di regole”).

Per fare buona figura, lamentando che il dibattito diventa una guerra di opinioni invece di una controversia piu’ razionale, i difensori della psicanalisi  chiedono spesso che venga orientato sugli aspetti scientifici.  Ma questi appelli al dibattito scientifico sono contraddetti dallo spostamento del discorso nel campo emozionale e l’attaccamento all’idea che la psicanalisi è per essenza non testabile. Cosi’, nel suo articolo J.-F. Rey chiede un ritorno allo schema scientifico, ma ricorda che la psicanalisi lacaniana si afferma di per sè (e quindi non dalla scienza). Maledicendo lo “scientismo” che non definisce, arriva  in effetti in un solo movimento a rivendicare cio’ che rifiuta.

Dopo un secolo di utilizzazione, aspettiamo ancora degli elementi tangibili, delle esperienze riproducibili in favore delle teorie e delle pratiche psicanalitiche. Invece di lavorare per produrre, i promotori di questo approccio dispensano molta energia per schivare una riflessione su questa assenza di validazione, postulando che la psicanalisi è inaccessibile all’investigazione scientifica (una pura professione di fede). Se fosse questo il caso , la psicanalisi  sarebbe una filosofia, una narrazione. Il codice deontologico degli psicologi, ricorda nell’articolo 14 che gli psicologi devono utilizzare dei metodi scientificamente provati, impone dunque l’abbandono della psicanalisi , almeno in tutti quei casi dove un’ alternativa efficace esista, e fino a che la psicanalisi abbia potuto fornire degli argomenti solidi in suo favore.

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale pseudo-sciences.org

Autismo ricerca: Uno studio conferma le capacità visive eccezionali degli autistici

Sotto la direzione del professore Laurent Mottron, i ricercatori del Centro d’eccellenza in disturbi pervasivi dello sviluppo dell’università di Montreal (CETEDUM) hanno dimostrato che le persone autistiche presentano una concentrazione di risorse cerebrali maggiore nelle zone associate alla rilevazione e identificazione visiva e, al contrario, presentano meno attività nelle aree responsabili della pianificazione e del controllo dei pensieri e delle azioni. Questo potrebbe spiegare le capacità eccezionali degli autistici per i compiti visivi. L’equipe ha esposto le sue conclusioni  il 4 aprile 2011, pubblicandole nella rivista Human Brain Mapping.

Per cercare di capire perchè le persone autistiche possiedono grandi capacità nel trattamento delle informazioni visive,  i ricercatori hanno collegato 15 anni di dati sulla maniera in cui il cervello autistico lavora mentre interpreta i visi, gli oggetti e le parole scritte. I dati provengono da 26 studi indipendenti di brain imaging (rilevazione funzionale dell’attività cerebrale) , che hanno esaminato 357 persone autistiche e 370 persone non autistiche. ” Grazie a questa meta-analisi ( tecnica clinico statistica-quantitativa ), abbiamo potuto osservare che le regioni temporali e occipitali del cervello degli autistici mostrano piu’ attività,  mentre la corteccia frontale, meno attività, rispetto alle persone non autistiche. Le regioni temporali e occipitali sono tradizionalmente coinvolte nella percezione e nel riconoscimento degli oggetti. Le regioni frontali in questione sono coinvolte nelle funzioni cognitive superiori, come i processi decisionali, il controllo cognitivo, la pianificazione e l’esecuzione”, ha spiegato una delle autrici dell’articolo, Fabienne Samson, affiliata al CETEDUM.

“Questo coinvolgimento piu’ pronunciato delle zone cerebrali responsabili delle abilità visive negli autistici concorda con le capacità visuo-spaziali superiori che caratterizzano questa popolazione”, ha dichiarato la signora Samson. La presente scoperta suggerisce una riorganizzazione funzionale generale del cervello, che porta a favorire i processi di percezione, grazie ai quali l’informazione viene registrata nel cervello. Questo permette alle persone autistiche di compiere a modo loro dei compiti cognitivi che richiedono un maggiore coinvolgimento delle aree frontali nelle persone tipiche,  come quelle che necessitano di un ragionamento, per esempio, pronunciarsi sulla veridicità di una dichiarazione o classificare una gamma di oggetti per categoria.

“Abbiamo sintetizzato tutte le ricerche attualmente disponibili della brain imaging che coinvolgono stimoli visivi. I risultati di questa meta-analisi sono sufficientemente conclusivi per riuscire a uniformare malgrado la variabilità della concezione degli studi, i campioni e i compiti. ” La solidità di questi risultati ha per conseguenza che il modello della cognizione negli autistici fondato su un sovra funzionamento percettivo è il piu’ accreditato al momento” dichiara il professore  Mottron.

“Il maggiore coinvolgimento del sistema visivo dimostrato qui costituisce la prima conferma fisiologica che il sovra funzionamento del trattamento relativo alla percezione è una caratteristica fondamentale in questa popolazione. Disponiamo adesso di una potente informazione sul funzionamento dell’autismo che permette d’investigare la percezione, l’apprendimento, la memoria e il ragionamento delle persone autistiche su basi solide” . Questa scoperta indica che il cervello autistico si adatta riassegnando aeree del cervello alla percezione visiva, e questo offre nuove piste di ricerca riguardo la plasticità cerebrale dello sviluppo, e la valutazione visiva degli autistici. Isabelle Soulières, ricercatrice del  CETEDUM all’ospedale generale del Massachusetts (MGH) e Thomas Zeffiro anche lui dell’MGH hanno contribuito a questa ricerca. La sede del CETEDUM si trova presso l’ospedale Rivière-des-Prairies, affiliato all’università di  Montreal, e fa parte del Centro di ricerca Fernand-Seguin.  Gli studi sono stati finanziati da sovvenzioni  concesse da  Autism Speaks,  Il consiglio di ricerche in scienze naturali e genio del Canada, gli Istituti di ricerca sulla salute del Canada e i Fondi della ricerca per la salute di Quebec.

Distribuzione delle aree del cervello piu’ attive  negli autistici secondo il campo di trattamento: ” Visi” in rosso, “Oggetti” in verde e “Parole” in blu. Foto: Human Brain Mapping, Wiley-Blackwell, Inc.

Si possono ottenere immagini con una risoluzione impressionante.

Fonti:

Enhanced visual functioning in autism: an ALE meta-analysis, Human Brain Mapping

Centro di ricerca Fernand-Seguin

Laboratorio di neuroscienze cognitive  dei disturbi pervasivi dello sviluppo 

Tradotto da Mondo Aspie, articolo originale qui

Test di valutazione: La Scala Australiana della Sindrome di Asperger (ASAS)

La Scala Australiana della Sindrome di Asperger (ASAS) interessa i bambini della scuola elementare. Questo strumento è stato tradotto in francese da Chantal Trehin. Si compone di 6 blocchi e 29 domande. Ogni domanda è valutata da 0 (raramente ) a 5 (spesso), tranne le ultime 5 domande a cui bisogna rispondere SI o NO.

raramente                                       spesso

0                     1   2   3  4                   5

 A. Competenze  sociali eemozionali                                                                                                                                                                                                                       

1) Il bambino ha difficoltà a capire come deve giocare con gli altri bambini ?

0 1 2 3 4 5

2) Quando il bambino potrebbe giocare  con gli altri bambini, evita il contatto sociale con loro ?   

0 1 2 3 4 5                                                                                                                                         

3) Il  bambino da l’impressione di non avere coscienza delle convenzioni o delle regole sociali ?

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4) Il bambino manca d’empatia, cioè la comprensione intuitiva dei sentimenti degli altri ? 

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5) Il bambino sembra aspettarsi che gli altri conoscano i suoi pensieri, le sue esperienze, le sue opinioni?

0 1 2 3 4 5                  

6) Il bambino ha un bisogno eccessivo di essere rassicurato soprattutto se le cose cambiano o non vanno bene ? 0 1 2 3 4 5 6

7) Il bambino manca di sfumature nella sua espressione emozionale ?

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8 )  Il bambino manca di precisione nella sua espressione emozionale?

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9) Il bambino non manifesta interessa a partecipare a sport, giochi o attività competitive ? Il grado 0 significa che il bambino si diverte negli sport

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10) Il bambino è indifferente alla pressione sociale dei suoi coetanei (deve amare le stesse cose…) ? Il grado 0 significa che il bambino segue le mode

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B. Competenze di comunicazione

11) Il bambino  prende le espressioni e i commenti alla lettera ?

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12) Il bambino ha un tono di voce inusuale ?

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13) Il bambino da l’impressione  che quando gli si parla non è interessato alla conversazione ?

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14) Durante una conversazione, il bambino tende  ad utilizzare il contatto oculare meno di quanto ci si aspetterebbe ?

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15) Il linguaggio del bambino è troppo preciso e pedante ?

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16) Il bambino ha dei problemi ad adattarsi ad una  conversazione?

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C. Competenze congnitive

17)  Il bambino legge dei libri, principalmente  per istruirsi e informarsi e non sembra interessato alla finzione ?

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18) Il bambino ha una memoria a lungo termine eccezionale per i fatti e gli avvenimenti ? 

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19) Il bambino manca di gioco sociale immaginativo?

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D. Interessi specifici

20) Il bambino è affascinato da un soggetto in particolare al punto da collezionare con avidità le informazioni  che lo riguardano?

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21) Il bambino è particolarmente perturbato dai cambiamenti  di routine o delle sue aspettative ?

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22) Il bambino ha delle routine o dei rituali elaborati che deve rispettare ?

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E. Competenze motorie

23) Il bambino ha dei problemi di coordinazione ?

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24) Il bambino corre in modo bizzarro ?

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F. Altre caratteristiche (rispondere si o no) 

25) Paure e angosce inusuali causate da :

  •  suoni ordinari
  • un contatto corporale leggero sulla pelle o sulla testa
  • portare certi vestiti
  • rumori improvvisi
  • la vista di certi oggetti
  • i luoghi rumorosi dove c’e’ molta gente

26) Una tendenza a battere le mani o a dondolarsi in caso di eccitazione, paura  o angoscia

27) Una sensibilità poco importante per i piccoli dolori

28) Un ritardo nell’apparizione del linguaggio

29) Smorfie o tic facciali  inusuali

Se la risposta e si nella maggior parte delle domande della scala  , e il punteggio è compreso tra 2 e 5 , il bambino deve essere indirizzato in un centro diagnostico per la Sindrome di Asperger.  

Source: Attwood, T., et Garnett, M. (1998) Australian Scale For Asperger’s Syndrome in T. Attwood (ed.) Asperger’s syndrome: a guide for parents and professionals. London and Philadelphia Jessaica Kingsley Publishers

 Tradotto  e riadattato da Mondo Aspie, articolo originale aba-autisme.fr