Autismo ricerca: Gli autistici avrebbero una percezione dei movimenti due volte piu’ rapida.
Secondo uno studio, gli autistici avrebbero delle capacità sensoriali piu’ sviluppate rispetto a quelle degli altri bambini. Un bambino autistico percepisce un semplice movimento due volte piu’ rapidamente rispetto ad un altro bambino. Secondo i ricercatori, questa ipersensibilità spiegherebbe perchè alcuni autistici sono molto sensibili alle luci brillanti e ai rumori molto intensi. “L’autismo è come una malattia sociale: i bambini autistici, si sforzano di stabilire delle relazioni sociali, ma quello che noi trascuriamo è che la nostra conoscenza del mondo avviene attraverso i sensi. E queste differenze nella percezione possono dunque avere un forte impatto sulla comunicazione sociale” spiega Duje Tadin, uno degli autori della ricerca.
20 bambini autistici e 26 bambini normali di un età compresa tra gli 8 e i 17 anni hanno guardato dei brevi video clip, e dovevano indicare la direzione di alcune barre bianche e nere in movimento. Quando un partecipante indovinava, il video seguente era piu’ corto e piu’ difficile. Se un partecipante sbagliava i video diventavano piu’ lunghi e piu’ facili. La velocità della percezione dei movimenti nei bambini è stata cosi’ misurata. ” I bambini autistici hanno ottenuto perfomance migliori, molto migliori: 2 volte piu’ veloci degli altri “, assicura Jennifer Foss-Feig, co-autrice dello studio. Questo aumento dei sensi puo’ causare sovraccarichi sensoriali. In effetti, il cervello frena normalmente gli stimoli sensoriali troppi intensi. Per delle attività di base queste ” capacità superiori ” sono un asso nella manica, ma quando i compiti diventano piu’ complessi, diventano un problema e possono causare una sorta di blocco.
Fonte: Journal of Neuroscience
Tradotto da Mondo Aspie, fonte Parents.fr 13/05/2013
Autismo: Le difficoltà nel lavoro degli autistici Asperger
Descritti come brillanti e meticolosi, quelli che chiamiamo “autistici ad alto funzionamento” sono frenati e ostacolati da numerose barriere nel mondo del lavoro.
Vanessa, aveva un lavoro di ingegnere informatico che ha lasciato nel 2010. Ha ripreso gli studi, un master in ingegneria cognitiva. I suoi problemi d’integrazione nell’impresa non sono dovuti a qualche forma di timidezza. ” Per molti dei miei colleghi, non ero abbastanza “aziendale”, mi sentivo esaurita talmente avevo difficoltà a livello relazionale.” Questa giovane donna di 36 anni è autistica, ha la sindrome di Asperger. Una condizione neurologica che appartiene al gruppo dei Disturbi pervasivi dello Sviluppo (DPS).
Gli Asperger non hanno deficit intellettuali, contrariamente ad altre forme di autismo. Amano la routine, i numeri. Dipinti come molto meticolosi, perfezionisti, appassionati e dotati di una memoria impressionante, spesso hanno qualche mania, come ad esempio contorcere le dita. La loro disabilità è soprattutto sociale. Hanno delle carenze nelle interazioni e un’incomprensione di fronte ai codici, norme e compiti non impliciti. “Mi da fastidio parlare della pioggia o del bel tempo. Odio la pausa caffè, non è il mio genere e quindi la salto. Adoro concentrarmi sul mio lavoro e fermarmi solo quando è finito”, spiega Vanessa.
In Francia, tra le 100.000 e 400.000 persone sarebbero affette dalla sindrome, secondo i dati delle associazioni. ” E’ difficile fare una valutazione, tra quelli che non sono diagnosticati e ignorano di avere la sindrome di Asperger e quelli che nascondono la loro condizione, dice Elaine Hardiman-Taveau, presidente d’Asperger Aide France. ” Pochi di loro lavorano”, continua, eppure “possono essere un aiuto prezioso per le aziende”. In Danimarca, una società li impiega come consulenti. Hanno un attenzione particolare per il dettaglio e sono in grado di identificare errori minimi e dannosi per le imprese.
Non mi guardava negli occhi
Il primo ostacolo che incontrano gli Asperger per entrare nel mondo del lavoro è il colloquio. E’ un passo molto difficile perchè bisogna fare ricorso alle proprie abilità relazionali. Occorre dare un senso alla carriera, decodificare le aspettative durante l’intervista, bisogna parlare di sè stessi. E questo non è il punto forte degli Asperger, spiega Pierre Manificat. Psicologo e responsabile di un ufficio di reclutamento (JLO Conseil) specializzato nella disabilità. Le persone con sindrome di Asperger durante un colloquio di lavoro possono avere comportamenti particolari perchè sono sottoposti ad una forte pressione. “Non smetteva di grattarsi, era molto stressato e non guardava molto negli occhi” conferma Angéle Buttin, direttore di un centro d’informatica a Meylan che ha assunto un ragazzo Asperger nel 2010.
Amanda, 25 anni, deplora la mancanza di supporto e aiuto alle sue candidature.
Un handicap «invisibile»
Nella ricerca di un lavoro, gli Asperger devono compiere delle scelte. Dichiarare oppure no la loro condizione. Una questione che comprende piu’ in generale tutte le persone con un handicap. Le strategie sono varie. Un autistico Asperger per paura di venire discriminato puo’ non richiedere il RQTH (riconoscimento del lavoratore disabile ) e nascondere la sua condizione.
” Non ho detto di essere autistico. Voglio essere considerato come un lavoratore “normale”, insiste Dorothée, ingegnere informatico diagnosticato un anno fa. Invisibile, il loro disturbo è difficilmente comprensibile dai colleghi al corrente della situazione. ” Tutti i miei comportamenti passavano sotto la lente d’ingrandimento. E a volte mi chiedevo se per caso non fossi matta” , spiega Vanessa. Se una difficoltà non si vede, tendiamo a pensare che non esista. Il rischio è quello di non tenere conto e non riconoscere un handicap come la sindrome di Asperger, considerato invidsibile, spiega Charles Gardou.
Una visione dell’autismo ancora controversa
Gli autistici vengono spesso associati ai soli deficit intellettuali. Nonostante i progressi fatti e la diffusione di programmi come il Cervello di Hugo in Francia, oppure la popolarità di Sheldon Cooper, personaggio dal comportamento Asperger nella serie The Big Bang Theory. La sindrome di Asperger resta sconosciuta in Francia, paese che ha accumulato molto ritardo sull’autismo. Si parla ancora degli autistici come persone pericolose, che gridano e si fanno male. E questo provoca reticenze nel mondo del lavoro, spiega Miriam Sarbac. Gli Asperger preferiscono i compiti scritti, non amano i cambiamenti dell’ultimo minuto e necessitano di un inquadramento nel mondo del lavoro solido.
Ha iniziato a lavorare alla Xerox come ingegnere elettronico, e il suo comportamento di autistico Asperger è andato fuori strada. Esempio: Si è ammalato per due giorni e non ha avvisato l’azienda. ” Faceva bene il suo lavoro, ma aveva delle difficoltà in cose che per noi sono estremamente semplici” spiega Angèle Buttin. Attualmente è in prova per un posto di lavoro riservato alle persone con handicap in un istituto di ricerca. E’ stata affiancata da un job coach che ha svolto il ruolo di facilitatore, Amanda dice di aver trovato giovamento grazie a due psicologhe che si sono attivate per sensibilizzare i colleghi di lavoro riguardo ai suoi comportamenti e attitudini alle volte sconcertanti.
Priorità ai bambini ?
La formazione di equipe resta la soluzione piu’ efficace per Pierre Manificat. ” Al giorno d’oggi chi conosce la sindrome di Asperger nelle aziende ?. Bisogna lavorare con forza ed in modo globale per integrare gli Asperger e trovare il loro punto di ottimizzazione. L’ignoranza colpisce soprattutto l’infanzia. In Francia il dibattito verte le critiche sulla presa in carico degli autistici con approcci psicanalitici. Bisogna avere una visione piu’ ampia, si lascia da parte l’inserimento professionale. Se vogliamo migliorare la presenza degli Asperger nel mondo del lavoro non si puo’ separare la scolarizzazione, la formazione e l’età adulta. E’ un continuum “.
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Spazio lavoro per autistici
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte 06/06/2013 Slate.fr
Ricerca: I cambiamenti epigenetici aiutano a capire il meccanismo biologico dell’autismo
23.04.2013 . I cambiamenti epigenetici fanno luce sul meccanismo biologico dell’autismo. Studiando dei gemelli geneticamente identici, alcuni ricercatori britannici del King College di Londra hanno scoperto delle trasformazioni epigenetiche associate ai disturbi dello spettro autistico (ASD). Questo studio, il piu’ importante nel suo genere, getta una luce nuova sul meccanismo biologico attraverso il quale l’influenza ambientale regola l’attività di alcuni geni la cui espressione è coinvolta nella comparsa dell’autismo. I disturbi dello spettro autistico colpiscono una persona su 100 nel Regno Unito e sono caratterizzati da sintomi differenti a seconda dei soggetti.
I pazienti possono essere classificati in tre categorie in funzione dei sintomi dominanti: quelli che presentano deficit nelle interazioni sociali, quelli che presentano disturbi del comportamento e della comprensione e infine quelli che presentano lacune importanto nel linguaggio e nella comunicazione.
Studi precedenti hanno dimostrato che esiste una forte componente genetica in questa patologia, poichè nei gemelli identici, se uno ha l’autismo, l’altro gemello ha una probabilità del 70% di manifestare i sintomi.
Tuttavia, il fatto che nel 30% dei casi, i gemelli identici non manifestano i sintomi dell’autismo contemporaneamente dimostra che esistono dei fattori epigenetici che intervengono nella comparsa di questo disturbo.
Questi cambiamenti epigenetici hanno la capacità di alterare l’espressione genica, senza modificare la struttura del DNA. Questo meccanismo complesso e sottile permette ai molteplici fattori ambientali di retroagire sul funzionamento dei nostri geni attivandoli oppure al contrario impedendogli di esprimersi. Alcuni di questi cambiamenti sono reversibili e questo apre la strada ad una possibile azione terapeutica.
Conducendo una vasta analisi comparativa sulla metilazione del DNA di circa 25 000 siti del genoma di 50 coppie di gemelli identici, i ricercatori hanno identificato dei modelli distintivi di metilazione del DNA associati all’autismo cosi’ come la gravità dei sintomi osservati.
Secondo il Professore Jonathan Mill, che dirige le ricerche ” questi studi sulle interazioni tra le influenze genetiche e ambientali sono molto importanti e dimostrano che è senza dubbio possibile prevenire o diminuire il rischio di autismo attraverso questi fattori epigenetici ancora male identificati “.
Articolo redatto da Georges Simmonds per RT Flash
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte :Rtflash.fr
Fonte dello studio: Epigenetic changes shed light on biological mechanism of autism
Autismo: Perchè la sindrome di Asperger affascina la società ?

credit photo Bruno Levy
In occasione della giornata mondiale dell’autismo, il 2 aprile, ci siamo interrogati su un fatto curioso della società: la crescente popolarità della sindrome di Asperger, una forma di autismo associata ad un alto quoziente intellettivo. Un fascino ambivalente.
Scienziato dotato, dalle conversazioni sfalsate e i comportamenti ossessivi e irresistibilmente strani, Sheldon Cooper ha portato al successo la sitcom americana The Big Bang Theory, e il suo interprete ha vinto l’Emmy Award come migliore attore di serie comiche. Sheldon Cooper presenta tutti i tratti di una persona Asperger, forma di autismo associata ad un QI elevato. E i personaggi come lui hanno successo. E’ quello che dimostra uno studio apparso su Encéphale, su iniziativa di due psicomotricisti del CHU (Centro Ospedaliero Universitario) di Toulouse, fans della serie e terapeuti di giovani “Aspies”, storditi nel vedere il moltiplicarsi della presenza di persone Asperger nelle fiction.
Dopo Rain Man, che ha fatto scoprire al grande pubblico una forma di autismo molto lontana dai luoghi comuni, sono i piu’ recenti Adam o Mary e Max, che hanno affrontato l’argomento con grande finezza al cinema. Senza contare le serie ( Grey’s Anatomy o Skins) e i libri della serie best-seller Millennium di Stieg Larsson. Comportamenti ripetitivi e stereotipati, comunicazione, socializzazione e accesso alle emozioni difficile; ma anche una mente logica, minuziosa, rigorosa, capacità enciclopediche e talenti fuori dal comune per la scienza e l’informatica: la personalità Asperger si presta per tutti i registi, dal dramma sociale e affettivo, al genere comico, passando per la fantascienza e il genere poliziesco. E’ intrigante per le sue bizzarrie, e fa ridere. E rileva l’inadeguatezza di persone anche autonome e brillanti.
” Sul piano cognitivo, queste persone non hanno gli strumenti per decodificare i segnali d’ordine sociale, non verbali, in modo che non possono identificare il pensiero e le emozioni degli altri, e tanto meno reagire “, spiega lo psicomotricista Eric Aubert, uno degli autori dello studio. Nella realtà, questo puo’ provocare rigetto e violenza. Nella fiction, questo apre un abisso di riflessioni ” Queste persone hanno enormi risorse che sono a noi inaccessibili, e delle grandi difficoltà quando si tratta di condividere le loro conoscenze enciclopediche. Questo ci affascina e ci spaventa allo stesso tempo, perchè ci interroghiamo sui nostri limiti e le nostre aspirazioni”.
Una persona su 110 nel mondo soffre di un disturbo autistico, e l’autismo sta forse diventando una componente della cultura moderna ?
” Negli Stati Uniti o nei paesi scandinavi, fa parte del paesaggio, e ne parlano spesso. Idem in Giappone, dove entra particolarmente in risonanza con una cultura che valorizza una forma di timidezza sociale, ordine, rispetto scrupoloso delle regole e l’uso delle nuove tecnologie “, commenta Josef Schovanec . Nel 2012 , questo giovane uomo ha scritto un libro dove racconta le sue difficoltà e l’apprendimento della vita sociale attraverso una testimonianza sensazionale.
La popolarità della sindrome di Asperger lo lascia abbastanza dubbioso. ” Ci chiedono di fare dei numeri da circo alla televisione, ma non parlano mai di quella che è la nostra vita reale “, ha replicato, dopo che la sua immagine si è fermata sul superdiplomato poliglotta. ” Non dicono che gli autistici vivono in condizioni di precarietà e fanno fatica a trovare lavoro in Francia, e il Ministero dell’educazione scolarizza solo il 20% dei bambini autistici “.
All’estero invece, le sue dichiarazioni sono di estrema banalità, perchè fuori dall’Esagono, ” l’autismo è conosciuto ed è diventato tendenza; anzi sono in situazione di sovradiagnosi, sottolinea Peter Vermeulen, ricercatore fiammingo specializzato in autismo. Mentre in Francia gli autistici sono scartati dal mondo del lavoro ( anche in Italia !, nota di Mondo Aspie ), in altri paesi creano aziende che mettono in luce le qualità uniche degli Asperger. In Danimarca, Specialisterne (gli specialisti) hanno scelto di utilizzare le loro capacità eccezionali ( concentrazione, il monitoraggio e la memorizzazione di informazioni, la resistenza a svolgere compiti ripetitivi ) come vantaggi competitivi per i tesi di specifici software e il trattamento di dati.
“Noi ci adattiamo bene al mondo digitale e mi sono chiesta se non rappresentiamo una nuova tappa dell’evoluzione della specie umana ? “, ha dichiarato Susan Conza (Aspie) dirigente di un’azienda che si occupa d’informatica. Negli Stati Uniti, alcuni hanno sviluppato l’idea che l’autismo sia una forma di specificità culturale e che una società autistica che unisce ordine, trasparenza e correttezza sarebbe certamente migliore.
In un mondo sempre piu’ tecnologico, questa idealizzazione non nasce per caso. In effetti, esiste una parentela tra il funzionamento di un computer e il cervello autistico, come ha dimostrato Peter Vermeulen. “Normalmente, l’uomo reagisce in modo flessibile ai segnali e alle parole perchè è capace di attribuirgli significati differenti “, spiega il ricercatore. ” Le macchine al contrario , rispondono a dei comandi univoci e non sono in grado di adattarsi, e questo le puo’ portare ad effettuare cose assurde. Allo stesso modo gli autistici hanno bisogni di ordini chiari e precisi perchè non sanno utilizzare il contesto”.
E questo potrebbe spiegare quando immaginiamo un mondo dove ” per soddisfare i requisiti tecnologici, sarebbero avvantaggiati quelli che hanno comportamenti d’ordine meccanico”. Un mondo fondato su una comunicazione in realtà estremamente povera, dove ciascuno diventa semplice ricetrasmettitore d’informazioni, dove i sensi hanno meno importanza in tutte le direzioni” . Per lo psichiatra Satoshi Kato, gli individui saranno semplicemente obbligati ad “Aspergerizzarsi” per poter sopravvivere. “L’equilibrio tra emozione e logica è molto perturbato” , dopo l’avvento della società industriale “l’espressione delle persone è diventata uniforme e i loro movimenti emotivi si sono impoveriti “.
La sindrome di Asperger, affascina dunque la nostra epoca. Come lo specchio in cui vediamo riflessi i tratti del nostro viso. Tuttavia, la società non è diventata piu’ semplice e piu’ facile da vivere per gli interessati. Anche se l’informatica e internet li aiutano a comunicare e a pianificare per poter controllare l’ambiente. ” Gli autistici, sono straordinari nelle procedure di ricerca sul web, ma nell’uso sociale si trovano in difficoltà. Sono le prime vittime del cyber-bullismo. Anche se hanno competenze fuori dal comune, l’autismo è presente, e le persone soffrono. ” Non sono indifferenti alla loro inadeguatezza sociale, e anche se sono consapevoli tendono ad isolarsi “.
“In realtà, gli autistici vengono sempre di piu’ espulsi violentemente dal nostro sistema, perchè il nostro mondo è troppo rapido, caotico, e ci sono troppe informazioni da gestire in tempi brevi, e dunque, delle decisioni da prendere in priorità, aggiunge Peter Vermeulen. E cio’, porta alla sofferenza numerose altre persone. Ma l’autismo è un termometro per la società: se non è autistico-compatibile, difficilmente sarà compatibile con l’umano…”
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Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, fonte: Lavie.fr
Autismo: Il blog di Fionn Hamill 12 anni, adoro avere la sindrome di Asperger
Marzo 2013. Fionn Hamill ha 12 anni e la Sindrome di Asperger. Ha una grande comprensione della sua condizione e ama essere diverso. Ha imparato ad integrarsi bene in un mondo mainstream, pratica sport di squadra ed è consapevole della sua condizione che comporta delle differenze. E’ un fantastico ambasciatore dell’autismo e la sindrome di Asperger non l’ha certo spaventato. Di recente ha aperto un blog online diventato popolare quando uno dei suoi articoli è stato ripreso dal sito web irlandese ” The Journal” . La sindrome di Asperger come spiega la madre Elena, è una condizione permanente.” Si tratta di una combinazione di difficoltà nell’interazione sociale, di elaborazione delle informazioni, di problemi sensoriali (suoni, odori, tessuti…), di problemi motori, e ogni caso è diverso dall’altro”.
Fionn ha detto ” adoro avere la sindrome di Asperger e sono contento di essere nato in questo modo “, ho aperto questo blog per aiutare gli altri a capire la sindrome di Asperger e se stessi. L’asperger per me non è una malattia, ma solo una differenza. Fionn ha un sacco di hobby, gioca a calcio, ama la PSP3, ascolta musica, legge libri e guarda tanti film. Si dedica alla scrittura creativa che trova ” molto rilassante “.
Molti enti di beneficenza hanno diffuso il suo articolo, tra cui l’associazione Aspergeradvice.org. “Non mi aspettavo tutto questo successo ” continua Fionn. ” Sapere che cosi’ tante persone hanno condiviso e letto il mio articolo è stato un grande shock e sono molto contento che sia accaduto. Alcuni commenti provenivano da insegnanti, da genitori di bambini autistici e da persone con la sindrome di Asperger. Sono felice di sapere che ho fatto del bene cercando di aiutare le persone a capirsi”.
Tuttavia, ci tiene a precisare che non è un esperto di autismo ma sta solo dicendo le cose dal suo punto di vista. Esistono tanti autismi e io sono solo “l’esperto di stesso”.
Il blog di Fionn Hamill: Autisticandproud
L’articolo su: The Journal Ie
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte Fermanagh Herald
Autismo Francia: Monica Bellucci si impegna a favore delle mamme di bambini autistici
18/04/2013. Monica Bellucci si impegna contro l’autismo
Nel film di Danièle Thompson, ” Persone che si abbracciano “, Monica Bellucci interpreta il ruolo di Giovanna, la bella e stupida moglie di Roni (Kad Merad). Un ruolo comico per la per la prima volta nella carriera dell’attrice che ammette di essersi divertita molto ad incarnare il ruolo di questa donna un po’ sciocca ma ben lontana dall’essere cattiva. A giugno,un’altra esperienza l’aspetta, l’attrice cambierà totalmente genere e girerà con Emir Kusturica il film Love and War in Serbia.
Tra le riprese, da Parigi a Londra, Roma e Rio, Monica Bellucci conduce la sua vita insieme a Vincet Cassel e i loro due figli, Deva, 9 anni e Léonie, 3 anni. In buon italiano, Monica è una vera ” Mamma” che non puo’ separarsi da i suoi figli. Generosa, l’attrice non resta insensibile alle ingiustizie del mondo e si impegna per le donne e per le madri di bambini autistici.
Recentemente ha anche firmato una petizione indirizzata al Presidente della Repubblica, François Hollande, promossa da Paroles de Femmes e la sua presidente Olivia Cattan, intitolata: ” Dimmi mamma, quando andiamo a scuola “.
Altri artisti hanno seguito l’esempio della bella Monica, tra cui, Francis Perrin, Sandrine Bonnaire, Jean Dujardin, Thomas Dutronc, Samuel Benchetrit, Jean-Paul Rouve, Bruno Wolkowitch, Anggun, Marc Levy e Audrey Dana.
La Francia è molto indietro rispetto ai suoi vicini europei, lo scopo di questa petizione è di permettere l’integrazione scolastica dei bambini handicappati e il diritto dei genitori a decidere dell’avvenire dei loro figli. Una battaglia che non poteva non arrivare fino al cuore della generosa Monica !
Tradotto da Mondo Aspie, Fonte: Femina.fr
Sindrome di Asperger: World of Warcraft, quando il videogioco puo’ curare l’autismo

I videogiochi potrebbero curare l’autismo, secondo alcuni scienziati americani. La crescente complessità e l’ambiente virtuale meno stressante rassicurano gli autistici e gli permettono di interagire con gli altri.
I videogiochi, con il loro contesto sempre piu’ complesso, posso rassicurare delle persone colpite da alcune forme di autismo. Per queste persone, le relazioni sociali sono meno stressanti in un ambiente virtuale.
Questo è il caso, rivelato dal giornale americano Wired, di Ian Bates, un ragazzo con la sindrome di Asperger, una forma di autismo che rende le relazioni sociali molto complicate. E’ il famoso videogioco conosciuto con il nome di “World of Warcraft” che ha aiutato Jan a comunicare piu’ facilmente.
Ma “i videogiochi sarebbero anche un’arma a doppio taglio, perchè, a causa del loro lato coinvolgente e sociale, potrebbero provocare ansia eccessiva e perfino paranoia negli individui piu’ fragili. Rischiano di far sparire la loro “vita reale” sostituendola con una virtuale”, secondo Jordan neuropsicologo comportamentista dell’Università di Boston
Neuroscienze ricerca: Una scoperta senza precedenti conferma la grande plasticità del cervello umano
05/04/2013. Neuroscienziati polacchi e francesi hanno dimostrato che la specializzazione del cervello in centri funzionali non è necessariamente una caratteristica innata ma si puo’ ottenere grazie all’apprendimento. Le ricerche, basate sulla capacità del cervello di leggere, sono state pubblicate il 5 febbraio scorso nella rivista ” Neurology “, con in primo autore il Dr Marcin Szwed dell’Università Jagellonne a Cracovia e il Dr Carlos Hamame dell’Università d’Aix-Marseille.
Le ricerche cliniche e la neuroimaging tramite risonanza magnetica ci hanno insegnato che il cervello umano è altamente specializzato sia dal punto di vista anatomico che funzionale. Ogni piccola regione della corteccia – il rivestimento esterno del cervello- è dedicata ad una funzione specifica ( memoria, vista, linguaggio…) è puo’ essere considerata come un micro-cervello specializzato nel trattamento di informazioni particolari. Tuttavia, non sappiamo se questa specializzazione funzionale del cervello è genetica, cioè acquisita durante l’evoluzione della razza umana, oppure si puo’ apprendere attraverso delle esperienze della vita.
Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori hanno lavorato su una facoltà cognitiva particolare: l’attitudine alla lettura. Come sottolinea il neurobiologo Stanislas Dehane, ” Il cervello umano non è programmato per essere capace di leggere, a differenza per esempio della capacità di riconoscere i volti che è il risultato di una lunga evoluzione biologica. La lettura è stata inventata meno di 6000 anni fa, e questo arco di tempo è troppo corto per creare un’ area cerebrale specifica dedicata alla lettura “.
Una serie di esperimenti condotti su dei pazienti epilettici al CHU ( Centro Ospedaliero Universitario) di Grenoble nel laboratorio du fisiopatologia dell’epilessia, diretto dal Professore Philippe Kahane, hanno mostrato, con grande stupore degli scienziati, che le cellule nervose di questa zona cerebrale coinvolta nel riconoscimento di oggetti (area di Dejerine) reagiscono con forza e solo quando il paziente vede una parola, o una serie di lettere, ad esclusione di qualsiasi altro tipo d’informazione.
I ricercatori sono stati in grado di dimostrare che la regione cerebrale responsabile del riconoscimento degli oggetti puo’ sviluppare un’attitudine specifica alla lettura grazie all’apprendimento. E sembra anche che, le regioni piu’ specializzate del cervello possano essere il frutto di un apprendimento, e questo mostra fino a che punto la plasticità del cervello è straordinaria e aperta a prospettive interessanti per la rieducazioni dei pazienti che soffrono di lesioni cerebrali dovute all’età o alla malattia.
Articolo originale: “Dejerine’s reading area revisited with intracranial EEG: Selective response to letter strings”, Carlos M. Hamamé, Marcin Szwed, Michael Sharman, et al., Neurology 2013;80;602, http://www.neurology.org/content/80/6/602.short – ” Un’esperienza sorprendente in una clinica di neurologia” ( in polacco ), Gazeta Krakow, 6/02/2013, http://redirectix.bulletins-electroniques.com/zQhrZ
Redattori: Vincent GALAND, Ambasciata di Francia in Polonia , con la partecipazione di Marcin SZWED e Carlos HAMAME – MEL : vincent.galand@diplomatie.gouv.fr – TEL : 0048.69.003.70.28. Ritrovate tutte le informazionie e le attività su: http://institutfrancais.pl/sciences-universites/. Per abbonarsi al bollettino elettronico : http://www.bulletins-electroniques.com/emailix/abonnements.htm
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie: Fonti, articolo completo in francese per approfondimenti qui: Bulletins-electroniques.com, rtflash.com
Autismo Rimini: autistica picchiata nella casa famiglia, presa a schiaffi per la pipi’ addosso
Rimini, Sabato 20 Aprile 2013 . Autistica picchiata nella casa famiglia. Marito e moglie indagati per lesioni e maltrattamento aggravato in concorso. Il caso scoperto dalla sorella della vittima, in un alloggio della Papa Giovanni XXIII. La donna presa a schiaffi per la pipi’ addosso. Il sospetto diventato certezza con due referti del pronto soccorso dell’ospedale di Rimini. E con l’ammissione, trascritta nella denuncia di un operatore: “Una volta, dopo che si era fatta la pipi’ addosso, è stata presa a schiaffi”. Marito e moglie, 57 anni lui e 53 anni lei, responsabili di una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII del riminese, sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura della Repubblica con le accuse di lesioni e maltrattamento aggravato in concorso. Maltrattamenti di cui sarebbe stata vittima una donna di 55 anni affetta da autismo fin dalla nascita e ospite della struttura ( che assiste diversi altri pazienti affetti da patologie gravi come la sua ) dal 2011. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, è stata condotta a tempo di record dalla squadra mobile della Questura di Rimini ed è stata chiusa tre settimane fa, quando l’ospite è stata spostata dalla polizia in un’altra struttura protetta. A chiedere aiuto agli investigatori di corso Augusto, è stata la sorella che, in occasione di alcune visite settimanali, ha notato segni sempre piu’ evidenti sul corpo della congiunta. Ha cosi’ chiesto lumi, ricevendo risposte poco esaustive dai responsabili come anche dagli operatori. Questo l’ha spinta quindi a farsi accompagnare per un ” sopralluogo ” anche dal medico di famiglia. Supporto di cui non ha avuto bisogno nelle due occasioni che l’hanno vista costretta ad accompagnare la sorella al pronto soccorso. E due sono i referti degli Infermi allegati al fascicolo d’indagine. Nel primo i medici hanno accertato ematomi sotto le due ascelle e all’osso occipitale. Nel secondo ” un edema palpebrale allo zigomo destro . Lesioni che la presunta vittima, in qualche modo ha spiegato le sarebbero state procurate a bastonate. “Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura – commenta Paolo Ramonda presidente della Papa Giovanni XXIII – . I due indagati sono sposati, vivono con noi da una ventina d’anni “. La Papa Giovanni ha dato piena collaborazione alla Squadra mobile . ” Siamo rimasti sorpresi da queste accuse – conclude Ramonda- anmche noi andremo fino in fondo per verificare eventuali responsabilità. Nella struttura che ospita solo adulti, c’e’ anche controllo del servizio pubblico. Non vogliamo condannare nessuno prima che le indagini facciano il loro corso “.
Fonte: Romagna Corriere di Rimini e San Marino, 20/04/2013
Autismo vergogna Italia: Rimini, violenze a disabile autistica denunciati responsabili di una casa famiglia
Rimini, 19 aprile 2013 . Lesioni e maltrattamento aggravato, denunciati i responsabili di una “casa famiglia” del circuito della Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini. Vittima delle violenze una 55enne affetta da autismo. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, affidata alla squadra mobile della Questura di Rimini, si è conclusa tre settimane fa, quando la cinquantenne è stata spostata dalla polizia in un’altra struttura protetta. Le presunte violenze sulla donna autistica sarebbero state scoperte dalla sorella in occasione delle visite settimanali. La donna, autistica fin dalla nascita, era stata trovata almeno in due occasioni ricoperta di lividi, sulle spalle, ad una gamba, alla fronte e con un occhio nero, tanto che la sorella l’aveva dovuta portare in Pronto soccorso. Nella denuncia la famiglia della 55enne non autosufficiente avrebbe fatto riferimento all’uso di un bastone. Le violenze che sarebbero state certificate anche da referti medici si sarebbero consumate dal 2012 al marzo 2013, cessate appunto con la denuncia dei familiari. Iscritti nel registro degli indagati una riminese di 53 anni e un riminese di 57, gestori della casa famiglia che ospita diverse persone con varie problematiche.
Fonte: Altarimini.it
Autismo ricerca: La magnetoencefalografia permette di rilevare l’autismo con una precisione del 94%
Ricerca pubblicata su PLoS ONE il 17/04/2013
La magnetoencefalografia ( MEG ) è una tecnica poco conosciuta di imaging funzionale utilizzata nella neurologia, che si basa sulla misurazione dei campi magnetici prodotti dall’attività elettromagnetica dell’encefalo, che secondo l’equipe della Case Western Reserve University School of Medicine e dell’Università di Toronto permetterebbe di confermare la diagnosi di autismo nel bambino con una precisione del 94%.
Analizzando la connettività tra le diverse aree del cervello in 19 bambini di cui 9 con autismo, i ricercatori hanno riscontrato che le interazioni cerebrali a riposo erano significativamente diverse nel gruppo di bambini autistici in rapporto al gruppo di controllo. Per il Dr Roberto Fernandez Galan, co-autore: ” Questa scoperta apre la strada a strumenti quantitativi che completano gli strumenti diagnostici esistenti per l’autismo basati sui test comportamentali “.
Sapere ” Chi controlla cosa “. Le connessioni erano maggiori tra le regioni frontali e occipitali nel gruppo di autistici con un flusso asimmetrico d’informazione verso la regione frontale, rispetto a quelle dei bambini appartenenti al gruppo di controllo. In questo modo potrebbe essere possibile identificare eventuali “anomalie” nel cervello di chi soffre di questo disturbo, riuscendo a diversificare le differenze di attività cerebrale e quindi rendendo più precise le diagnosi.
“La domanda non è solamente quella di sapere chi è connesso con cosa, ma piuttosto chi controlla cosa”, commenta il ricercatore canadese. In piu’, il loro approccio ha permesso di misurare il rumore di fondo o gli impulsi spontanei del cervello a riposo. La mappatura ha rilevato che ci sono piu’ complessità nel gruppo osservato. Ed è proprio questo criterio che si è rivelato discriminate e piu’ affidabile rispetto alla connettività funzionale sola.
Tradotto e riadattato da Mondo Aspie, Fonte Lequotidiendumedecin.fr
Autismo ricerca: Dei cervelli diversi ma risposte simili alla musica
European Journal of Neuroscience, 11 aprile 2013 . I cervelli delle persone differenti che ascoltano lo stesso pezzo di musica reagiscono alla stessa maniera ? Secondo lo studio di neuroimaging funzionale della Stanford University, la risposta è si. Queste conclusioni, pubblicate nell’European Journal of Neuroscience contribuiscono non solo a spiegare il ruolo primordiale della musica nella nostra comunicazione e coordinazione sociale ma possono anche fornire piste terapeutiche per i disturbi della comunicazione interpersonale come l’autismo, per esempio.
I ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale( fMRI ) per identificare una rete che collega diverse strutture cerebrali e si attiva in modo identico nei partecipanti all’ascolto di musica classica. Vinod Menon, professore di psichiatria e di scienze comportamentali e autore principale dello studio spiega, che nonostante le nostre esperienze musicali differenti e le nostre preferenze individuali, la musica classica suscita un’attività cerebrale quasi uniforme nelle diverse strutture cerebrali, incluse le aree del controllo motorio, la memoria e l’attenzione. L’idea che soggetti in salute e altri con disturbi del linguaggio e della comunicazione possano rispondere a dei suoni complessi nello stesso modo, getta una luce nuova su questi disturbi della comunicazione.
Il gruppo composto da 17 partecipanti destrimani di un’ età compresa dai 19 ai 27 anni, non aveva mai ascoltato il tipo di musica scelto per l’esperimento, per ascoltare hanno utilizzato delle cuffie, mentre i loro cervelli venivano sottoposti a fMRI per una durata di 9 minuti. Nel corso di questa seduta, i partecipanti hanno anche ascoltato altri due stimoli sonori presi dalla stessa musica, in uno il ritmo era stato cancellato, e nell’altro, la melodia è stata interamente modificata e ogni tonalità trasformata in algoritmo.
L’equipe di ricercatori ha identificato tramite l’fMRI una rete cerebrale partendo dai collegamenti uditivi situati nel mesencefalo fino alla memoria di lavoro e dell’attenzione situata nella corteccia. Se stimolate musicalmente, queste regioni si avviavano per periodi di qualche secondo. Questa attivazione in diverse zone del cervello è comparsa in maniera identica in tutti i partecipanti, tranne quando la musica originale è stata trasformata in stimoli sonori. Lo studio mostra anche che il livello di attivazione di queste zone risponde, preferibilmente alla musica “reale”, “vera”, piuttosto che agli stimoli e questo suggerisce che la corteccia dirige i collegamenti uditivi tenendo conto dei suoni “naturalmente” musicali. Anche la corteccia frontale parietale, che gestisce le funzioni cognitive come l’attenzione e la memoria di lavoro, si attiva in maniera identica in tutti i partecipanti , ma solo con la “vera” musica. Ogni individuo che ascolta della musica, a, per ogni zona sensibile del cervello, la propria scala di tempo,l come anche, il tempo necessario per dare un senso alla canzone, è specifico per ciascuno. Infine, i ricercatori identificano delle strutture e dei circuiti cerebrali che, nella loro attivazione, seguono l’evoluzione della musica. E suggeriscono che l’attivazione di queste zone con l’ascolto di musica “vera”, piuttosto che stimoli, fa pensare che il nostro cervello risponda naturalmente alla stimolazione musicale e precede i movimenti che possono accompagnare l’ascolto della musica, come battere le mani, ballare, camminare, ballare…E i modelli di attivazione simile negli individui normali partecipano a favorire la coordinazione sociale dei nostri movimenti.
Quali applicazioni ? Gli autori desiderano estendere questi dati in un certo numero di aree di ricerca che riguardano la comunicazione interpersonale, come il linguaggio e la comunicazione sociale nell’autismo. ” I bambini autistici ascoltano nella stessa maniera dei bambini a sviluppo “normale” ? Se no, quali sono le differenze di trattamento dell’informazione ? Quali regioni del cervello sono desincronizzate ? “. L’ascolto della musica potrebbe cosi’ dare delle risposte sulle differenze di trattamento dell’informazione nelle persone con disturbi della comunicazione.
Fonte: European Journal of Neuroscience 11 APR 2013 DOI: 10.1111/ejn.12173 Inter-subject synchronization of brain responses during natural music listening
Tradotto da Mondo Aspie, fonte Santelog.com
